Nota Editoriale: Oggi la nostra rivista, la n.1 in Italia per ciò che riguarda la leadership, racconta la storia di Giacomo Stuart e della sua caffetteria, Lalma Café & Tea Room, specializzata in colazione e brunch, una delle realtà più apprezzate del territorio. Un cliente soddisfatto ci ha contattato, ci ha fatto scoprire questo gioiello e abbiamo intervistato il fondatore.
La parte bella? Si trova vicino a te, a Montepulciano, e puoi andarci già da oggi. Noi lo consigliamo. Vedilo su Google.
Come un poliziano di origini scozzesi, dopo Bruxelles e i grandi progetti nel turismo, ha scelto di dedicarsi alla cosa più semplice e più trascurata di tutte: il primo pasto della giornata
C’è un momento della giornata che quasi tutti maltrattano. Lo consumiamo in piedi, di fretta, con lo sguardo già rivolto agli impegni che verranno. Eppure è il momento che dà il tono a tutto il resto. Adrian Anthony Gill, che di ristoranti ne aveva raccontati parecchi, lo aveva capito bene: la colazione è l’inizio, la prima cosa, l’impegno verso un nuovo giorno. È una frase che campeggia sul sito di Lalma Café, e non è messa lì per caso. È, in fondo, l’intera filosofia di un locale racchiusa in una riga.
A Montepulciano, nella parte più antica della città, davanti al Belvedere di Santa Maria, esiste un posto che ha deciso di prendere sul serio quella riga. Si chiama Lalma Café & Tea Room, ed è la creatura di Giacomo Stuart, un uomo dal percorso tutt’altro che scontato, che dopo aver costruito imprese complesse e ambiziose ha scelto di concentrarsi su qualcosa di piccolo, intimo e apparentemente umile: fare la colazione bene. Davvero bene.
Un belvedere che abbraccia due valli
Il primo colpo, a Lalma, lo dà il panorama. Il locale si affaccia sul Belvedere di Santa Maria, il punto panoramico appena sotto la fortezza e il centro storico monumentale di Montepulciano, da cui lo sguardo abbraccia contemporaneamente due dei paesaggi più celebri della Toscana: la Val d’Orcia e la Valdichiana. È una posizione che molti locali sfrutterebbero come argomento di vendita, magari alzando i prezzi e abbassando la qualità, forti del fatto che il turista di passaggio pagherà comunque per la vista.
Lalma ha scelto la strada opposta. Il panorama c’è, ed è mozzafiato, ma non è la sostanza dell’offerta: è la cornice. “A Lalma Café il sole e le viste sulle valli sono sempre offerti dalla casa,” recita con leggerezza il locale sui suoi canali. La sostanza, quella, sta nel piatto e nella tazza.

Il locale è aperto tutti i giorni tranne il giovedì, dalle nove alle quattordici. Una sola fascia oraria, dedicata esclusivamente al mattino: colazione e brunch. Niente cene, niente coperti serali, niente della frenesia che caratterizza la maggior parte della ristorazione. È una scelta radicale, quasi controcorrente, in un’epoca in cui ogni attività cerca di allungare gli orari per moltiplicare gli incassi. Ma è una scelta coerente con l’idea che sta dietro a tutto: se vuoi fare una cosa in modo eccellente, devi decidere di non farne mille.
un percorso che parte da lontano
Per capire Lalma bisogna capire chi l’ha immaginato. E la storia di Giacomo Stuart è di quelle che raramente ci si aspetterebbe dietro il bancone di una caffetteria di paese.
“Mi chiamo Giacomo Stuart: sono di origini scozzesi, ma Montepulciano è il mio luogo di nascita,” racconta. È da questa doppia radice — il sangue del Nord e la terra della Toscana — che nasce buona parte della sua identità. Dopo studi divisi tra Italia e Inghilterra e una laurea in diritto della comunità europea, Giacomo ha lavorato per una decina d’anni a Bruxelles, immerso in un ambiente internazionale e dinamico, lontanissimo dai profumi di una cucina.
