La Passione che Diventa Eccellenza: Alessandro Neglia e il Suo Studio Dentistico a Milano
C’è una poesia appesa alla parete dell’ufficio del dottor Alessandro Neglia, proprio accanto alla sua laurea con lode. L’ha scritta quando aveva undici anni, con rime baciate un po’ ingenue ma profetiche: voleva fare il dentista da grande. Oggi, a cinquant’anni, sorride ripensando a quel bambino che aveva le idee così chiare. “Avevo praticamente deciso il mio futuro prima ancora di capire cosa significasse davvero,” racconta mentre ci accoglie nel suo studio in via Washington, a due passi dal centro di Milano.
Non è la classica storia di chi “è diventato medico per caso”. Alessandro Neglia ha sempre saputo dove andare, anche quando la strada sembrava in salita. E di salite, in venticinque anni di carriera, ne ha affrontate parecchie. Ma oggi, guardando il suo studio che brulica di attività – pazienti che escono sorridenti, collaboratori che si muovono con la sicurezza di chi sa perfettamente cosa fare – viene da pensare che quella poesia di un undicenne aveva visto giusto.
Quando la passione incontra la competenza
“Fare il lavoro che si ama è la più grande fortuna che si possa avere,” dice Neglia, e non sembra una frase fatta. Lo dice con quella convinzione che hanno solo le persone che hanno attraversato abbastanza difficoltà da apprezzare quando le cose vanno bene. E le cose, oggi, vanno molto bene.
La laurea con 110 e lode all’Università Statale di Milano nel 2000 è stato solo l’inizio. “Sono sempre stato ambizioso, ma anche cosciente dei miei limiti. Non ho mai voluto fare il passo più lungo della gamba,” spiega. Una saggezza che si è costruita collaborando con oltre venti studi dentistici tra Milano e provincia, assorbendo esperienze, tecniche, approcci diversi. Come un musicista jazz che impara a improvvisare dopo aver studiato tutti i grandi maestri.
Per dieci anni ha fatto il volontario alla clinica odontoiatrica dell’ospedale San Paolo. “Non era solo beneficenza,” precisa. “Era la mia palestra. Lì ho visto di tutto, ho imparato a gestire casi complessi, situazioni d’emergenza. Quando lavori con persone che spesso non possono permettersi cure private, devi essere bravo davvero. Non puoi nasconderti dietro attrezzature costose o procedure lunghe.”
L’arte di costruire una squadra
Oggi il suo studio assomiglia più a una piccola clinica specialistica che a un tradizionale ambulatorio dentistico. “Siamo una squadra di calcio,” ride, “quattro odontoiatri, due igieniste, un’ortodontista, un chirurgo maxillo-facciale, due assistenti e una segretaria. Ognuno ha il suo ruolo, ma tutti remano nella stessa direzione.”
Il dottor Riccardo Mortella si occupa di protesi, il dottor Eduardo Bondesan di endodonzia e protesi, Pierluigi Picone è l’esperto di protesi e posturologia, Ilenia Lombardo è la loro ortodontista certificata Invisalign. E poi c’è Alessandro Agazzi, chirurgo maxillo-facciale che interviene nei casi più complessi. “Non è stato facile mettere insieme questo team,” ammette Neglia. “Trovare professionisti bravi è una cosa, trovare persone che condividano la tua visione del lavoro è un’altra.”
La sua visione è semplice da dire, difficile da realizzare: eccellenza tecnica senza perdere il lato umano. “Il dentista è probabilmente il medico meno amato al mondo,” sorride. “La gente viene da noi perché deve, non perché vuole. Il nostro compito è cambiare questa percezione, una persona alla volta.”
La tecnologia al servizio dell’umano
Entrare nello studio di Neglia è come fare un salto nel futuro dell’odontoiatria. Lo scanner intraorale che ha installato di recente è un piccolo miracolo tecnologico: niente più impronte con quelle paste che facevano venire i conati, tutto digitalizzato in tempo reale. “Guardi,” dice accendendo il monitor da cinquanta pollici, “questo è il sorriso della signora Maria prima del trattamento, e questo è come sarà dopo.” La paziente, una signora sulla sessantina, spalanca gli occhi come una bambina davanti a un trucco di magia.
“La tecnologia è fantastica, ma è solo uno strumento,” riflette Neglia. “Quello che fa la differenza è come la usi. Puoi avere il laser più avanzato del mondo, ma se non sai ascoltare il paziente, se non capisci le sue paure, i suoi bisogni, non servirà a niente.”
