Dal negozio di alimentari del 1958 all’impero gastronomico: come una famiglia ha anticipato ogni cambiamento della città
Quando entri in Via Cesare Cantù, nel centro storico di Como, ti ritrovi in una di quelle strade che raccontano storie. Non per niente, nell’Ottocento la chiamavano “contrada delle meraviglie” – un nome che non le hanno dato a caso, ma per il fascino che sprigionava già allora tra botteghe artigiane, palazzi antichi e quel viavai di gente che faceva sembrare ogni giorno diverso dal precedente.
Oggi quella strada è ancora lì, con la sua Porta Torre Santa Cecilia e il Liceo Classico che guardano il passare del tempo, ma c’è un posto al civico 9 che più di tutti incarna lo spirito di quella “contrada delle meraviglie”: la Gastronomia Castiglioni. E se pensate che sia solo un negozio di alimentari, beh, preparatevi a ricredervi.
Quando Como era ancora un “paesotto”
“Nata nel 1958, il secolo scorso, come negozio di generi alimentari abbiamo vissuto i cambiamenti della città da ‘paesotto’ a città internazionale e ora polo turistico mondiale, evolvendoci con essa.”
Marco Castiglioni lo dice con quella semplicità disarmante di chi ha visto passare sessantasette anni di storia sotto i propri occhi. Sessantasette anni, pensateci. È più di mezzo secolo passato dietro un bancone, tra salumi, formaggi, bottiglie di vino e clienti che cambiano generazione dopo generazione.
Era il 1958 quando suo padre Gianni, insieme alla moglie Rosa, aprì quel negozio di alimentari. Gianni aveva già lavorato al porto di Sant’Agostino, conosceva Como e i comaschi, ma quando mise piede in Via Cesare Cantù aveva in testa qualcosa di diverso. Non voleva fare il solito negozietto di quartiere dove compri il pane e la mortadella. No, lui puntava a qualcosa di più: una bottega con un’attitudine gastronomica, come si sarebbe detto oggi. Moderna, per quei tempi.
E mentre Como piano piano si scrollava di dosso l’immagine di “paesotto” per diventare quella città internazionale che conosciamo oggi, i Castiglioni crescevano insieme a lei. Anzi, spesso la anticipavano.
Il testimone passa a Marco: 1974, l’inizio di una lunga avventura
Marco Castiglioni è figlio di Gianni e Rosa. Figlio d’arte, direbbero in altri settori, ma qui si dice più semplicemente che è nato e cresciuto in mezzo alle cassette della frutta e ai prosciutti appesi. Nel 1974, ancora giovanissimo, entra in azienda mentre porta avanti gli studi serali – prima da gastronomo, poi da geometra. Quella determinazione a studiare e lavorare contemporaneamente dice già molto sul personaggio: uno che non si accontenta mai, che vuole sempre imparare qualcosa in più.
Dal 2012 è affiancato dalla moglie Tiziana, mentre la mamma Rosa – che di mollare proprio non ne vuole sapere – continua a dare una mano insieme ai figli Andrea e Alessia, che dal 2009 sono entrati attivamente nell’attività di famiglia.
“La mia storia lavorativa è un continuo sviluppo lavorativo seguendo il cambiamento della città: da ormai 52 anni cerco di anticiparne il tipo di sviluppo commerciale. Ho applicato i miei studi professionali per migliorare e soddisfare la clientela sempre più esigente che entrava.”
Cinquantadue anni. Pensate a quanto è cambiato il mondo in mezzo secolo. Pensate a quanto è cambiata Como, da quel “paesotto” degli anni Sessanta alla città che oggi attira turisti da tutto il pianeta. E pensate a quanto bisogna essere bravi, o forse solo intelligenti, per anticipare ogni volta la mossa giusta.
Perché è questo il segreto di Marco: non ha mai inseguito i cambiamenti, li ha anticipati. Quando negli anni Ottanta la gente ha cominciato a volere non solo prodotti ma anche competenza, consiglio, selezione, lui ha trasformato il negozio in una gastronomia vera e propria. Quando all’inizio del nuovo millennio è esplosa la voglia di vivere esperienze culinarie complete, ecco che nel 2003 è arrivato il ristorante. E quando nel 2012 il vino è diventato protagonista assoluto della cultura italiana, Marco ha aperto l’enoteca.
