La piccola enoteca di Lomazzo che ha resistito alla tempesta perfetta e ne è uscita più forte
Via del Seprio, 27/29, Lomazzo. Un indirizzo che sulla carta non dice molto, ma che per chi vive in provincia di Como è diventato negli ultimi sei anni un punto di riferimento. Qui, in quello che potrebbe sembrare un normalissimo locale, si nasconde una storia che merita di essere raccontata. Una di quelle storie che ti fanno pensare che forse, dopotutto, inseguire i propri sogni ha ancora senso.
Mi trovo davanti a Greg, il proprietario dell’Enoteca Note di Vino, e mentre parliamo capisco subito che non ho di fronte il classico imprenditore con il discorso pronto e le frasi fatte. C’è qualcosa di diverso nel suo modo di raccontare, una sincerità quasi disarmante quando parla della sua attività . “Se i sogni sono veri, la realtà dura,” mi dice a un certo punto. E non lo dice con quel tono filosofico da aforisma motivazionale, ma con la voce di chi quella realtà dura l’ha vissuta sulla propria pelle.
Il timing peggiore della storia (o forse no)
Partiamo dall’elefante nella stanza, o meglio, dalla domanda che mi brucia dentro appena Greg mi racconta quando ha aperto: poco prima del Covid. Sì, avete capito bene. Ha aperto un’enoteca praticamente alla vigilia di una pandemia globale che avrebbe messo in ginocchio l’intero settore della ristorazione.
“È stata veramente dura proseguire,” ammette senza giri di parole. E chi può dargli torto? Mentre parlava, ripensavo a tutti quegli articoli che avevo letto sui locali chiusi per sempre, sulle serrande abbassate, sugli imprenditori che dopo decenni di attività avevano dovuto gettare la spuglia. E lui invece era lì, con la sua piccola enoteca, a raccontarmi di come ce l’aveva fatta.
“Grazie al sostegno dei clienti abbiamo superato quel brutto periodo,” dice, e in queste parole c’è tutta la differenza tra chi fa ristorazione solo per business e chi invece costruisce qualcosa di più profondo. Perché i clienti ti sostengono nei momenti difficili solo se prima hai costruito con loro un rapporto vero, se li hai fatti sentire parte di qualcosa.
Sei anni. Festeggia quest’anno sei anni di attività , e considerando che due di questi li ha passati tra chiusure, restrizioni e incertezza, è come se ne avesse fatti il doppio. “Grazie alla mia determinazione e al sostegno di parenti e amici non mi sono arreso,” continua Greg, e qui emerge quella che secondo me è la chiave di tutta la sua storia: non si è arreso. Punto.
Sembra banale dirlo così, ma quanti di noi davvero perseverano quando tutto sembra andare storto? Quanti, dopo aver aperto un’attività e aver visto il mondo chiudersi intorno per una pandemia, avrebbero avuto la forza di continuare?
Le radici: quando la formazione incontra la passione
Ma torniamo indietro, perché la storia di Greg non inizia con l’apertura di Note di Vino. Come per tutte le storie che vale la pena raccontare, le radici sono più profonde.
“Ho fatto la scuola alberghiera,” mi spiega, “e poi ho seguito corsi da barman e sommelier.” Ecco, questa è una cosa che mi ha colpito: non si è fermato al diploma. Ha continuato a studiare, a formarsi, a specializzarsi. Perché una cosa è servire vino, un’altra è saperlo raccontare, saper guidare un cliente nella scelta, capire gli abbinamenti, conoscere i territori.
E quando parla dei vini che ha selezionato per la sua enoteca, si capisce che quegli anni di formazione non sono stati tempo perso. “Ci sono vini pregiati che promuovono il territorio italiano, piccole cantine che portano le loro storie attraverso la produzione dei loro vini,” mi racconta con un entusiasmo che probabilmente si accende ogni volta che stappa una bottiglia nuova.
Non sono le solite etichette che trovi ovunque. Greg ha scelto di dare spazio ai piccoli produttori, a quelle realtà artigianali dove dietro ogni bottiglia c’è una famiglia, una tradizione, un pezzo di terra lavorato con amore. È una scelta coraggiosa, in un mercato dove sarebbe molto più facile riempire gli scaffali con i soliti nomi commerciali.
