Da illustratrice a regina del cake design genovese, fino alle torte monumentali consegnate oltre confine: il racconto di una passione nata tra i banchi del liceo e diventata un mestiere d’eccellenza
A Genova c’è un laboratorio dove le torte non sono soltanto dolci. Sono disegni che si possono mangiare, racconti costruiti a strati, oggetti pensati con la stessa attenzione che un’illustratrice mette in una tavola. Non è un caso. Perché Damiana, trentacinque anni, prima ancora di impastare zucchero ha imparato a disegnare. E quando le chiedi com’è cominciata, parte proprio da lì, dalle mani.
“Da sempre ho le mani in pasta,” dice. E lo intende alla lettera: nella pasta di sale, nella pasta fresca, nel cernit. Diplomata al Liceo artistico, poi illustratrice formata alla Scuola Internazionale di Comics di Torino, Damiana aveva un talento per le immagini e una manualità che chiedeva soltanto di trovare la sua strada. L’ha trovata quasi per caso, tra i banchi di scuola, occupandosi di una cosa che con l’arte sembrava avere poco a che fare: i compleanni della sorellina.
una passione scoperta tra i banchi del liceo
“Mentre studiavo al liceo ho scoperto come personalizzare e rendere unici i compleanni della mia sorellina con la pasta di zucchero,” racconta. È in quel gesto, all’apparenza minimo, che si accende qualcosa. La pasta di zucchero diventa una nuova tela, un materiale da plasmare, colorare, modellare. Per chi ha studiato illustrazione, è quasi naturale: cambia il supporto, non la sostanza. “Ho scoperto questa nuova passione, e non l’ho più mollata.”
Non l’ha mollata davvero. Damiana non si è accontentata di fare da autodidatta. Ha cercato i migliori, ha voluto imparare da chi sapeva davvero. “Ho partecipato ad alcuni corsi tenuti da alcune delle maestre più brave del cake design italiano, come Molly e Michela Pascariello.” È un dettaglio che dice molto del suo carattere. Chi nasce con il talento spesso si fida solo di quello. Lei no: ha messo il proprio talento a confronto con i maestri, lo ha affinato, lo ha messo alla prova. Quella fame di imparare, come vedremo, non l’ha mai abbandonata.
Il sogno prende forma concreta nel 2014. “Sono riuscita finalmente ad aprire il mio laboratorio,” ricorda. Quel “finalmente” pesa, racchiude anni di attesa e di preparazione. Ma quello che succede subito dopo nessuno avrebbe potuto programmarlo.
un battesimo di fuoco, tra la memoria e la storia
C’è un episodio, agli esordi, che Damiana racconta con un misto di stupore e di orgoglio. Era passato meno di un mese dall’apertura. Il laboratorio era nuovo di zecca, la titolare alle primissime armi come imprenditrice. E arriva una richiesta che avrebbe messo in difficoltà chiunque, figurarsi una pasticcera appena partita.
“Nemmeno un mese dopo l’apertura mi viene richiesta una torta per un’importante manifestazione scolastica e di quartiere,” racconta. L’occasione non era una festa qualunque. La scuola materna accanto al suo laboratorio stava cambiando nome, per dedicarsi a Emanuela Loi, la giovane agente di polizia che perse la vita nella strage di via D’Amelio, nella scorta del giudice Paolo Borsellino. Un nome che è una ferita aperta nella memoria civile italiana, un omaggio carico di significato.
E alla manifestazione, a rendere tutto ancora più impegnativo, c’era una presenza istituzionale di primo piano: l’allora Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Si immagini la scena. Un laboratorio aperto da poche settimane, una giovane pasticcera, e una torta che doveva onorare la memoria di una servitrice dello Stato davanti alle autorità. Un battesimo di fuoco che molti avrebbero vissuto come una pressione insostenibile, e che invece Damiana ha trasformato nel primo, importante riconoscimento del suo valore. Era solo l’inizio.
radici a Genova: un mestiere che non dimentica il quartiere
C’è un aspetto della storia di Damiana che la distingue da tante storie di successo imprenditoriale, ed è il rapporto con il luogo. Damiana non ha aperto il suo laboratorio in un posto qualunque, scelto per ragioni di mercato o di visibilità. L’ha aperto nel quartiere in cui è nata e cresciuta. E a quel quartiere ha deciso di restituire qualcosa.
