Ci sono luoghi che raccontano il cambiamento di un territorio meglio di qualsiasi statistica. Forte dei Marmi, negli ultimi vent’anni, è diventata altro: le vetrine si sono fatte più patinate, i listini più alti, l’aria stessa sembra profumare più di boutique che di salsedine. Ed è proprio partendo da questa trasformazione che Edoardo Sacchelli, giovane gestore di Villa Diletta, apre la nostra chiacchierata senza troppi giri di parole.
“Forte dei Marmi sta cambiando ed è cambiata puntando su un extra lusso che, di fatto, non ci appartiene,” dice, e lo dice con la naturalezza di chi ha già fatto pace con il fatto di remare, almeno un po’, controcorrente. “È un parere mio personale, ovviamente, ma nella nostra piccola realtà ci piace pensare che siamo qualcosa che rappresenta la vera Forte dei Marmi: quella genuina, autentica, familiare, ma pur sempre elegante, senza cadere in un eccessivo e inutile formalismo.”
Una casa di famiglia diventata rifugio per gli ospiti
Prima di essere un indirizzo su una piattaforma di prenotazioni, Villa Diletta è stata per anni semplicemente questo: una casa. “È nata a Vittoria Apuana, piccolo quartiere di Forte dei Marmi, nei primi anni 2000, come casa di famiglia,” racconta Edoardo. Un luogo di estati, di pranzi della domenica, di ricordi che si accumulano negli anni prima ancora che qualcuno pensasse di aprirla al pubblico.
La svolta arriva il 20 giugno 2021, dopo un’importante ristrutturazione: la casa diventa un bed & breakfast di sei camere. Ma anche qui, Edoardo tiene a precisare che non si è trattato di uniformare tutto secondo lo standard un po’ anonimo di certi B&B da catalogo. “Ogni camera è diversa: ha i suoi colori, ha la sua anima,” spiega. “Le uniche cose che sono identiche sono i comfort, ossia aria condizionata, minibar e così via.” Un dettaglio piccolo, se vogliamo, ma che dice molto: la comodità va garantita a tutti allo stesso modo, l’identità no, quella va rispettata camera per camera.
Dietro questo progetto c’è tutta la famiglia Sacchelli. I valori di base, spiega Edoardo, arrivano dal padre Sergio: accoglienza, rispetto, amore per il territorio. Lui, che oggi gestisce la struttura in prima persona, ci ha aggiunto qualcosa di suo — entusiasmo, passione, e una lettura più contemporanea del concetto di ospitalità, informale ma non per questo meno curata. Non è un equilibrio scontato, anzi: è forse il punto più delicato di tutto il progetto, quello tra il sentirsi a proprio agio e il non scadere mai nel trasandato.
Accanto a lui lavora la madre Claudia, che porta un tocco tutto suo fatto di attenzione ai dettagli e di torte fatte in casa — quelle che gli ospiti trovano a colazione, e che più di un recensore ha ricordato con piacere. E poi c’è Diletta, la sorella di Edoardo, che alla struttura ha regalato il proprio nome. Un gesto piccolo sulla carta, ma che racconta bene cosa sia davvero questo posto: prima una storia di famiglia, poi un’attività.
Le persone che fanno la differenza
Parlando con Edoardo, si capisce presto che dietro Villa Diletta non c’è solo un progetto imprenditoriale, ma un gruppo di persone di cui parla con una riconoscenza che non è di circostanza.
C’è Josy, la governante, che “si occupa delle camere partendo dallo stiraggio dei copriletti fino alla pulizia finale della camera” ed è, nelle parole di Edoardo, “bravissima a capire i bisogni dei clienti nelle camere.” C’è Maria Sole, giovanissima, che fa da concierge, da receptionist e da cameriera di sala — “indispensabile affinché tutto vada al meglio, sempre sorridente ed attenta.” E c’è Emanuela, che Edoardo definisce senza mezzi termini “una donna eccezionale che si occupa di tutto”: pulizie, cucina, organizzazione, e soprattutto la gestione di quegli imprevisti quotidiani che in qualunque struttura ricettiva, prima o poi, arrivano.
Infine c’è lui. “Sempre presente in struttura per ogni esigenza, sempre pronto a scambiare due parole con gli ospiti e a creare un rapporto umano, fatto a cui tengo tantissimo,” dice, quasi con pudore. Ed è forse qui, in questa presenza fisica e costante, che si legge una delle cose più interessanti del suo modo di intendere la guida di un’attività: non delegare a un’organizzazione impersonale ciò che invece ha bisogno di un volto e di un nome.
