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Persian Palace: dove la Persia antica incontra Lecco contemporanea

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Paolo Vellani
Paolo Vellani
Coach e formatore specializzato in strategie di leadership e crescita aziendale

Un viaggio sensoriale tra cucina, arte e comunità nel cuore della città lariana

Quando la tradizione diventa esperienza

C’è un angolo di Persia nascosto nel cuore di Lecco, proprio in Piazza XX Settembre. Non è solo un ristorante, non è semplicemente un locale dove mangiare: il Persian Palace è un viaggio sensoriale che inizia già dal portale d’ingresso, quando si varca quella soglia e ci si ritrova catapultati in un’altra dimensione, in un altro tempo, in un’altra geografia. Qui, lo chef Hooman Soltani ha costruito qualcosa di più ambizioso di un’attività commerciale: ha creato un ponte culturale tra due mondi, un luogo dove la millenaria tradizione persiana dialoga con la contemporaneità italiana.

La palazzina che ospita il Persian Palace ha una storia importante: è il luogo che diede i natali ad Antonio Stoppani, il celebre geologo e patriota lecchese. E forse non è un caso che proprio qui, in questo edificio carico di memoria storica, abbia trovato casa un progetto che della memoria culturale fa la sua ragione d’essere. Perché il Persian Palace non è solo alta cucina persiana, ma un vero e proprio percorso storico e culturale che accompagna gli ospiti alla scoperta dell’antica Persia.

Dal portale di Piazza XX Settembre si accede a Via Lalezar, una delle strade più antiche di Teheran, la capitale iraniana. Alla fine dell’era Qajar e all’inizio dell’era Pahlavi era considerata un simbolo del modernismo e dell’arte persiana, tanto da essere chiamata “la Champs-Elysées di Teheran”. Il percorso prosegue attraverso ambienti che richiamano i palazzi storici degli Scià di Persia: dalla saletta al civico 1, dove anticamente gli ospiti venivano accolti con bacinelle e acqua di rose per rinfrescarsi prima di incontrare l’Imperatore, fino alla tipica taverna al civico 3, dove oggi è possibile acquistare tè, tisane e prodotti artigianali persiani.

Le sale dedicate alla ristorazione portano i nomi delle dinastie imperiali che hanno segnato la storia della Persia: la Sala Zand, dedicata alla dinastia che regnò sull’Iran centrale e meridionale nella seconda metà del XVIII secolo, accoglie gli ospiti con i ritratti di Karim Khan e della sua consorte. La Sala Qajar celebra invece la dinastia che governò dal 1794 al 1925, con una gigantografia che riproduce uno dei palazzi reali di Kashan e vetrate colorate realizzate da maestri artigiani iraniani.

Al piano superiore, la Sala Golestan – riservata agli eventi VIP – è dedicata alla dinastia Pahlavi, l’ultima a regnare sulla Persia prima della Rivoluzione del 1979. Arredata in puro stile imperiale con mobili, sedie e specchi dipinti a mano, pavimenti in onice e vetrate artigianali persiane, questa sala rappresenta il culmine dell’esperienza immersiva offerta dal locale.

Lo chef che ha attraversato due mondi

Hooman Soltani è nato a Kerman, in Iran, in un’epoca e in un contesto che hanno profondamente segnato la sua visione del mondo. Discendente di una storica dinastia persiana, Hooman porta con sé un patrimonio culturale che emerge in ogni piatto, in ogni scelta estetica, in ogni dettaglio del suo progetto imprenditoriale. Ma la sua non è stata una strada lineare, né tantomeno facile.

“Sono cresciuto in un paese attraversato da profondi cambiamenti politici e sociali,” racconta Hooman, con quella franchezza che caratterizza chi ha vissuto sulla propria pelle le conseguenze della Storia con la S maiuscola. La sua infanzia è stata segnata dai traumi della guerra e da un contesto politico rigido, dove la libertà personale e professionale erano costantemente limitate da un sistema che controllava ogni aspetto della vita dei cittadini.

