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Lorenzo Zanaglio e La Mescita: Vent’anni di Passione tra i Muri di un Cascinale del 1500

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Paolo Vellani
Paolo Vellani
Coach e formatore specializzato in strategie di leadership e crescita aziendale

Dal Carlo Porta alle cucine milanesi, fino al sogno realizzato a Carate Brianza: la storia di un ristoratore che ha scelto la tradizione come bandiera

C’è un cascinale nel centro di Carate Brianza che profuma di storia. Risale al 1500, e quando ci entri capisci subito che quei muri di pietra hanno visto passare generazioni, stagioni, vite intere. Oggi, tra quelle travi di legno e davanti a quel camino che scalda le serate d’inverno, Lorenzo Zanaglio mescola vino con un mestolo di legno in tazze di ceramica. Non è folklore da turisti: è tradizione vera, quella che si tramanda e si rispetta.

Lorenzo ha 48 anni, la Brianza nel sangue e vent’anni di Mescita alle spalle. Vent’anni che sono volati via tra risotti fumanti, nervetti alla milanese, pizzoccheri valtellinesi e un’infinità di serate dove le persone venivano per mangiare e finivano per restare a chiacchierare fino a tardi. Perché La Mescita è questo: un posto dove il tempo rallenta, dove si sta bene, dove nessuno ti guarda male se ti soffermi ancora un po’ dopo il dolce.

Ma per arrivare qui, Lorenzo ha fatto tanta strada. E quando glielo chiedi, te lo racconta senza filtri.

La gavetta vera, quella che ti forma

“Ho cominciato al Carlo Porta di Milano,” racconta mentre sistema alcune bottiglie dietro il bancone. “L’alberghiero classico, sai com’è. Poi sono finito nelle cucine di ristoranti e hotel a Milano. Anni di gavetta vera, quella dove impari tutto: a tenere i ritmi, a gestire lo stress, a capire cosa significa davvero lavorare in questo settore.”

Sono stati anni formativi, quelli. Anni in cui Lorenzo ha assorbito tecniche, ha osservato chef e direttori di sala, ha capito cosa funziona e cosa no. Ma soprattutto, ha maturato un sogno: avere un giorno un posto tutto suo, dove fare le cose a modo suo.

“Sapevo che volevo aprire qualcosa di mio. Ma non subito, non così. Dovevo essere pronto. E poi c’era questa idea che mi frullava in testa: riportare in tavola i piatti di una volta, quelli che mangiavo da bambino, quelli che preparavano le nonne la domenica. Niente fronzoli, niente mode strane. Solo cucina vera.”

Nel 2005 arriva il momento. Lorenzo e sua moglie decidono di buttarsi. Trovano questo cascinale nel centro di Carate Brianza, un gioiello nascosto che aveva bisogno di essere valorizzato. E aprono La Mescita.

“All’inizio era tutto più complicato di quanto immaginassimo,” ammette Lorenzo con un sorriso che sa di battaglie vinte. “Le difficoltà non sono mancate. Ma io e mia moglie ci siamo sempre supportati a vicenda. Quando uno era giù, l’altro tirava su. È stato questo a farci andare avanti.”

Le sfide di chi non scende a compromessi

Gestire un ristorante in Italia non è una passeggiata. Lorenzo lo sa bene e non fa giri di parole quando parla degli ostacoli affrontati in questi vent’anni.

“Negli anni le sfide sono state tante. Il personale inadatto, per esempio. Trovare persone che abbiano voglia di lavorare davvero, che capiscano cosa significa dedicarsi a questo mestiere, non è facile. Poi ci sono i costi che aumentano continuamente: le materie prime, le utenze, tutto. E le tasse, quelle non ne parliamo nemmeno.”

Fa una pausa, come se stesse rivivendo qualcuna di quelle notti insonni.

“Ci sono stati momenti in cui ti chiedi se ne vale davvero la pena. Momenti in cui fai i conti e pensi che sarebbe più semplice mollare tutto. Ma poi entri qui al mattino, vedi il locale che prende vita, pensi alle persone che verranno la sera, a quelle facce soddisfatte dopo aver mangiato bene… e capisci che sì, ne vale la pena. Sempre.”

È questa passione che fa la differenza. Lorenzo lo dice chiaramente: “Ancora oggi ci sono momenti complicati. Ma la passione ci aiuta ad affrontare ogni avversità.”