“Da quando ho aperto il laboratorio mi impegno con costanza per migliorare il quartiere di cui faccio parte e in cui sono nata e cresciuta,” spiega. Non sono parole di circostanza. Da anni Damiana organizza il Carnevale di quartiere e la tradizionale Caccia al tesoro di Halloween, due appuntamenti che radunano famiglie, bambini, vicini, e che tengono viva quella trama di relazioni che fa di un insieme di strade una comunità.
È una forma di leadership che raramente finisce sui manuali, ma che vale quanto le altre. Damiana ha capito che un’attività non vive sospesa nel vuoto: vive dentro un tessuto sociale, ne riceve linfa e gli deve qualcosa in cambio. La sua pasticceria non è soltanto un luogo dove si comprano torte. È un presidio, un punto di riferimento, un motore di iniziative che animano il quartiere. E questa radicalità nel territorio, questo sentirsi parte di qualcosa di più grande, è una delle ragioni per cui il legame con la sua clientela è così solido.
quando il laboratorio diventa una firma: la zia, i social e la crescita
Accanto a Damiana, in questa avventura, c’è una figura fondamentale: la zia Antonella. Insieme, racconta Damiana, hanno aperto il laboratorio “quasi per gioco”, un posto dove all’inizio prendevano forma le torte per gli amici e i parenti, dove “venivano realizzati i sogni dei più piccoli”. Ma il gioco, come spesso accade quando c’è del talento vero, è diventato presto qualcosa di molto serio.
La crescita è stata rapida, quasi sorprendente per le stesse protagoniste. “In pochissimo tempo, cavalcando l’onda dei social e delle torte di tendenza, ci siamo ritrovate a essere la proposta di dolce di catering rinomatissimi in tutta la Liguria,” racconta. Qui c’è una lezione che vale la pena sottolineare. Damiana e Antonella non hanno subìto i social network: li hanno cavalcati, con la consapevolezza di chi capisce che una torta, oggi, è anche un fatto visivo, qualcosa da guardare e condividere prima ancora che da gustare. Per un’illustratrice, abituata a pensare per immagini, era un terreno congeniale.
Da lì, il salto di scala. Le torte monumentali firmate dal laboratorio hanno cominciato a viaggiare, varcando i confini regionali e perfino nazionali. “Consegnavamo torte monumentali in Costa Azzurra, sotto progetti di Wedding Planner che sembravano impossibili,” ricorda. E qui arriva la frase che, più di ogni altra, racconta la loro filosofia: “Alle quali non abbiamo mai detto no, forse con un po’ di incoscienza, ma ci ha portato a raggiungere un alto livello che neanche noi, in così poco tempo, pensavamo di arrivare.”
Quell’incoscienza, a guardarla bene, non è leggerezza. È il coraggio di accettare le sfide prima ancora di sapere con certezza come vincerle. È la scommessa continua su sé stesse, ripetuta a ogni progetto difficile, a ogni richiesta apparentemente impossibile. Ed è una scommessa che, vinta dopo vinta, ha costruito una reputazione.
l’ascolto come metodo, il dettaglio come ossessione
Chiedo a Damiana cosa ha fatto davvero la differenza, in un settore affollato di concorrenti. La risposta non parla di forni speciali o di ricette segrete. Parla di persone. “Io e mia zia ci siamo rese conto di avere una capacità di ascolto del cliente, di ricerca del dettaglio, che non si ferma al preventivo.”
È una distinzione che rivela una notevole maturità imprenditoriale. Per molti il rapporto con il cliente si esaurisce nella trattativa sul prezzo. Per Damiana e Antonella il preventivo è soltanto il punto di partenza. Il vero lavoro comincia dopo: nel capire cosa il cliente desidera davvero, spesso al di là di quello che riesce a dire a parole, e nel tradurre quel desiderio in qualcosa di concreto e memorabile. Quando si tratta di un matrimonio, raccontano, partono da un dettaglio della partecipazione, da un colore, dalla scelta dell’allestimento floreale, e da lì costruiscono insieme agli sposi una torta che li racconti e che sappia stupire gli ospiti.
Questa attenzione arriva fino a un livello che pochi raggiungono. “Personalizziamo davvero tutto: dal gusto alla palette di colori, agli ingredienti utilizzati,” spiega Damiana. E aggiunge un dettaglio che dice molto della loro sensibilità: “Riusciamo a trovare buone alternative alle varie esigenze alimentari.” In un’epoca in cui intolleranze e scelte alimentari specifiche sono sempre più diffuse, la capacità di non lasciare indietro nessuno, di far sì che ogni invitato possa godersi la propria fetta senza rinunce, è un valore che i clienti riconoscono.