“Nei colloqui di lavoro in Iran non ti chiedevano delle tue competenze professionali,” spiega Hooman. “Ti facevano domande sulla religione, sui comportamenti della tua famiglia, sulla tua adesione alle aspettative del regime. Se non aderivi a certi standard, non avevi opportunità.” Una realtà che molti giovani iraniani conoscono bene, e che ha spinto tanti – come Hooman – a cercare altrove le possibilità di realizzazione personale negate nel proprio paese.

Prima di arrivare alla cucina, Hooman ha percorso un cammino che parte dal design. Laureatosi con il massimo dei voti in arte, architettura, comunicazione e grafica all’Università di Teheran, nel 2005 decide di completare la sua formazione in Italia, iscrivendosi al Politecnico di Milano dove consegue la laurea in Product Design. Una scelta dettata non solo dall’ambizione professionale, ma dalla ricerca di quella libertà che in Iran gli era negata.

“Venire in Italia significava poter respirare,” dice Hooman con una semplicità che colpisce. “Significava poter essere me stesso, poter costruire il mio percorso senza dover rispondere a nessuno delle mie scelte personali.” In Italia incontra Sepideh, che diventerà sua moglie e compagna di avventure imprenditoriali. Insieme avviano inizialmente un’attività nel settore del design e dell’arredamento, ma presto emerge un desiderio diverso: far conoscere agli italiani non solo l’estetica persiana, ma la sua anima più profonda, quella che si esprime attraverso i sapori, i profumi, le tradizioni culinarie.

Quando il design incontra la cucina

La formazione nel design e nella comunicazione ha influenzato profondamente l’approccio di Hooman alla ristorazione. Non si tratta semplicemente di cucinare bene: ogni piatto che esce dalla cucina del Persian Palace è pensato come un’esperienza multisensoriale, dove il gusto dialoga con la vista, dove la presentazione racconta una storia tanto quanto gli ingredienti.

“Nei miei piatti non c’è solo il gusto,” spiega Hooman. “C’è una narrazione visiva e culturale, pensata per coinvolgere tutti i sensi.” Questa filosofia emerge chiaramente nel menu del Persian Palace, dove i piatti della tradizione persiana vengono presentati con una creatività e un’attenzione ai dettagli che trasformano ogni portata in un’opera d’arte commestibile.

Gli ospiti possono scegliere tra diversi menu degustazione oppure comporre il proprio percorso gastronomico selezionando antipasti, portate principali e dessert che raccontano un patrimonio culinario millenario. I profumi delle spezie persiane – dal cardamomo allo zafferano, dall’acqua di rose ai boccioli essiccati – pervadono gli ambienti e anticipano i sapori che si incontreranno nel piatto. Ad accompagnare i piatti, una selezione di vini esclusivi di produzione persiana e armena, oltre a cocktail originali ideati dallo stesso chef.

“La cucina persiana è fatta di equilibri,” spiega Hooman. “Non è solo questione di ingredienti, ma di come questi si combinano, di come i sapori si inseguono e si completano. C’è una saggezza antica in questo approccio, una comprensione profonda di come il cibo possa nutrire non solo il corpo ma anche lo spirito.”

Il trionfo televisivo e la visibilità nazionale

Nel 2020, Hooman Soltani conquista il titolo di vincitore della terza edizione di “Cuochi d’Italia – Il Campionato del Mondo”, il programma televisivo condotto da Bruno Barbieri su TV8. Una vittoria che rappresenta molto più di un semplice riconoscimento personale: è stata l’occasione per portare la cucina persiana sotto i riflettori nazionali, per far conoscere al grande pubblico italiano una tradizione gastronomica ricchissima ma ancora poco esplorata.