Poi la vita, come spesso accade, ha cambiato le carte in tavola. “Alcune vicissitudini familiari mi hanno riportato a casa,” spiega senza addentrarsi troppo. Il ritorno a Montepulciano avrebbe potuto essere una battuta d’arresto. È diventato invece un nuovo inizio. Giacomo ha fondato una società di strategia d’impresa nel turismo, e tra i suoi progetti ne è cresciuto uno che racconta bene la sua capacità di vedere lontano: un piccolo borgo nel Chianti, nato come semplice location per eventi e trasformato, negli anni, in un vero e proprio ecosistema di produzione agricola, catering ed eventi, arrivato a contare trentotto dipendenti, un boutique hotel e un complesso di ville di lusso.
Non contento, ha poi trasformato il palazzo di famiglia in un hotel diffuso. Un percorso di recupero e reinvenzione che nel 2023 ha trovato la sua forma più raccolta e personale: la nascita di Lalma Café. Dopo i grandi numeri, le ville, i dipendenti, gli hotel, Giacomo ha scelto la dimensione più intima possibile. Come se, alla fine di un lungo giro, avesse voluto tornare all’essenziale.
la curiosità come motore
Se c’è un filo che tiene insieme tutte queste esperienze — il diritto europeo, il turismo, il borgo del Chianti, l’hotel diffuso e infine la caffetteria — quel filo è la curiosità. Non quella superficiale di chi colleziona esperienze per raccontarle, ma quella profonda di chi vuole capire.
“Niente di quello che ho fatto sarebbe nato senza una curiosità innata che mi porta a viaggiare in continuazione, in ogni continente,” confessa Giacomo. E precisa subito il senso di quei viaggi, che non sono turismo: “Non solo per scoprire posti nuovi, ma per gustare il territorio: studiarne la cucina, le tradizioni, le tecniche.”
È qui che si intuisce la vera natura di Lalma. “Lalma Café è il ricettacolo di questi viaggi, delle esperienze raccolte e della sperimentazione continua,” dice. Ma attenzione: non si tratta di esotismo, di inseguire mode culinarie di importazione. Al contrario. “Resta saldamente legato alla Toscana e ai suoi ingredienti, senza inseguire un esotismo fuori luogo.”
C’è una lezione di equilibrio, in questo. Giacomo ha girato il mondo, ha assaggiato di tutto, ha imparato tecniche e ha raccolto suggestioni ovunque. E poi ha deciso di riportare tutto a casa, filtrandolo attraverso la lente del proprio territorio. Il risultato è una cucina che sa di apertura ma non tradisce le radici. Nel menù, accanto ai grandi classici del mattino, compaiono così le uova alla shakshuka — quel piatto mediterraneo di peperoni e pomodori speziati che parla di viaggi lontani — servite però con la stessa cura con cui si prepara una colazione toscana. Il mondo entra a Lalma, ma parla toscano.
Noi di Saliremo ti consigliamo di assaggiare la colazione di Giacomo Stuart: www.lalma.cafe
Una scelta di campo: i piccoli produttori
C’è un dettaglio, nel modo in cui Giacomo lavora, che vale più di mille dichiarazioni di principio. “Preferisco collaborare con piccoli produttori del territorio, che elenchiamo sempre, con orgoglio, sul sito e nel menu.”
Elencarli. Con orgoglio. È un gesto che dice molto. In un settore dove spesso l’origine degli ingredienti resta nell’ombra, e dove la parola “locale” viene usata più come slogan che come impegno, Lalma sceglie la trasparenza totale. I nomi dei fornitori non sono un segreto industriale, ma un motivo di vanto condiviso. È il riconoscimento che dietro una buona colazione c’è una filiera di persone, e che quelle persone meritano di essere nominate.
