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Un casale, una visione, una storia: Il Segreto di Pietrafitta

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Paolo Vellani
Paolo Vellani
Coach e formatore specializzato in strategie di leadership e crescita aziendale

Il Segreto di Pietrafitta: il posto dove si torna

Dieci anni fa era un casale abbandonato che non era ancora nemmeno sul mercato. Oggi Il Segreto di Pietrafitta accoglie viaggiatori da tutto il mondo e oltre il 60% delle sue prenotazioni arriva da chi c’è già stato. La storia di Diego e Pedro e di un’idea di ospitalità costruita sulle persone, prima ancora che sulle camere.

Nel novembre del 2014 pioveva. Diego cercava da mesi un casale in Toscana quando una signora della zona gli propose di accompagnarlo a vederne uno sulle colline di San Gimignano. Non era in vendita, almeno non ancora.

Le condizioni dell’edificio erano pessime. La posizione era imbattibile.

Dalla proprietà, immersa nella campagna, San Gimignano appariva dall’altra parte della valle con tutte le sue torri. Diego non si soffermò troppo su quello che aveva davanti: nella sua testa vedeva già quello che sarebbe potuto diventare.

Prese il telefono e scrisse a Pedro, socio nel lavoro e compagno nella vita: «L’ho trovato».

Il progetto che sembrava troppo complicato

Pedro era entusiasta. Conosceva Diego e sapeva quanto fosse capace di immaginare un luogo prima ancora che esistesse. Gli altri furono più prudenti: il progetto sembrava troppo complesso. Negli anni successivi, racconta Diego, molti avrebbero cambiato idea.

Il sogno era il suo. Veterinario specializzato in Sicurezza alimentare, Diego voleva creare un’azienda agricola ed entrare nel mondo dell’ospitalità, mettendo insieme due cose che aveva sempre amato: la natura e il rapporto con le persone. Non considera ciò che è venuto dopo una rinuncia alla propria formazione. Ancora oggi segue direttamente gli aspetti dell’attività legati alla sua specializzazione, inserendoli in un progetto professionale più ampio.

Pedro, all’epoca ricercatore nel settore farmaceutico, doveva inizialmente soltanto dargli una mano. Compagni nella vita, non avevano pianificato di diventare anche una coppia professionale. Pedro parlava fluentemente inglese e avrebbe aiutato con la reception durante la fase iniziale. Poi scoprì che stare a contatto con gli ospiti gli piaceva. Quello che doveva essere un aiuto temporaneo diventò parte della sua vita.

Un restauro fatto un pezzetto alla volta

Intanto il vecchio casale cominciava a cambiare. Il restauro fu conservativo e procedette gradualmente, recuperando il carattere della costruzione originale. Cotto antico, travi in legno, pietra, mobili e oggetti trovati nel tempo, lavorazioni affidate ad artigiani locali. Molte delle scelte estetiche portano la firma di Diego, che ancora oggi si occupa personalmente di cercare gli oggetti che popolano la casa, oltre a seguire il giardino, la piscina, la manutenzione e i nuovi progetti.

Pedro è dall’altra parte della macchina: reception, prenotazioni, mail, pagamenti, contabilità. «Ha una mente matematica», dice Diego.

È una differenza che tra loro funziona. Pedro tende a guardare gli aspetti tecnici e organizzativi; Diego osserva soprattutto le persone.

«Capisco quasi all’istante il tipo di viaggiatore che ho davanti. C’è chi arriva perché ha bisogno di rilassarsi, la persona introversa che non vuole essere disturbata, quella che invece viene anche per parlare e magari sfogarsi. Sono caratteri diversi e ognuno deve essere trattato con la stessa dedizione e lo stesso rispetto».

Il numero di cui Diego va più fiero

Oggi il casale che Diego vide sotto la pioggia è Il Segreto di Pietrafitta, una struttura di quindici camere affacciata su San Gimignano. E se la posizione è la prima cosa che colpisce arrivando, il numero di cui Diego parla con maggiore soddisfazione è un altro: almeno il 60% delle prenotazioni arriva da persone che hanno già soggiornato qui.

Molte tornano ogni anno.

Una coppia belga, per esempio, arriva per quindici giorni. Parcheggia la macchina e la riprende soltanto al momento di partire. Non sente il bisogno di riempire le giornate di visite: piscina, qualche libro, il giardino. Per loro questo è diventato il posto dove fermarsi e ricaricarsi.

Una coppia australiana attraversa invece mezzo mondo e rimane circa venti giorni. La mattina parte alla scoperta della Toscana, nel pomeriggio rientra e la sera cena sempre al Segreto. A forza di tornare, i due hanno cominciato a ritrovare persino altri ospiti conosciuti negli anni precedenti. Persone che vivono a migliaia di chilometri di distanza finiscono così per darsi appuntamento, senza averlo programmato, sulla stessa collina toscana.

Due ospiti finlandesi scelgono ogni anno dieci giorni tra maggio e giugno. Sono appassionati di natura e vogliono esserci quando il giardino è nel pieno della fioritura. Osservano piante, insetti, uccelli e farfalle; qualche volta, racconta Diego, si commuovono semplicemente guardandosi intorno.

Sono modi molto diversi di trascorrere una vacanza e probabilmente spiegano meglio di qualsiasi slogan cosa intendano Diego e Pedro quando parlano di ospitalità.