Il rito della colazione
C’è un momento della giornata in cui tutto questo si vede con particolare chiarezza, ed è la colazione. “A Villa Diletta desideriamo che i nostri ospiti vivano l’esperienza della colazione come una gioia per il palato,” dice Edoardo, e non è un modo di dire buttato lì per riempire una frase. “Al risveglio mattutino prendetevi il vostro tempo, nella bella stagione accomodatevi sulla veranda, scegliete tra le nostre proposte internazionali alla carta, dolci e salate, fatte in casa o cucinate sul momento. Al resto ci pensiamo noi.”
A occuparsene è la cuoca Martina, che prepara piatti espressi accompagnati da una scelta di bevande, con un’attenzione particolare alla personalizzazione: la cucina si adatta alle esigenze di chi arriva, “in modo che senta Villa Diletta come la sua casa del mare,” come dice Edoardo. Un’espressione semplice, ma che racchiude in poche parole l’obiettivo di fondo della struttura: non limitarsi a ospitare qualcuno, ma fargli sentire di essere arrivato in un posto che, in qualche misura, gli appartiene.
In bicicletta, il modo giusto di scoprire la Versilia
C’è un altro tratto distintivo dell’esperienza a Villa Diletta, ed è quasi banale nella sua semplicità: la bicicletta. “Insieme alle camere vi è la possibilità di noleggiare delle bici o delle e-bike, mezzi indispensabili per vivere il vero profumo di Forte dei Marmi,” racconta Edoardo. Detto così potrebbe sembrare un dettaglio di servizio come un altro, ma nel discorso più ampio di Edoardo assume un peso specifico diverso: la bicicletta come antidoto a un certo turismo fatto solo di vetrine e di apparenza.
Pedalando tra il centro, le pinete e il lungomare si scopre una Versilia più intima, fatta di scorci minori, di negozi storici, di stabilimenti dove il tempo scorre secondo ritmi propri. Villa Diletta si trova peraltro a due passi sia dal centro che dal mare, a circa 250 metri dalla spiaggia, e può contare su una convenzione con lo stabilimento balneare Bagno Flora Ponente per garantire agli ospiti un accesso comodo al litorale.
È in questa attenzione, apparentemente minima, ai piccoli spostamenti quotidiani che si ritrova ancora una volta la filosofia di Edoardo: non aggiungere lusso per il lusso, ma togliere ostacoli. Restituire tempo e libertà a chi è in vacanza, che si tratti di raggiungere la spiaggia, di fare due passi verso il centro, o semplicemente di girare senza meta tra le vie di Vittoria Apuana. La bicicletta, in questo senso, è forse l’oggetto che più di ogni altro racconta l’idea di ospitalità della famiglia Sacchelli.
“Seguite la passione”: l’unico consiglio che conta
Quando gli si chiede un consiglio per chi vorrebbe intraprendere un percorso simile al suo, Edoardo risponde con un’onestà che disarma. “Sono un ragazzo neanche trentenne, posso dare veramente pochi consigli visto la mia giovane età,” premette, con quella specie di modestia che spesso accompagna proprio chi le idee le ha già chiarissime. Poi, senza troppi giri di parole, arriva dritto al punto: “L’unico consiglio che mi sento di dare è il seguente: seguite la passione. Sempre e comunque, in qualsiasi caso e anche di fronte a qualsiasi problema che la vita vi pone. Seguite la passione! Seguite ciò che amate!”
Lo dice quasi alzando la voce, con la convinzione di chi questa frase l’ha vissuta sulla propria pelle prima ancora di pronunciarla. “Perché così non lavorerete mai un giorno della vostra vita, perché se ami ciò che fai sei mosso dalla passione stessa… la stessa passione che ti spingerà sempre a migliorare, a scoprire e anche a sbagliare, ma sempre con la volontà di superare qualsiasi sfida!”
Dietro questa frase, semplice all’apparenza, si nasconde una visione della leadership tutt’altro che scontata: guidare un progetto — che sia un piccolo bed & breakfast o una grande azienda — significa accettare l’errore come parte naturale del percorso, senza lasciare che scoraggi la voglia di fare meglio. È una lezione che vale ben oltre l’ospitalità, e che riguarda chiunque si trovi, ogni giorno, a scegliere tra la strada più comoda e quella più vera.