Le sue due sale operatorie sono dotate di radiografie digitalizzate a bassa radiazione. “Meno stress per il paziente, meno radiazioni, immagini più precise. Ma soprattutto,” aggiunge con un sorriso malizioso, “meno tempo d’attesa. E la gente questo lo apprezza.”
L’esperienza che non si impara sui libri
A cinquant’anni, Neglia si considera nel momento migliore della sua carriera. “Né troppo giovane né troppo vecchio. Ho l’esperienza che nessun libro può insegnare, ma sono ancora abbastanza curioso da voler imparare cose nuove.” È una posizione privilegiata, quella di chi ha visto abbastanza per saper riconoscere i pattern, ma non così tanto da dare tutto per scontato.
I suoi pazienti più affezionati lo seguono da un quarto di secolo. “Ho gente che è praticamente invecchiata con me,” racconta con affetto. “Li ho visti sposarsi, avere figli, diventare nonni. È bello quando un paziente ti porta il figlio dicendo: ‘Vai dal dottor Alessandro, vedrai che ti trovi bene.'”
Alcuni vengono da fuori regione, altri addirittura dall’estero. “Ho un paziente che vive in Canada e ogni volta che torna in Italia passa da me per un controllo. Mi ha detto: ‘Dottore, qui mi fido, qui so che mi dite la verità.'” È il tipo di riconoscimento che non si compra con la pubblicità, che non si ottiene con le strategie di marketing. Si guadagna, giorno dopo giorno, sorriso dopo sorriso.
L’umiltà di chi sa di non sapere tutto
Quello che colpisce di più in Neglia è la sua capacità di ammettere i propri limiti. “Ancora oggi so che ci sono tantissime cose che sbaglio e che devo imparare. Vado avanti a testa bassa per migliorare come dentista e come persona. In questo settore non si può mai dire di essere arrivati al cento per cento.”
È un’ammissione rara, in un mondo medico spesso caratterizzato da egos ipertrofici. “La medicina non è matematica,” spiega. “Due più due non fa sempre quattro. Ogni paziente è diverso, ogni caso è unico. L’esperienza ti aiuta a ridurre gli errori, ma l’umiltà ti salva quando l’esperienza non basta.”
Questa filosofia permea tutto il suo approccio professionale. “Quando non so qualcosa, lo dico. Quando un caso è troppo complesso per me, mando il paziente da qualcun altro. La gente apprezza l’onestà, anche se all’inizio può sembrare controproducente per il business.”
La passione come medicina per l’anima
“Ho sempre messo il lavoro al primo posto nella mia vita,” confessa Neglia, ma subito precisa: “Non per obbligo, per passione. C’è una grande differenza.” È una distinzione importante, che separa chi lavora per vivere da chi vive per lavorare nel senso più nobile del termine.
“La passione per questo lavoro è il segreto del mio successo,” continua. “Per alcuni potrebbe sembrare una maledizione essere sempre pensare al lavoro, ma per me è stata una salvezza. Nei momenti difficili della vita – e ne ho passati – il lavoro mi ha sempre fatto andare avanti, mi ha distolto dai problemi.”
Non è workaholic nel senso patologico del termine. È piuttosto una persona che ha trovato nel proprio lavoro una fonte di energia e soddisfazione che va oltre il semplice guadagno. “Quando vedi un paziente che riesce di nuovo a sorridere dopo anni di imbarazzo, quando risolvi un caso che sembrava impossibile, capisci perché hai scelto questo mestiere.”
L’accessibilità come responsabilità sociale
Una delle scelte più significative dello studio di Neglia è l’attenzione all’accessibilità economica. Sono convenzionati con praticamente tutti i fondi sanitari aziendali: Fondo Est, Unisalute, Onecare, Fasdac, Quas, Fasi, Faschim. “Spesso i rimborsi sono totali,” spiega. “L’eccellenza delle cure non deve essere un privilegio per pochi.”
È una posizione etica precisa, quella di chi crede che la sanità di qualità debba essere democratica. “Certo, gestire le convenzioni è più complicato, c’è più burocrazia. Ma quando vedo che una famiglia può permettersi un trattamento che altrimenti sarebbe fuori portata, so che ne vale la pena.”
