La famiglia Mandara racconta tre generazioni di passione per la ristorazione, dalle prime pizze del 1965 fino a Natascia, una delle pochissime pizzaiole donne in Italia
Como, ore 11 del mattino. Via Cigalini è già animata, ma dentro il Paradise c’è quella calma operosa che precede il pranzo. Antonio sta controllando le preparazioni in cucina quando mi accoglie, insieme a sua moglie Vincenza, il suo braccio destro. Ha le mani di chi lavora, lo sguardo diretto di chi non ha niente da nascondere. Dietro di lui, la figlia Natascia sta già lavorando l’impasto per le pizze del pranzo. È uno di quei momenti che valgono più di mille parole: tre generazioni che continuano a fare quello che il nonno Armando aveva iniziato nel 1965.
“La nostra è una storia di famiglia, che ha inizio nel 1965 con l’apertura di una delle prime pizzerie in Como: ‘A Marechiaro’ in via Porta,” mi racconta Antonio mentre ci sediamo a un tavolo ancora apparecchiato. Fuori, Como vive la sua vita frenetica. Qui dentro, il tempo sembra seguire un altro ritmo.
1965: quando a Como la pizza era ancora una novità
Facciamo un salto indietro. Siamo nel 1965, l’Italia del boom economico, delle Cinquecento che sfrecciano per le strade, dei primi televisori nelle case. A Como, Armando Mandara decide di aprire una pizzeria. Oggi può sembrare una scelta ovvia, ma allora era quasi pionieristica. La pizza napoletana stava conquistando il Nord, ma di pizzerie ce n’erano pochissime.
“A Marechiaro” in via Porta diventa subito un punto di riferimento. Armando non era solo un pizzaiolo: era un visionario che aveva capito che i comaschi avrebbero amato quella specialità del Sud. E aveva ragione. “Le sue figlie Maria e Antonietta lo hanno sempre affiancato,” mi spiega Antonio. Già allora era un’attività di famiglia, con tutti in prima linea.
Sei anni dopo, nel 1971, arriva il grande salto. “Inauguriamo la storica pizzeria ristorante ‘Alle Caverne’ in Via Tommaso Grossi,” racconta Antonio. Quel locale diventerà leggenda a Como. Generazioni di comaschi hanno mangiato lì la loro prima pizza, festeggiato compleanni, celebrato anniversari.
Quando l’amore nasce tra fornelli e pizze
La storia prende una piega romantica quando Antonietta, figlia di Armando, conosce Antonio. “Antonietta ha poi sposato Antonio e insieme hanno continuato a fare i ristoratori,” mi dice con un sorriso. Non gli chiedo se è stato amore a prima vista, ma immagino che tra i fornelli e il profumo della pizza qualcosa sia scattato.
Antonio ed Antonietta non si sono limitati a ereditare un’attività: l’hanno fatta crescere, l’hanno portata avanti con la stessa passione del padre, anzi del suocero. Hanno attraversato crisi economiche, cambiamenti nel gusto degli italiani, l’arrivo delle catene di fast food. Sono rimasti lì, fedeli alla loro cucina, alla loro idea di ristorazione.
E poi sono nate Ramona e Natascia.
La terza generazione: due sorelle, due talenti
“Sono nate Ramona e Natascia che oggi si occupano rispettivamente del servizio di sala Ramona e di fare le pizze Natascia,” mi racconta Antonio, e quando parla delle figlie negli occhi gli si accende qualcosa. È orgoglio, certo, ma è anche la soddisfazione di chi vede continuare quello che ha costruito.
Ramona ha preso la sala, e in sala mamma Antonietta. Chi frequenta il Paradise la conosce: sorriso pronto, efficienza naturale, quella capacità di far sentire ogni cliente a casa propria che non si impara sui manuali ma si assorbe crescendo in un ristorante. Ha il tocco giusto, sa quando avvicinarsi e quando lasciare spazio, intuisce cosa serve prima ancora che glielo chiedano.
