Un racconto di eredità, coraggio e scelte difficili nel cuore della Maremma toscana
C’è un punto, lungo la costa maremmana, dove la pineta di Punta Ala si apre improvvisamente sulla sabbia e il mare diventa cristallino, quasi immobile nella sua bellezza. È qui, nel comune di Castiglione della Pescaia, che sorge Casetta Civinini: bandiera blu, cinque vele, plastic free, e soprattutto una storia di famiglia che dura ormai da più di quindici anni.
A raccontarla è Elettra Fedi, oggi alla guida di questa realtà insieme al fratello Niccolò, ma soprattutto erede diretta di un progetto nato nel 2008 dall’intuizione di sua madre, con il sostegno del padre. “Là dove la natura incontra il design e i servizi, nasce Casetta Civinini”, dice Elettra, quasi a voler riassumere in una battuta ciò che in realtà è il risultato di anni di lavoro: un equilibrio tra la wilderness della pineta e una cura dell’accoglienza che sfiora la maniacalità, nel senso più bello del termine.
Oggi lo stabilimento accoglie ogni giorno centinaia di ospiti, tra ombrelloni in fibra naturale, letti a baldacchino e gazebi privati affacciati su un mare che sembra uscito da una cartolina. Dietro l’apparente semplicità di una giornata al mare, però, si muove una macchina organizzativa tutt’altro che banale: un bar, due formule di ristorazione – una rapida, pensata per chi non vuole perdere tempo prezioso in spiaggia, l’altra più curata per chi cerca un momento di relax a tavola – e persino uno spazio dedicato ai matrimoni civili e agli eventi privati, nato circa tre anni fa e già capace di regalare emozioni a decine di coppie. C’è poi un dettaglio che chiunque abbia trascorso un’estate lungo questo tratto di costa impara ad apprezzare più di quanto immagini: l’immenso parcheggio a disposizione degli ospiti, una vera rarità in una zona dove trovare posto, nei mesi di punta, può trasformarsi in un’impresa. Arrivare, lasciare l’auto senza pensieri e ritrovarsi a pochi passi dalla sabbia è, in fondo, il primo gesto di accoglienza della giornata.
Una vocazione nata tra i gelati, prima ancora di saperlo
Per capire davvero Casetta Civinini bisogna fare qualche passo indietro, fino a quella che Elettra chiama, con un pizzico di ironia, la sua condizione di “figlia d’arte”. A quattordici anni comincia a lavorare nella gelateria artigianale di famiglia. Non è un dettaglio da poco: è lì, tra un cono e l’altro, che impara per la prima volta cosa significhi stare dietro un bancone e occuparsi di un cliente.
Poi arriva l’università, ma dura poco. “Ho deciso che il mio tempo e le mie energie mi davano migliori risultati e più soddisfazione sul campo”, racconta, senza tanti giri di parole. Passa un paio d’anni in un’agenzia immobiliare, ne apre una tutta sua per altri tre, e proprio lì, tra contratti e trattative, affina quelle competenze gestionali che tornano utili più avanti, quando la vita la richiama verso ciò che conosce meglio: il mare, la spiaggia, l’ospitalità.
È quando comincia ad affiancare il padre nella gestione del Camping Baia Azzurra – e contemporaneamente la madre nella conduzione di Casetta, insieme al fratello – che il suo percorso trova finalmente una direzione precisa. Barista, cuoca, bagnina: prima di dare ordini, Elettra ha fatto tutto da sé. “Ho imparato ogni mansione della mia attività, con l’unico scopo di saper fare per poi insegnare e verificare l’operato degli altri”, spiega. Ed è proprio in questa frase, quasi buttata lì, che si nasconde il segreto della sua autorevolezza: non un titolo, non una gerarchia calata dall’alto, ma la credibilità di chi ha vissuto ogni angolo dell’azienda che oggi guida.
Carriera o famiglia? Una domanda che non ha risposte facili
C’è un momento, nella vita di chi fa impresa ed è anche genitore, in cui i due ruoli sembrano tirare in direzioni opposte. Elettra non prova a nasconderlo, anzi: ne fa uno dei punti più sinceri di tutta la sua storia. “Come la maggior parte delle donne, ho sentito con mio marito il desiderio di un figlio”, racconta. “La decisione più bella e difficile della mia vita: carriera o famiglia? Come gestirla?”
Non è una domanda che si pone per figura retorica. È lo stesso interrogativo che si fanno migliaia di donne che, come lei, cercano di far quadrare l’ambizione professionale con il desiderio di maternità, in un settore – quello turistico-ricettivo – che di orari flessibili ne conosce pochi, specialmente d’estate, quando tutto accelera.