Dietro c’è una dedizione che sfiora il sacrificio. “Studiamo continuamente nuove tecniche, a costo di non dormire di notte, e utilizziamo ingredienti di alta qualità,” racconta. Le notti passate a perfezionare una decorazione, a immaginare una soluzione, non sono presentate come un peso ma come parte naturale di un mestiere fatto con amore. E quando si parla di farciture, la varietà è quasi infinita: c’è chi non rinuncia a crema e cioccolato, chi adora la frutta fresca, chi vuole osare con gusti particolari. “Prepariamo tantissime farciture diverse, sempre con ingredienti freschi e genuini, per incontrare tutti i gusti, anche i più difficili.” Le torte vengono normalmente ricoperte con pasta di zucchero preparata artigianalmente, ma per chi preferisce qualcosa di diverso senza tornare al tradizionale, la proposta è la naked cake.
il Covid, la paura e la reinvenzione che le ha salvate
Ogni storia d’impresa autentica ha il suo momento di crisi, il punto in cui tutto rischia di crollare e in cui si misura la tempra vera di chi la guida. Per Basta un poco di zucchero, quel momento ha un nome preciso: la pandemia.
“Poco prima del Covid eravamo entrate nel mondo dei grossi eventi, e abbiamo avuto paura di non poter più lavorare in quel mondo,” ricorda Damiana. Il timore era concreto. Un laboratorio che aveva costruito la propria identità sui grandi eventi, sui matrimoni, sulle torte monumentali, si trovava all’improvviso davanti a un mondo che si fermava. Niente più ricevimenti, niente più feste, niente più tagli della torta.
Di fronte a quella prospettiva, molti avrebbero atteso che la tempesta passasse. Damiana e Antonella hanno scelto un’altra strada. “Laboratorio chiuso, ci siamo messe a studiare torte e pasticceria moderna,” racconta. Non un’attesa passiva, ma una reinvenzione. Hanno approfondito un settore nuovo per loro, quello delle torte stratificate molto elaborate ma di dimensioni ridotte, e hanno lanciato una proposta inedita: “Ogni settimana una torta diversa, da consegnare a domicilio.”
Il risultato ha superato la semplice sopravvivenza. “Questo ci ha salvate, e ci ha dato modo di studiare tecniche che, se avessimo continuato a quei ritmi, non saremmo mai riuscite a fare.” Ecco il rovesciamento perfetto di una crisi in opportunità. Il tempo sottratto ai grandi eventi è diventato tempo per la formazione e la sperimentazione, per affinare competenze che ai ritmi di prima sarebbero rimaste irraggiungibili. La pandemia, che per tanti ha significato un arretramento, per loro si è trasformata in un balzo di qualità. Sono uscite dalla crisi più forti e più preparate di prima.
scegliere la qualità: meno quantità, più cura
Una delle decisioni più rivelatrici del loro carattere imprenditoriale riguarda ciò che hanno scelto di non fare. Dopo aver assaporato la crescita rapida e i grandi numeri, avrebbero potuto continuare a inseguire il volume, ad accumulare commesse. Hanno scelto il contrario.
“Adesso lavoriamo sempre su eventi su misura, e creiamo anche tutta la parte di allestimento,” spiega Damiana. Il laboratorio non si limita più a produrre dolci: cura l’intera esperienza visiva dell’evento. E per farlo bene ha accettato un compromesso consapevole. “Abbiamo rinunciato un pochino alla quantità per poterci dedicare al meglio alla cura di questi progetti.”
È una scelta che richiede coraggio, perché va controcorrente rispetto alla logica della crescita a ogni costo. Ma è la scelta di chi ha capito che il proprio valore non sta nei numeri, bensì nella qualità di ciò che consegna. Eppure, anche con questa filosofia, i numeri restano impressionanti. “Da giugno a ottobre manteniamo una media di quattro matrimoni alla settimana, consegnati anche fuori regione.” Quattro matrimoni a settimana, nei mesi di punta, con consegne che raggiungono la Liguria e il basso Piemonte, e che in passato sono arrivate fin oltre il confine francese.
