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Particolare Milano: Quando la Passione e l’Identità Creano un’Esperienza Gastronomica Unica

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Lorenzo Dalmasso
Lorenzo Dalmasso
Educatore e consulente in leadership, con un focus sullo sviluppo personale e professionale.

Il racconto di Luca Beretta e del suo Particolare, un ristorante dove l’autenticità è la vera protagonista, tra tradizione napoletana e respiro internazionale

L’identità come valore fondante

Nel cuore di Porta Romana, a Milano, c’è un locale che fin dal nome rivela la sua anima: Particolare. Un ristorante nato dalla visione di tre professionisti che hanno voluto creare uno spazio che rispecchiasse davvero la loro idea di ristorazione e che, in appena sei anni, ha saputo ritagliarsi un posto di rilievo nella giungla gastronomica milanese.

“Siamo nati dalla nostra professionalità”, mi racconta Luca Beretta, uno dei fondatori, mentre sorseggiamo un caffè nel suo splendido giardino interno. “Io e Andrea lo abbiamo fatto per tanti anni e alla fine abbiamo deciso di creare qualcosa che parlasse veramente della nostra idea di ristorazione.”

Si percepisce subito quanto questo progetto sia personale, quasi intimo. Lo conferma la filosofia del locale, descritta sul sito con parole che sembrano più una dichiarazione d’amore che una strategia di marketing: “In ogni viaggio, in ogni persona che guardo negli occhi, nei ristoranti in cui sono stato ospite e nei loro piatti come dentro in un calice di vino, ho sempre cercato un particolare da catturare e da fare mio! Quel particolare che ti rimane dentro e quando serve ti riporta un po’ in giro per il tuo mondo anche a occhi chiusi, un po’ come fanno i profumi…”

Ed è proprio questa l’ambizione che muove Luca: “Quello che vorremmo è che ogni persona che viene qui si prenda il suo particolare… e ci porti con sé!”

Una casa dove vivono diverse persone

Quando chiedo a Luca di descrivermi l’atmosfera del suo locale, risponde d’istinto, con una semplicità disarmante: “È come una casa dove vivono diverse persone.”

Mi guardo intorno e capisco cosa intende. Non c’è quella rigidità che spesso si respira nei ristoranti di un certo livello. C’è un’energia diversa, più spontanea.

“È tutto nato perché io e Andrea volevamo fare qualcosa di nostro, che ci assomigliasse davvero”, continua Luca, gesticolando con entusiasmo. “Ed è proprio questa l’anima del Particolare: un ambiente familiare pieno di ragazzi giovani e con tanta voglia di fare.”

Lo staff infatti è giovanissimo. Li osservo mentre lavorano: si muovono con precisione ma senza quell’austerità che spesso caratterizza i locali di alto livello. “La nostra identità? Fresca, giovane, serena”, sintetizza Luca. “Il servizio deve essere di alto livello ma senza essere pesante o troppo ingessato. Professionale ma non troppo professionale, mi capisci?”

Mi viene in mente quanto sia difficile trovare questo equilibrio nel mondo della ristorazione, dove spesso ci si muove tra informalità eccessiva e rigidità opprimente.

Il giardino segreto: un elemento distintivo

Durante la nostra chiacchierata, Luca continua a indicare con orgoglio lo spazio che ci circonda. “Questo giardino è il nostro vero particolare”, sorride.

È effettivamente uno spazio sorprendente. A pochi passi dal traffico di Porta Romana, improvvisamente ci si ritrova in un’oasi di verde e tranquillità.

“Questo spazio prima non c’era, sai? Sono stato io a volere fortemente il giardino”, racconta Luca. “Abbiamo fatto anche una veranda per coprirlo d’inverno. Dovresti vederlo quando piove! Sembra quasi di essere in Jumanji!”

Ride di gusto al suo stesso paragone cinematografico, e io con lui. Ma ha ragione: c’è qualcosa di magico in questo spazio.