“Da alimentari nel ’58 a gastronomia negli anni ’80, a salumeria e ristorante nel 2003 e con l’aggiunta di un’enoteca nel 2012.”
Sembra una progressione naturale, detta così. Ma dietro ogni passaggio ci sono scelte, rischi, investimenti. E soprattutto quella capacità quasi profetica di capire dove sta andando il mercato prima che ci arrivi.
Tremila etichette e un mondo di sapori
Se c’è una cosa che ti colpisce quando entri da Castiglioni è la cantina. Tremila etichette. Avete letto bene: tremila. Provenienti da tutto il mondo, con una collezione di milletrecento bottiglie disponibili solo nel punto vendita principale. È una delle cantine più fornite di Como, forse della Lombardia.
“Siamo entrati solo per un aperitivo e ci ha colpito l’ottima selezione di vini. Proprietario decisamente competente. Posto ben curato. Non siamo riusciti ad uscire senza una bottiglia… Abissi… Non sono molte le enoteche che ce l’hanno.”
Questa è Rosa da Grosseto, una cliente che è entrata per caso e non è più uscita a mani vuote. E non è l’unica. Quando leggi le recensioni su Castiglioni, il filo conduttore è sempre quello: la competenza. Marco non è uno che mette le bottiglie sullo scaffale perché fanno scena. Ogni etichetta è lì per un motivo preciso. Ogni vino ha la sua storia, il suo produttore, il suo territorio. E lui te lo sa raccontare.
Ma non è solo vino. “Castiglioni sicuramente è il negozio dove è possibile trovare molti tipi di oli d’oliva extravergini, aceti balsamici di Modena, funghi e vegetali sott’olio, formaggi da tutta l’Italia.” E tutto questo puoi anche gustarlo seduto nel ristorante, che è aperto a pranzo con proposte che sono un viaggio nell’Italia del gusto.
Il ristorante di Como: quando è Marco lo chef
All’inizio del nuovo millennio, Marco decide di aggiungere alla gastronomia anche un ristorante. Ma attenzione: non è uno chef esterno a gestire la cucina, è lui stesso. Con l’aiuto del figlio Andrea nei momenti liberi – all’epoca Andrea studiava da chef a Chiavenna – e coadiuvato da validi dipendenti, tra cui dal 2009 anche la figlia Alessia, Marco si mette ai fornelli e comincia a proporre una cucina che rispecchia esattamente la filosofia del negozio: qualità, ricerca, prezzi onesti.
Il ristorante di Como è nato come pranzo di lavoro e mantiene questa vocazione: è aperto a pranzo, mentre la sera chiude, salvo pranzi concordati. Una scelta precisa, non casuale. Marco sa che il pranzo di lavoro è un servizio importante per Como, una città che vive di commercio e turismo, dove ogni giorno centinaia di persone cercano un posto dove mangiare bene, velocemente, spendendo il giusto.
“Ci siamo fermati in questa gastronomia per il pranzo durante una visita alla città. I prezzi sono onesti e le porzioni giuste. Servizio rapido e cortese. Menù molto vario sia di carne che di pesce.”
Claudia da Mantova la butta lì come niente fosse, ma sta dicendo una cosa importante: da Castiglioni puoi andare anche se sei un turista di passaggio, anche se non sei un esperto di enogastronomia, anche se vuoi solo mangiare bene spendendo il giusto. Non ti guardano dall’alto in basso, non ti fanno sentire inadeguato. Ti accolgono, punto.
Qualità senza spocchia: ecco il segreto
C’è una cosa che colpisce nelle recensioni dei clienti: nessuno si lamenta dei prezzi. Anzi, tutti sottolineano quanto siano onesti, accessibili, corretti. In un settore dove spesso “qualità” fa rima con “salasso”, Castiglioni ha fatto una scelta precisa: offrire il meglio senza escludere nessuno.
“Il prezzo delle pietanze è onesto (7,5€ cadauno). Le ricette sono la bontà della ricercatezza: tutto particolare e saporito, ho assaggiato alici marinate alle cipolle di tropea, bresaola alle erbe con castagne al miele, cannelloni con trota salmonata, ravioli alla zucca, affettati di culatello e speck con gorgonzola e pecorino sardo, vino shiraz siciliano. Racchiude in sé le eccellenze italiane a prezzi abbordabili.”