Ma è di Natascia che Antonio vuole parlarmi di più. “Natascia, terza generazione, è una delle pochissime pizzaiole donne,” mi dice. Lo so, glielo dico. È una rarità assoluta. La pizza è ancora un mondo prevalentemente maschile, e una donna dietro al banco della pizza fa notizia.
La osservo mentre lavora. Ha gesti precisi, sicuri. Stende l’impasto con una confidenza che viene da anni di pratica. Ha imparato dal nonno Armando, dal padre Antonio, ma ha sviluppato una sua sensibilità. “L’impasto è una cosa viva,” mi dirà dopo, quando riuscirò a strapparle due parole tra un’infornata e l’altra. “Devi sentirlo, capire cosa ti chiede.”
A completare la squadra c’è lo Chef e un gruppo di ragazzi giovani che gestiscono le consegne. “Completano lo staff lo Chef e alcuni giovani ragazzi che si occupano del servizio di consegne a domicilio,” precisa Antonio. È un mix che funziona: esperienza e gioventù, tradizione e energia nuova.
Il segreto? Non tradire mai le origini
Chiedo ad Antonio quale sia il segreto per durare così tanto in un settore difficile come la ristorazione. La risposta arriva netta, senza esitazioni: “Non abbandonare mai la tradizione, imparare dal passato, i nostri nonni sapevano bene come lavorare e come ottenere risultati e arrivare al cuore dei clienti.”
Potrebbe sembrare una risposta di circostanza, ma Antonio continua e le sue parole prendono sostanza: “Oggi possiamo e dobbiamo studiare, migliorarci, rimanere al passo coi tempi, ma non dimentichiamo mai da dove abbiamo iniziato, le nostre origini.”
Ecco il punto. Non si tratta di restare fermi al 1965, ma di portare avanti quello spirito, quei valori. Il Paradise è cambiato in sessant’anni, si è evoluto, ha introdotto l’impasto integrale, le consegne a domicilio, il business lunch. Ma l’anima è rimasta quella: fare buona cucina, trattare bene i clienti, lavorare con passione.
“Con loro ci siamo trasferiti da via Tommaso Grossi ‘Alle Caverne’ a via Cigalini al ‘Paradise’ nel 2017 per continuare qui, in questa nuova location, la storia di famiglia,” mi racconta Antonio. Un trasferimento che rappresenta non una rottura, ma una continuità in una veste rinnovata.
“Siamo un ristorante pizzeria in Como città, a pochi passi dalle mura del centro storico. Offriamo un’ottima pizza e piatti di cucina mediterranea, la semplicità è una caratteristica della nostra cucina,” mi spiega Antonio. La semplicità. Una parola che ricorre spesso quando parliamo.
Quando la semplicità diventa filosofia
“Ci caratterizza la gestione familiare, l’attenzione e la cura, l’accoglienza, la semplicità,” elenca Antonio. Quattro concetti che potrebbero stare in una brochure turistica, ma qui hanno un peso diverso. La gestione familiare non è uno slogan: significa che quando entri ti accoglie Ramona, che la pizza la fa Natascia, che dietro ai fornelli ci sono Antonio e lo Chef.
L’attenzione e la cura le vedi nei dettagli: nel modo in cui apparecchiano i tavoli, nella scelta degli ingredienti, nella temperatura giusta a cui servono ogni piatto. L’accoglienza è quella genuina, senza fronzoli, di chi è davvero contento che tu sia lì.
E poi c’è quella semplicità di cui Antonio continua a parlarmi. “La semplicità è una caratteristica della nostra cucina,” ripete. Gli chiedo di spiegarmi meglio cosa intende. “Guarda,” mi dice indicando il menù, “qui non trovi fusion, non trovi sperimentazioni strane. Trovi la cucina mediterranea fatta come si deve, con ingredienti freschi e genuini. Lo Chef propone piatti della tradizione italiana, punto.”
È una scelta consapevole, quasi coraggiosa in un’epoca in cui molti ristoranti cercano di stupire con accostamenti azzardati e presentazioni instagrammabili. Il Paradise va controcorrente: ti dà sostanza, sapore, tradizione.
