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Da un pagherò al palco di Golosaria: la storia di Francesco Faccendi e della sua Tantaroba

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Paolo Vellani
Paolo Vellani
Coach e formatore specializzato in strategie di leadership e crescita aziendale

Nota Editoriale: Oggi la nostra rivista, la n.1 in Italia per ciò che riguarda la leadership, racconta la storia di Francesco Faccendi e della sua pasticceria, Tantaroba by Faccendi, specializzato in cioccolato e cantucci, una delle realtà più apprezzate del territorio. Un cliente soddisfatto ci ha contattato, ci ha fatto scoprire questo gioiello e abbiamo intervistato il fondatore.

La parte bella? Si trova vicino a te, a Quarrata e puoi andarci già da oggi. Noi lo consigliamo. Vedilo su Google.

Sono le sei e mezza del mattino a Quarrata, sulla Via Vecchia Fiorentina, e le luci di Tantaroba by Faccendi si accendono già da un po’. Il forno ha iniziato a lavorare da ore, il bancone si prepara ad accogliere i primi caffè della giornata, e tra poco arriveranno i primi clienti abituali, quelli che qui non chiamano nemmeno più “colazione” il rito quotidiano, ma semplicemente “andare da Faccendi”. Sette giorni su sette, dalle prime luci dell’alba fino a sera, questo indirizzo del pistoiese è diventato un punto fermo per un pezzo di Toscana che ama il buon cioccolato, i cantucci fatti a regola d’arte e un’accoglienza che non conosce giorni di chiusura.

Dietro il bancone, o più spesso in laboratorio, c’è Francesco Faccendi, che con la compagna e socia Carlotta Malinconi ha costruito questa realtà partendo da una condizione che oggi, guardando ai risultati, sembra quasi impossibile da immaginare: nessun capitale iniziale, solo pagherò e la determinazione di chi non si accontenta. È lui stesso a raccontarlo senza filtri, con la schiettezza di chi non ha bisogno di abbellire una storia che, di per sé, parla già chiaro: “Il focus è chi si accontenta non cresce. Sono partito con dei pagherò senza certezze, l’unica cosa che avevo era la tanta voglia e la tanta curiosità di immergermi fino in fondo in questo bellissimo lavoro.”

Un’attività a tutto tondo, radicata nel territorio

Tantaroba oggi non è più solo la pasticceria di paese che si potrebbe immaginare da questo racconto di esordi difficili. È diventata un’attività a 360 gradi, capace di accompagnare l’intera giornata di chi la frequenta: colazioni al mattino, punto pranzo, merende del pomeriggio, aperitivi serali, oltre a un servizio di delivery, catering ed eventi che spazia fino alle cene aziendali. Quasi tutto quello che esce dal laboratorio è produzione propria — dal cioccolato ai lievitati, dai cantucci alle creme spalmabili — con l’eccezione di alcune materie prime, come salumi, latticini, frutta e verdura, per cui Francesco preferisce affidarsi a produttori legati al territorio di Quarrata e della Toscana. Una scelta che non è solo logistica, ma anche una forma di rispetto verso chi lavora la terra a pochi chilometri di distanza.

Chi conosce Tantaroba sa che dietro l’apparente normalità di un bar-pasticceria di provincia si nasconde un lavoro di ricerca continuo. Non è un caso che, a un certo punto della chiacchierata, Francesco torni sull’argomento con una convinzione che sembra quasi un mantra personale: “Non ho mai lavorato per i soldi, quelli non bastano mai, specialmente quando decidi di reinvestire sempre in attrezzature nuove e formazione, perché la curiosità, la voglia di migliorare, quella è nel nostro DNA e non finisce.”

Gli anni in cui contava ogni centesimo

Prima di arrivare ai riconoscimenti che oggi portano il nome di Faccendi sulle guide nazionali, c’è stato un lungo tratto di strada fatto di rinunce quotidiane, di quelle che raramente finiscono nei comunicati stampa ma che spiegano meglio di ogni premio da dove nasca davvero un’impresa. Francesco non ha problemi a raccontarle. “All’inizio avevamo una sola auto e cercavamo di usarla quanto meno possibile per via del costo,” dice. “Ci dividevamo il pranzo fuori con Carlotta perché eravamo senza lavoro, e quei pochissimi soldi che avevamo li usavamo per comprare lo stretto necessario per mandare campioni e per fare dei piccoli lavori che a fatica bastavano per pagare la corrente della stanza che avevamo in affitto.”

