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Da manager delle telecomunicazioni ad allevatrice: Roberta Dall’Olio e il suo agriturismo dove i cani sono di casa

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Elisa Ravelli
Elisa Ravelli
Ricercatrice e autrice specializzata in psicologia della leadership e dinamiche di gruppo

Come una passione coltivata per tutta la vita è diventata un’impresa che ogni anno accoglie viaggiatori e i loro compagni a quattro zampe, a due passi da Ferrara

Ci sono storie che si raccontano da sole, e poi ci sono storie che vanno cercate un po’ più in là, dove finisce l’asfalto e comincia la campagna. Quella di Roberta Dall’Olio appartiene alla seconda categoria. Per arrivare da lei bisogna lasciarsi alle spalle il centro di Ferrara, imboccare la strada che porta verso nord e proseguire fino a dove l’argine del Po disegna il confine tra la terra coltivata e l’acqua. È lì, dentro quel “Parco Urbano” che secoli fa fu riserva di caccia degli Estensi, che si trova l’Agriturismo Delizia d’Este. E la prima cosa che si nota, arrivando, non è il casolare né le camere: sono i cani. Ovunque, felici, a loro agio, padroni del posto.

Una vita prima, un’altra dopo

Chi conosce Roberta oggi fatica a immaginarla dietro una scrivania, con l’agenda piena di riunioni e il telefono che squilla di continuo. Eppure per anni la sua vita è stata esattamente questa. Prima di diventare allevatrice, prima ancora di sognare un agriturismo, Roberta ha fatto l’imprenditrice nel settore delle telecomunicazioni. Un mondo di ritmi serrati, di tecnologia, di logiche molto lontane da quelle scandite dalle stagioni e dal sole che sorge sui campi.

Poi, nel 2006, tutto è cambiato. Non gradualmente, come spesso accade, ma con una decisione netta. “Nel 2006 ho deciso di dare una svolta radicale alla mia vita professionale e privata, nel momento in cui ho avuto la possibilità di acquistare un appezzamento di terreno per realizzare il sogno della mia vita: allevare cani.” Lo dice così, con semplicità, come se comprare un pezzo di terra e ribaltare la propria esistenza fosse la cosa più naturale del mondo. Ma chiunque abbia mai lasciato una strada sicura per inseguirne una incerta sa quanta forza serva per farlo.

Non si trattava di cambiare lavoro. Si trattava di cambiare vita. E Roberta lo ha fatto senza mezze misure, con quel carattere che emerge chiaro dalle sue stesse parole: “Da questa idea iniziale, si è sviluppato un progetto che ha preso corpo giorno dopo giorno, arricchendosi di sempre nuove iniziative ed attività.” Il terreno era il punto di partenza. Tutto il resto è venuto costruendolo, un pezzo alla volta, come si costruisce una casa mattone dopo mattone.

C’è una frase, tra quelle che ci ha affidato, che dice molto di lei: “Per me non significa soltanto una professione ma una vera e propria scelta di vita, nella quale mi sono buttata con tutto l’entusiasmo, l’impegno e la fantasia che mi contraddistinguono.” Entusiasmo, impegno, fantasia. Tre parole che tornano utili per capire come una passione privata sia riuscita a reggere il peso di un’impresa vera.

Il muro della burocrazia

Sarebbe bello poter dire che, presa la decisione, il resto è filato liscio. Le storie di successo, si sa, amano saltare la parte difficile. Ma Roberta non è tipo da nascondere le fatiche, e quando le si chiede del percorso non gira intorno alle cose.

“Riuscire a completare e coronare questo percorso non è stato facile, perché ho dovuto superare molte resistenze della burocrazia.” Il nodo, spiega, è di natura quasi culturale. Allevare cani è a tutti gli effetti un’attività agricola, riconosciuta dalla legge. Eppure sulla carta e nella pratica le cose non sempre coincidono: “Molte amministrazioni non sono ancora aperte allo sviluppo di attività agricole non prettamente tradizionali.” Tradotto: chi si presenta con un progetto che esce dai binari consueti si scontra spesso con uffici impreparati a comprenderlo, prima ancora che ad autorizzarlo.

Qui la storia avrebbe potuto arenarsi, come capita a tante buone idee che finiscono schiacciate sotto il peso delle scartoffie. E invece è proprio in questo passaggio che Roberta ha giocato la sua carta migliore, una carta che pochi altri avrebbero avuto in mano. Prima di occuparsi di telecomunicazioni e molto prima di sognare i cani, infatti, Roberta si era laureata in giurisprudenza. Un dettaglio che a un certo punto si è rivelato decisivo: “La perseveranza e una buona conoscenza delle regole, grazie alla mia laurea in giurisprudenza, hanno permesso che questa attività potesse essere avviata con successo.”

Vale la pena fermarsi un attimo su questo. Roberta non ha aspettato che qualcuno le spianasse la strada, né si è affidata a un consulente sperando che risolvesse tutto al posto suo. Ha usato quello che sapeva. Ha letto le norme, le ha capite, le ha fatte valere. Ha trasformato una laurea che sembrava appartenere a un’altra vita nello strumento che le ha permesso di realizzare questa. È un esempio di come, a volte, i pezzi apparentemente scollegati del nostro passato tornino a incastrarsi nel momento giusto.

