È una di quelle mattine di fine estate al Lago di Garda quando la luce dorata si riflette sulle acque calme e la brezza porta con sé profumi di basilico e limoni. Seduti nella veranda liberty de La Fenice, con vista diretta sulla penisola di Sirmione, è difficile immaginare che tutto questo sia iniziato come un semplice “chiosco per i clienti dell’hotel”. Eppure, quindici anni fa, era esattamente questa l’idea di Igino e Monica Dal Cero: offrire un servizio di ristoro agli ospiti del loro Hotel Lugana Parco al Lago.
Oggi, mentre Maria Chiara Dal Cero mi racconta la storia della loro Caffetteria Pasticceria Bistrot, è evidente che quel piccolo progetto si è trasformato in qualcosa di molto più ambizioso. “Papà e mamma sono sempre stati appassionati e collezionisti di stile Liberty,” mi spiega con un sorriso, indicando gli arredi curati che caratterizzano ogni angolo del locale. “Quando hanno deciso di ampliare l’idea iniziale, hanno voluto creare qualcosa di unico, che riflettesse questa loro passione.”
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un locale che dal 2010 è diventato una tappa obbligata per chi visita il Garda, ma che nel 2023 ha vissuto una seconda nascita con l’introduzione del concept bistrot. Una rivoluzione dolce ma decisa, che ha portato sulle tavole una cucina prevalentemente vegetariana – il 70% del menu – affiancata da proposte di pesce (20%) and carne (10%), tutte rigorosamente a chilometro zero.
Dal vino alla tavola: l’ecosistema Dal Cero
Per capire davvero cosa rappresenti La Fenice bisogna fare un passo indietro e conoscere la famiglia Dal Cero. Sono i proprietari di Ca’ dei Frati, storica azienda vinicola che dal 1969 ha partecipato alla nascita della DOC del Lugana. Una realtà che affonda le radici nel 1782, come attesta un documento che parla “di una casa con cantina sita in Lugana nel tener di Sermion detta il luogo dei Frati”.
“È stato mio nonno Felice, nel 1939, a trasferirsi qui da Montecchia di Crosara, nel veronese, intuendo subito l’alta vocazione vitivinicola della zona,” racconta Maria Chiara mentre sorseggiamo un calice del loro Lugana. La storia continua con Pietro Dal Cero che nel 1969 inizia a imbottigliare la prima etichetta di Lugana Casa dei Frati. Oggi l’azienda è nelle mani di Santa Rosa e dei figli Igino, Gian Franco ed Anna Maria.
È in questo contesto che nasce La Fenice. Non un’attività isolata, ma parte di un progetto familiare più ampio che comprende l’hotel, la trattoria e la cantina. “Mi occupo di comunicazione e marketing per tutte le nostre strutture,” spiega Maria Chiara, che dopo la laurea in lettere classiche e la magistrale in storia dell’arte, ha conseguito il diploma di sommelier AIS e due master: uno in filosofia del cibo e del vino al San Raffaele di Milano, l’altro in comunicazione d’impresa a Firenze.
La rivoluzione verde dello chef Nizzola
Il vero punto di svolta arriva nel febbraio 2024 con l’ingresso dello chef Edoardo Nizzola. “Cercavamo qualcuno che condividesse la nostra visione di sostenibilità,” racconta Maria Chiara. “Edoardo ha portato un approccio completamente nuovo alla cucina vegetale, dove il colore guida l’ispirazione di ogni piatto.”
Non è stata una scelta casuale. Nizzola, che vanta esperienze significative nel panorama della cucina vegetariana di alto livello, ha trovato ne La Fenice il posto ideale per esprimere la sua filosofia culinaria. “Il nostro menu cambia settimanalmente, sia a pranzo che a cena,” mi spiega Maria Chiara mentre sfogliamo il menu del giorno. “Seguiamo la stagionalità dei prodotti, valorizzando i frutti della terra del territorio tra Brescia, Verona e il Monte Baldo.”