Fin dall’inizio hanno deciso di trattare gli ospiti come avrebbero trattato degli amici a casa propria. Non c’era dietro un programma di fidelizzazione, anche perché nessuno dei due arrivava dal settore alberghiero. Era semplicemente il modo in cui veniva loro naturale fare le cose. Dieci anni dopo, quel 60% di prenotazioni di ritorno è diventato la conseguenza più evidente di quella scelta.

La scelta di non crescere

Anche per questo le camere resteranno quindici.

Diego e Pedro non hanno interesse a trasformare il Segreto in una struttura più grande. Con quindici camere conoscono gli ospiti, li incontrano durante la giornata, capiscono chi desidera compagnia e chi preferisce stare per conto proprio. Il soggiorno minimo è di quattro notti e la struttura accoglie persone dai 14 anni in su: il tempo e la tranquillità fanno parte dell’esperienza tanto quanto il panorama.

A rendere possibile tutto questo c’è uno staff che lavora insieme a loro da anni. La cucina, le camere, la manutenzione e la gestione quotidiana coinvolgono una squadra stabile, alla quale Diego attribuisce una parte fondamentale del successo della struttura. Lo chef responsabile delle cene è con loro da molto tempo, così come tutto il resto del personale. Il rapporto con gli ospiti può essere informale e amichevole; dietro, però, il lavoro è organizzato con grande precisione.

La cena si scopre a colazione

La cucina è diventata nel tempo uno dei momenti attorno ai quali ruota la giornata. La mattina si comincia con la colazione e si scopre anche il menu della sera. Ogni giorno cambia, seguendo la tradizione toscana, con una proposta di tre portate e un’alternativa vegetariana. L’olio extravergine arriva dagli ulivi della proprietà.

Durante la bella stagione colazione e cena vengono servite sulla terrazza panoramica. Quando le temperature si abbassano ci si sposta nel meraviglioso salone interno.

Per chi vuole imparare qualcosa della cucina toscana ci sono anche le lezioni di cucina; per chi preferisce muoversi, le eBike. Negli anni sono arrivati i massaggi e una sauna panoramica privata. Poi c’è la piscina, naturalmente, e ci sono ospiti che dimostrano ogni estate che si può trascorrere qui un’intera vacanza senza avere particolare bisogno di altro.

Del resto, Il Segreto sembra funzionare soprattutto quando si smette di avere fretta.

La mattina può durare un po’ di più davanti al caffè. Il pomeriggio può passare leggendo in piscina. San Gimignano è abbastanza vicina per andarci quando si vuole e abbastanza lontana da poterla guardare senza sentirne il rumore.

Il momento preferito di Diego

Poi arriva il tramonto.

È il momento preferito di Diego. Dalla terrazza il sole scende dietro le torri di San Gimignano. Gli ospiti che sono stati fuori cominciano a rientrare, qualcuno ordina qualcosa da bere, qualcuno prende il telefono per fotografare il panorama e altri rimangono semplicemente a guardare. Capita che qualcuno si commuova.

Diego quella scena la vede da anni, ma non sembra essersi abituato.

È anche la stessa vista che aveva davanti in quella giornata piovosa di novembre del 2014, quando il casale non era ancora sul mercato e tutto il resto esisteva soltanto nella sua immaginazione.

Da allora molte cose sono cambiate. Il rudere è diventato un luogo curato in ogni dettaglio, frequentato da viaggiatori che arrivano dall’Europa, dagli Stati Uniti e dall’Australia. Il progetto che sembrava troppo complicato ha trovato una sua misura precisa: quindici camere, uno staff stabile e un numero sorprendentemente alto di persone che, dopo essere partite, decidono di tornare.

Un rifugio dell’anima

Quando gli si chiede cosa sia diventato per lui Il Segreto di Pietrafitta, Diego non parla della piscina, delle camere o delle torri.

«È un luogo di amici, di amore e di accoglienza per tutti. Un rifugio dell’anima, una carezza in un mondo che a volte corre troppo».

Potrebbe sembrare una definizione sentimentale, se non ci fossero quei belgi che ogni anno parcheggiano l’auto per quindici giorni, gli australiani che attraversano mezzo mondo e i finlandesi che tornano quando rifiorisce il giardino.

Forse, più di ogni altra cosa, Il Segreto di Pietrafitta è diventato esattamente quello che Diego aveva immaginato quel giorno sotto la pioggia: un posto in mezzo alla natura dove incontrare le persone.

E dove, evidentemente, le persone hanno voglia di tornare.

Dove si trova Il Segreto di Pietrafitta

L’agriturismo si trova in Località Cortenanno 56/57, a San Gimignano, in provincia di Siena. Per conoscere le quindici camere, il ristorante panoramico e i servizi della struttura si può consultare il sito www.ilsegretodipietrafitta.com oppure scrivere a info@ilsegretodipietrafitta.com.

A chi decide di andarci conviene un consiglio pratico: arrivare senza fretta, salire in terrazza nel tardo pomeriggio e aspettare che il sole cali dietro le torri. Dura una ventina di minuti, e bastano a capire perché tanti ospiti, una volta partiti, prenotino di nuovo la stessa camera per l’anno successivo.

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