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La signora degli olivi: Stefania Corrocher e i vent’anni dell’Oasi Baugiano

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Elisa Ravelli
Elisa Ravelli
Ricercatrice e autrice specializzata in psicologia della leadership e dinamiche di gruppo

Sono le nove del mattino e a Baugiano si sente già il vociare dei bambini che rincorrono le caprette. Siamo sulle colline del Montalbano, a mezz’ora d’auto dalla piana di Firenze, in un angolo di Toscana dove il tempo pare essersi fermato a un’epoca più gentile. Qui, tra seicento ulivi secolari, un frutteto e un orto che non conosce riposo, Stefania Corrocher gestisce da vent’anni un’oasi agrituristica che di anno in anno è diventata un punto fermo per centinaia di famiglie e scuole della zona.

Non è un’esagerazione definirla così: pochi luoghi riescono a tenere insieme, senza fatica apparente, l’anima produttiva di un’azienda agricola e la vocazione pedagogica di una vera e propria scuola di vita all’aria aperta. Eppure Baugiano ci riesce, e lo fa proprio da vent’anni: è nell’aprile del 2006, infatti, che ha preso vita la parte di fattoria didattica, dedicata alla ristorazione e all’ospitalità, con una squadra che di generazione in generazione si tramanda lo stesso amore per la terra.

Una fattoria che sa di casa

“Il nostro motto è ‘come a casa’,” mi dice Stefania senza girarci troppo intorno, mentre controlla che il pane appena sfornato sia pronto per il pranzo di un gruppo scolastico in arrivo. Ed è proprio questo il primo elemento che colpisce visitando Baugiano: qui nulla sembra costruito a tavolino per compiacere un turista di passaggio. Si mangia quello che l’azienda produce — salumi, verdure dell’orto, frutta, uova — e il pane, ogni giorno, viene rifatto fresco. C’è poi una specialità che a quanto pare fa incuriosire chiunque ne senta parlare: i bomboloni, preparati in numerose varianti, diventati ormai un piccolo marchio di fabbrica della casa.

D’estate si pranza fuori, all’ombra degli alberi, lontano dall’afa; d’inverno ci si stringe nelle sale interne, tra il calore del camino e quello, forse ancora più caldo, dell’accoglienza. Ogni fine settimana, sabato e domenica, l’azienda organizza attività legate ai pasti — laboratori, animazione, visita agli animali — che cambiano seguendo il ritmo delle stagioni. Non è un caso isolato una tantum, ma una routine che si ripete puntuale da anni, e che ha reso Baugiano una meta fissa nell’agenda di molte famiglie toscane.

Gli animali, del resto, meritano un discorso a parte, perché a Baugiano non sono un accessorio scenografico ma parte integrante della quotidianità: pecore, caprette, asini, un cavallo, un pony, alpaca, maiali, galline, conigli, cani e gatti convivono in un piccolo mondo che i bambini imparano a conoscere, rispettare e accudire. Se ne occupa in particolare Serena, che ha fatto della pet therapy e della zooantropologia didattica una sua specializzazione, dividendosi tra la cura degli animali e la cucina, dove porta anche la sua formazione da chef.

Il prezzo come scelta di campo

C’è un aspetto della gestione di Baugiano che, a un primo sguardo, potrebbe sembrare marginale, ma che in realtà racconta molto della filosofia aziendale di Stefania: il listino prezzi. In un settore in cui l’offerta esperienziale tende spesso a inseguire un posizionamento premium, qui si è scelto consapevolmente il percorso opposto.

“Ci rende speciali il prezzo, volutamente popolare e senza sorprese,” spiega Stefania, “perché lavorando con le famiglie vogliamo che tutti possano permettersi di passare una giornata speciale nell’abbraccio della natura.” Concretamente, questo significa che un bambino paga quindici euro per una giornata intera comprensiva di pasto e attività, che un adulto spende dai quindici euro di un’apericena ai venticinque euro di un pranzo completo, e che la merenda si ferma a sette euro. Cifre che, in un contesto agrituristico strutturato come questo, dicono chiaramente quale sia la priorità: non massimizzare il margine, ma rendere l’esperienza accessibile a chiunque.

Non è un dettaglio da poco, se si considera il contesto in cui questa scelta viene mantenuta nel tempo. Stefania non nasconde le difficoltà crescenti del settore: “Abbiamo preso consapevolezza del cambiamento climatico, delle aumentate difficoltà nella lotta biologica per un’agricoltura naturale, delle aumentate difficoltà burocratiche.” Eppure, aggiunge subito dopo, quasi a chiudere il discorso, “l’amore per la natura, per Mamma Terra, per gli animali, è più forte di tutte le difficoltà.” Detto da chiunque altro suonerebbe retorico; detto da chi ogni mattina si alza all’alba per accudire un frutteto e un gregge, suona semplicemente vero.