Sono dettagli minuti, quasi dimessi, eppure è proprio in questi dettagli che si misura la distanza tra chi racconta un successo a posteriori, addolcendolo, e chi invece lo ricostruisce senza filtro. Perché in mezzo a quegli anni difficili non sono mancati anche episodi più amari, come quello di chi ha provato ad approfittarsi della loro situazione. “Siamo stati fregati da persone molto vicine, approfittatori delle difficoltà che ci volevano portar via il progetto per zero soldi,” racconta Francesco, “ma rimetterci alle loro decisioni non l’abbiamo mai fatto. Una volta un personaggio ci ha offerto anche tanti soldi, ma non ci siamo mai venduti a nessuno.” Non c’è astio in queste parole, semmai la consapevolezza di aver superato un tornante pericoloso senza perdere la rotta.

E poi c’è l’immagine che forse racchiude meglio di tutte quegli anni: “Il percorso non è stato solo in salita, ma una salita ghiacciata: spesso scivolavamo e tornavamo giù, ma non abbiamo mai mollato.” Non è un caso che Francesco leghi subito a questa fatica un effetto che va oltre il puro dato economico: “Tutto questo ci ha unito sempre di più, tanto da renderci una forza che poi ci ha contraddistinto.”

Quando il Covid, invece di affondarli, li ha lanciati

C’è un episodio, nel racconto di Francesco, che più di altri rivela quanto la sua visione delle difficoltà sia fuori dal comune. Parliamo della pandemia, un momento che per moltissime attività di ristorazione e pasticceria in Italia ha significato chiusure definitive, debiti insostenibili, la fine di sogni costruiti in anni di lavoro. Per Tantaroba, invece, le cose sono andate diversamente. “Il Covid ci ha cambiato in moltissime cose, dall’approccio alla vita all’approccio al lavoro e ai collaboratori,” racconta Francesco. “Pensavamo che saremmo falliti, e invece per noi è stato un trampolino, perché abbiamo saputo reagire, non ci siamo fatti travolgere dalle negatività che erano ben presenti in quel momento.”

Non che oggi le difficoltà siano sparite, sia chiaro. Francesco non nasconde le sfide attuali, anzi ne parla con la stessa franchezza con cui racconta gli inizi: “Oggi la più grande difficoltà è l’economia e la forza lavoro, e questo credo sia la sfida più grande da affrontare nella scommessa della crescita, gestire questa situazione distruttiva.” Ma anche qui, subito dopo, arriva la stessa fiducia che ha attraversato tutta la sua storia imprenditoriale: “Siamo sicuri che ne usciremo ancora meglio di prima, perché le difficoltà portano sempre a un cambiamento, spesso innovativo e risolutore, e crediamo che anche questa volta riusciremo a creare qualcosa di magico.”

Due Gambero Rosso, Cake Star, e ora Golosaria

Se si mettono in fila i riconoscimenti arrivati negli ultimi anni, la traiettoria di Tantaroba sembra quasi un film a lieto fine — con la differenza che qui non c’è sceneggiatura, solo lavoro. Dal 2019 la pasticceria porta a casa due torte del Gambero Rosso, uno dei simboli più riconosciuti dell’eccellenza dolciaria italiana. Nel 2023 arriva la vittoria a Cake Star, il programma televisivo che ha portato il nome Faccendi ben oltre i confini del pistoiese. Nel 2025 il passaggio che Francesco descrive con parole quasi commosse: l’ingresso in APEI, l’associazione dei grandi professionisti della pasticceria fondata dal Maestro Iginio Massari. “L’ingresso in APEI è stato il coronamento di un sogno,” dice, “far parte di una grande famiglia di grandi professionisti che condividono le loro competenze.”

