A La Spezia, lungo Corso Cavour così come tra i banconi de Le Terrazze — il food hall cittadino dove CYBUS convive fianco a fianco con altri grandi nomi della ristorazione — capita spesso di vedere una piccola fila di persone che aspetta pazientemente il proprio turno davanti a un bancone dove il pane viene farcito sotto i loro occhi, quasi come in una piccola rappresentazione teatrale Non è un ristorante qualunque: è CYBUS, La Focaccia Gourmet, il progetto che negli ultimi due anni ha riportato l’attenzione su uno dei simboli più identitari della cucina ligure, restituendogli un’anima nuova senza tradirne le radici.
Dietro questo progetto, ci sono due imprenditori, Giovanni Rarità e Ferrante Gabelli, arrivati al mondo della ristorazione da percorsi professionali molto diversi. Giovanni porta con sé un’esperienza maturata tra tecnologia, sistemi e innovazione; Ferrante arriva invece dal mondo del diritto tributario e societario.
Due competenze apparentemente lontane che, una volta messe insieme, hanno dato vita a un modello di business pensato non soltanto per funzionare, ma per crescere, strutturarsi e diventare replicabile.
Un tecnico prestato al cibo
Giovanni si racconta senza troppi giri di parole: “Sono un imprenditore dal 1998, consulente e sviluppatore con un percorso professionale articolato tra ristorazione, tecnologia e innovazione di business.” Prima di CYBUS, per anni, ha lavorato come sviluppatore web e sistemista IT, specializzandosi nella gestione di piattaforme cloud e infrastrutture digitali. Un mestiere fatto di precisione, logica, ottimizzazione continua.
È un dettaglio che a prima vista potrebbe sembrare secondario, ma che in realtà spiega molto del modo in cui oggi Giovanni gestisce la sua attività di ristorazione. Chi ha lavorato per anni a costruire sistemi informatici stabili e scalabili tende a portarsi dietro, in qualsiasi campo scelga di operare, la stessa attenzione ai processi. “Negli anni ho deciso di trasferire queste competenze nel settore della ristorazione, un campo che amo e che considero ad alto potenziale di innovazione,” spiega. “Ho così avviato la mia attività nel food, applicando principi di gestione operativa, marketing digitale, automazione e sviluppo prodotto per creare un modello di business replicabile e scalabile.”
Non è un linguaggio da cuoco, ed è proprio questo a rendere interessante la vicenda: CYBUS non nasce come la bottega di un artigiano che decide, con il tempo, di aprire un secondo punto vendita. Nasce fin dall’inizio come un progetto pensato per crescere, con la mentalità di chi, prima di cuocere una focaccia, ha imparato a costruire un’infrastruttura capace di reggerne il peso. Ma una struttura, per quanto solida, ha bisogno anche di qualcuno capace di leggerne i rischi, comprenderne le regole e accompagnarne la crescita. Ed è qui che entra in gioco Ferrante Gabelli, il socio con cui Giovanni condivide non soltanto il progetto CYBUS, ma una parte decisiva delle scelte che ne hanno accompagnato l’espansione.
Il socio: quando il diritto incontra la ristorazione
Accanto a Giovanni c’è Ferrante Gabelli, e la sua storia è altrettanto lontana, almeno sulla carta, da quella di chi normalmente immaginiamo dietro il bancone di una focacceria.
Laureato in Giurisprudenza all’Università di Pisa, Ferrante esercita la professione all’interno di uno studio legale tributario, occupandosi di consulenza fiscale, societaria e contenzioso. Parallelamente, con CYBUS ha scelto di entrare direttamente nel mondo imprenditoriale, confrontandosi ogni giorno con decisioni, persone, investimenti e problemi concreti.
È proprio questo passaggio, dal ruolo di consulente a quello di imprenditore, a rappresentare uno degli elementi più interessanti della sua esperienza.
“La difficoltà principale è stata bilanciare questi due mondi”, racconta, “trasformando le competenze analitiche del settore legale in uno strumento strategico per far crescere l’attività e guidare il team.”