Il risultato è una proposta che sorprende anche i più scettici verso la cucina vegetariana. I piatti nascono dalla creatività dello chef ma si radicano nella tradizione del territorio. Come il risotto Aquerello invecchiato con sedano rapa e oro di Pozzolengo, o il carpione di coregone del lago su insalatina di finocchio e arance Tarocco. Creazioni che dimostrano come la cucina vegetale possa essere tutt’altro che rinuncia.
L’arte della pasticceria: quattro maestri per una tradizione
Ma La Fenice non dimentica le proprie radici dolciarie. “Abbiamo quattro maestri pasticceri che lavorano quotidianamente per garantire l’eccellenza dei nostri prodotti,” sottolinea Maria Chiara con evidente orgoglio. Dal laboratorio escono croissant, gelato, macarons e piccola pasticceria, ma anche specialità della casa come le famose Veneziane, disponibili in diverse varianti: albicocche, mirtilli rossi e neri, tre cioccolati.
È affascinante osservare il lavoro dei pasticceri attraverso le vetrate del laboratorio. C’è qualcosa di ipnotico nel movimento preciso delle mani che modellano l’impasto, nella cura dei dettagli, nella ricerca della perfezione in ogni singolo dolce. “Produciamo tutto in casa,” mi racconta Maria Chiara, “dal torrone ai cioccolatini, dalle tavolette di cioccolato alle torte su ordinazione.”
La qualità si percepisce immediatamente. La brioche della colazione ha quella fragranza che solo l’artigianalità sa dare, il gelato ha consistenze e sapori che raccontano di materie prime selezionate, i macarons hanno quella delicata croccantezza esterna che nasconde un cuore morbido e saporito.
Una giornata tipo alla Fenice
Ogni momento della giornata ha la sua magia alla Fenice. La mattina inizia con l’aroma del caffè che si mescola al profumo delle brioche fresche. “Offriamo tutto quello che può rendere speciale l’inizio di una giornata,” spiega Maria Chiara. “Dai croissant tradizionali a quelli innovativi, dai risini agli yogurt con frutta fresca, fino alle colazioni salate per chi preferisce iniziare diversamente.”
Il brunch è il momento della socialità, quando i tavolini della veranda si animano di conversazioni e risate. La vista sul lago fa il resto, creando quell’atmosfera rilassata che invita a soffermarsi. “È il momento perfetto per chiacchierare con gli amici o semplicemente per godersi la vista,” conferma Maria Chiara.
Il pranzo porta in scena la creatività dello chef Nizzola. Menu che cambiano settimanalmente, proposte che spaziano dalla tradizione italiana con declinazioni fusion a piatti decisamente fuori dall’ordinario. “Abbiamo una sezione più tradizionale con gnocchi di patate di montagna, club sandwich vegetariani, risotti e paste, e una parte più elaborata con creazioni davvero innovative.”
Ma è la sera che La Fenice rivela tutta la sua personalità. L’aperitivo trasforma la terrazza in un palcoscenico dove cocktail colorati e vini di Ca’ dei Frati si accompagnano a stuzzichini gourmet sempre diversi. “Ogni sera proponiamo cicchetti artigianali diversi, ma sempre di livello,” precisa Maria Chiara.
La cena completa l’esperienza con un’atmosfera intima e raffinata. “Il menu serale è pensato per stupire,” racconta Maria Chiara. “Ogni piatto è un equilibrio di sapori e presentazione, abbinato ai nostri vini per esaltare ogni boccone.”
L’innovazione come filosofia di vita
“Credo fermamente che ci sia bisogno di continuo cambiamento ed evoluzione,” mi confida Maria Chiara quando le chiedo del segreto del loro successo. “Il viaggio mi dà la spinta creativa per vedere le cose da un altro punto di vista, per portare sempre novità, mettendo in discussione tutto ciò che appartiene al passato.”
