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Quarant’anni di birra, pazienza e gente: la storia di Billy Quaranta e della Birreria Rosselli

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Lorenzo Dalmasso
Lorenzo Dalmasso
Educatore e consulente in leadership, con un focus sullo sviluppo personale e professionale.

Un locale che c’era prima e sarà ancora dopo

Ci sono posti in cui entri per la prima volta e hai la sensazione di esserci già stati. Non perché siano tutti uguali — è proprio il contrario. È perché hanno una personalità così definita, così sedimentata nel tempo, che ti avvolge prima ancora che tu abbia ordinato qualcosa. La Birreria Rosselli, al numero 127 di Corso Carlo e Nello Rosselli a Torino, è uno di questi posti.

Nata negli anni Ottanta, quando Torino era ancora la città della Fiat e i pub erano una novità esotica, la birreria ha attraversato quarant’anni di storia italiana senza perdere il filo. Ha visto cambiare il quartiere attorno a lei — quel confine poroso tra Santa Rita, San Paolo e la Crocetta, tre anime diverse di una stessa città — ha visto aprire e chiudere decine di locali nelle strade vicine, ha vissuto crisi economiche, pandemie, mode gastronomiche che arrivavano con fanfare e sparivano nel nulla. E ogni volta è rimasta lì, con le sue luci, il suo rumore, la sua birra alla spina.

Dietro tutto questo c’è Claudio Bill Quaranta. Per tutti, da sempre, Billy.

Una famiglia che ha sempre vissuto di notte

Billy ha cinquant’anni e non ha mai fatto altro. Non nel senso che sia rimasto per inerzia in un lavoro che non aveva scelto — al contrario. La ristorazione serale è nel suo DNA familiare in modo così profondo che parlarne come di una professione quasi non rende l’idea. È più una condizione, un modo di stare al mondo.

“In passato la mia famiglia — fratello, zii, cugini — ha sempre gestito locali serali,” racconta. E quando dice famiglia, intende davvero famiglia: una rete estesa di persone che hanno costruito la propria vita intorno ai ritmi della notte, agli orari che si capovolgono, alle serate che finiscono quando gli altri si alzano per andare al lavoro.

Di tutti quei locali, oggi rimane in piedi uno solo. La Birreria Rosselli. L’unica. E non è un caso — è il risultato di una gestione che ha saputo tenere insieme tradizione e pragmatismo, affetto per il proprio lavoro e lucidità nel fare le scelte difficili.

Quando Billy parla del locale, non usa mai il tono di chi sta descrivendo un’attività commerciale. Parla della birreria come si parla di una persona cara — con quella combinazione di orgoglio e consapevolezza dei difetti che è propria di chi ama davvero qualcosa. “Amo questo lavoro e la gente che mi circonda,” dice. Sette parole. Nessuna retorica, nessun abbellimento. Probabilmente la sintesi più onesta che si possa fare di quarant’anni passati dietro un bancone.

La pazienza non è una virtù passiva

Se c’è un tema che torna continuamente quando si parla con Billy, è la pazienza. Ma attenzione: non quella pazienza rassegnata di chi ha smesso di aspettarsi qualcosa. È una pazienza attiva, quasi muscolare — la capacità di assorbire le difficoltà senza perdere la direzione.

“Molte sono le difficoltà che si incontrano nella gestione di un’attività in proprio,” dice, con quella franchezza diretta di chi non ha nessuna intenzione di vendere un’immagine patinata della propria vita professionale. “Dalle questioni logistiche, ai rapporti con clienti e fornitori, al cambiamento del mercato, della burocrazia, ai tanti costi di mantenimento.”

È un elenco che chiunque abbia mai gestito un’attività in proprio riconosce immediatamente. I fornitori che cambiano listino due giorni prima di un fine settimana importante. La burocrazia che produce adempimenti a ritmo costante, indipendentemente da quanto lavoro ci sia già da fare. I costi fissi che corrono anche quando il locale è vuoto.

La risposta di Billy a tutto questo non è una tecnica di management né una formula imparata a un corso. È qualcosa di più elementare e più solido: “La pazienza è fondamentale, come la passione.” Le due cose, nella sua visione, si tengono insieme. La passione da sola può portarti lontano all’inizio, ma poi si consuma se non è sostenuta da qualcosa di più resistente. La pazienza da sola rischia di diventare immobilismo. Insieme, invece, formano la combinazione che permette a un locale di esistere per quarant’anni in una città che cambia continuamente.

C’è un aspetto di questa filosofia che colpisce particolarmente: il modo in cui Billy affronta il rapporto con la clientela. “I clienti hanno esigenze sempre diverse e non sempre comprendono cosa c’è dietro un’attività come questa, che vuole soddisfare il proprio pubblico con tante difficoltà.” Non c’è risentimento in queste parole, nessuna recriminazione. È una constatazione realistica, accompagnata da una disponibilità genuina a continuare comunque, a trovare il modo di venire incontro a esigenze che si moltiplicano e si contraddicono. Questa disponibilità — questa capacità di restare aperti anche quando sarebbe più semplice irrigidirsi — è forse il tratto di leadership più autentico che emerge dalla storia di Billy.

Circondarsi delle persone giuste

C’è un altro elemento che Billy considera imprescindibile: la scelta delle persone con cui lavorare. “È importante circondarsi di collaboratori di fiducia, intraprendenti, con la voglia di portare avanti con passione il lavoro.”