Questo è quello che ha scritto un cliente entusiasta dopo aver pranzato da Castiglioni. Alici alle cipolle di Tropea, bresaola con castagne al miele, ravioli alla zucca… Non è la solita trattoria dove prendi cotoletta e patatine. Qui c’è ricerca, creatività, voglia di stupire. Ma senza quella spocchia che spesso accompagna i posti “di qualità”.
“Tutto eccellente, ci ritorneremo ancora, prezzi modici,” conferma Maria Rosa da Biella. E quando la gente dice “ci torniamo”, vuol dire che hai fatto centro.
Un dettaglio che fa la differenza: a pranzo puoi scegliere la bottiglia che vuoi dalla cantina e berla al tavolo senza diritto di tappo. Capite? Abolito il diritto di tappo a pranzo. In un’enoteca con tremila etichette. È il tipo di scelta che fa la differenza tra un commerciante e un imprenditore visionario. Marco ha capito che per fidelizzare i clienti, per farli sentire a casa, devi togliere le barriere. E il diritto di tappo è una barriera, soprattutto per chi vuole avvicinarsi al mondo del vino senza sentirsi spremuto.
Cernobbio: dove i figli prendono il testimone
Dal 2000, la famiglia Castiglioni ha fatto un passo importante: l’espansione a Cernobbio. Lo storico Olde England Pub si è trasferito in piazza cambiando nome e diventando semplicemente Castiglioni – un locale che include enoteca, bar, ristorazione e gelateria, con un ampio spazio esterno per i tavoli che d’estate diventa il cuore pulsante della piazza.
Ed è qui che entra in scena prepotentemente la terza generazione. Andrea e Alessia, i figli di Marco, gestiscono Cernobbio con la stessa passione e competenza che hanno imparato dal padre e dai nonni. A differenza di Como, il locale di Cernobbio è aperto anche la sera, offrendo un servizio completo che va dall’aperitivo alla cena, dalla degustazione di vini al gelato dopo cena.
“Carinissima la location e ottime sia le birre sia i tè (c’è tantissima scelta tra tisane e tè e anche di birre). Lo consiglio a chiunque cerchi un posto tranquillo dove bere qualcosa,” scrive Nada da Maslianico.
È affascinante vedere come Andrea e Alessia abbiano saputo interpretare a modo loro la filosofia di famiglia. Il locale di Cernobbio ha una sua identità, diversa da quello di Como, ma con gli stessi valori: qualità, competenza, accoglienza, prezzi onesti. Non è una copia, è una declinazione diversa dello stesso DNA.
“Varietà di primi e secondi, cibo di buona qualità. Atmosfera piacevole,” sintetizza Vittoria da Como. Anche qui: semplicità, varietà, qualità. La ricetta non cambia.
Una famiglia, tre generazioni, un’unica passione
Quello che rende speciale la storia Castiglioni è la dimensione familiare. Non stiamo parlando di una multinazionale della ristorazione, di una catena con format standardizzati. Stiamo parlando di Gianni e Rosa che nel 1958 aprono un negozio. Di Marco che nel 1974 entra in azienda e la porta verso nuovi orizzonti. Di Tiziana che dal 2012 affianca il marito. Della mamma Rosa che non molla e continua a dare una mano. Di Andrea e Alessia che dal 2009 sono attivi nell’attività e oggi gestiscono Cernobbio.
Tre generazioni sotto lo stesso tetto, o meglio, dietro lo stesso bancone. E ognuna ha portato il suo contributo. Gianni aveva l’intuizione imprenditoriale, la voglia di fare qualcosa di diverso. Marco ha avuto la capacità di leggere i cambiamenti e anticiparli, di studiare e lavorare contemporaneamente, di mettere in pratica le competenze acquisite come gastronomo e geometra. La terza generazione porta freschezza, apertura mentale, nuove idee.