Grazie al marito e a tutta la famiglia, Elettra riesce a dedicarsi per un anno e mezzo, dalla metà della gravidanza fino al primo compleanno del figlio Nathan, esclusivamente alla maternità. Non è scontato, e lei lo sa bene: lo definisce apertamente un privilegio, reso possibile da una rete familiare solida attorno a sé. “Ho potuto poi continuare, non con poche difficoltà – che sono quelle che ogni imprenditrice donna e mamma ha – a coltivare quella voglia di emergere e mettere in pratica quello che mi è stato insegnato.”
Quello che segue, nel suo racconto, non è un elenco di conquiste ma una riflessione più intima: “La fatica e le salite che ho incontrato hanno plasmato la mia persona e la mia personalità. Ho incontrato momenti complessi da gestire, alternati a momenti di gioia e soddisfazione, e questo mi ha permesso nel tempo di crescere e migliorarmi.” Poche righe, ma capaci di restituire meglio di tanti discorsi cosa significhi davvero essere, insieme, madre e imprenditrice.
Da una spiaggia a un piccolo gruppo familiare
La storia della famiglia Fedi, però, non si esaurisce a Casetta Civinini. Nel 2018 arriva un capitolo nuovo: l’acquisizione, sempre in famiglia, sempre insieme al fratello, di un secondo stabilimento a Castiglione della Pescaia, il Bagno Valbona. Tre anni dopo arriva una ristrutturazione completa, che lo trasforma in un ristorante di fine dining oggi molto apprezzato – tanto da essere finito, di recente, sotto le luci di un servizio di Studio Aperto MAG.
Quest’anno, poi, la famiglia ha aggiunto un altro tassello: la gestione delle strutture ristorative del Camping Village Baia Azzurra, di proprietà del padre. Tre ristoranti e due bar in più, che si sommano a un portfolio già impegnativo. Non è solo questione di numeri: gestire realtà così diverse tra loro – per stile, target, stagionalità – richiede una capacità organizzativa che raramente si trova scritta in un manuale di management, e che invece qui sembra tramandarsi quasi per osmosi, di generazione in generazione.
Non a caso, proprio nel 2025, Casetta Civinini ha lanciato una nuova proposta gastronomica che porta in tavola l’esperienza maturata da Niccolò proprio al Bagno Valbona: un concept che unisce una cucina di qualità alla libertà di scegliere il proprio ritmo di pranzo o cena, in una cornice che si affaccia direttamente sul mare di Punta Ala. Un baccalà su zucchine marinate, un pacchero con gambero, pesto di pistacchio e stracciatella: piatti che guardano alla tradizione toscana senza rinunciare a un tocco più contemporaneo.
Il vero ostacolo? Non è il mare, sono le persone
Se c’è un tema che torna più volte nel racconto di Elettra, è quello delle risorse umane. Non ne parla come di un capitolo tra tanti: ne parla come della sfida quotidiana più dura. “La parte più difficile? La gestione delle risorse umane… è il fattore più critico”, ammette. “Ogni anno diventa sempre più complesso trovare persone da affiancare a quelli che ormai da anni mi seguono e si fidano di me e della mia professionalità.”
Chiunque abbia responsabilità di guida in un’azienda, piccola o grande che sia, riconosce immediatamente questa fatica. Trovare collaboratori motivati, formarli, trasmettere loro non solo competenze tecniche ma anche una cultura del lavoro, è oggi tra le sfide più difficili per chi fa impresa in qualsiasi settore – e lo è ancora di più in un contesto stagionale, dove il tempo per costruire un gruppo affiatato è sempre troppo poco.
È su questo terreno che Elettra costruisce la propria idea di guida. “Il vero leader è quella persona che riesce in maniera autorevole a ottenere risultati con meno fatica e con più senso di responsabilità”, dice, ed è una definizione che si allontana volentieri dai cliché del capo che comanda e pretende, per abbracciare qualcosa di più simile a una fiducia costruita nel tempo. “La formazione professionale è alla base della crescita personale, professionale e per il miglioramento dello stile di lavoro dei collaboratori”, aggiunge, spiegando che oggi si affida anche a un team di professionisti esterni per continuare a crescere e affinare le proprie attitudini di guida.
Guardarsi indietro per capire quanta strada è stata fatta
Nonostante le difficoltà quotidiane – il personale da gestire, una clientela sempre più esigente, il bisogno costante di rinnovarsi – Elettra non ha dubbi su cosa le regali le soddisfazioni più grandi. “Guardare le mie attività, esserne soddisfatta, ricevere complimenti dalla clientela e, per ultimo, forse primo, guardare da dove è partita la mia famiglia… e vedere dove siamo arrivati oggi.”
