Come Roberto ha trasformato anni di gavetta tra la Calabria e Parigi, una visione precisa e tanta determinazione nel ristorante — e cocktail bar — di cui Torino aveva bisogno senza saperlo
Ci sono locali che apri e capisci subito, al primo sguardo, che dietro c’è una storia. Non nel senso retorico con cui certi posti si autodefiniscono “carichi di storia” pur avendo aperto l’anno scorso, ma in senso concreto: guardi come è disposto lo spazio, ascolti due minuti il tono con cui il titolare parla del suo lavoro, e intuisci che quella roba lì non è stata messa insieme in fretta. Gioia Locanda & Lounge Bar, in via San Quintino 15 a Torino, è uno di quei posti. Roberto — titolare e bartender, difficilmente lo trovi in una posizione che non sia entrambe le cose insieme — lo ha aperto due anni fa con tutto quello che aveva imparato nel corso di una carriera iniziata molto lontano da qui.
Tropea, Parigi, Torino: un percorso che non va in linea retta
La scuola alberghiera è il punto d’inizio. Ma quello che viene dopo è quello che conta davvero. Roberto, dopo il diploma, è andato a lavorare nei villaggi turistici a Tropea: ritmi alti, clientela che pretende, zero margine per le indecisioni. Se impari a fare servizio lì, hai imparato a farlo davvero.
La mossa decisiva è stata Parigi. Due anni in una città che non perdona i dilettanti, dentro un ristorante-cocktail bar che Roberto descrive come simile al Gioia — il che dice già tutto sulla coerenza del progetto che aveva in testa. Ci è tornato con qualcosa che non si impara dai libri: un modo di stare dietro un bancone, di intendere il menu come un documento vivo, di capire che la cura per il dettaglio non è un optional ma il minimo sindacale per rispettare chi ti siede davanti.
Poi è arrivato Torino. Prima come tappa, poi come casa. Un decennio di esperienze diverse, di locali altrui, di competenze accumulate sapendo già che era un periodo transitorio. Fino a due anni fa, quando ha deciso che era il momento.
Cucina piemontese, lezione francese, firma propria
Roberto usa una formula precisa per descrivere cosa si mangia al Gioia: cucina piemontese contaminata dall’influenza francese, con una revisione quasi sistematica dei piatti attraverso un tocco personale.
La base piemontese non è un’etichetta di marketing territoriale: è il punto di ancoraggio reale di una cucina che usa prodotti locali e parte da una tradizione solida. Non puoi bluffare con il vitello tonnato a Torino. L’influenza francese, invece, è quello che Parigi ha depositato in modo permanente nelle mani di Roberto — non salse con nomi difficili su tutto, ma metodo, precisione, quel modo di trattare le cotture come se ogni grado di temperatura contasse davvero. Perché conta.
Il menu cambia ogni quattro mesi, seguendo le stagioni: un impegno che costa fatica e aggiornamento continuo, ma che Roberto non ha alcuna intenzione di abbandonare. I piatti stagionali non sono uno slogan, sono la conseguenza logica di una cucina che parte dagli ingredienti disponibili.
Il locale che dura dall’aperitivo all’una di notte
Una delle cose che distingue il Gioia dalla maggior parte dei ristoranti torinesi è la struttura temporale della serata. Il locale apre alle 17:30, e non apre per fare tapparella: l’aperitivo è una proposta seria, con una drink list che Roberto costruisce con la stessa attenzione che riserva ai piatti. Poi viene la cena, poi il dopocena, fino all’una di notte.
“Qui si ha la possibilità di cenare con cocktail classici e signature drink creati da noi,” dice Roberto. I signature drink non sono un’aggiunta decorativa: sono la voce di Roberto dietro il bancone, la traduzione in bicchiere degli stessi principi che applica in cucina. Abbinare un cocktail signature a un piatto di cucina piemontese contemporanea è una proposta di senso, un modo di dire che la serata è una cosa sola.
Via San Quintino: il centro che non sembra il centro
Via San Quintino non è una delle strade più trafficate del centro, e Roberto lo sa benissimo. “Ci troviamo in centro a Torino ma in una zona molto tranquilla e residenziale, dove la sera c’è tranquillità per una coccola di coppia o con amici.”
Per chi conosce Torino, è una distinzione immediata. La città ha zone centrali che la sera diventano corridoi rumorosi, e poi ha angoli come questo, dove il centro esiste nelle distanze ma non nel chiasso. L’interno del locale asseconda questa logica: l’arredamento è vintage, con rimandi all’eleganza dei bistrot francesi degli anni Sessanta, un’atmosfera che non è casuale ma rispecchia fino in fondo l’anima del posto. C’è anche una sala sotterranea, ancora chiusa al pubblico, già pensata per eventi privati ed esperienze esclusive.
La squadra come fondamento
Roberto parla del suo staff in modo che colpisce per la specificità del linguaggio. Non dice “il mio team è importante”: dice che bisogna avere coalizione, e diventare una famiglia. “Mi considero una persona orientata alla crescita giorno dopo giorno insieme al proprio staff. Ciò che mi fa andare avanti è il fatto che ogni giorno cerchiamo di migliorarci e cercare la perfezione del piatto, del servizio, tutto.”
La perfezione come direzione, non come punto di arrivo. Chi la usa come bussola continua a muoversi, a correggere, a migliorare anche quando le cose non vanno esattamente come pianificato.
Le difficoltà si dicono, non si nascondono
Roberto non ha l’abitudine di abbellire quello che è stato difficile. “Le difficoltà sono state e sono tante, visti i tempi odierni, per farsi strada.” È una frase che chi ha aperto un’attività negli ultimi anni riempie immediatamente di contenuto concreto: i costi che non smettono di salire, la difficoltà di trovare personale qualificato, un mercato che chiede qualità ma non sempre è disposto a riconoscerla economicamente.
Eppure il Gioia è lì. “Il consiglio che mi sento di dare è di non mollare mai, perché se si semina si raccoglie — è solo questione di tempo.” Non è la frase di chi ha avuto fortuna e non lo sa. È la sintesi di un percorso che ha richiesto anni di lavoro preparatorio — Tropea, Parigi, dieci anni di Torino — e che continua a richiedere ogni giorno la stessa determinazione con cui si è iniziato.
Gioia Locanda & Lounge Bar si trova in via San Quintino 15, nel cuore tranquillo del centro di Torino. Il locale è aperto ogni sera a partire dalle 17:30. Per prenotare: gioialoungebar.it · gioialocanda.avatable.com/it/prenota · gioialocandabar@gmail.com