La scelta di rimanere fedeli alla tradizione, in un panorama gastronomico sempre più attratto da novità e contaminazioni, potrebbe sembrare limitante. Ma per Lorenzo è esattamente il contrario.

“Noi non ci facciamo influenzare dalle mode del momento. Siamo un locale tradizionale e seguiamo la nostra strada con dedizione. Certo, bisogna sempre aggiornarsi, seguire corsi, migliorare. Ma l’identità resta quella. E i clienti questo lo apprezzano, credimi.”

La leadership che fa squadra

C’è un aspetto della gestione de La Mescita che Lorenzo tiene particolarmente a sottolineare: il rapporto con il team.

“Quando crei un gruppo di lavoro, la cosa fondamentale è non prevaricare nessuno. Non puoi comandare e basta. Devi guidare, certo, ma devi anche rendere partecipe ogni membro del team delle decisioni, dei cambiamenti. Solo così crei un legame che va oltre il semplice rapporto titolare-dipendente.”

È una filosofia che si percepisce appena entri a La Mescita. Il servizio è attento ma mai invadente, sorridente ma professionale. C’è chi ti consiglia il piatto del giorno, chi ti racconta la storia di quella ricetta particolare, chi si assicura che tutto sia perfetto senza che tu te ne accorga.

“Per noi l’ospitalità è un valore, non una formalità,” dice Lorenzo. “E il team lo ha capito. Quando le persone si sentono valorizzate, coinvolte, danno il meglio. E i clienti se ne accorgono.”

Un nome che è un programma

La Mescita. Un nome che profuma di antico, che richiama immagini di osterie di paese, di vino versato generosamente, di convivialità genuina.

“Abbiamo scelto questo nome perché richiama l’antica usanza di mescere il vino, di servirlo con generosità,” spiega Lorenzo. “E qui lo facciamo davvero. Il vino viene decantato nei mastelli di terracotta e servito con il mestolo di legno nelle tazze. Come si faceva nelle cascine una volta.”

Non è un vezzo turistico. È un rituale che Lorenzo ha voluto preservare perché racconta qualcosa di importante: un modo di stare insieme, di condividere, di celebrare la semplicità.

L’ambiente stesso del locale amplifica questa sensazione. I grandi muri in pietra, il legno caldo ovunque, l’antico camino che crepita nelle serate fredde. Ogni angolo ha qualcosa da raccontare: un vecchio attrezzo agricolo appeso alla parete, una foto sbiadita, una bottiglia speciale che custodisce chissà quali storie.

“Volevamo che le persone si sentissero a casa,” dice Lorenzo. “Non in un ristorante anonimo, ma proprio a casa. Come quando torni a pranzo dalla nonna la domenica. Quel senso di accoglienza, di calore, di familiarità.”

E ci sono riusciti. La Mescita non è un posto dove vai solo per mangiare. È un posto dove vai per stare bene, per rilassarti, per ritrovare ritmi umani in un mondo che corre troppo veloce.

La cucina: dove la tradizione diventa quotidianità

Entriamo nel cuore pulsante de La Mescita: la cucina. Qui Lorenzo e il suo team preparano ogni giorno piatti che sono un tributo alla tradizione italiana e lombarda.

“Il menù cambia tutti i giorni seguendo le stagioni e quello che troviamo di buono,” spiega Lorenzo mentre mi mostra alcune foto dei piatti. “Lavoriamo con ingredienti freschi, selezionati con cura. Niente surgelati, niente scorciatoie. La materia prima è tutto.”

Gli antipasti sono un viaggio nella memoria gastronomica lombarda: la filzetta brianzola, i nervetti alla milanese preparati alla vecchia maniera, l’insalata russa che sa di domeniche in famiglia, le torte salate che cambiano a seconda di cosa detta la stagione, le “zuppette” che scaldano le serate invernali.

“Le nostre proposte cambiano secondo l’estro della cucina e la stagionalità,” continua Lorenzo. “Non ha senso fare certi piatti quando non trovi gli ingredienti giusti. Bisogna assecondare quello che la natura ti offre.”

I primi sono il regno della pasta fresca e dei risotti. E qui Lorenzo sa il fatto suo. Non a caso, una delle serate più amate dai clienti è proprio la Serata dei Risotti: un buffet a volontà con risotto alla monzese, speck e scamorza, trevisana e taleggio, tartufato, e tante altre varianti. Tutto a 19 euro, coperto incluso.