Ma dietro ogni piatto che arriva in tavola c’è anche una squadra di persone a cui Giacomo tiene a dare merito. “Non potrei fare nulla di tutto questo senza i miei preziosi collaboratori,” racconta, “a partire dalla bravissima Laura Pacini, la nostra cuoca.” È lo stesso principio che guida la scelta dei fornitori: dare un nome e un volto a chi lavora, ogni giorno, perché la colazione di Lalma sia quella che è.
Gli ingredienti arrivano dunque da piccoli produttori locali, e il menù ruota attorno a piatti fatti in casa, dolci ma soprattutto salati, con un’attenzione particolare alle esigenze di tutti: opzioni vegetariane, vegane e senza glutine convivono naturalmente, senza essere relegate a un angolo del menù come una concessione obbligata. Accanto ai piatti, una carta di caffè speciali preparati con chicchi selezionati e una selezione curata di tè in foglia, tisane, matcha biologico e chai di casa. Persino il caffè del mese diventa un piccolo racconto: dal Tanzania corposo con note di cacao e mandorla tostata, sempre in moka, all’Arabica Bourbon delle colline vulcaniche del Ruanda, elegante e luminosa. Dettagli che rivelano un’ossessione benigna per la qualità.
niente antipasti, primi e secondi: solo buone cose



Uno degli aspetti più interessanti di Lalma è ciò che il locale ha deciso di non essere. “È un posto completamente informale, senza la consueta distinzione tra antipasti, primi e secondi,” spiega Giacomo. Il menù propone piatti completi, nutrienti e sani, pensati per essere un pasto in sé, a prezzi onesti e senza mai scendere a compromessi sulla qualità.
È una liberazione, se ci si pensa. La ritualità rigida della ristorazione tradizionale — la sequenza obbligata delle portate, il galateo implicito, la formalità — viene messa da parte in favore di qualcosa di più libero e più umano. A Lalma si può arrivare in coppia, in gruppo o da soli, e sentirsi ugualmente a proprio agio. Il locale è pensato per essere inclusivo e accessibile nel senso più pieno del termine: non solo nei prezzi, ma nell’atmosfera. Chi entra da solo con un libro non si sente fuori posto; chi arriva in comitiva non deve abbassare la voce.
Il fondatore lo racconta con parole semplici: buoni piatti e bevande in un’atmosfera intima e informale. Non un ristorante formale, ma un café rilassato, dove la qualità non ha bisogno di mettersi in ghingheri per farsi rispettare.
quando l’arte diventa un ingrediente


Se c’è una cosa che distingue nettamente Lalma da qualsiasi altra caffetteria panoramica, è il rapporto che il locale ha costruito con l’arte. E qui la convinzione di Giacomo si fa quasi militante.
“A Lalma Café crediamo che la cucina sia cultura, e che la cultura si faccia anche dentro un ristorante,” afferma. Non è una frase di circostanza. Le pareti del locale ospitano una mostra permanente firmata da Andrea Pisano, talentuoso graphic designer del territorio, e a rotazione si susseguono esposizioni di arte figurativa, artigianato e fotografia realizzate da autori locali. Negli ultimi tempi il locale ha presentato lavori che dialogavano perfino con mostre personali allestite altrove, creando un ponte tra lo spazio intimo di Montepulciano e il più ampio panorama dell’arte contemporanea.
E poi c’è la musica. In alcune occasioni Lalma si trasforma in un piccolo palcoscenico del mattino — il “breakfast in music” — dove la colazione si accompagna a sonorità dal vivo: bossa nova, chansons francesi, brani originali. Una mattinata di fine estate, per dire, ha visto il locale animarsi con un concerto che intrecciava eleganza e convivialità dalle dieci e mezza fino all’ora di pranzo.