È una filosofia che si riflette in ogni aspetto dell’attività. Dal menu che cambia settimanalmente alla continua ricerca di nuovi produttori locali, dalla formazione costante del personale all’attenzione verso le nuove tendenze del settore. “Dobbiamo sempre avere l’orecchio teso verso le richieste del mercato,” aggiunge.
Questa apertura al cambiamento non significa però rinnegare le proprie radici. “Lo stile Liberty del locale, l’artigianalità della pasticceria, il legame con il territorio sono i nostri pilastri,” chiarisce Maria Chiara. “L’innovazione deve poggiare su basi solide.”
La scelta della sostenibilità
La decisione di orientare la cucina verso una proposta prevalentemente vegetariana non è stata dettata solo dalle mode del momento. “È una scelta che riflette la nostra filosofia sostenibile,” spiega Maria Chiara. “Vogliamo offrire un’alimentazione equilibrata, consapevole e rispettosa dell’ambiente.”
L’utilizzo di prodotti a chilometro zero ha un doppio valore: garantisce freschezza e qualità, ma rappresenta anche un impegno concreto verso la sostenibilità e il supporto all’economia locale. “Lavoriamo con produttori selezionati tra Brescia, Verona e il Monte Baldo,” racconta. “È un network di relazioni costruito nel tempo, basato sulla fiducia reciproca e sulla condivisione di valori.”
Anche la gestione degli sprechi segue criteri di sostenibilità. “Il fatto che il menu cambi settimanalmente ci permette di adattarci alla disponibilità stagionale dei prodotti e di ridurre al minimo gli sprechi,” aggiunge Maria Chiara.
L’importanza del servizio
In un settore dove spesso si punta solo sulla spettacolarizzazione, La Fenice ha scelto di investire sul servizio autentico. “Il nostro staff è formato per guidare il cliente nella scelta del menu e degli abbinamenti,” spiega Maria Chiara. “Non vendiamo solo cibo, ma esperienze.”
È evidente l’attenzione nella selezione e formazione del personale. Ogni cameriere conosce i prodotti, sa raccontare la storia dei piatti, è in grado di consigliare l’abbinamento giusto con i vini di Ca’ dei Frati. “Serviamo al tavolo con la massima cura,” aggiunge Maria Chiara. “È questa attenzione ai dettagli che fa la differenza.”
Il servizio si estende oltre il locale. “Organizziamo wine experience che comprendono la visita in cantina con degustazione e il pranzo o la cena qui da noi,” racconta. “È un modo per far vivere ai nostri ospiti l’intera esperienza del territorio.”
Le sfide del turismo lacustre
Operare in una zona turistica come il Lago di Garda presenta sfide specifiche. “Dobbiamo riuscire a soddisfare sia i turisti che cercano un’esperienza autentica, sia la clientela locale che ha aspettative diverse,” spiega Maria Chiara. La strategia vincente è stata quella di creare un’offerta modulare, capace di adattarsi a diverse esigenze e budget.
“Dalla colazione veloce alla cena gourmet, dalla merenda dolce all’aperitivo serale,” elenca Maria Chiara. “Ogni momento della giornata ha la sua proposta, ogni cliente può trovare quello che cerca.”
La posizione privilegiata aiuta. “Siamo a quattro chilometri dal centro storico di Sirmione, abbastanza vicini per essere facilmente raggiungibili ma sufficientemente distanti dal caos,” precisa. “E poi c’è il pontile privato per chi arriva in barca, il parcheggio ampio, la possibilità di soggiornare nel nostro hotel.”
Il valore dell’integrazione
Uno degli aspetti più interessanti del modello Fenice è l’integrazione con le altre attività della famiglia. “Non siamo solo un ristorante,” sottolinea Maria Chiara. “Siamo parte di un ecosistema che comprende la cantina, l’hotel, la trattoria. Ogni attività si alimenta e supporta le altre.”