Compleanni tra gli animali e sere nel Bosco dei Folletti

Accanto all’attività principale, rivolta a scuole e famiglie nel weekend, Baugiano negli anni ha costruito un piccolo catalogo di proposte capaci di intercettare esigenze diverse. I compleanni, per esempio, qui non assomigliano a quelli standard delle sale giochi cittadine: si festeggia insieme agli animali della fattoria, coinvolti direttamente nella festa, con un’attenzione che trasforma un semplice compleanno in un ricordo destinato a restare.

C’è poi un’iniziativa che più di ogni altra racconta la capacità dell’azienda di reinventarsi restando fedele alla propria identità: le apericene serali con escursione notturna al Bosco dei Folletti, pensate per chi cerca qualcosa di diverso dal solito aperitivo tra le vie del centro. E ancora, in estate, Baugiano si trasforma in meta per i centri estivi, un’alternativa fresca e all’aperto per le famiglie che non vogliono lasciare i propri figli chiusi in ambienti climatizzati per l’intera stagione calda.

A tenere in piedi questa macchina organizzativa, tutt’altro che semplice da gestire, è un gruppo di persone che sembra condividere lo stesso DNA valoriale: oltre a Stefania, sua figlia Serena e il padre Andrea — chiamato da tutti “nonno Andrea” — ci sono Rosa, Ietta e Matilde, che danno una mano nei momenti di maggiore affluenza, tra pranzi, merende, compleanni e cene scolastiche. Non manca un animatore che si presenta letteralmente come Peter Pan, pronto a trascinare grandi e piccoli in giochi e avventure che paiono usciti da un libro per bambini.

“Non si smette mai di studiare”

Se c’è un tratto della personalità di Stefania Corrocher che sorprende chi si aspetta di trovare, dietro la titolare di un’azienda agricola familiare, un profilo esclusivamente pratico e operativo, è la sua fame di conoscenza. Un tratto che emerge appena si scava un po’ più a fondo nella conversazione, e che affonda le radici anche nel suo percorso di studi: Stefania si è laureata con 110 e lode in Organizzazione di Eventi Culturali all’Università ProGeAS di Prato.

“Non si smette mai di studiare e di imparare,” dice, quasi fosse un’ovvietà. “Leggo molto, approfondisco nuovi ed antichi metodi, collego discipline, dalla fisica quantistica alle medicine alternative, dal marketing al sociale, dalla psicologia all’archeologia, perché tutto nella vita è collegato ed il sapere traspare sempre in tutto ciò che si fa e si dice.” Difficile immaginare, ascoltando queste parole, che si stia parlando della gestione quotidiana di un gregge di caprette o di un orto di seicento metri quadrati. Eppure è proprio qui, in questa capacità di attraversare ambiti apparentemente distanti, che Stefania individua la propria idea di leadership.

“Un vero leader valorizza tutto e tutti,” aggiunge, “cerca la vena d’oro che è in ogni persona, collega o cliente, quello che lo rende speciale nel lavoro e nella vita, e da quella impara a fare leva per tutto il resto.” Non è un concetto astratto calato dall’alto: è, piuttosto, il modo concreto in cui a Baugiano si costruiscono i rapporti con il personale e con gli ospiti, un metodo che parte dal presupposto che ognuno abbia qualcosa da offrire, se solo lo si sa cercare.

E quando le chiedo, semplicemente, perché le famiglie continuino a tornare anno dopo anno, la risposta arriva senza esitazioni: “Il sorriso, la gentilezza, la disponibilità, poi è l’accento che fa tornare sempre i nostri clienti, perché dove si sta bene, si torna.” Una frase semplice, quasi disarmante, ma che racchiude più verità di molte strategie di marketing costruite a tavolino.

Un albo di riconoscimenti che pesa quanto una laurea

Chi conosce Baugiano solo attraverso i racconti dei bambini che vi hanno trascorso una giornata potrebbe non immaginare quanto peso istituzionale abbia, negli anni, accumulato questa piccola realtà familiare. Basta scorrere l’elenco dei riconoscimenti ottenuti per rendersi conto che non si tratta di un’azienda qualunque, per quanto l’atmosfera resti sempre quella di una fattoria di paese.

Tutto comincia nel 2007, quando l’azienda entra a far parte delle “Fattorie del Panda” del WWF. Due anni più tardi arriva l’Oscar Green di Coldiretti, assegnato nella sezione dedicata allo sviluppo locale. Nel 2010 Baugiano viene inserita nell’archivio della generatività italiana “Genius Loci”, curato dalla Fondazione Archivio Don Luigi Sturzo: uno dei primi dodici casi selezionati in tutta Italia per le buone pratiche in economia, un riconoscimento che colloca l’azienda in una compagnia decisamente insolita per una realtà agricola familiare.