Un’enoteca che è molto di più
Mentre Greg mi descrive cosa offre Note di Vino, mi rendo conto che chiamarla semplicemente “enoteca” è riduttivo. Certo, il vino è il protagonista, ma c’è molto altro.
“Offriamo pranzi, menù fissi che cambiano ogni settimana,” inizia a elencarmi. E poi aperitivi dalle 17, la possibilità di cenare, eventi, degustazioni, serate a tema, serate con artisti. A un certo punto mi fermo e gli chiedo: “Ma quando dormi?” Ride, e capisco che quella è una domanda che gli fanno spesso.
Il giovedì è il suo giorno promozionale – “bevi uno e paghi uno” – ma non è il classico happy hour dove ti riempiono il bicchiere di qualcosa di anonimo. Ogni giovedì c’è una proposta diversa, spesso accompagnata da fuori menù pensati a tema. È il tipo di dettaglio che ti fa capire quanto ci tenga a non annoiare mai chi viene da lui.
“Vendiamo anche vini da asporto, confezionati con cura,” aggiunge. E qui c’è un altro particolare che mi piace: “confezionati con cura”. Non dice “vendiamo vino da asporto” e basta. La cura nella confezione, l’attenzione ai dettagli, sono quelle piccole cose che fanno la differenza tra un posto qualunque e un posto speciale.
Durante il periodo natalizio si trasforma in una specie di laboratorio artigianale dove Greg prepara cesti regalo con vini e prodotti alimentari di piccoli artigiani. “Tutto questo è a scopo di offrire il miglior servizio possibile,” mi dice, “dove in un posto solo puoi trovare diverse soluzioni.”
L’atmosfera: un posto come casa
Ma la cosa che Greg sottolinea di più quando parliamo del suo locale è l’atmosfera. “Promuovo un clima autentico, amichevole… Un posto come casa,” mi dice, e mentre lo dice guarda intorno al locale con un’espressione che è un misto di orgoglio e tenerezza.
Non è retorica. Basta leggere cosa scrivono i clienti per capirlo. Catherine Collins, che immagino sia una turista straniera, ha lasciato una recensione entusiasta: “Amazing wine shop. Great selection of wines and liquor. Very helpful and fun people!!” Davide Calani si è spinto oltre: “Ottima selezione di vini… Ottima selezione di birre… OTTIMA CUCINA!!! Accoglienza? Azz… Meglio di ottimo non mi viene in mente niente… Google si ferma a 5?! **********”
Mi fa sorridere quest’ultima recensione, perché si sente tutta l’esasperazione positiva di chi vorrebbe dare più di cinque stelle ma non può. Un altro cliente ha scritto: “Piccolo ma intimo, simpatia, vasta scelta di cose ricercate, caro? No, le cose buone non sono gratis…”
Ecco, quest’ultima frase secondo me centra il punto. Perché Greg non ha cercato di fare l’enoteca economica dove trovi tutto a poco prezzo. Ha scelto la qualità , la ricerca, i prodotti artigianali. E i clienti lo hanno capito, lo apprezzano, e sono disposti a pagare il giusto per avere qualcosa di speciale.
Il segreto? Non arrendersi mai
A un certo punto della nostra conversazione chiedo a Greg qual è secondo lui il segreto del suo successo, cosa gli ha permesso di superare quel periodo terribile dell’apertura pre-Covid. La risposta è semplice ma potente: “Non arrendersi mai.”
Sembra una frase fatta, lo so. Ma quando la dice lui, dopo avermi raccontato di quei mesi in cui non sapeva se sarebbe riuscito a riaprire, di quando guardava il locale vuoto e si chiedeva se ce l’avrebbe fatta, quella frase acquista un peso diverso.
“Fatta di alti e bassi,” definisce la sua attività . E aggiunge: “Messi a dura prova, ma grazie alla mia determinazione e sostegno di parenti e amici non mi sono arreso.” Il sostegno della famiglia, degli amici, e soprattutto dei clienti che hanno continuato a credere in lui anche quando tutto sembrava perduto.
È interessante notare come Greg non attribuisca il merito del successo solo a se stesso. Parla di determinazione, sì, ma anche di sostegno. Riconosce che nessuno ce la fa da solo, che dietro ogni storia di successo c’è sempre una rete di persone che ci credono, che ti danno una mano quando stai per cadere, che ti ricordano perché hai iniziato quando stai per mollare.