In questo lavoro su misura rientrano anche le sweet table, i tavoli dei dolci diventati il punto focale delle feste a tema: una torta che troneggia al centro, mai una semplice torta circondata da vassoi, e tutt’intorno biscotti, cupcake, cake pop, marshmallow e confetti decorati, presentati su alzate e coppe nella stessa tavolozza di colori delle decorazioni, ghirlande e festoni realizzati artigianalmente. Tutto coordinato, tutto pensato, niente lasciato al caso.
quattro mani, e una sfida che si chiama tempo
Se c’è un limite con cui Damiana fa i conti ogni giorno, non è la mancanza di idee né di energie. È il tempo. “La sfida più grossa è contro il tempo: abbiamo energie e idee, ma a volte mancano le ore per poter soddisfare tutte le richieste.”
È un “problema” che molte imprese vorrebbero avere: troppa domanda, troppa fiducia da parte dei clienti, più progetti di quanti se ne possano materialmente realizzare. Eppure dietro questa frase si intravede la fatica reale di una struttura volutamente piccola che produce risultati da grande azienda. “Non ci spaventano i grossi numeri e i progetti ambiziosi, anche se le mani sono quattro e siamo in un piccolo laboratorio,” dice con orgoglio.
Quattro mani. È forse il dettaglio più sorprendente di tutta la storia. Le torte monumentali consegnate oltre confine, i progetti dei wedding planner internazionali, i quattro matrimoni settimanali nei mesi di punta: tutto questo nasce dal lavoro di due persone in uno spazio raccolto. La sproporzione tra le dimensioni della struttura e la portata dei risultati è la testimonianza migliore del talento e della dedizione che ci stanno dietro.
quando l’eccellenza parla la lingua del mondo
Un capitolo a parte merita la clientela internazionale, diventata una componente centrale dell’attività. La Liguria, con le sue coste e la sua luce, è da tempo una meta ambita per i matrimoni di coppie straniere. E in questo scenario Basta un poco di zucchero ha trovato il proprio terreno ideale.
“Lavoriamo moltissimo con gli stranieri che decidono di sposarsi in Liguria, e che ci lasciano carta bianca ed estrema creatività,” racconta Damiana. È un rapporto di fiducia totale. La carta bianca non è solo un’opportunità creativa: è una responsabilità enorme. Significa che la coppia affida il dolce del giorno più importante della propria vita a una visione che non controlla nei dettagli, fidandosi del gusto e della sensibilità del laboratorio. Una fiducia che si conquista soltanto con una reputazione costruita progetto dopo progetto, e che Damiana e Antonella ripagano con la libertà di esprimere il loro talento al massimo grado. Non a caso diverse wedding planner le hanno scelte proprio per la creatività e la professionalità, affidando loro il momento più atteso del ricevimento.
una lezione di leadership a quattro mani
La storia di Damiana, al di là del suo fascino, offre spunti preziosi a chiunque guidi un’attività, in qualsiasi settore. C’è la capacità di trasformare una crisi in un trampolino, come hanno fatto durante la pandemia. C’è il coraggio di accettare le sfide prima di sapere come vincerle. C’è la scelta consapevole della qualità sulla quantità, la disciplina di rinunciare al volume per proteggere l’eccellenza. C’è la fame di imparare sempre, di cercare i maestri migliori invece di accontentarsi del proprio talento. E c’è il legame con il territorio, il senso di appartenenza a un quartiere a cui restituire qualcosa.
C’è, soprattutto, l’ascolto. Quella capacità di mettere il cliente al centro, di andare oltre il preventivo, di personalizzare ogni dettaglio fino a far sentire ciascuno unico. È una leadership che non si impone con la forza dei numeri, ma si afferma con la cura e con la fedeltà a uno standard altissimo. Da quel banco di liceo dove disegnava torte per la sorellina, Damiana è arrivata lontano. E lo ha fatto restando fedele a sé stessa: una creativa con le mani in pasta, capace di trasformare ogni torta in un piccolo racconto.
scoprite il mondo di Basta un poco di zucchero
Se state organizzando un matrimonio, un battesimo, una comunione, un compleanno o qualsiasi evento speciale, Damiana e Antonella sapranno trasformare la vostra idea in qualcosa di indimenticabile. Perché, come dimostra la loro storia, non c’è festa veramente memorabile senza una torta straordinaria.
Lasciatevi ispirare dalle loro creazioni, dalle torte monumentali alle naked cake, dalle sweet table coordinate fino alle personalizzazioni più ardite. E quando avrete in mente il vostro sogno, contattatele: ogni grande creazione comincia da una semplice conversazione, da un dettaglio, da un colore. Andate a scoprire il loro mondo e affidate a Basta un poco di zucchero il momento più dolce del vostro giorno speciale.