È forse la frase che racconta meglio di ogni altra il senso di tutta questa storia. Non un percorso individuale, ma un cammino collettivo, familiare, costruito passo dopo passo a partire da quella gelateria artigianale dove tutto è cominciato. Un’eredità che oggi si estende su più strutture e più responsabilità, ma che non ha mai smarrito il proprio centro di gravità: la famiglia.
Guardando avanti, Elettra non nasconde le proprie ambizioni. Da tre anni lavora per far crescere il segmento dei matrimoni e degli eventi privati a Casetta Civinini, un ramo d’attività che, per via della breve stagionalità della struttura, non è ancora del tutto decollato, ma che sta lentamente trovando la propria strada: quest’anno sono già stati celebrati tre matrimoni in spiaggia, e altrettanti sono in programma. Storie come quella di una coppia che ha scelto la sabbia dorata di Punta Ala per pronunciare il proprio sì, con il mare come sfondo e il calore del tramonto ad avvolgere tutto, oppure quella di due sposi che ricordano ancora, a distanza di anni, l’arco fiorito davanti al mare e l’illuminazione a cielo stellato allestita per loro, raccontano un potenziale che ha ancora molto da dare.
Per affinare questa nuova vocazione, Elettra si prepara ad affrontare, il prossimo inverno, un corso da wedding planner. Un tassello in più in un percorso di formazione che, dice lei stessa, non si esaurisce mai – e che conferma, ancora una volta, quella voglia di mettersi sempre in discussione che ha accompagnato ogni tappa della sua carriera.
Cosa insegna, davvero, questa storia
Non serve troppa retorica per capire cosa ci sia di prezioso nel racconto di Elettra Fedi. C’è, prima di tutto, la capacità di reinventarsi senza drammi: passare da un’agenzia immobiliare alla gestione diretta di stabilimenti balneari, ristoranti e bar non è un salto banale, ma lei lo racconta come la cosa più naturale del mondo, perché in fondo è sempre rimasta fedele a un’unica bussola, quella della famiglia.
C’è poi qualcosa che nessun corso di management insegna davvero: la credibilità che nasce dall’aver fatto, di persona, ogni singolo mestiere dell’azienda che oggi si guida. Dal bancone del bar alla cucina, dalla sorveglianza in spiaggia alla gestione amministrativa – chi ha attraversato tutto questo parla ai propri collaboratori con un’autorità diversa, più autentica, meno impostata.
E c’è, soprattutto, il modo in cui Elettra racconta la maternità non come una parentesi da recuperare in fretta, ma come una scelta che ha attraversato con la stessa serietà con cui ha affrontato ogni altra decisione professionale della sua vita. Un equilibrio che non è mai scontato, e che lei stessa ammette di aver costruito con fatica, senza mai fingere che sia stato semplice.
Infine, resta il tema delle persone: la consapevolezza, ribadita più volte nel corso della conversazione, che il vero valore di un’azienda non sta negli spazi, per quanto suggestivi, né nei servizi, per quanto curati, ma in chi ogni giorno la fa vivere. Formare, motivare, trattenere i collaboratori resta, secondo Elettra, la sfida più grande – e insieme la responsabilità più importante – di chi guida un’impresa.
Un’oasi da scoprire, tra pineta e mare
Casetta Civinini non è soltanto una spiaggia attrezzata, per quanto tra le più suggestive della costa toscana. È il risultato di una storia familiare fatta di sacrifici, scelte coraggiose e una dedizione che si tramanda di generazione in generazione. È il racconto di una donna che ha saputo tenere insieme il ruolo di imprenditrice e quello di madre, senza rinunciare a nessuno dei due, e che oggi guida, insieme al fratello, un piccolo gruppo di attività che continua a crescere senza mai perdere di vista le proprie radici.
Chi cerca un’esperienza autentica nel cuore della Maremma, tra pineta e mare cristallino, troverà a Punta Ala, nel comune di Castiglione della Pescaia, esattamente questo: un luogo che profuma di resina e salsedine, dove il servizio è curato nei minimi dettagli e dove, dietro ogni sorriso dello staff, c’è una storia di famiglia lunga più di quindici anni. Vale la pena andarci di persona, magari proprio in occasione di un pranzo con vista mare o di una cena al tramonto, per scoprire quanto lavoro, quanta cura e quanto amore si nascondano dietro un pomeriggio di relax in riva al mare.