Da quella battaglia è nato anche un consiglio, che Roberta rivolge a chiunque abbia voglia di mettersi in proprio: “Non posso quindi che suggerire a chi voglia intraprendere qualsiasi percorso di non darsi mai per vinto, di informarsi e di acquisire un livello di conoscenza elevato rispetto alla attività che desidera avviare.” Un invito a non separare mai la determinazione dalla preparazione. Perché la prima senza la seconda si ferma al primo ostacolo, e la seconda senza la prima resta un foglio in un cassetto.

Un posto pensato davvero per loro

Chi viaggia con un cane conosce bene quella sensazione: la telefonata all’hotel, la domanda posta con cautela, il “sì, però…” che segue quasi sempre. Animali ammessi, certo, ma con supplemento, con restrizioni, con quello sguardo di sopportazione che fa capire che l’ospite peloso è tollerato più che accolto. A Delizia d’Este questa scena non esiste. E la differenza si sente fin dal primo momento.

L’agriturismo si trova nella zona nord di Ferrara, a circa cinque chilometri dal centro, ed è stato ricavato da un vecchio casolare all’imbocco della tenuta, ristrutturato con evidente cura. Offre esclusivamente il servizio di pernottamento con prima colazione, in otto camere spaziose arredate in stile rustico che però non rinunciano a nessuno dei comfort moderni: bagno privato con doccia o vasca, aria condizionata, wi-fi gratuito, minibar, cassaforte, coffee set, tv satellitare. Alcune stanze possono essere rese comunicanti, una soluzione comoda per le famiglie, e una al piano terra è attrezzata per accogliere persone con difficoltà motorie. Piccoli dettagli che raccontano un modo di intendere l’ospitalità: pensare prima alle esigenze di chi arriva.

Ma è varcata la soglia di casa, uscendo all’aperto, che Delizia d’Este mostra chi è davvero. “È decisamente pet friendly, ideale per i turisti con cani che vogliono trascorrere vacanze rilassanti e tranquille con il proprio amico a 4 zampe,” spiega Roberta. E qui le parole lasciano il posto ai fatti. C’è un parco per cani di due ettari, interamente recintato, con tanto di laghetto: uno spazio enorme dove gli animali possono correre a perdifiato, annusare, giocare, stare finalmente liberi senza guinzaglio e senza pericoli. Cani di tutte le taglie sono i benvenuti, dal chihuahua al mastino, senza distinzioni.

Poi c’è il pezzo forte, quello che fa sorridere chiunque lo scopra: una piscina per cani. Non una vasca improvvisata, ma una vera piscina di dodici metri per sei, collocata nella stessa area di quella riservata agli umani. Così, nelle giornate d’estate, padrone e cane possono rinfrescarsi fianco a fianco, ciascuno nella propria acqua, condividendo lo stesso momento di sollievo dalla calura. È il genere di idea che non si trova sui manuali di ricettività, perché nasce da un’altra parte: da chi i cani li conosce, li osserva, sa cosa li rende felici. Non è un caso, insomma, se i clienti tornano a casa parlando di “un paradiso davvero unico per chi ha cani”. È esattamente ciò che è.

Gli Hovawart, una razza da custodire

Dietro l’agriturismo, e in un certo senso prima di esso, c’è il sogno originario da cui tutto è partito: allevare cani. Delizia d’Este è infatti un allevamento riconosciuto ENCI-FCI di Hovawart, una razza antica e nobile che in Italia resta ancora poco conosciuta. Ed è forse questa la parte del racconto in cui la passione di Roberta si vede meglio.

Allevare non è come gestire un servizio ricettivo. È un impegno che non conosce stagioni né orari, fatto di attenzione quotidiana, di scelte ponderate, di legami che si costruiscono nel tempo. L’attività cinotecnica — l’allevamento, la selezione, l’addestramento delle razze canine — è riconosciuta ormai da vent’anni come attività agricola a tutti gli effetti, ma i numeri e le definizioni raccontano solo una parte della storia. Dedicarsi a una razza rara significa assumersi una responsabilità particolare: contribuire a custodire un patrimonio genetico e culturale che rischierebbe altrimenti di andare perduto.

Basta scorrere i nomi delle cucciolate per capire con quanta cura questo lavoro venga portato avanti. Sono ordinate per lettera, dalla A alla P, ciascuna con un nome che sembra uscito da un romanzo o da una saga fantastica. Un modo per tenere memoria di ogni generazione, di scandire il passare degli anni come si fa con i capitoli di una lunga storia. E dietro ogni cucciolo c’è la consapevolezza di chi non tratta gli animali come prodotti, ma come esseri di cui prendersi cura sul serio.

Un’azienda agricola a tutto campo

Sarebbe un errore, però, ridurre Delizia d’Este all’ospitalità e all’allevamento. Con il passare degli anni, quel progetto nato “giorno dopo giorno” si è ramificato fino a diventare un’azienda agricola completa, capace di tenere insieme tradizione e innovazione senza forzature.