Nel progetto CYBUS, quindi, il diritto non rimane confinato alla gestione degli adempimenti. Diventa uno strumento per prendere decisioni con maggiore consapevolezza, costruire una struttura societaria solida e affrontare la crescita con maggiore controllo.
Il suo contributo entra in gioco negli aspetti meno visibili ma fondamentali dell’espansione: contrattualistica, rapporti di lavoro, locazioni commerciali, adempimenti fiscali e organizzazione societaria. Tutti elementi che diventano ancora più importanti quando un’attività passa da un singolo punto vendita a una struttura con più sedi.
Il suo approccio alla leadership segue la stessa logica: autorevolezza senza autoritarismo, delega consapevole, ascolto e capacità di affrontare rapidamente gli imprevisti.
Se Giovanni porta in CYBUS la mentalità di chi costruisce sistemi e processi, Ferrante porta quella di chi ne valuta la solidità e ne presidia gli aspetti strategici. È nella complementarità di queste due competenze che si trova una parte importante della forza del progetto.
La focaccia come esperienza, non come prodotto
Chi entra in uno dei locali CYBUS si accorge subito che qualcosa è diverso rispetto alla focacceria di quartiere a cui siamo abituati. Il sito ufficiale del brand descrive l’attività come “un laboratorio di sapori, dove la tradizione incontra l’innovazione,” e in effetti la definizione calza a pennello: “i nostri artigiani del gusto creano ogni giorno focacce gourmet uniche nel suo genere, combinando esclusivamente ingredienti di filiera corta.”
Ma il vero elemento distintivo, quello che Giovanni sottolinea con più orgoglio quando ne parla, riguarda il modo in cui il prodotto arriva al cliente. “La nostra unicità, oltre che nella qualità degli ingredienti, risiede nella preparazione rituale davanti al cliente: ogni focaccia viene cotta e farcita al momento, creando un’esperienza coinvolgente che valorizza il prodotto.” Non un semplice acquisto, dunque, ma quasi un piccolo spettacolo quotidiano, in cui l’attesa e la vista diventano parte del piacere, prima ancora del primo morso.
Tra le proposte che meglio raccontano questa filosofia, spicca la ormai celebre “Nuvola delle 5 Terre,” un nome che racchiude in sé l’ambizione dell’intero progetto: portare il territorio ligure dentro un formato leggero, moderno, quasi impalpabile. Il pubblico sembra aver premiato senza riserve questa visione: sulle principali piattaforme di recensione i punteggi raccolti da CYBUS sfiorano l’eccellenza, con una media di 4.9 su Google, 9.8 su The Fork e 4.8 su TripAdvisor.
Qualità alta, prezzi onesti
Uno degli aspetti più interessanti del progetto CYBUS è il posizionamento scelto da Giovanni in un mercato spesso diviso in due estremi: da una parte il fast food generalista, dall’altra l’alta ristorazione dai costi elevati. Giovanni ha scelto una terza via, più difficile da percorrere ma probabilmente più coerente con lo spirito del prodotto che propone.
“Puntiamo a distinguerci nel mercato attraverso una proposta di qualità superiore ma al tempo stesso con prezzi accessibili,” racconta. “Le nostre focacce gourmet rappresentano il perfetto equilibrio tra tradizione artigianale e creatività gastronomica. L’obiettivo è soddisfare ogni palato, attraendo consumatori alla ricerca di un’alternativa premium nel settore della ristorazione veloce.”
C’è una frase, in particolare, che Giovanni usa per riassumere tutto questo, e che vale la pena riportare per intero perché racchiude bene il senso del progetto: “CYBUS non vende una semplice focaccia ma un’esperienza di gusto autentica, differente e che rende omaggio alla ricchezza della cultura gastronomica italiana.”
Crescere in fretta, senza perdere il controllo
In meno di due anni, CYBUS è passato da un unico punto vendita a tre sedi attive, con altre aperture già in programma entro la fine dell’anno. Una crescita di questo tipo non dipende soltanto dalla qualità del prodotto: richiede che il modello sia capace di essere replicato senza perdere coerenza.
Giovanni lavora sulla costruzione di sistemi, procedure e strumenti che permettano all’attività di funzionare anche senza la presenza costante dei fondatori. Ferrante presidia invece gli aspetti societari, contrattuali, fiscali e lavorativi che accompagnano ogni nuova apertura.