Il 2011 porta a casa il premio europeo Copa-Cogeca per l’innovazione al femminile in agricoltura, un tributo diretto al lavoro di Stefania e delle altre donne che hanno costruito, passo dopo passo, questa impresa. Segue, nel 2012, il premio nazionale De@terra, assegnato dal Ministero delle Politiche agricole e forestali, e poi, nel 2013, la selezione tra soli quattro casi europei per un filmato promozionale legato alla riforma della Politica Agricola Comune.

Il 2014 regala un doppio traguardo: l’inserimento in una mostra fotografica a Bruxelles dedicata all’anno delle “Family Farm” e il premio Terre Fiorenti della Provincia di Firenze per la sostenibilità in agricoltura. Ma è probabilmente il 2015 a rappresentare il vertice di questo percorso: Baugiano è stata l’unico intervento italiano invitato al seminario organizzato dall’ONU a Roma, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, dedicato al ruolo della donna nel progetto “Nutrire il Pianeta”. Il percorso si chiude, almeno per il momento, nel 2017, con il riconoscimento della Regione Toscana nell’ambito dell’iniziativa “Saperi Aperti”, dedicata all’impegno sociale delle imprese del territorio.

Difficile trovare un’altra piccola azienda familiare capace di collezionare, in un arco di dieci anni, un elenco di riconoscimenti che spazia da un ente internazionale come il WWF fino a un seminario delle Nazioni Unite. Eppure, a passeggiare tra gli ulivi di Baugiano, nulla di tutto questo trapela in modo ostentato: resta l’impressione di una fattoria di famiglia, non di un’azienda decorata da medaglie.

Che cosa ci insegna Baugiano

Ci sono aziende che si studiano nei manuali di management e altre che, senza saperlo, ne applicano i principi migliori senza mai aver letto un libro di business. Baugiano appartiene decisamente alla seconda categoria, e proprio per questo la sua storia merita di essere raccontata anche a chi, di agricoltura, non si occupa affatto.

Colpisce, innanzitutto, la coerenza tra ciò che si dichiara e ciò che si pratica: non basta dire di voler essere accessibili, bisogna tradurlo in un listino prezzi concreto, accettando di rinunciare a margini più ampi in nome di un principio. È una forma di leadership che mette la missione prima del profitto immediato, senza per questo compromettere la tenuta dell’impresa nel lungo periodo — vent’anni di attività ininterrotta parlano da soli.

Colpisce anche la curiosità intellettuale di Stefania, che non è affatto un vezzo culturale scollegato dal lavoro quotidiano, ma una vera strategia per orientarsi in un contesto sempre più complesso: capire che i fenomeni sono interconnessi, che la fisica può parlare al marketing e la psicologia all’agricoltura, permette di leggere i cambiamenti in anticipo e di rispondere con flessibilità, anche quando a bussare sono il clima che cambia o le nuove complicazioni burocratiche.

E colpisce, infine, un’idea di squadra che passa attraverso tre generazioni della stessa famiglia — Stefania, sua figlia Serena, suo padre Andrea — capaci di lavorare fianco a fianco portando ciascuno la propria sensibilità, in un modello di continuità che moltissime imprese, non solo agricole, faticano a costruire.

L’invito

Alla fine della chiacchierata con Stefania resta la sensazione, rara di questi tempi, di aver parlato con qualcuno che non recita una parte, ma racconta semplicemente ciò che vive ogni giorno. Un’oasi vera, prima ancora che nel nome, nel modo in cui accoglie chi vi entra.

Chi volesse regalarsi, o regalare alla propria famiglia, una giornata diversa dal solito, immersa nel verde delle colline del Montalbano e nell’autenticità di un’accoglienza che sa davvero di casa, può consultare il calendario degli eventi del fine settimana, informarsi sulle proposte per compleanni e apericene, e prenotare direttamente una visita all’Oasi Agrituristica Baugiano, a Quarrata, in provincia di Pistoia.

Vale la pena andarci di persona, magari portando i bambini o, perché no, tornandoci da adulti per riscoprire un ritmo più lento. Non serve prenotare settimane in anticipo né studiare un itinerario complicato: basta arrivare, lasciarsi guidare dagli odori del pane appena sfornato e dal belato delle caprette, e concedersi qualche ora lontano dagli schermi e dalla fretta quotidiana. Certe storie, in fondo, si capiscono davvero solo camminando tra gli ulivi, con un bombolone ancora caldo in mano.

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