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Sagami: L’autentica tradizione culinaria giapponese conquista l’Italia

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Paolo Vellani
Paolo Vellani
Coach e formatore specializzato in strategie di leadership e crescita aziendale

Sagami: L’autentica tradizione culinaria giapponese conquista l’Italia

Intervista a Makoto Isaji, ristoratore visionario che ha portato il vero sapore dei noodle giapponesi nel nostro Paese

Dal Giappone all’Italia: un percorso audace

Nel panorama della ristorazione giapponese in Italia, dominato da sushi bar e fusion restaurant, c’è una catena che ha scelto di percorrere una strada diversa, portando nel nostro Paese l’autentica tradizione dei noodle giapponesi. Sagami, fondato nel 1970 a Nagoya, in Giappone, è approdato in Italia nel 2018 dopo il successo riscosso durante l’Expo di Milano del 2015.

“La nostra visione aziendale è semplice: diventare il ristorante di noodle numero uno”, racconta con orgoglio Makoto Isaji, uno dei proprietari di Sagami Italia. Seduto a un tavolo del ristorante milanese, Isaji rivela la sicurezza di chi ha affrontato sfide importanti e le ha superate. Gli occhi gli si illuminano quando parla della crescita dell’azienda nel nostro Paese: “Oggi abbiamo 7 ristoranti Sagami in Italia, non solo a Milano, ma anche a Modena, Parma, Reggio Emilia, Bologna e Verona”.

Una presenza significativa, costruita in soli cinque anni, che testimonia la bontà di un progetto imprenditoriale coraggioso e controcorrente.

Differenziarsi per emergere: niente sushi, solo autentici noodle

La peculiarità di Sagami è subito chiara: “Non serviamo sushi, che è il piatto giapponese più popolare in Europa”, spiega Isaji con una punta di orgoglio. “Il nostro menù è composto principalmente da piatti tradizionali di noodle come Udon, Soba e specialità di Nagoya come il Miso tonkatsu e il Kishimen. Non sono piatti famosi tra gli italiani, ma è proprio per questo che possiamo considerarci ‘unici’ in Italia”.

Questa scelta di specializzarsi in piatti meno conosciuti ma più autentici riflette una strategia di differenziazione audace: piuttosto che inseguire il trend del sushi, ormai presente ovunque, Sagami ha puntato sull’autenticità e sulla specificità, offrendo al pubblico italiano un’esperienza gastronomica genuinamente giapponese.

“Vogliamo essere un vero ristorante giapponese e offrire piatti tipici giapponesi a prezzi accessibili”, sintetizza Isaji, evidenziando la duplice missione dell’azienda: autenticità e accessibilità.

Da dipendente a proprietario: il percorso professionale di Makoto Isaji

La storia personale di Makoto Isaji è emblematica di un percorso professionale costruito con pazienza, dedizione e capacità di cogliere le opportunità. “Ho iniziato a lavorare per Sagami Giappone nel 2002”, racconta. “Lì ho imparato a cucinare, servire e gestire un ristorante. Poi, nel 2011, sono andato a Shanghai”.

Questo trasferimento in Cina rappresenta un punto di svolta nella carriera di Isaji: “È stato il vero punto di partenza per la mia attività di ristoratore indipendente. Poiché il ruolo e le attività erano completamente diversi da quelli di Sagami Giappone, ho potuto apprendere le basi del vero business della ristorazione”.

L’esperienza internazionale ha arricchito il bagaglio di competenze di Isaji, preparandolo alle sfide future: “Sono venuto in Italia per la prima volta nel 2015 come membro dell’Expo di Milano, poi sono tornato qui nel 2016 e 2017 per aprire temporaneamente Sagami a Milano”.

È durante questo periodo che si verifica l’incontro decisivo per il futuro dell’azienda in Italia: “Durante quel periodo ho incontrato una persona importante e insieme abbiamo deciso di aprire un vero Sagami a Milano. È cinese ed è una persona di successo. La mia esperienza in Cina ha contribuito a questo inizio”.

Il coronamento di questo percorso arriva tre anni fa: “Ho lasciato Sagami Giappone e sono diventato uno dei proprietari di Sagami Italia”. Una transizione da dipendente a imprenditore che rappresenta il sogno di molti professionisti del settore.

Affrontare le sfide: Covid-19 e accettazione culturale

Ogni impresa di successo ha dovuto superare ostacoli significativi, e Sagami Italia non fa eccezione. “La nostra sfida più grande è stata il Covid-19”, ammette Isaji. Un’ovvia difficoltà per un’attività di ristorazione, ma non l’unica.

“Come ho scritto sopra, poiché i nostri piatti non sono famosi in Italia, ci è voluto molto tempo per trovare molti clienti”. Una sfida culturale, prima ancora che commerciale: introdurre in un mercato nuovo piatti sconosciuti richiede pazienza e strategia.

La soluzione è arrivata dal passaparola della comunità giapponese: “I nostri sapori sono tipicamente giapponesi, ecco perché all’inizio venivano soprattutto giapponesi da Sagami, e poi anche gli italiani sono venuti qui dopo aver sentito queste voci”. Un’approvazione da parte dei connazionali che ha funzionato come certificato di autenticità agli occhi del pubblico italiano.