La selezione: ogni bottiglia racconta una storia
Torniamo ai vini, perché in fondo è questo il cuore di Note di Vino. Greg mi spiega che la sua selezione non è casuale. Non è andato semplicemente da un fornitore e ha riempito il locale di bottiglie. Ha fatto un lavoro di ricerca, ha cercato le piccole cantine, ha voluto conoscere i produttori, capire le loro storie.
“Piccole cantine che portano le loro storie attraverso la produzione dei loro vini,” ripete, e mentre lo dice capisci che per lui non è solo business. È un modo per dare voce a chi lavora la terra con passione, a chi ha scelto la qualità invece della quantità , a chi porta avanti tradizioni familiari che altrimenti rischierebbero di perdersi.
E poi ci sono i prodotti gastronomici. Formaggi pregiati, salumi artigianali, tutti scelti con la stessa cura con cui seleziona i vini. Perché Greg ha capito che un buon vino senza l’abbinamento giusto perde metà del suo valore. E allora ecco formaggi scelti tra i migliori produttori, con varietà di sapori e consistenze che possono soddisfare anche i palati più difficili. Salumi realizzati con ricette tradizionali, quella roba che quando la assaggi ti chiedi dove sia stata tutta la tua vita.
La missione, mi spiega, è creare un luogo unico, dove la passione per il vino si fonde con il gusto per la vita. Dove ogni visita diventa un’esperienza che solletica i sensi, un viaggio attraverso profumi, sapori ed emozioni.
Gli eventi: più di un’enoteca, un centro culturale
Una delle cose che mi ha colpito di più parlando con Greg è la varietà di eventi che organizza. Non si limita ad aprire la porta e servire vino. Organizza degustazioni guidate, dove accompagna i clienti alla scoperta di nuovi sapori e delle sfumature nascoste di ogni bottiglia. Organizza serate a tema, dove il vino si abbina a cibi specifici o a particolari atmosfere. E poi ci sono le serate con artisti, che trasformano l’enoteca in un piccolo palcoscenico dove cultura, musica e gastronomia si incontrano.
È questo dinamismo che secondo me fa la differenza. Sarebbe più facile aprire, servire e chiudere. Invece Greg si inventa continuamente qualcosa di nuovo, tiene vivo l’interesse, dà ai clienti un motivo per tornare. E non lo fa per strategia di marketing, lo fa perché gli piace, perché crede che un’enoteca possa essere anche un luogo di aggregazione culturale.
Il team di sommelier che ha messo insieme è pronto ad assistere i clienti nella scelta del vino perfetto per ogni occasione. Che si tratti di una cena intima, una celebrazione speciale o semplicemente un momento di relax, Greg e il suo staff sanno consigliare la bottiglia giusta. Ma non si limitano a questo: guidano i clienti alla scoperta di nuove esperienze enogastronomiche, li accompagnano in un percorso di conoscenza e apprezzamento.
La filosofia: autenticità sopra ogni cosa
Se devo individuare un filo conduttore in tutto quello che Greg mi ha raccontato, è l’autenticità . Non cerca di essere qualcosa che non è, non insegue le mode del momento, non cerca di copiare quello che fanno gli altri. Ha una sua idea di come dovrebbe essere un’enoteca e la porta avanti con coerenza.
“Un clima autentico, amichevole,” ripete più volte durante la nostra conversazione. E si capisce che non è uno slogan pubblicitario, è veramente il modo in cui concepisce il suo spazio. Un posto dove le persone possano sentirsi a proprio agio, dove non ci siano formalismi inutili, dove si possa godere di un buon vino in compagnia senza sentirsi giudicati o inadeguati.
Questa autenticità emerge anche nella scelta dei prodotti. Niente fronzoli, niente etichette famose comprate solo per impressionare. Solo prodotti di qualità , selezionati con cura, ognuno con la sua storia da raccontare. È un approccio che richiede più lavoro, più ricerca, più passione. Ma è anche quello che crea un legame vero con i clienti, che imparano a fidarsi del suo gusto, delle sue scelte, dei suoi consigli.