Sul sito del locale, il giardino viene descritto come “camaleontico nel susseguirsi delle stagioni, in estate completamente aperto per mantenere l’atmosfera del giardino nascosto dei cortili milanesi, chiuso in inverno come un naturale prolungamento del locale stesso.” Una trasformazione continua che rispecchia la filosofia dinamica del Particolare.

La cucina di Andrea Cutillo: tra radici e ali

Mentre parliamo, dalla cucina arrivano profumi invitanti. È lo chef Andrea Cutillo al lavoro.

“Andrea è napoletano, e nei suoi piatti si sente”, mi spiega Luca. “Ma non è un purista ossessionato dalla tradizione. Sa mescolare le sue origini campane con un respiro più internazionale, che poi è quello che chiede la piazza di Milano.”

Quando gli chiedo di approfondire questo aspetto, in particolare rispetto alla descrizione che ho letto sul sito della cucina come “ancorata alla tradizione partenopea ma con rami che guardano in diverse direzioni”, Luca scuote la testa.

“Guarda, a dire il vero la sua cucina non è così ancorata alla tradizione come può sembrare. Certo, ci sono le radici napoletane, ma è più una base di partenza. La verità è che la sua è una cucina che viene dal cuore, segue l’istinto più che dogmi rigidi.”

Mi racconta poi dell’approccio alla materia prima: “Qui non troverai piatti esageratamente elaborati. La nostra filosofia è semplice: materia prima eccellente, rispetto per il prodotto, gusto al centro di tutto. Un equilibrio tra tradizione e tocchi gourmet, ma senza perdere mai di vista la sostanza.”

Il percorso di Luca: dal bancone alla sala

Mentre assaggio un calice di vino consigliato da Luca, gli chiedo del suo percorso personale. Si apre in un racconto che ha il sapore di una di quelle storie che solo la ristorazione sa regalare.

“Ho iniziato come barman, sai?”, mi confida. “Poi piano piano mi sono avvicinato al mondo della ristorazione e mi sono innamorato dei vini. È lì che ho conosciuto Andrea.”

C’è un’evidente nostalgia quando ricorda i suoi vent’anni di esperienza nel settore. “Ho fatto veramente di tutto. A un certo punto però, essere dipendente non mi bastava più. Sentivo di avere qualcosa di mio da esprimere, soprattutto nella relazione con i clienti e nella mia passione per l’enologia.”

Oggi quella passione è un pilastro del Particolare, dove la carta dei vini è curata con attenzione maniacale e rappresenta un elemento distintivo dell’offerta.

La nascita del Particolare: coincidenze e visione

Ci sono storie che sembrano scritte dal destino, e quella del Particolare ha quel sapore.

“Un giorno mi sono imbattuto in questo spazio”, racconta Luca indicando intorno a sé. “Ho subito chiamato Andrea, con cui avevo lavorato in passato. Lui stava facendo tutt’altro, ma quando ha visto il locale ha capito al volo le potenzialità.”

Si percepisce ancora l’entusiasmo di quei momenti mentre racconta: “È stato un po’ come se i nostri percorsi, dopo essersi separati, dovessero ritrovarsi proprio qui. Da cosa nasce cosa, e così è nato il Particolare.”

Oggi, a sei anni dall’apertura, la “visione dei tre soci” (come recita il sito) – “la cucina di Andrea, la sala di Luca e la managerialità di Mino” – ha dato vita a “un ristorante all’insegna della qualità, senza compromessi e con la voglia di lasciare il segno!”

L’espansione: da Particolare a Particolare Bistrot

Il successo non ha fermato l’ambizione di Luca e dei suoi soci, che hanno recentemente aperto un secondo locale.

“Abbiamo lanciato il Particolare Bistrot”, dice con orgoglio. “È una versione più informale del nostro concetto, ma sempre con la stessa filosofia di fondo.”