Perché sì, anche questo fa parte dell’evoluzione: “Oggi Castiglioni è disponibile anche su internet per la vendita online delle sue specialità.” Il sito castiglionistore.com permette di ordinare e ricevere a casa le eccellenze selezionate dalla famiglia. Un passo necessario nell’era dell’e-commerce, ma fatto senza tradire l’identità artigiana dell’attività.
La lezione di leadership: ascoltare, anticipare, evolvere
“È difficile fare un’intervista senza l’incalzare delle domande che ad ogni frase sorgono.”
Marco lo dice con quella modestia tipica di chi è abituato a lavorare più che a parlare. Ma la sua storia è piena di lezioni preziose per chiunque faccia impresa, o anche solo per chi vuole capire come si costruisce qualcosa che dura nel tempo.
Prima lezione: inizia presto e non smettere mai di studiare. Marco entra in azienda nel 1974 e contemporaneamente studia da gastronomo e da geometra la sera. Questa doppia formazione – una tecnica, una più pratica – gli ha dato strumenti che poi ha saputo applicare nel lavoro quotidiano.
Seconda lezione: ascolta i tuoi clienti. Marco parla di “clientela sempre più esigente che entrava”. Non dice “rompiscatole”, dice “esigente”. E l’ha vissuta come uno stimolo, non come un problema. Ogni richiesta, ogni suggerimento, ogni lamentela è stata un’opportunità per migliorare.
Terza lezione: anticipa i cambiamenti. “Da ormai 52 anni cerco di anticiparne il tipo di sviluppo commerciale.” Non aspettare che le cose succedano, cerca di capire dove sta andando il mondo e muoviti prima degli altri. Facile a dirsi, difficile a farsi. Ma Marco ci è riuscito per oltre mezzo secolo.
Quarta lezione: evolvi senza tradire te stesso. Dal negozio di alimentari alla gastronomia, dal ristorante all’enoteca, dall’espansione a Cernobbio alla vendita online. Ogni passo è stato un’evoluzione, mai un tradimento dell’identità originaria. Perché la qualità, la competenza, l’accoglienza sono rimaste sempre al centro.
Quinta lezione: la famiglia è una risorsa, ma va gestita. In tanti vedono le aziende familiari come realtà piccole, limitate, destinate a scomparire. Marco dimostra il contrario: tre generazioni che lavorano insieme, ognuna con il suo ruolo, sono una forza imbattibile. Como e Cernobbio, pranzo e sera, gastronomia e ristorazione: ogni membro della famiglia ha trovato il suo spazio, senza pestare i piedi agli altri.
Como cambia, Castiglioni anticipa
Se dovessimo riassumere in una frase la storia di Marco e della sua famiglia, sarebbe questa: Como cambia, Castiglioni anticipa. Dalla città provinciale degli anni Cinquanta alla meta turistica internazionale di oggi, i Castiglioni hanno sempre saputo stare un passo avanti.
Quando Como era ancora quel “paesotto” di cui parla Marco, loro hanno intuito che sarebbe cresciuta e si sono attrezzati. Quando è arrivato il turismo di massa, erano già pronti con un’offerta che andava oltre il solito menù turistico. Quando il vino è diventato un elemento centrale della cultura italiana, loro avevano già tremila etichette in cantina. Quando l’e-commerce è diventato indispensabile, loro erano già online.
Non è fortuna, è intelligenza. È quella capacità di leggere i segnali deboli, quelli che gli altri non vedono o sottovalutano. È la voglia di non accontentarsi mai, di mettersi sempre in discussione, di chiedersi “cosa possiamo fare meglio?”.
Un ecosistema di esperienze tra Como e Cernobbio
Quello che Marco ha costruito nel corso degli anni, insieme alla sua famiglia, non è solo un negozio, un ristorante o un’enoteca. È un ecosistema di esperienze che si integrano e si completano tra Como e Cernobbio.
A Como puoi comprare i prodotti da portare a casa, fare la spesa nella gastronomia più fornita della città, pranzare nel ristorante degustando le proposte di Marco, scegliere una bottiglia dalla cantina senza pagare il diritto di tappo. Un’offerta pensata per chi lavora, per chi vuole fare una pausa pranzo di qualità, per chi cerca eccellenze gastronomiche.