Quello che raccontano gli ospiti
Non è solo Edoardo a parlare bene di Villa Diletta, naturalmente: sono soprattutto gli ospiti che ci sono passati a restituire, con le proprie parole, l’atmosfera del posto. Nelle recensioni lasciate dopo il soggiorno tornano sempre gli stessi elementi, quasi fosse un copione condiviso senza essersi messi d’accordo: la sensazione di una struttura nuova ma curata nei minimi dettagli, la pulizia impeccabile delle camere, il silenzio della zona residenziale che permette di dormire bene pur essendo a due passi dal centro. E poi, immancabile, la colazione — con le torte fatte in casa spesso citate come uno dei ricordi più belli del soggiorno.
C’è anche chi racconta del giardino curato, della vasca idromassaggio dove concedersi un momento di relax dopo una giornata di mare, e delle biciclette messe a disposizione, che più di un ospite ha definito un vero valore aggiunto per muoversi con calma tra il centro e la spiaggia. Ma soprattutto, in quasi tutte le testimonianze, ricorre un nome: quello di Edoardo, descritto come un padrone di casa cortese, disponibile, sempre presente. Un riscontro che conferma, dalla parte di chi la struttura la vive da ospite, tutto quello che lui stesso racconta della propria idea di accoglienza.
Quello che Villa Diletta insegna a chi guida le persone
Ci sono almeno un paio di cose, in questa storia, che vale la pena portarsi a casa se si lavora nella gestione di persone e progetti, a prescindere dal settore.
La prima è il coraggio di andare controcorrente quando serve. In un contesto sempre più orientato verso un lusso patinato e a tratti impersonale, Edoardo ha scelto di puntare su un’identità diversa, fatta di autenticità e calore umano — sapendo bene che questa scelta è, dal punto di vista del marketing puro, più difficile da comunicare rispetto a un posizionamento più esclusivo. Eppure è una scelta che, nel tempo, costruisce qualcosa di più solido di una moda passeggera.
La seconda cosa è la centralità delle persone. Nel racconto di Edoardo ogni componente dello staff ha un nome, un ruolo, un merito riconosciuto pubblicamente: Josy, Maria Sole, Emanuela, la cuoca Martina, la madre Claudia. Non è un dettaglio da comunicato stampa, ma la prova concreta di come chi guida davvero un gruppo sappia dare valore a chi lavora al suo fianco — condizione, questa, indispensabile per costruire un ambiente sano e, di riflesso, un’esperienza di qualità per chi arriva da ospite.
C’è poi la coerenza tra la visione dichiarata e i piccoli gesti quotidiani. Dalla colazione alle biciclette, dalla personalizzazione delle camere alla presenza costante di Edoardo in struttura, ogni elemento risponde a un’unica idea: far sentire l’ospite a casa. È una coerenza che non si costruisce a tavolino, ma che nasce da una visione chiara, condivisa da tutta la famiglia.
E infine, la passione come motore di tutto. Il consiglio che Edoardo offre — seguire ciò che si ama, anche quando le cose si complicano — è forse la sintesi più onesta del suo modo di intendere il lavoro: non un peso da sopportare, ma un’espressione di sé.
Un invito a scoprire la Forte dei Marmi più vera
La storia di Edoardo Sacchelli è, in fondo, un invito a riscoprire un’idea di ospitalità che rischia di sparire: quella fatta di relazioni vere, di piccoli gesti, di un’eleganza che non ha bisogno di ostentazione per farsi notare. In un territorio che cambia volto, Villa Diletta resta un presidio di autenticità — un posto dove ogni ospite può ritrovare il calore di una casa di famiglia, senza per questo rinunciare alla qualità che ci si aspetta da un soggiorno in Versilia.
Se desiderate vivere un’esperienza autentica a Forte dei Marmi, lontana dagli stereotipi dell’extra lusso e più vicina al vero spirito del luogo, Villa Diletta vi aspetta a Vittoria Apuana: sei camere, ognuna con la propria anima, la colazione alla carta preparata da Martina, le biciclette pronte a portarvi alla scoperta della vera Versilia, ed Edoardo e la sua famiglia sempre pronti a farvi sentire, davvero, a casa.
Per saperne di più su Villa Diletta, curiosare tra le fotografie della struttura e organizzare il vostro soggiorno, potete visitare il sito ufficiale della struttura o contattarli direttamente: un’accoglienza genuina, familiare ed elegante vi aspetta in una Forte dei Marmi che, nonostante tutto, esiste ancora.