Per Giacomo tutto questo non è un orpello, un modo per fare scena. È parte integrante dell’esperienza. “Per noi l’arte non è un accessorio: è l’ingrediente che completa ogni buona cucina, allo stesso modo di un buon vino o di un buon caffè.” È una visione che eleva la colazione da semplice necessità fisiologica a esperienza culturale completa, dove il gusto, la vista e l’udito lavorano insieme.
la lezione di leadership: scegliere l’essenziale
La storia di Giacomo Stuart offre, a chi voglia coglierla, una lezione di leadership che va ben oltre i confini di una caffetteria.
La prima è la lezione del coraggio di rimpicciolire. Dopo aver gestito imprese con decine di dipendenti, hotel e ville di lusso, Giacomo ha scelto consapevolmente la dimensione più piccola. Non per stanchezza o per resa, ma per una convinzione precisa: che a volte la vera ambizione consista nel fare una sola cosa in modo impeccabile, anziché tante cose in modo mediocre. La focalizzazione — un solo pasto, una sola fascia oraria — è una scelta strategica prima ancora che gastronomica.
La seconda è la lezione della coerenza. Ogni elemento di Lalma, dal panorama non sbandierato ai fornitori dichiarati con orgoglio, dall’informalità del menù all’arte alle pareti, risponde a una stessa idea di fondo. Nulla è lasciato al caso, nulla è in contraddizione. È questa coerenza a trasformare un insieme di scelte in un’identità riconoscibile.
La terza è la lezione della curiosità disciplinata. Giacomo ha viaggiato il mondo, ma non si è lasciato travolgere dalle mode. Ha saputo distinguere ciò che valeva la pena portare a casa da ciò che sarebbe stato solo apparenza. È la capacità, rara, di essere aperti senza perdere il centro.
Infine, c’è una lezione più sottile, che riguarda il valore delle cose semplici. In un mondo che celebra il complesso, lo spettacolare, l’estremo, Giacomo ha scelto di prendersi cura del gesto più quotidiano che esista. Ha capito che dedicare attenzione, competenza e amore a qualcosa di apparentemente banale — la colazione — è forse la forma più alta di rispetto verso chi ti sceglie.

la colazione come inizio
Torniamo, allora, alla frase di Adrian Gill che apre il sito e apre questo racconto. La colazione è l’inizio, la prima cosa, l’impegno verso un nuovo giorno. Lalma Café ha costruito la propria intera esistenza attorno a questa verità semplice e spesso dimenticata: che il modo in cui iniziamo la giornata conta, e che merita di essere fatto bene.
In una Montepulciano affollata di proposte enogastronomiche pensate per il turismo veloce, Lalma rappresenta un’alternativa preziosa. Un luogo che rifiuta gli stereotipi delle località turistiche e offre invece qualcosa di autentico: piatti sani e onesti, ingredienti del territorio, arte alle pareti, musica nell’aria e, sopra ogni cosa, il tempo. Il tempo di sedersi, rilassarsi, godersi il momento. “Sit, relax, enjoy,” come invita lo stesso locale.
Se vi trovate in Toscana, tra le colline della Val d’Orcia e della Valdichiana, concedetevi una mattinata diversa. Salite fino alla parte antica di Montepulciano, fermatevi davanti al Belvedere di Santa Maria e varcate la soglia di Lalma Café. Troverete una colazione fatta con cura, un caffè scelto con competenza, magari una mostra da guardare o una melodia da ascoltare. E incontrerete, forse, lo spirito di Giacomo Stuart: la prova che si può girare il mondo per poi scoprire che il posto più speciale in cui stare è una piccola tavola, davanti a una vista che toglie il fiato, all’inizio di un nuovo giorno.
Per scoprire di più su Lalma Café & Tea Room, per conoscere il menù, la carta dei caffè e dei tè, o per prenotare comodamente il vostro tavolo, visitate il sito www.lalma.cafe. Il locale vi aspetta in Via del Poliziano 38, a Montepulciano, tutti i giorni tranne il giovedì, dalle nove alle quattordici. Perché, come dimostra la storia di Giacomo, la giornata migliore è quella che comincia bene.