“Partecipare a quel programma è stata una sfida importante,” racconta Hooman. “Dovevo confrontarmi con chef di altri paesi e culture, dimostrare che la cucina persiana poteva competere ad altissimi livelli.” E ce l’ha fatta, portando a casa il titolo e, soprattutto, contribuendo a diffondere la conoscenza della gastronomia iraniana in Italia.

Quel successo televisivo ha dato una spinta importante al progetto del Persian Palace, attirando clientela da tutta la Lombardia e oltre. Ma Hooman non si è mai montato la testa: “Un riconoscimento è bello, fa piacere, ma il lavoro vero è quello quotidiano, quello che fai ogni giorno per i tuoi clienti, per mantenere alta la qualità, per continuare a raccontare la tua storia attraverso i piatti.”

Un’impresa che crea comunità

Il Persian Palace non è solo un ristorante dove si mangia bene. È uno spazio polifunzionale che si propone come punto di riferimento culturale per la comunità locale. La sala al piano superiore ospita eventi, celebrazioni private, presentazioni culturali. Il negozio interno offre la possibilità di acquistare prodotti tipici persiani – tè, tisane, spezie, artigianato – permettendo ai clienti di portare a casa un pezzo dell’esperienza vissuta nel locale.

“Volevamo creare un luogo dove le persone non solo mangiassero, ma si incontrassero, condividessero esperienze, scoprissero una cultura diversa dalla loro,” spiega Hooman. “La ristorazione, quando è fatta bene, crea comunità. Intorno a un tavolo si costruiscono relazioni, si abbattono barriere, si scopre che le differenze culturali sono ricchezze, non ostacoli.”

Questa visione si riflette anche nella presenza attiva del Persian Palace sui social media, dove vengono condivisi non solo i piatti e le proposte gastronomiche, ma anche contenuti culturali, curiosità sulla Persia, storie che alimentano una community di appassionati e curiosi. Il giardino Pardis – che in farsi significa “paradiso” – offre uno spazio all’aperto dove gustare tè e tisane provenienti dai bazar iraniani o il tradizionale gelato allo zafferano e acqua di rose, creando un’oasi di tranquillità nel cuore della vivace Piazza XX Settembre.

L’impegno oltre la cucina

Ma Hooman Soltani è molto più di uno chef e imprenditore. È una voce attiva su temi sociali e diritti umani, qualcuno che non ha mai celato il proprio legame con l’Iran e le difficoltà vissute, soprattutto in relazione alle limitazioni di libertà nel paese d’origine.

“Il dolore di essere cresciuto sotto la rivoluzione del 1979 e le conseguenze che ne sono derivate non mi abbandonano mai,” confessa Hooman. “Conservo un profondo legame con la realtà dei miei connazionali e continuo a chiedere giustizia e rispetto per i popoli, distinguendo sempre tra i governanti e le persone comuni.”

Attraverso interventi educativi, testimonianze e dialoghi pubblici, Hooman ha mostrato la volontà di continuare a raccontare la sua storia e quella dei suoi connazionali, per costruire ponti tra culture. La sua non è retorica né propaganda: è la testimonianza sincera di chi ha vissuto sulla propria pelle cosa significhi essere privati della libertà di espressione, di scelta, di realizzazione personale.

“Quando preparo un piatto persiano in Italia, quando lo servo a un cliente italiano, sto facendo molto più che nutrirlo,” riflette Hooman. “Sto creando un momento di incontro tra due culture, sto dimostrando che l’Iran non è solo quello che si vede nei telegiornali. C’è una civiltà millenaria, una ricchezza culturale immensa, una tradizione gastronomica straordinaria che merita di essere conosciuta e apprezzata.”

I principi di una leadership culturale

Il percorso di Hooman Soltani offre numerosi spunti di riflessione sul tema della leadership, specialmente quando questa si coniuga con una missione culturale. Ci sono alcuni principi che emergono chiaramente dalla sua storia e che possono essere fonte di ispirazione per chiunque voglia intraprendere un percorso imprenditoriale con una visione più ampia del semplice profitto.