Accanto all’attività cinotecnica, la terra continua a dare i suoi frutti secondo le vocazioni della campagna ferrarese. Oltre alle colture a seminativo, l’azienda produce meloni e cocomeri: non due prodotti qualsiasi, ma alimenti che questo territorio conosce e apprezza da secoli, già noti ai tempi della Corte Estense. Vengono venduti direttamente in loco durante l’estate e rientrano tra le celebri “17 perle del ferrarese”, il novero delle eccellenze enogastronomiche locali, in attesa peraltro della certificazione IGP. Un piccolo orgoglio contadino che si affianca a tutto il resto.

E c’è ancora dell’altro. Una fattoria didattica, con percorsi dedicati alla natura, alla cinofilia e alla scoperta del territorio, pensati soprattutto per i più piccoli e per le scuole. Un centro cinofilo. Un insieme di attività che ruotano attorno a un’unica idea di fondo: un’agricoltura viva, che dialoga con il turismo, con l’educazione, con la valorizzazione di ciò che rende speciale questo angolo di provincia. Roberta, in fondo, ha intuito con largo anticipo qualcosa che oggi appare evidente: l’agriturismo migliore non è quello che si limita a offrire un letto e una colazione, ma quello che offre un’esperienza intera, radicata in un luogo e nelle passioni di chi lo governa.

Cosa insegna la storia di Roberta

Chi si occupa di leadership sa che i modelli più interessanti raramente si trovano nelle sale riunioni. A volte stanno in mezzo a un parco recintato di due ettari, con un cane che corre e una donna che lo guarda con soddisfazione. La vicenda di Roberta Dall’Olio, letta con attenzione, offre più di uno spunto a chiunque abbia responsabilità di guida, in qualsiasi campo.

C’è, prima di tutto, il tema del coraggio. Abbandonare una carriera consolidata nelle telecomunicazioni per ripartire quasi da zero in un settore del tutto diverso non è una scelta che si prende a cuor leggero. Roberta ha saputo ascoltare qualcosa dentro di sé e agire di conseguenza, accettando il rischio che ogni vera scommessa comporta. Non tutti ci riescono, e non a tutte le età questa lucidità è concessa.

C’è poi la questione della competenza al servizio della passione. La storia della burocrazia superata grazie a una vecchia laurea in giurisprudenza è quasi un piccolo apologo su come funzionano le cose nel mondo reale: volere non basta, bisogna anche sapere. I traguardi che sembrano fuori portata spesso lo sono soltanto per chi non si è preparato abbastanza. Roberta si è preparata, ha studiato le regole del gioco e le ha usate a proprio favore. È una lezione che vale ben oltre l’agriturismo.

E infine c’è l’autenticità, che forse è la cosa che colpisce di più. Delizia d’Este non è un’operazione di marketing costruita a tavolino per intercettare il crescente mercato dei viaggiatori con animali. È il contrario: è un amore vero per i cani che, quasi per traboccamento, è diventato un’impresa. Questa differenza non si può fingere, e infatti si sente. La si percepisce nei due ettari di parco, nella piscina pensata apposta per loro, nell’entusiasmo con cui Roberta racconta il proprio lavoro. I clienti se ne accorgono, e lo ripagano tornando. Perché le imprese che durano, quelle che lasciano il segno, quasi sempre nascono nello stesso modo: da qualcuno che ci crede davvero.

Un invito a scoprirlo di persona

La storia di Roberta Dall’Olio dimostra una cosa semplice ma non scontata: i sogni, quando vengono coltivati con dedizione e sostenuti dalla preparazione giusta, possono davvero prendere forma e diventare qualcosa di concreto. Da manager delle telecomunicazioni ad allevatrice di una razza rara, il suo è stato un cammino fatto di coraggio, di ostinazione e, soprattutto, di un amore autentico per gli animali che si respira in ogni angolo della sua tenuta.

Se avete un cane e volete regalargli — e regalarvi — qualche giorno di vacanza vera, pensata su misura per lui, difficilmente troverete di meglio. Provate a immaginarlo mentre corre libero in un parco di due ettari, mentre si tuffa nella sua piscina, mentre dorme tranquillo accanto a voi in un casolare immerso nel verde, con Ferrara e le sue meraviglie a pochi minuti di distanza. È il tipo di ricordo che resta, per voi e per lui.

Per conoscere tutti i servizi, dare un’occhiata alle immagini o prenotare un soggiorno, il riferimento è il sito deliziadeste.it, oppure si può scrivere direttamente alla struttura all’indirizzo info@deliziadeste.it. E se state pensando a un cucciolo di Hovawart, o siete semplicemente incuriositi da questa razza ancora poco diffusa, Roberta saprà accompagnarvi alla sua scoperta con la competenza e l’affetto di chi ha fatto degli animali la ragione della propria vita. Perché a Delizia d’Este non si prenota semplicemente una stanza: si sceglie un modo diverso di stare in vacanza, dove per una volta a sentirsi ospiti d’onore sono anche loro, i nostri migliori amici.

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