“I risotti sono la nostra bandiera,” dice con orgoglio. “Li facciamo cremosi, mantecati al punto giusto. Ogni varietà ha il suo carattere, il suo equilibrio di sapori. E le persone impazziscono per la formula all’you can eat. Vengono, assaggiano tutte le varietà, si godono la serata.”

Ma c’è di più. Le serate tematiche sono diventate un appuntamento fisso per molti clienti. La Serata Valtellinese, per esempio, è leggendaria: pizzoccheri fumanti, gnocchetti bianchi di Chiavenna, sciatt croccanti, taroz, risotto alla valtellinese, brasato con polenta e altre specialità alpine. Tutto a volontà a 21 euro.

“Quella valtellinese è la serata più famosa,” conferma Lorenzo. “C’è gente che prenota con settimane di anticipo. È un modo per far conoscere una tradizione culinaria specifica, per far viaggiare le persone senza muoversi da Carate Brianza.”

E poi c’è la Serata Lombarda, un tour de force attraverso i sapori della regione: risotto alla monzese, pizzoccheri, cotolette, nervetti, filzetta brianzola, cassoeula quando è stagione, polenta uncia. Un’esplosione di gusti che racconta secoli di cultura gastronomica.

I secondi non sono da meno. Carni cotte lentamente, arrosti profumati, brasati che si sciolgono in bocca. E poi le specialità che fanno impazzire: la trippa alla milanese, la cassoeula d’inverno, il maialino da latte servito intero su tagliere (su prenotazione, ovviamente).

“Ogni piatto è preparato con cura,” sottolinea Lorenzo. “Vogliamo che quando assaggi qualcosa qui, ti venga in mente quella volta che l’hai mangiato da bambino, o che tua nonna lo preparava in quel modo particolare. La cucina deve emozionare, non solo saziare.”

I dolci artigianali chiudono il pasto. Preparati ogni giorno, cambiano a seconda dell’ispirazione e della stagione. “Vogliamo che anche il dolce sia un’esperienza,” dice Lorenzo. “Non prendiamo niente di già pronto. Tutto fatto qui, con le nostre mani.”

Menu per tutti: dalla semplicità alla golosità

La Mescita offre diverse formule per accontentare ogni palato e ogni appetito. Ci sono i menù fissi a prezzo conveniente: dal Menu Leggero per chi vuole mangiare bene senza esagerare, fino al ricco Menu Buongustaio che comprende antipasti, primi, secondo, contorno, tagliere di formaggi con miele e dolce della casa. Bevande incluse.

“I menu fissi sono perfetti per chi vuole assaggiare un po’ di tutto senza pensieri,” spiega Lorenzo. “Sono composti da piatti tradizionali e cambiano tutti i giorni. L’unica regola è che sono per minimo due persone. Perché secondo noi mangiare è condividere.”

Per i palati più esigenti o per chi ha voglia di scegliere con calma, c’è il menù alla carta con un’ampia selezione di piatti. E per le famiglie, il menu baby per i bambini fino a 10 anni.

Un rifugio dalla frenesia moderna

C’è un aspetto de La Mescita che va oltre il cibo, per quanto eccellente. È l’atmosfera, quel senso di pace e convivialità che ti avvolge appena varchi la soglia.

“Viviamo in un mondo frenetico,” riflette Lorenzo. “Tutti corrono, nessuno ha più tempo. Si mangia velocemente, spesso da soli davanti a uno schermo. Qui volevamo creare uno spazio diverso. Un posto dove rallentare, dove prendersi il tempo per godersi un pasto in compagnia.”

E ci sono riusciti. La Mescita è diventata un punto di riferimento per chi cerca autenticità. Famiglie che vengono la domenica, coppie che scelgono una serata tranquilla davanti al camino, gruppi di amici che prenotano per le serate tematiche e restano fino a tardi a chiacchierare e brindare.

“Quello che ci rende felici è vedere le persone che stanno bene qui,” dice Lorenzo. “Quando finiscono di mangiare e restano ancora un po’, quando ridono e scherzano, quando prenoti un tavolo per quattro e alla fine vi sedete in otto perché hanno chiamato altri amici… ecco, quello è il successo vero per noi.”

Il locale è perfetto anche per occasioni speciali: cene di lavoro in un ambiente informale ma curato, compleanni, anniversari, ricorrenze familiari. “Organizziamo tutto,” assicura Lorenzo. “Basta dirci cosa ti serve e noi ci occupiamo del resto.”