A Cernobbio, sotto la guida di Andrea e Alessia, l’esperienza si amplia. Il locale è aperto anche la sera, c’è il bar per l’aperitivo, la gelateria per la pausa dolce, l’ampio spazio esterno per le serate d’estate. È un’offerta diversa, più rilassata, più adatta a chi vuole godersi il lago, passare una serata in compagnia, scoprire vini nuovi in un’atmosfera informale.
Ogni touchpoint è un’occasione per entrare nel mondo Castiglioni, per vivere quella passione per la buona tavola che anima questa famiglia da sessantasette anni. E ogni volta l’esperienza è coerente: qualità, competenza, accoglienza, prezzi onesti.
È un modello che funziona perché non è costruito a tavolino, ma è cresciuto organicamente, seguendo le esigenze dei clienti e le trasformazioni del territorio. Non c’è un manuale del franchising Castiglioni, c’è una famiglia che ogni giorno decide cosa è meglio fare per i propri clienti.
Il territorio come radice e come orizzonte
C’è un altro elemento fondamentale in questa storia: il legame con il territorio. Marco non avrebbe potuto fare quello che ha fatto se non fosse stato profondamente radicato a Como, se non avesse conosciuto ogni angolo di questa città, ogni trasformazione, ogni cambiamento.
Via Cesare Cantù non è un indirizzo casuale. È una strada storica, piena di fascino, nel cuore della città antica. È lì che passano i turisti dopo aver visitato il Duomo, è lì che i comaschi vanno a fare shopping. È il posto giusto per un’attività che vuole essere un punto di riferimento.
E non è un caso che l’espansione sia stata a Cernobbio, non in chissà quale città lontana. Perché Como e il suo lago sono il territorio di Marco, quello che conosce, quello in cui ha le sue radici. Questo legame territoriale è una forza, non un limite. Ti dà identità, ti dà credibilità, ti dà stabilità.
La piazza di Cernobbio, con il suo spazio esterno e la sua atmosfera più rilassata rispetto al centro di Como, era il posto perfetto per la terza generazione. Andrea e Alessia hanno trovato lì il loro spazio per esprimersi, per mettere in pratica quello che hanno imparato ma anche per sperimentare, per portare idee nuove.
Guardando avanti: la terza generazione alla prova
Sessantasette anni sono tanti. Ma questa non è una storia al passato, è una storia al presente e soprattutto al futuro. Andrea e Alessia stanno già scrivendo il loro capitolo di questa saga familiare, gestendo Cernobbio con competenza e passione.
La sfida per loro è la stessa che ha affrontato Marco quando nel 1974 è entrato in azienda: evolvere senza tradire. Portare innovazione senza perdere l’anima. Guardare al futuro senza dimenticare le radici. Non è facile, soprattutto quando hai alle spalle una storia così importante, quando ogni giorno ti confronti con l’eredità di un nonno visionario e di un padre che ha anticipato ogni cambiamento per mezzo secolo.
Ma se c’è una cosa che questa famiglia ha dimostrato in quasi settant’anni, è proprio questa capacità di attraversare i cambiamenti mantenendo intatta la propria identità. Dal negozio di alimentari del 1958 all’e-commerce del 2025, passando per la gastronomia, il ristorante, l’enoteca, il pub, il bar, la gelateria, il filo rosso è sempre lo stesso: qualità, competenza, passione.
Andrea e Alessia hanno dalla loro parte l’energia della gioventù, le competenze digitali, una mentalità aperta al nuovo. Ma hanno anche – e questo è forse ancora più importante – la memoria storica, l’esperienza di chi li ha preceduti, la consapevolezza di far parte di qualcosa di più grande. Non devono inventare tutto da zero, possono costruire su fondamenta solide.
Cinquantadue anni di scelte giuste
Quando Marco dice “da ormai 52 anni cerco di anticiparne il tipo di sviluppo commerciale”, non sta facendo una semplice affermazione. Sta raccontando cinquantadue anni di scelte, di rischi calcolati, di investimenti, di notti insonni a chiedersi se la strada intrapresa era quella giusta.
Cinquantadue anni in cui ha visto colleghi aprire e chiudere, mode passare, crisi economiche mettere in ginocchio attività storiche. Cinquantadue anni in cui è rimasto saldo, ma non immobile. Saldo nei valori, mobile nelle strategie. Fedele alla qualità, ma sempre pronto a evolvere l’offerta.