“Scalare il business, passare da un singolo punto vendita a più sedi, richiede sistemi, processi e team strutturati, oltre a una visione chiara di crescita,” spiega. Ed è forse questo il punto in cui la sua doppia identità, da tecnico e da imprenditore del food, si fonde più chiaramente: dietro ogni nuova apertura non c’è solo l’entusiasmo di replicare un locale che funziona, ma un lavoro metodico di costruzione di procedure, standard e strumenti che permettano al modello di reggere anche a distanza, senza la presenza costante del fondatore.
È una divisione dei compiti che racconta bene la natura della loro società: da una parte la necessità di costruire un modello efficiente e scalabile, dall’altra quella di garantire che quel modello abbia basi solide per continuare a crescere.
Le difficoltà, raccontate senza filtri
Quello che colpisce, ascoltando Giovanni, è la naturalezza con cui affronta il tema delle difficoltà. Non le minimizza, non le trasforma in aneddoti edulcorati: le riconosce per quello che sono state, tappe di un percorso di apprendimento continuo. “Passare da tecnico a imprenditore del food, il cambiamento di mentalità necessario per gestire un’attività, con tutte le sue complessità operative, finanziarie e umane, è stato un percorso di crescita continua,” ammette con onestà.
A questa trasformazione personale si sono aggiunte, negli anni, le difficoltà più concrete legate alla gestione quotidiana di un’attività di ristorazione: “coordinare forniture, personale, produzione e servizio in un settore ad alta variabilità” richiede, spiega, sistemi solidi e una capacità organizzativa che va costruita giorno dopo giorno. A questo si somma il tema, mai banale, della compliance normativa: rispettare le regole igienico-sanitarie, fiscali e del lavoro “richiede aggiornamenti costanti e consulenze specializzate,” in un contesto normativo che cambia con una frequenza spesso difficile da tenere sotto controllo per chi gestisce più sedi contemporaneamente.
C’è poi un tema che, per un imprenditore con il background di Giovanni, assume un significato particolare: quello dell’innovazione continua in un mercato affollato di proposte simili. “Innovare in un mercato competitivo, distinguersi tramite prodotto, servizio, branding e tecnologia, è essenziale per crescere, ma richiede investimenti e coraggio.” Dietro l’apparente semplicità di una focaccia farcita al momento, insomma, si nasconde un lavoro costante di posizionamento, comunicazione e visione strategica che raramente il cliente finale percepisce, ma che rappresenta il vero motore silenzioso del successo del brand.
Due idee di leadership, una sola visione
Chiedendo ai due soci cosa significhi guidare un’attività, emergono due prospettive diverse ma sorprendentemente complementari.
Per Giovanni, leadership significa prima di tutto continuare a imparare: essere curiosi, ascoltare e trasformare ogni errore o successo in un’occasione di crescita. Da qui nasce anche la sua attenzione verso processi, automazioni e sistemi replicabili.
Ferrante pone invece l’accento sulla dimensione umana e sulla capacità di reagire alle difficoltà. Parla di resilienza operativa, di trasparenza nella comunicazione e della necessità di mettere le persone al centro, investendo nella formazione e nella crescita del team.
Due approcci differenti che, dentro CYBUS, finiscono per sostenersi a vicenda: l’efficienza dei sistemi da una parte, la solidità delle persone e dell’organizzazione dall’altra.
Non manca poi un accenno alla capacità di reagire alle difficoltà: “Coltiva la resilienza operativa, affronta le crisi come opportunità di miglioramento, mantenendo sempre un piano B, e magari anche un piano C, per le operazioni critiche.” E ancora, un richiamo alla trasparenza come valore imprescindibile nella gestione di un team e di una rete di clienti: “Team, clienti e partner rispondono meglio a una comunicazione chiara, onesta e coerente, soprattutto nei momenti difficili.”
Chiude questo blocco di riflessioni con un consiglio che suona quasi come un manifesto per chi lavora nel settore food oggi, in un’epoca dominata da trend che cambiano ogni settimana sui social: “Innova con criterio, non inseguire ogni moda, ma valuta ogni innovazione in base al valore reale che porta alla tua attività e ai tuoi clienti.”