Oltre sessanta pizze (e una tradizione familiare)
Quando parliamo della pizza, Antonio si anima ancora di più. “Per gli amanti della pizza, da sempre offriamo al pubblico un impasto leggero e digeribile, anche con farina integrale. Pizza gustosa e preparata con amore!”
Amore. Sembra retorica, ma quando vedi Natascia al lavoro capisci che non lo è. C’è una dedizione, una cura che va oltre il semplice mestiere. Ogni pizza è un piccolo atto d’amore, un legame con il nonno che nel 1965 iniziò tutto questo.
Il Paradise offre oltre sessanta varietà di pizze. Dalla margherita più classica alle proposte più ricche, passando per l’opzione con farina integrale per chi cerca leggerezza. L’impasto è il risultato di decenni di affinamento: lievitazione lunga, digeribilità, quella giusta masticabilità che fa la differenza tra una pizza buona e una pizza memorabile. “Da noi puoi scegliere tra oltre 60 qualità di pizze, anche con farina integrale e i piatti del menù del giorno che cambiano ogni settimana,” mi dice Antonio.
I primi del delivery (quando ancora non si chiamava così)
Antonio ha un mezzo sorriso quando mi rivela: “Sai che siamo stati i primi a fare consegne a domicilio in città?” Non lo sapevo, glielo dico. Mi racconta che hanno iniziato oltre trent’anni fa, quando il food delivery era un concetto sconosciuto, quando non c’erano app, non c’erano rider, non c’era nemmeno Internet. Antonio, con il telefono a gettoni e la rubrica telefonica alla mano, ha iniziato a chiamare gli abitanti di Como e proporre questo nuovo servizio.
“Da oltre 30 anni entriamo nelle vostre case,” dice con una punta di orgoglio giustificato. Trent’anni di consegne significano migliaia di cene portate a domicilio, migliaia di famiglie che hanno mangiato la pizza del Paradise seduti sul proprio divano. È un rapporto di fiducia che si costruisce nel tempo, pizza dopo pizza.
E non consegnano solo pizze. “Hai voglia di un pranzo/cena gustoso: fritto misto, risotto al pesce persico… ma non hai tempo di prepararlo a casa? Chiama per la consegna al Tel. 0313100156,” mi spiega Antonio. Portano a casa anche i piatti più elaborati, quelli che richiedono ore di preparazione. Il fritto misto, il risotto al pesce persico tipico del lago: specialità che normalmente mangeresti solo al ristorante.
C’è anche un piccolo regalo per chi passa a ritirare l’asporto: “Se vieni a trovarci per ogni pizza da asporto hai una bibita omaggio!” Piccole cortesie che fanno la differenza, che trasformano un cliente in un habitué.
La pausa pranzo che funziona
Il Paradise ha saputo intercettare anche un’altra fetta importante di clientela: i lavoratori in pausa pranzo. “Per la tua pausa pranzo, rapida e gustosa, prova il nostro business lunch. Puoi trovare la qualità ad un piccolo prezzo!” mi dice Antonio.
Il business lunch si può consumare al tavolo, prendere da asporto o farselo portare direttamente in ufficio. La formula funziona: “Siamo uno dei locali più gettonati per la pausa pranzo,” conferma Antonio. Il segreto sta nel mantenere la qualità anche con i tempi stretti della pausa pranzo. Non è scontato: molti locali nella fascia del pranzo veloce sacrificano la qualità sull’altare della rapidità. Il Paradise no.
Cosa tiene insieme sessant’anni
Mentre la nostra conversazione volge al termine, provo a tirare le fila. Cosa ha permesso al Paradise di attraversare sessant’anni mantenendo successo e reputazione? Antonio ci pensa un attimo, poi risponde: “La coerenza. Siamo rimasti noi stessi. Certo, ci siamo evoluti, abbiamo introdotto novità, ma l’anima è sempre quella. Quando un cliente entra qui deve sentirsi a casa, deve mangiare bene, deve uscire soddisfatto. È semplice, in fondo.”