E il bello è che non si è fermato. A oltre settant’anni, con la moglie Tiziana, con i figli che gestiscono Cernobbio, con la mamma Rosa ancora presente, Marco continua a essere al bancone, continua a selezionare prodotti, continua a consigliare vini, continua a studiare il mercato.
Perché – e questa è forse la lezione più grande – una vita al bancone non è un sacrificio, è una scelta. È decidere che il tuo lavoro non è solo un modo per guadagnarti da vivere, ma è parte della tua identità, è quello che ti definisce, è quello che vuoi lasciare in eredità.
Una vita al bancone vale una vita intera
“Una vita al bancone” non è solo un titolo accattivante. È la sintesi di un’esistenza dedicata al servizio, all’accoglienza, alla ricerca dell’eccellenza. È Marco che nel 1974, ancora ragazzo, entra in azienda e si mette a disposizione dei clienti mentre la sera studia. È la mamma Rosa che a oltre ottant’anni continua a dare una mano. È Tiziana che ha sposato non solo Marco ma anche la sua attività. Sono Andrea e Alessia che hanno scelto di portare avanti la tradizione di famiglia interpretandola a modo loro.
Una vita al bancone significa relazioni costruite giorno dopo giorno, clienti che diventano amici, fornitori che diventano partner. Significa conoscere i gusti di chi entra, sapere cosa consigliargli, anticipare le sue esigenze. Significa essere presenti, sempre, anche quando saresti stanco, anche quando vorresti mollare tutto.
Ma significa anche avere la soddisfazione di vedere la gente che esce dal tuo locale sorridendo. Di leggere recensioni entusiaste. Di sapere che stai facendo la differenza nella vita delle persone, anche solo regalando loro un pranzo memorabile o una bottiglia speciale per un’occasione importante. Di vedere i tuoi figli che continuano quello che tu hai iniziato, portandolo a un livello successivo.
Significa poter dire, dopo cinquantadue anni, che hai anticipato i cambiamenti invece di subirli. Che Como è cresciuta e tu sei cresciuto con lei. Che da quel “paesotto” degli anni Cinquanta alla città internazionale di oggi, tu c’eri, e non solo c’eri ma eri sempre un passo avanti.
Due anime, un’unica filosofia
Como e Cernobbio. Pranzo e sera. Marco e i suoi figli. Due anime dello stesso progetto, due modi diversi di declinare la stessa filosofia.
A Como trovi la storia, le radici, Via Cesare Cantù con il suo fascino antico. Trovi Marco che a pranzo ti accoglie, ti consiglia, ti fa assaggiare. Trovi la gastronomia con i suoi prodotti selezionati, l’enoteca con le sue tremila etichette, il ristorante con le sue proposte pensate per chi lavora e vuole mangiare bene in pausa pranzo.
A Cernobbio trovi la terza generazione, Andrea e Alessia che hanno fatto loro lo spirito di famiglia e lo hanno portato in piazza, con uno spazio più ampio, più informale, aperto anche la sera. Trovi il bar per l’aperitivo, la gelateria, lo spazio esterno che d’estate si riempie di gente che vuole godersi il lago e una serata in compagnia.
Due posti diversi, ma con lo stesso DNA. Due esperienze complementari che insieme formano un ecosistema completo. Se lavori a Como e vuoi pranzare bene, sai dove andare. Se abiti a Cernobbio e vuoi passare una serata rilassata degustando un buon vino, sai dove andare. Se sei un turista e vuoi scoprire le eccellenze del territorio, ora hai due indirizzi invece di uno.
È intelligenza imprenditoriale, ma è anche intelligenza familiare. Dare a ognuno il suo spazio, permettere a ogni generazione di esprimersi senza pestare i piedi agli altri, creare opportunità invece di conflitti. Non è scontato, nelle aziende familiari. Ma i Castiglioni ci sono riusciti.