Le persone prima dei numeri, i numeri per capire le persone
C’è un ultimo aspetto, forse il più umano tra quelli emersi durante la conversazione con Giovanni, che merita di essere raccontato con attenzione. Nonostante la sua naturale propensione verso i processi, i sistemi e l’ottimizzazione, quando si parla di squadra il suo tono cambia leggermente, si fa più caldo. “Metti le persone al centro, investi nella formazione, nel benessere e nella crescita del tuo team: sono il motore del tuo successo,” dice, senza esitazione.
Subito dopo, però, torna la sua anima analitica, quasi a voler tenere insieme le due dimensioni della sua identità imprenditoriale: “Misura e migliora, usa dati e metriche per monitorare le performance, identificare colli di bottiglia e guidare le decisioni strategiche.” È un equilibrio non scontato, quello tra cura delle persone e rigore dei dati, ma è probabilmente proprio in questa capacità di tenere insieme le due cose che si nasconde una delle chiavi del successo di CYBUS.
Un messaggio per chi vuole mettersi in gioco
Quando gli si chiede cosa vorrebbe lasciare a chi legge la sua storia, Giovanni non si sottrae, anzi sembra quasi aspettasse questa domanda. “Ogni sfida è un’opportunità, affronta ogni difficoltà con la mentalità di chi vuole imparare e crescere, non di chi subisce gli eventi,” dice come prima cosa, quasi a voler ribadire il filo conduttore di tutta la sua storia.
A questo aggiunge una convinzione maturata in oltre venticinque anni di attività: “La costanza batte il talento, il successo duraturo nasce da piccole azioni quotidiane, ripetute con disciplina e visione.” Segue un invito a non temere i cambiamenti di rotta, che nel suo caso hanno significato passare dal mondo dell’informatica a quello della ristorazione: “Non avere paura di cambiare, il mercato evolve, e chi si adatta per tempo non solo sopravvive, ma prospera.”
Chiude, infine, con un pensiero che racchiude bene anche il senso di questa stessa intervista: “Condividi il tuo percorso, raccontare le tue esperienze, successi e fallimenti ispira altri e crea una community intorno al tuo brand.” Un motto che Giovanni porta con sé da sempre, e che sceglie di lasciare come firma personale a chiusura del suo racconto: “Ad Majora Semper.”
Un’idea di impresa che parte dal prodotto e arriva alle persone
La storia di CYBUS racconta quindi qualcosa che va oltre una focaccia gourmet. Racconta come competenze molto diverse possano diventare complementari quando condividono una stessa visione imprenditoriale.
Giovanni Rarità e Ferrante Gabelli arrivano da due mondi differenti, ma è proprio questo il punto. Uno porta l’attenzione ai sistemi, alla tecnologia e alla scalabilità; l’altro il rigore del diritto, della struttura societaria e della gestione delle persone.
Il risultato è un’impresa che non si basa soltanto sulla qualità del prodotto, ma sulla capacità di costruire un’organizzazione in grado di sostenerne la crescita.
Ed è forse questa la lezione più interessante della storia di CYBUS: per far crescere un brand non basta avere una buona idea. Servono competenze diverse, persone capaci di completarsi e una struttura abbastanza solida da permettere all’idea di continuare a evolversi.
Se vi capita di passare da La Spezia, una tappa vale sicuramente il tempo di una sosta. Potrete assistere dal vivo al rito della preparazione della focaccia, lasciarvi tentare dalla celebre Nuvola delle 5 Terre e scoprire un menù che unisce con naturalezza gusto, sostenibilità e un pizzico di teatralità gastronomica.
Per conoscere tutte le proposte del momento, consultare il menù completo o prenotare un tavolo, vi invitiamo a visitare il sito ufficiale cibus.bio del brand, dove troverete anche i link ai principali servizi di consegna a domicilio e ai canali social. Un’esperienza di gusto autentica, capace di raccontare in ogni focaccia l’incontro tra tradizione e innovazione, vi aspetta a La Spezia.