Primo: avere una visione culturale oltre che professionale. Un leader non si limita a dirigere un’attività commerciale, ma ha una visione più ampia che include missione, valori e impatto culturale. Per Hooman, la cucina è strumento di narrazione e dialogo, non solo business.

Secondo: la resilienza nelle difficoltà. Affrontare sfide personali – migrazione, difficoltà di inserimento in un paese straniero, prove professionali come la competizione televisiva – ha rafforzato la determinazione di Hooman a perseguire obiettivi ambiziosi senza rinunciare alle proprie radici. Questa capacità di trasformare le difficoltà in opportunità di crescita è una caratteristica fondamentale dei veri leader.

Terzo: il rispetto e l’inclusività. Un buon leader valorizza le diversità culturali e crea uno spazio dove queste siano riconosciute e celebrate, non negate. Il Persian Palace è esattamente questo: uno spazio dove la cultura persiana viene celebrata e condivisa, dove i clienti italiani possono avvicinarsi a una tradizione diversa dalla propria con curiosità e rispetto.

Quarto: l’autenticità. Hooman non ha mai cercato di adattare la cucina persiana ai gusti italiani snaturandola. Ha scelto di proporre piatti autentici, rispettosi della tradizione, confidando nel fatto che la qualità e l’autenticità sarebbero state apprezzate. E aveva ragione.

Una storia in continua evoluzione

Il progetto Cardamomo, di cui il Persian Palace di Lecco rappresenta il fiore all’occhiello, è in realtà una storia aziendale più ampia che vale la pena raccontare. Tutto è iniziato nel 2013, quando Hooman e Sepideh hanno incontrato i soci italiani Fabrizio e Beatrice, tutti uniti dalla passione per la cultura persiana, il design, l’artigianato e la tradizione culinaria.

Il primo negozio è nato nel centro di Lecco, in un contesto familiare e intimo che evocava la Persia in tutti i suoi molteplici aspetti. Nei primi mesi l’attività si è concentrata sulla ristorazione, offrendo ai clienti sempre più numerosi ed entusiasti i piatti della cucina persiana arricchiti da un design unico di presentazione.

L’anno successivo, forte del successo consolidato, l’attività si è ampliata con la vendita di prodotti esclusivi provenienti direttamente dalla Persia: tè nero e verde, tisane naturali, il celebre zafferano persiano, il cardamomo, i boccioli e l’acqua di rose filtrata a mano, numerosi estratti naturali. L’idea era semplice ma efficace: permettere ai clienti di replicare a casa propria le esperienze gastronomiche vissute nel ristorante.

Nel 2016 è arrivata l’apertura del secondo punto vendita nel pieno centro storico di Como, a pochi passi dal lago. Qui, nei saloni medievali a volta che riproducono gli ambienti dei palazzi storici degli Scià di Persia, oltre alla ristorazione è stato creato uno showroom con articoli di artigianato persiano di grande pregio artistico e una linea di accessori esclusivi dell’Atelier Lotus Design, di cui Hooman e Sepideh sono stilisti.

Il 2019 ha segnato l’apertura del Persian Palace nella Palazzina Stoppani in Piazza XX Settembre a Lecco, con la ristrutturazione e il restauro conservativo di tre ampie sale. Tutti gli arredi e le decorazioni presenti nel locale sono di esclusiva provenienza iraniana, mentre le strutture murarie – in particolare i magnifici soffitti con travi a vista e cannicciato intonacato – sono state oggetto di recupero grazie alla mano esperta di artigiani lecchesi.

Nel 2020, nonostante le difficoltà legate alla pandemia, è stata riaperta anche la sede storica di Lecco all’interno del Centro Commerciale Isolago, con una proposta totalmente nuova: una pizzeria internazionale dove i clienti possono scoprire gusti inusuali attraverso pizze realizzate seguendo ricette tipiche di diverse nazioni del mondo, incluse ovviamente quelle persiane.