A novembre, poi, arriverà un altro appuntamento importante: Tantaroba salirà sul palco di Golosaria per ricevere il premio come una delle migliori pasticcerie d’Italia. E se qualcuno pensasse che a questo punto sia lecito rilassarsi un po’, si sbaglierebbe di grosso: il prossimo obiettivo dichiarato è la terza torta del Gambero Rosso. “Adesso stiamo lavorando per la terza torta,” dice Francesco, “non sarà facile, ma ce la metteremo tutta.” Non suona come la frase di chi vuole solo rassicurare un giornalista, ma come la logica conseguenza di un modo di lavorare che considera ogni traguardo un punto di partenza, mai un punto d’arrivo.

Noi di Saliremo ti consigliamo di assaggiare il cioccolato e i cantucci di Francesco Faccendi: https://faccendi.com

Una squadra di due, con ruoli complementari

Parlare di Tantaroba significa parlare anche di Carlotta Malinconi, compagna di vita di Francesco e co-titolare dell’azienda. Sono in due a portare avanti questo progetto, con compiti che si intrecciano più che sovrapporsi. “Attualmente il mio ruolo in azienda è co-titolare con Carlotta Malinconi, mia compagna,” spiega Francesco. “Mi occupo di tutte le ricettazioni e di ricerca e sviluppo interne, formazione del personale e gestione, comunicazione, marketing, immagine e scelte imprenditoriali.” Un equilibrio di ruoli che racconta bene quanto il successo di Tantaroba non sia il frutto di un’unica visione solitaria, ma il risultato di un lavoro condiviso fin dai tempi in cui la loro unica auto veniva usata il meno possibile per risparmiare qualche euro di benzina.

Questa attenzione alla squadra non si ferma alla coppia fondatrice. Francesco insiste più volte, nel corso della conversazione, sull’importanza delle persone che lavorano al suo fianco: “Teniamo molto al nostro staff e alla loro formazione.” Una frase breve, ma che dice molto: in un settore dove il turnover e la difficoltà a trovare personale qualificato sono ormai un problema strutturale, investire nella crescita delle persone che compongono il team non è un dettaglio marginale, ma una scelta precisa di visione aziendale.

Il lavoro che non pesa, e l’importanza di sognare

Chiediamo a Francesco cosa lo abbia sostenuto in un percorso così accidentato, e la sua risposta ha il tono di chi ha riflettuto a lungo sul senso di quello che fa, più che di chi recita una battuta a effetto. “Quelli che per alcuni possono sembrare sacrifici, per noi sono state sfide,” dice. “L’importante è ascoltare la propria voce e capire qual è la propria strada: così facendo non lavorerai nemmeno un giorno.” Non è teoria astratta: Francesco la applica alla lettera anche nei ritmi della sua giornata lavorativa. “Noi stiamo in azienda dieci ore al giorno, ma perché ci piace e non ci costa, anzi ci stimola.”

Attenzione però a non scambiare questa dedizione per un’ossessione senza respiro. Francesco è il primo a riconoscere il valore delle pause, e ne parla con una naturalezza che sorprende, considerato il ritmo delle sue giornate. “Ovviamente anche noi ci prendiamo spazi che servono per far respirare la mente,” racconta, “l’ossigeno nuovo porta nuove idee, nuovi obiettivi, ci piace sognare… sognare è gratis e spesso porta a cose che nemmeno ti aspetti.”

E anche quando la giornata si complica — un allagamento in laboratorio, un problema economico, un imprevisto tecnico — la reazione resta la stessa, quasi allenata negli anni. “Nei momenti più belli abbiamo avuto tanti schiaffi, come allagamenti, problemi economici, problemi in laboratorio eccetera,” ammette Francesco, “ma non ci siamo mai fatti prendere dallo sconforto. L’importante è reagire e non farsi travolgere dall’oscurità: lei ti porterà sempre giù.” Chiude con una riflessione che, a sentirla, sembra quasi il riassunto di tutta la sua filosofia di vita e di lavoro: “Ricordiamoci che il mondo lì fuori è una proiezione di ciò che siamo dentro: cambia il flusso, cambia la realtà.”