Questa sinergia crea valore aggiunto per il cliente e ottimizzazione delle risorse per l’azienda. “Chi soggiorna nel nostro hotel può fare colazione qui, visitare la cantina, cenare nella trattoria,” spiega. “Chi viene per il wine tour può poi fermarsi per l’aperitivo o per pranzo. È un circolo virtuoso.”
L’integrazione si riflette anche nella comunicazione. “Avendo studiato comunicazione d’impresa, curo personalmente tutti gli aspetti promozionali delle nostre attività,” racconta Maria Chiara. “Dal sito web ai social, dagli eventi alle partnership. È fondamentale avere una strategia coordinata.”
La formazione continua
“Sono operatore enoturistico per la regione Lombardia e accompagnatrice turistica diplomata,” mi racconta Maria Chiara quando le chiedo della sua preparazione. “Studio costantemente inglese e tedesco per migliorare le esperienze che offriamo agli ospiti internazionali.”
È evidente la passione per la formazione continua. “In questo settore non si finisce mai di imparare,” aggiunge. “Ogni viaggio, ogni corso, ogni esperienza può portare spunti per migliorare quello che facciamo.”
Anche il team è coinvolto in questo processo di crescita continua. “Investiamo nella formazione del personale,” spiega. “Dai corsi sui vini agli aggiornamenti sulle tecniche di servizio, dalla conoscenza dei prodotti alla gestione delle lingue straniere.”
Un futuro radioso
Mentre la conversazione volge al termine e il sole inizia a calare sul lago, Maria Chiara guarda al futuro con ottimismo. “Abbiamo ancora tanti progetti,” confida. “Vogliamo consolidare la proposta bistrot, sviluppare ulteriormente l’aspetto esperienziale, magari organizzare corsi di cucina vegetariana.”
Le sfide non mancano. “Il mercato è sempre più competitivo, i costi aumentano, le aspettative dei clienti crescono,” ammette. “Ma abbiamo dimostrato di saper evolvere mantenendo i nostri valori.”
Il segreto, forse, sta proprio in questo equilibrio tra innovazione e tradizione, tra rispetto del passato e apertura al futuro. “Mio padre e mia madre hanno creato qualcosa di bello,” riflette Maria Chiara. “Il nostro compito è far sì che continui a crescere rimanendo fedele ai valori che l’hanno generato.”
Un invito al gusto autentico
Mentre lascio La Fenice, il profumo dei fiori del parco si mescola a quello dei dolci del laboratorio. È sera, le luci si accendono sulla veranda e i primi clienti dell’aperitivo iniziano ad arrivare. C’è qualcosa di magico in questo posto dove il tempo sembra scorrere più lentamente, dove ogni dettaglio è curato, dove l’ospitalità non è una tecnica ma un modo di essere.
La storia della famiglia Dal Cero e de La Fenice è la storia di un’Italia che sa innovare senza perdere la propria identità, che sa guardare al futuro rimanendo radicata nel proprio territorio. È un esempio di come l’imprenditoria familiare possa essere sinonimo di eccellenza, di come la passione possa trasformarsi in un progetto di successo.
In un mondo sempre più standardizzato, La Fenice rappresenta una boccata d’aria fresca. Un luogo dove la qualità non è un optional ma una scelta di vita, dove la sostenibilità non è una moda ma una filosofia, dove l’innovazione non cancella la tradizione ma la rinnova.
La Fenice vi aspetta in Via Verona 69/71 a Lugana di Sirmione, con la sua veranda vista lago, i suoi quattro maestri pasticceri, la cucina innovativa dello chef Edoardo Nizzola e l’accoglienza calorosa della famiglia Dal Cero. Per informazioni sui menu, prenotazioni e wine experience, consultate il sito www.caffetteriapasticcerialafenice.it o scrivete direttamente a Maria Chiara all’indirizzo mariachiara@cadeifrati.it. Un’esperienza che unisce la bellezza del Garda all’eccellenza della gastronomia vegetariana innovativa, in un ambiente che racconta la storia di una famiglia, di una tradizione e di un territorio unico.