Guardando al futuro

I progetti futuri di Hooman Soltani sono ambiziosi quanto la sua visione. L’espansione del progetto gastronomico e culturale continua a essere al centro dei suoi pensieri: sviluppare ulteriormente l’esperienza del Persian Palace come luogo di incontro e scoperta, organizzare eventi e degustazioni, consolidare le collaborazioni con produttori autentici di spezie, tè e vini iraniani e armeni.

“Non mi interessa solo avere un ristorante di successo,” chiarisce Hooman. “Mi interessa che il Persian Palace diventi un punto di riferimento culturale, un luogo dove si viene non solo per mangiare bene ma per vivere un’esperienza, per imparare qualcosa di nuovo, per aprire la mente a una cultura diversa.”

Un altro obiettivo importante è la promozione della cultura persiana in senso ampio: portare sempre più l’identità culturale e storica della Persia nello spazio pubblico italiano, non solo attraverso la cucina ma anche con iniziative culturali, partecipazioni a eventi, collaborazioni con istituzioni e scuole. Hooman vede la gastronomia come una porta d’accesso a un universo culturale più vasto, un modo per incuriosire le persone e spingerle ad approfondire la conoscenza di una civiltà millenaria.

Infine, c’è la partecipazione attiva nella comunità. Attraverso interventi educativi, testimonianze e dialoghi pubblici, Hooman vuole continuare a raccontare la sua storia e quella dei suoi connazionali, per costruire ponti tra culture e promuovere una comprensione più profonda e autentica dell’Iran al di là degli stereotipi e delle narrazioni mediatiche semplificate.

Un invito all’esperienza

La storia di Hooman Soltani e del Persian Palace è, in definitiva, una storia di coraggio, visione e dedizione. È la storia di chi ha avuto il coraggio di lasciare il proprio paese per cercare la libertà, di chi ha saputo trasformare le proprie competenze in design in una risorsa per creare esperienze gastronomiche uniche, di chi non si è accontentato di aprire “semplicemente” un ristorante ma ha voluto costruire un ponte culturale tra due mondi.

In un’epoca in cui la ristorazione è spesso dominata da mode passeggere e proposte standardizzate, il Persian Palace rappresenta una rara eccezione: un luogo dove l’autenticità non è uno slogan ma una pratica quotidiana, dove ogni dettaglio è curato con amore e rispetto per la tradizione, dove l’esperienza del cliente va ben oltre il semplice pasto per diventare un viaggio sensoriale e culturale.

Se vi trovate a Lecco, o anche solo nelle vicinanze, il Persian Palace merita decisamente una visita. Non aspettatevi solo un’ottima cena: aspettatevi di essere trasportati in un altro mondo, di scoprire sapori che probabilmente non conoscevate, di vivere un’esperienza immersiva che coinvolge tutti i sensi. Aspettatevi di incontrare Hooman, la cui passione per la sua cultura d’origine è contagiosa, e di scoprire attraverso i suoi piatti e le sue parole un pezzo di quella Persia antica e affascinante che troppo spesso viene dimenticata.

Per maggiori informazioni, per prenotare il vostro tavolo o semplicemente per scoprire di più su questo straordinario progetto culturale e gastronomico, visitate il sito www.cardamomopersianpalace.it o scrivete a persianpalace.lecco@gmail.com. Il Persian Palace vi aspetta in Piazza XX Settembre n. 45 a Lecco, pronto ad accompagnarvi in un viaggio indimenticabile alla scoperta dell’antica Persia.

Perché, come dimostra la storia di Hooman Soltani, sono proprio le esperienze autentiche, quelle radicate in una visione culturale profonda e in una passione genuina, quelle che lasciano il segno più duraturo. E il Persian Palace è esattamente questo: un’esperienza autentica che racconta una storia millenaria attraverso i sapori, i colori, i profumi e l’accoglienza calorosa di chi crede davvero in quello che fa.

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