Semplice in teoria, difficilissimo in pratica. Quanti ristoranti hanno chiuso in questi sessant’anni a Como? Quante attività familiari non sono sopravvissute al passaggio generazionale? Il Paradise c’è ancora, più vivo che mai, con Natascia e Ramona pronte a portarlo verso il futuro.
Gli chiedo se hanno mai pensato di espandersi, di aprire altri locali, di creare una catena. Antonio scuote la testa: “No, non fa per noi. Preferiamo fare bene una cosa sola. Questo è il nostro posto, qui ci sono le nostre radici. Qui vogliamo rimanere.”
È una scelta che dice molto sul loro modo di intendere la ristorazione. Non cercano l’espansione a tutti i costi, non inseguono fatturati stratosferici. Vogliono continuare a fare quello che sanno fare meglio: buona cucina, accoglienza genuina, gestione familiare.
L’eredità di Armando
Mentre mi alzo per andare, noto una foto appesa alla parete. È in bianco e nero, un po’ sbiadita. “È mio suocero Armando,” mi dice Antonio seguendo il mio sguardo. “Nel ’65, quando ha aperto ‘A Marechiaro’. Era ambizioso, aveva un sogno e tanta voglia di lavorare.”
In quella foto c’è tutto: l’inizio di una storia che continua ancora oggi, la scintilla che ha acceso un fuoco che brucia da tre generazioni. Armando probabilmente non immaginava che sessant’anni dopo le sue nipoti avrebbero continuato quello che lui aveva iniziato. Non poteva sapere che la sua pizzeria sarebbe diventata un’istituzione a Como.
Ma aveva fatto la scelta giusta: aprire con passione, lavorare con dedizione, costruire qualcosa di solido. Il resto è venuto da sé.
Prima di uscire, Natascia mi ferma. “Vuoi assaggiare?” Mi porge una fetta di pizza appena sfornata. Margherita, semplicissima. La assaggio. È perfetta: impasto fragrante, mozzarella filante, pomodoro che sa di pomodoro. Niente di straordinario, dirà qualcuno. Eppure c’è tutto: la tecnica, l’esperienza, la passione di tre generazioni.
“Ti è piaciuta?” mi chiede Natascia. “Moltissimo,” le rispondo. E non sto facendo complimenti di circostanza.
Un invito (anzi, più di uno)
Se capitate a Como, il Paradise merita davvero una visita. Non aspettatevi il ristorante instagrammabile con il design ricercato e i piatti che sembrano opere d’arte. Qui troverete sostanza, tradizione, una famiglia che da tre generazioni fa il suo lavoro con passione e competenza.
Che siate di fretta e vogliate un business lunch veloce ma di qualità, che abbiate voglia di una pizza tra le sessanta disponibili, che vogliate gustare i piatti della cucina mediterranea preparati dallo Chef, al Paradise troverete quello che cercate. E se non avete voglia di uscire, chiamate per la consegna a domicilio: lo fanno da oltre trent’anni, sanno come si fa.
Il ristorante si trova in via Cigalini, a pochi passi dalle mura del centro storico di Como, facilmente raggiungibile. Per prenotare un tavolo, ordinare una consegna o semplicemente avere informazioni sul menù, potete visitare il sito www.ristoranteparadisepizza.it.
Andate con la fame giusta, perché le porzioni sono abbondanti. Andate con la voglia di mangiare bene, perché la qualità è garantita. E se siete fortunati, incontrerete Antonio, Vincenza, Antonietta, Ramona o Natascia: vi racconteranno volentieri la storia della loro famiglia, quella storia iniziata nel 1965 con Armando e che continua ancora oggi, pizza dopo pizza, cliente dopo cliente, sorriso dopo sorriso.
Perché il Paradise non è solo un ristorante: è un pezzo di storia di Como, è una famiglia che lavora insieme, è la dimostrazione che quando fai le cose con passione e dedizione i risultati arrivano. E rimangono, per sessant’anni e oltre.