Questa espansione, mi spiega, è solo l’inizio: “Ci piace l’idea di crescere, di evolverci. Sai qual è il mio sogno nel cassetto? Aprire un giorno un ‘particolare’ al mare. Qualcosa di completamente diverso ma con la stessa anima.”

Lo dice con gli occhi che brillano, e capisci che non è solo un modo di dire.

La leadership secondo Luca: esperienza, team e autenticità

Mentre la nostra conversazione volge al termine, chiedo a Luca quali siano secondo lui i segreti per avere successo in un settore competitivo come quello della ristorazione milanese.

“Prima di tutto, devi conoscere il mestiere dall’interno”, risponde senza esitazioni. “Non puoi improvvisare in questo lavoro. Devi avere fatto esperienza sul campo, devi saper insegnare, devi capire ogni aspetto del ristorante.”

Poi aggiunge quello che considera l’elemento fondamentale: “Ma soprattutto, devi prenderti cura del tuo team. Sono loro che fanno il locale, non te. Se loro stanno bene, se sono motivati, se credono nel progetto, allora tutto funzionerà.”

Infine, un consiglio che sembra quasi un mantra personale: “E non perdere mai la tua identità. Ci saranno momenti difficili, tentazioni di seguire le mode, pressioni per cambiare. Ma se hai una visione chiara, se credi in quello che fai, devi rimanere fedele a te stesso. È l’unico modo per durare nel tempo.”

Un approccio contemporaneo alla ristorazione

Un elemento che mi colpisce, leggendo il materiale del ristorante, è l’attenzione alla sostenibilità: “Particolare Milano è plastic free, lotta contro ogni tipo di spreco e utilizza tramite Lifegate solo energie da fonti rinnovabili! Siamo attenti alla filiera delle nostre materie prime e collaboriamo con ‘Friend of the sea’.”

Quando lo faccio notare a Luca, annuisce con convinzione: “Non è marketing, ci crediamo davvero. La ristorazione deve fare la sua parte per l’ambiente. Non possiamo più permetterci di ignorare il nostro impatto.”

Dal design all’esperienza: un’attenzione totalizzante

L’attenzione ai dettagli del Particolare si estende anche all’estetica del locale, con un design che rende omaggio “all’eleganza degli anni ’50 e ’60” e invita i clienti a “cogliere le piccole citazioni dei grandi maestri dell’architettura del secolo scorso.”

Ma il Particolare è anche un locale versatile, che si adatta a diversi momenti e esigenze: business lunch durante la settimana, aperitivi curati, eventi privati e persino matrimoni. “Il giardino si presta perfettamente per le cerimonie”, sottolinea Luca. “È uno spazio che sa trasformarsi, proprio come noi.”

Un invito all’esperienza Particolare

Al termine della nostra conversazione, mentre osservo il locale che si anima per il servizio serale, capisco cosa rende davvero speciale questo posto: è l’espressione autentica della personalità e della visione dei suoi fondatori, un luogo che non insegue tendenze ma crea la propria identità.

Se volete vivere questa esperienza unica, il Particolare vi aspetta in Via Tiraboschi 5, a Porta Romana. Il locale è aperto da lunedì a venerdì dalle 18:30 alle 24:00 (e a pranzo per eventi privati), e sabato e domenica dalle 12:30 alle 15:00 e dalle 18:00 alle 24:00.

Per prenotazioni, contattate il ristorante al numero 02 47755016 o via email a prenotazioni@particolaremilano.com. Per informazioni generali, scrivete a info@particolaremilano.com.

E se siete curiosi di esplorare anche la versione bistrot della loro filosofia, non dimenticate di visitare il Particolare Bistrot sul sito https://www.particolarebistrot.com/.

Come direbbe Luca, venite a prendere il vostro “particolare” – quel dettaglio unico che vi porterete via e che, come un profumo, vi riporterà qui anche a occhi chiusi.

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