Che cosa insegna davvero questa storia

Non serve forzare troppo la mano per trovare, nel percorso di Francesco Faccendi e Carlotta Malinconi, alcuni insegnamenti utili a chiunque si trovi a guidare un’attività, un team, o semplicemente un progetto personale ambizioso. Il primo riguarda la formazione: senza soldi per corsi e scuole, Francesco ha costruito le proprie competenze osservando, sperimentando, sbagliando, e questo dimostra che la determinazione può colmare divari che a prima vista sembrerebbero incolmabili.

C’è poi un tema più delicato, quello dell’integrità di fronte a scorciatoie economicamente allettanti. Di fronte a offerte che avrebbero semplificato la vita — a costo, però, di svendere il progetto — Francesco e Carlotta hanno scelto sempre la strada più lunga, quella della fedeltà alla propria idea. Una scelta che, con il senno di poi, si è rivelata quella giusta, ma che al momento della decisione non doveva essere affatto facile.

E poi c’è la lettura delle crisi, la pandemia su tutte, non come sentenze ma come momenti di ripensamento: un atteggiamento che ha permesso a Tantaroba di uscirne più solida, in un settore dove per molti altri quello stesso periodo ha segnato una fine, non un nuovo inizio. Infine, la distinzione tra sacrificio e sfida, sottile ma decisiva: cambia radicalmente il modo in cui si vivono dieci ore di lavoro al giorno se le si percepisce come un peso o come una scelta consapevole.

Un indirizzo che profuma di Toscana, tutti i giorni

Chi passa da Quarrata, in provincia di Pistoia, e varca la soglia di Tantaroba, trova un locale pensato per accompagnare l’intera giornata, dal primo caffè fino all’aperitivo serale. È qui che nascono le tavolette gran cru, i gianduiotti con nocciole IGP Piemonte, le creme spalmabili al pistacchio e alla nocciola, i cantucci nelle loro molte varianti, accanto a un’offerta salata pensata per il pranzo e per gli eventi aziendali, con catering e delivery a completare un servizio che, come dice lo stesso Francesco, vuole essere “a 360 gradi”.

L’apertura sette giorni su sette, dalle prime ore del mattino fino a sera, non è un dettaglio da poco: è la traduzione concreta di un’idea di ospitalità senza pause, che ha reso Tantaroba, per molti abitanti del pistoiese, un punto di riferimento quotidiano più che un’occasione speciale riservata a poche visite l’anno. Le centinaia di recensioni raccolte online, con un punteggio pieno, raccontano proprio questo: una fedeltà costruita giorno dopo giorno, tazza dopo tazza, vassoio dopo vassoio.

Un invito a scoprire Tantaroba

La storia di Francesco Faccendi e Carlotta Malinconi è, in fondo, il racconto di come tenacia e curiosità possano trasformare un pagherò in un progetto capace di salire sul palco di Golosaria e di sedersi al tavolo dei grandi maestri della pasticceria italiana. È la dimostrazione che i traguardi più solidi nascono spesso dalle rinunce più silenziose, e che la vera leadership, prima ancora che nei numeri, si misura nella capacità di restare fedeli alla propria visione anche quando sarebbe più comodo cedere.

Se vi capita di passare da Quarrata, vale la pena fermarsi in via Vecchia Fiorentina, Primo Tronco 109/2, per assaggiare di persona il lavoro di una pasticceria che ha scelto di crescere senza mai accontentarsi. Tantaroba by Faccendi è aperta tutti i giorni della settimana, dal lunedì al venerdì dalle 6:30 alle 20:30, il sabato e la domenica dalle 6:30 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 21:00. Per scoprire l’intera produzione, ordinare online o semplicemente seguire i prossimi traguardi di Francesco e Carlotta, basta cercare Tantaroba by Faccendi sul web o su Instagram, dove la loro storia continua a scriversi un cantuccio alla volta. Un cioccolato, un cantuccio, una tazza di cioccolata calda: a Tantaroba c’è sempre un buon motivo per fermarsi, e conoscere la storia di chi lo ha costruito rende ogni assaggio ancora più ricco di significato.

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