I segreti del successo: autenticità, qualità e visione

Analizzando il successo di Sagami in Italia, emergono alcuni elementi chiave che possono rappresentare lezioni preziose per qualsiasi impresa che voglia operare in un mercato estero:

  1. Autenticità come valore distintivo: Sagami ha scelto di non adattare la propria offerta ai gusti locali, ma di proporre l’autentica cucina giapponese, facendone un punto di forza.
  2. Esperienza internazionale preliminare: Il periodo di “test” durante l’Expo e gli anni successivi ha permesso di comprendere il mercato italiano prima di un investimento definitivo.
  3. Partnership strategiche: L’incontro con un partner locale di successo ha facilitato l’ingresso nel mercato italiano.
  4. Espansione graduale ma costante: Da un primo ristorante a Milano, Sagami si è espanso in altre città del Nord Italia, consolidando la propria presenza.
  5. Prezzi accessibili: La scelta di mantenere prezzi abbordabili, nonostante l’autenticità e la qualità dei prodotti, ha permesso di ampliare il pubblico potenziale.

La cucina di Sagami: un viaggio nei sapori autentici del Giappone

Ma cosa si trova effettivamente nel menu di Sagami? I piatti principali sono basati su diverse tipologie di noodle giapponesi, ognuna con caratteristiche specifiche:

  • Udon: spessi noodle di grano, dalla consistenza morbida e liscia, serviti in un brodo caldo o freddi con salsa per intingere.
  • Soba: noodle sottili di grano saraceno, dal caratteristico colore marrone-grigiastro e dal sapore leggermente terroso, anch’essi serviti caldi in brodo o freddi.
  • Kishimen: una specialità di Nagoya, sono noodle piatti di grano, simili a larghe tagliatelle.

A questi si aggiungono specialità regionali come il Miso tonkatsu, una cotoletta di maiale impanata servita con una salsa a base di miso, tipica della zona di Nagoya.

L’assenza di sushi dal menu è una scelta deliberata che sottolinea l’intenzione di proporre un’esperienza gastronomica diversa da quella a cui il pubblico italiano è abituato quando pensa alla cucina giapponese.

La strategia di espansione: qualità e coerenza

La rapida espansione di Sagami in Italia – sette ristoranti in cinque anni – testimonia una strategia aziendale efficace e una risposta positiva del mercato. La decisione di espandersi oltre Milano, verso città come Bologna, Modena, Parma, Reggio Emilia e Verona, riflette una comprensione delle dinamiche del mercato italiano della ristorazione.

Queste città, con le loro università e il loro tessuto culturale vivace, rappresentano terreni fertili per proporre un’offerta gastronomica autentica e innovativa. La presenza di comunità studentesche e di professionisti aperti a nuove esperienze culinarie ha probabilmente facilitato l’accettazione dei piatti proposti da Sagami.

Le lezioni di leadership di Makoto Isaji

Dal racconto di Isaji emergono alcune lezioni di leadership che possono essere preziose per chiunque voglia intraprendere un percorso imprenditoriale simile:

  1. Costruire competenze solide prima di diventare imprenditori: Isaji ha lavorato per Sagami Giappone per quasi un decennio, imparando tutti gli aspetti del business prima di lanciarsi nell’avventura imprenditoriale.
  2. Valorizzare le esperienze internazionali: L’esperienza a Shanghai ha rappresentato un arricchimento fondamentale, fornendo competenze diverse e complementari a quelle acquisite in Giappone.
  3. Cogliere le opportunità: La partecipazione all’Expo 2015 è stata sfruttata come trampolino di lancio per testare il mercato italiano.
  4. Costruire relazioni strategiche: L’incontro con il partner cinese ha facilitato l’ingresso nel mercato italiano, dimostrando l’importanza del networking.
  5. Rimanere fedeli alla propria identità: Nonostante le difficoltà iniziali, Sagami ha mantenuto la propria identità culinaria, senza cedere alla tentazione di adattarsi troppo ai gusti locali.
  6. Avere pazienza: La consapevolezza che l’affermazione in un nuovo mercato richiede tempo ha permesso a Isaji di perseverare nonostante le difficoltà iniziali.

Uno sguardo al futuro: le prospettive di Sagami in Italia

Considerando il successo già ottenuto e la crescente apertura del pubblico italiano verso esperienze gastronomiche autentiche, le prospettive future di Sagami in Italia appaiono promettenti. La catena ha dimostrato di saper navigare con successo in un mercato competitivo come quello della ristorazione italiana, proponendo un’offerta distintiva e di qualità.

L’espansione in altre città italiane potrebbe rappresentare il naturale sviluppo dell’azienda, così come l’arricchimento dell’offerta con altri piatti tradizionali giapponesi poco conosciuti in Italia.

Conclusioni: quando l’autenticità incontra l’imprenditorialità

La storia di Sagami in Italia è un esempio illuminante di come l’autenticità, quando sostenuta da una solida visione imprenditoriale e da competenze adeguate, possa trasformarsi in un vantaggio competitivo significativo.

In un mercato saturo di proposte simili, Sagami ha scelto di differenziarsi non scendendo a compromessi sulla propria identità culturale e gastronomica, ma facendone anzi un punto di forza. Una scelta coraggiosa che ha richiesto pazienza e determinazione, ma che alla fine si è rivelata vincente.

Se siete curiosi di scoprire i veri sapori della cucina giapponese, oltre il familiare sushi, Sagami rappresenta un’opportunità imperdibile per un viaggio gastronomico autentico. Con i suoi sette ristoranti distribuiti tra Milano, Modena, Parma, Reggio Emilia, Bologna e Verona, c’è sicuramente un Sagami non lontano da voi.

Per esplorare il menu, conoscere le location e prenotare un tavolo, visitate il sito web sagami.it. Un’esperienza culinaria unica vi aspetta, dove la tradizione giapponese incontra la passione italiana per il buon cibo.

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