Un invito che è anche una promessa
E allora, se passate da Como, se vi trovate a camminare per Via Cesare Cantù – quella che una volta chiamavano “contrada delle meraviglie” – entrate da Castiglioni. Non importa se cercate un pranzo veloce o volete comprare qualcosa da portare a casa, se volete farvi consigliare un buon vino o semplicemente curiosare tra le eccellenze gastronomiche italiane. Entrerete in un pezzo di storia comasca, in un’attività che ha attraversato quasi settant’anni di trasformazioni rimanendo sempre fedele a se stessa.
Incontrerete Marco, che vi accoglierà con quella competenza e quella passione che solo chi ha dedicato cinquantadue anni a questo mestiere può avere. Vedrete la mamma Rosa, testimone vivente di una storia che comincia nel 1958, quando Como era ancora un “paesotto”. Conoscerete Tiziana, che da più di dieci anni affianca il marito in questa avventura.
E se fate un salto a Cernobbio, in piazza, troverete Andrea e Alessia, la terza generazione che sta scrivendo il futuro di questa straordinaria avventura. Li troverete al bar, tra le bottiglie dell’enoteca, in sala durante il servizio serale. Li riconoscerete subito: hanno lo stesso sguardo del padre, quella stessa voglia di fare bene, di sorprendere, di far sentire ogni cliente come se fosse di famiglia.
E se non potete venire di persona – perché magari abitate lontano da Como, o semplicemente perché volete ricevere comodamente a casa le specialità Castiglioni – nessun problema: su castiglionistore.com trovate una selezione dei prodotti che Marco sceglie personalmente, pronti per arrivare direttamente a casa vostra. Perché l’eccellenza non dovrebbe avere confini geografici, e la passione per la buona tavola si può condividere anche a distanza.
Più di un negozio, più di un ristorante
La Gastronomia Castiglioni non è solo un negozio, non è solo un ristorante, non è solo un’enoteca, un bar, una gelateria. È la dimostrazione vivente che si può avere successo rimanendo autentici, che si può crescere senza tradire le proprie radici, che una famiglia unita può costruire qualcosa che dura nel tempo e si rinnova attraverso le generazioni.
È la storia di Como raccontata attraverso il cibo e il vino. È la storia di tre generazioni che hanno fatto della passione per la buona tavola una ragione di vita. È la storia di Gianni e Rosa che nel 1958 hanno avuto il coraggio di aprire un negozio con un’attitudine diversa. È la storia di Marco che nel 1974 è entrato in azienda e ha dedicato la sua vita a farla crescere, anticipando ogni cambiamento, studiando, applicando le sue competenze professionali per soddisfare una clientela sempre più esigente. È la storia di Andrea e Alessia che oggi portano avanti la tradizione a Cernobbio, interpretandola con la freschezza e l’energia della loro generazione.
È, soprattutto, la storia di una vita al bancone – una vita che vale quanto mille altre vite, perché è stata vissuta al servizio degli altri, nella ricerca costante dell’eccellenza, nell’amore per il proprio lavoro e per la propria città. Una vita che dopo cinquantadue anni può guardare indietro con orgoglio, ma soprattutto può guardare avanti con fiducia, sapendo che la terza generazione è pronta a scrivere i prossimi capitoli di questa storia straordinaria.
Como è cambiata in sessantasette anni, da “paesotto” a città internazionale, da destinazione di provincia a polo turistico mondiale. E Castiglioni è cambiata con lei, anzi, l’ha anticipata. Perché è questo il segreto: non subire i cambiamenti ma guidarli, non aspettare il futuro ma costruirlo, giorno dopo giorno, cliente dopo cliente, bottiglia dopo bottiglia.
Gastronomia Castiglioni Como Via Cesare Cantù 9, Como Aperto a pranzo (cene su prenotazione)
Castiglioni Cernobbio Piazza Risorgimento, Cernobbio Aperto pranzo e sera – Bar, Enoteca, Ristorazione, Gelateria
Contatti: Email: info@castiglionistore.com Web: www.castiglionistore.com
Che aspettate? Como e il suo lago vi aspettano. E con loro, una famiglia che da sessantasette anni sa come farvi sentire a casa. Una famiglia che ha fatto della vita al bancone un’arte, e dell’anticipare i cambiamenti una filosofia di vita. Una famiglia che oggi, come nel 1958, continua a sorprendervi con la qualità, la competenza e quella passione autentica che solo chi ama davvero il proprio lavoro può trasmettere.