Vent’anni e non sentirli

Vent’anni sono tanti in un settore difficile come quello della ristorazione. Molti locali non superano i primi cinque anni. Ma La Mescita è ancora qui, più solida che mai, con una clientela affezionata che continua a tornare e nuovi clienti che scoprono questo angolo di autenticità.

“Non è stato facile,” ammette Lorenzo. “Ci sono stati momenti durissimi. Ma guardando indietro, rifarei tutto. Ogni scelta, ogni sacrificio. Perché questo posto è il nostro sogno realizzato. E quando realizzi un sogno, tutte le difficoltà prendono un altro senso.”

La storia di Lorenzo è anche la storia di sua moglie, compagna di vita e di avventura imprenditoriale. “Senza di lei non ce l’avrei mai fatta,” dice con semplicità. “Quando uno era in difficoltà, l’altro lo tirava su. Questa cosa del supportarci a vicenda è stata fondamentale. E lo è ancora oggi.”

L’eredità di chi sceglie l’autenticità

In un’epoca dove tutto sembra omologato, dove le catene di ristorazione proliferano e i menù si assomigliano tutti, La Mescita rappresenta una resistenza. Non ostinata o anacronistica, ma consapevole e orgogliosa.

Lorenzo ha scelto di percorrere una strada diversa: quella della tradizione, della qualità, dell’autenticità. E questa scelta, a distanza di vent’anni, si rivela vincente.

“Non abbiamo rincorso le mode,” ribadisce. “Non abbiamo stravolto la cucina per seguire le tendenze. Siamo rimasti fedeli a noi stessi. E questo, alla fine, paga sempre.”

È una lezione preziosa non solo per chi lavora nella ristorazione, ma per chiunque si trovi a gestire un’attività, una squadra, un progetto. La fedeltà ai propri valori, la capacità di non scendere a compromessi sulla qualità, il coraggio di andare controcorrente quando necessario: sono questi gli ingredienti del successo duraturo.

Lorenzo ha costruito qualcosa che va oltre un semplice ristorante. Ha creato un luogo di memoria, un presidio di tradizione, uno spazio dove le persone possono ritrovare sapori, atmosfere e ritmi che altrove stanno scomparendo.

Venite a trovarci

La Mescita vi aspetta in via San Simpliciano 3, nel cuore di Carate Brianza. Il locale è aperto dal martedì al venerdì per cena, il sabato e la domenica sia a pranzo che a cena.

Sul sito www.lamescita.it trovate i menù aggiornati, il calendario delle prossime serate tematiche (quella valtellinese, quella lombarda, quella dei risotti e tante altre sorprese) e tutte le informazioni per prenotare il vostro tavolo.

Per prenotazioni dirette, chiamate il numero +39 0362 685238 oppure il cellulare +39 338 388 3240. Vi consigliamo di prenotare, specialmente per le serate tematiche che registrano sempre il tutto esaurito.

Che siate della zona o di passaggio, che cerchiate un posto per una serata speciale o semplicemente un pasto genuino in un’atmosfera calda, La Mescita è la scelta giusta. Qui troverete la cucina di una volta, quella che sa di casa e di famiglia. Quella preparata con amore, servita con generosità, accompagnata da quel vino mescìto nei mestoli che sa di tradizione vera.

Lorenzo e tutto il team vi aspettano. Con quel sorriso sincero che ti fa sentire subito a tuo agio, con quei profumi che ti accolgono appena entri, con quella promessa silenziosa ma mantenuta: qui starai bene.

Perché La Mescita non è solo un ristorante. È un’esperienza. È un pezzo di storia che continua a vivere. È il posto dove la Brianza incontra le sue radici e le celebra, piatto dopo piatto, bicchiere dopo bicchiere, sorriso dopo sorriso.

Vent’anni di passione, sacrificio e dedizione racchiusi tra i muri di un cascinale del 1500. Vent’anni che sono solo l’inizio di una storia destinata a durare ancora a lungo. Perché quando fai le cose con il cuore, con autenticità, con quella passione che Lorenzo ci mette ogni santo giorno, il successo non è un colpo di fortuna: è una conseguenza naturale.

Vi aspettiamo a La Mescita. Dove il tempo rallenta, i sapori sono veri e ogni ospite è parte della famiglia.

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