Il periodo natalizio: l’arte del regalo pensato
Greg mi racconta con particolare entusiasmo del periodo natalizio, quando l’enoteca si trasforma in un laboratorio dove prepara cesti regalo. Non i soliti cesti standardizzati che trovi ovunque, ma composizioni personalizzate con vini e prodotti alimentari di piccoli artigiani.
È il tipo di regalo che quando lo ricevi capisci subito che c’è stato un pensiero dietro. Non è stato comprato di fretta in un supermercato, non è la solita bottiglia anonima. È una selezione curata, ogni prodotto scelto per la sua qualità e per come si abbina agli altri. È il tipo di regalo che racconta di chi lo fa, della sua passione, della sua attenzione ai dettagli.
E poi ci sono i liquori e le grappe, completano l’offerta. Anche qui, niente prodotti industriali, solo etichette selezionate, distillati che hanno una storia da raccontare, che sono il risultato di lavorazioni artigianali tramandate di generazione in generazione.
Le lezioni di un giovane imprenditore
Mentre finisco di parlare con Greg, rifletto su cosa possiamo imparare dalla sua storia. Primo: il timing non è tutto. Certo, aprire prima di una pandemia non è stata fortuna, ma lui ha dimostrato che con la determinazione giusta si possono superare anche le circostanze più avverse.
Secondo: l’autenticità paga. In un mondo pieno di locali tutti uguali, che cercano di seguire le mode del momento, Greg ha scelto di rimanere fedele alla sua visione. E i clienti lo hanno premiato, perché le persone riconoscono quando qualcosa è genuino.
Terzo: la formazione è fondamentale. Greg non si è accontentato del diploma, ha continuato a studiare, a specializzarsi, a migliorare le sue competenze. E questo si vede nella qualità di quello che offre, nella capacità di guidare i clienti, nella cura con cui seleziona i prodotti.
Quarto: costruire una community è essenziale. Il sostegno dei clienti durante il Covid non è stato casuale. È stato il risultato di anni passati a costruire relazioni vere, a far sentire le persone accolte, a creare un luogo dove la gente vuole tornare non solo per il prodotto, ma per l’atmosfera.
Quinto: non arrendersi mai. Sembra banale, ma è la verità . Greg avrebbe avuto mille motivi per chiudere durante la pandemia. Invece ha stretto i denti, ha chiesto sostegno a chi gli voleva bene, ha continuato a credere nel suo progetto. E oggi è lì, a festeggiare sei anni di attività .
L’invito
Prima di salutare Greg, gli chiedo se ha un messaggio per chi sta pensando di aprire un’attività nel settore della ristorazione. La risposta è coerente con tutto quello che mi ha raccontato: “Se i sogni sono veri, la realtà dura. Non arrendersi mai.”
Non è un invito ingenuo a buttarsi senza pensare. È il consiglio di chi sa che sarà difficile, che ci saranno momenti in cui vorrai mollare, che la realtà ti metterà di fronte a ostacoli che non avevi previsto. Ma è anche la conferma che, se credi veramente in quello che fai, se hai la determinazione di continuare anche quando tutto sembra andare storto, ce la puoi fare.
Note di Vino vi aspetta a Lomazzo, in Via del Seprio 27/29. Che siate esperti di vino o semplici curiosi, che cerchiate una bottiglia particolare o vogliate semplicemente passare una serata piacevole in un ambiente accogliente, Greg e il suo staff saranno felici di accompagnarvi in un viaggio tra i sapori e le tradizioni del territorio italiano.
Potete scoprire di più sull’enoteca visitando il sito Enoteca Note di Vino o contattando direttamente Greg via email a enotecanotedivino@gmail.com. Gli eventi, le degustazioni, le serate a tema sono aggiornate regolarmente, e ogni settimana c’è una buona ragione per passare.
Perché a volte, in un mondo che corre troppo veloce, fermarsi in un posto dove il tempo sembra scorrere diversamente, dove puoi gustare un buon bicchiere di vino e sentirti a casa, è esattamente quello di cui abbiamo bisogno. E Greg questo lo ha capito benissimo, sei anni fa, quando ha deciso di aprire la sua piccola enoteca nel cuore di Lomazzo. Nonostante tutto, nonostante il timing pessimo, nonostante le difficoltà . Perché quando credi veramente in qualcosa, il momento giusto per iniziare è sempre adesso.