In un locale come la Birreria Rosselli, dove ogni serata è diversa dalle altre, dove la clientela è varia e imprevedibile e i ritmi sono quelli della notte, lavorare con persone che ci credono davvero fa una differenza concreta. Si vede nell’atteggiamento verso il cliente, si sente nel modo in cui si gestiscono i momenti difficili, si misura nella qualità complessiva dell’esperienza che il locale riesce a offrire.

Billy non usa la parola dipendenti. Usa collaboratori. Una distinzione che dice qualcosa sul tipo di relazione professionale che cerca di costruire — sul fatto che considera il suo team non come una risorsa da gestire ma come una comunità da tenere insieme.

Le recensioni dei clienti confermano che questo approccio funziona. “Personale meraviglioso, molto simpatici e accoglienti,” scrive una cliente su Google. “Personale molto molto gentile ed affabile,” aggiunge un’altra. Non sono elogi alla cucina o all’ambiente — sono complimenti alle persone. Ed è esattamente lì che si misura il lavoro di chi guida una squadra.

Cosa succede quando entri al Rosselli

La Birreria Rosselli non è facile da categorizzare, e probabilmente è proprio questo il suo punto di forza. Non è un pub nel senso anglosassone del termine, non è un ristorante tradizionale, non è una pizzeria, non è un cocktail bar. È tutte queste cose insieme, con un’armonia che si costruisce nel tempo e non si improvvisa.

Il locale ha tre sale interne e un dehors esterno coperto — una configurazione che lo rende adatto a situazioni molto diverse: una cena tranquilla in famiglia, un compleanno rumoroso tra amici, una serata a guardare la partita, un aperitivo che si allunga fino a tarda notte.

Il menù è generoso e concreto. Pizze con impasto a lunga lievitazione, hamburger artigianali preparati con ingredienti freschi — disponibili anche in versione vegana — panini, piadine, crepes dolci e salate, bruschette, antipasti, primi e secondi piatti, dolci. Tutto fatto internamente, con quella cura che si avverte nel risultato finale. Non è cucina da stellati, e non vuole esserlo: è cucina onesta, abbondante, che soddisfa senza pretese esagerate.

Le birre sono un capitolo a parte. Alla spina e in bottiglia, la selezione copre un arco ampio: dalle lager leggere alle IPA più amare e aromatiche, fino alle doppio malto per chi cerca qualcosa di più corposo, con opzione senza glutine. Il locale trasmette le partite dei principali campionati — Serie A e B, Champions League, Europa League, Europei e Mondiali — e offre giochi di società, calcio balilla e WiFi gratuito. Gli animali domestici sono i benvenuti. Sono dettagli, ma sono i dettagli che dicono molto su come si pensa all’accoglienza: non come un servizio standardizzato, ma come un atteggiamento verso le persone.

Una clientela che non ha un profilo unico

Uno degli aspetti più significativi della Birreria Rosselli è la capacità di essere, allo stesso tempo, il posto giusto per pubblici molto diversi. “La clientela è molto varia, da compagnie di giovani a famiglie con bambini,” conferma Billy.

È una scelta che riflette qualcosa di più profondo di una semplice strategia commerciale. Riflette una visione del locale come spazio condiviso, come luogo di incontro tra generazioni e stili di vita diversi. In un’epoca in cui le bolle sociali tendono a chiudersi su se stesse, un posto dove coesistono famiglie con passeggini e gruppi di ventenni rumorosi ha qualcosa di prezioso che non si costruisce con il marketing.

Il valore di restare autentici

La Birreria Rosselli sa cosa è. Un posto dove si beve bene, si mangia bene, si sta in compagnia senza cerimonie inutili. Un posto con una storia vera, non costruita a tavolino. Un posto in cui il proprietario è presente, conosce i clienti abituali, sa cosa funziona e cosa no.

Questa autenticità — difficile da quantificare, impossibile da replicare con un restyling — è probabilmente la ragione principale per cui il locale esiste ancora dopo tutti questi anni. La Birreria Rosselli non è un locale fermo nel tempo, cristallizzato in un’epoca passata: è un locale vivo, che ha aggiornato la propria offerta, ha risposto alle esigenze di una clientela che cambiava, ha trovato il modo di restare rilevante senza rinnegare la propria storia.

Il fatto che sia l’unico locale rimasto di quelli che la famiglia Quaranta ha gestito nel corso degli anni non è un elemento da sorvolare. È un dato che dice qualcosa di importante sulla solidità di ciò che Billy ha costruito — o meglio, su come ha saputo preservare e far evolvere qualcosa che aveva già radici profonde.

La leadership che Billy esercita non è quella del visionario che reinventa il settore. È quella di chi tiene in piedi qualcosa di importante, giorno dopo giorno, con pazienza e passione — esattamente come ha sempre detto.

Venite a trovarlo

La Birreria Rosselli si trova in Corso Carlo e Nello Rosselli 127, a Torino. È aperta dal martedì alla domenica a partire dalle 18:00. Per prenotare un tavolo — cosa consigliata, soprattutto nei weekend e nelle serate di partite — il modo migliore è telefonare direttamente. Il take away è disponibile su prenotazione telefonica. Per scoprire il menù completo e tutte le informazioni sul locale, il sito è www.rossellipub.it.

Certe serate hanno bisogno di un posto vero. Il Rosselli lo è da quarant’anni.

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