Il database dello studio conta oltre tremila pazienti. “Non è solo un numero,” tiene a precisare Neglia. “Ogni nome in quella lista rappresenta una storia, una fiducia conquistata. È la nostra vera ricchezza.”
Il team che fa la differenza
Camminando per lo studio, si respira un’atmosfera particolare. Non c’è la tensione tipica degli ambulatori medici, né quella freddezza professionale che spesso caratterizza le strutture sanitarie. “Il segreto è che qui ci divertiamo a lavorare,” spiega Claudia, una delle igieniste dentali. “Il dottore ha creato un ambiente dove ognuno può dare il meglio di sé.”
Il team ha anche un aspetto molto speciale e personale: tra le igieniste c’è Giada, la figlia del dottor Neglia, mentre tra le assistenti lavora Viviana, sua moglie. “È bello poter condividere la passione per questo lavoro anche in famiglia,” racconta Neglia con evidente orgoglio. “Giada ha ereditato la dedizione per la cura dei pazienti, e Viviana conosce ogni aspetto dello studio dopo tutti questi anni insieme.”
Valentina, un’altra delle assistenti, aggiunge: “Non è il classico capo che comanda dall’alto. È uno di noi, solo con più responsabilità. Quando c’è un problema, lo risolviamo insieme. Quando c’è un successo, lo festeggiamo insieme.”
Katia, che gestisce la segreteria, ha una teoria: “I pazienti sentono subito se in uno studio si respira aria buona o cattiva. Qui si respira aria buona, e questo fa la differenza quanto la competenza tecnica.”
L’innovazione continua
Negli ultimi tre anni, Neglia si è specializzato in Invisalign, la tecnica di ortodonzia invisibile che sta rivoluzionando il settore. “All’inizio ero scettico,” ammette. “Sembrava troppo bello per essere vero: raddrizzare i denti senza apparecchi visibili. Poi ho provato, ho studiato, ho sperimentato. Oggi è una delle nostre specialità più richieste.”
La formazione continua è un mantra nello studio. “Congressi, corsi, aggiornamenti. Non passi mese senza che qualcuno del team non stia studiando qualcosa di nuovo. L’odontoiatria evolve rapidamente, se non ti aggiorni resti indietro.”
Ma l’innovazione per Neglia non è solo tecnologica. “Abbiamo introdotto anche piccole cose che fanno la differenza: il Corriere della Sera e altre riviste in sala d’attesa, wifi gratuito per i pazienti, acqua minerale sempre disponibile, i cuscini ergonomici sulle poltrone, la musica rilassante. Dettagli che rendono l’esperienza più gradevole.”
Le recensioni che parlano chiaro
Su internet le recensioni dello studio sono unanimi. “Dentista eccezionale, professionista serio ma affabile,” scrive una paziente. “Studio moderno, dottore bravissimo, staff cordiale,” aggiunge un’altra. “Il miglior dentista che abbia mai conosciuto,” conclude una terza.
Neglia legge ogni recensione, anche le poche negative. “Impari di più dalle critiche che dai complimenti,” dice. “Quando qualcuno non è soddisfatto, cerco di capire dove abbiamo sbagliato. Non sempre è colpa nostra, ma spesso c’è qualcosa che possiamo migliorare.”
Il futuro dell’odontoiatria secondo Neglia
Guardando avanti, Neglia vede un futuro sempre più orientato verso la prevenzione e l’estetica. “La gente è più consapevole, più informata. Non viene dal dentista solo quando ha male, ma per mantenere un sorriso bello e sano.”
L’intelligenza artificiale entrerà anche in odontoiatria, prevede. “Ma non sostituirà mai il rapporto umano. Un robot non potrà mai rassicurare un bambino spaventato o capire le ansie di un paziente adulto.”
La sua visione del futuro è ottimista ma realista. “Avremo strumenti sempre più sofisticati, tecniche sempre meno invasive. Ma il cuore del nostro lavoro rimarrà sempre lo stesso: prendersi cura delle persone.”
Una lezione di leadership autentica
La storia di Alessandro Neglia è molto più di un successo professionale. È la dimostrazione che si può essere leader senza essere autoritari, competenti senza essere arroganti, ambiziosi senza perdere l’umanità.
“Il vero successo,” riflette mentre la giornata volge al termine e i suoi collaboratori si preparano a chiudere, “non si misura solo con i risultati economici. Si misura con la soddisfazione di aver fatto bene il proprio lavoro, di aver aiutato le persone, di aver costruito qualcosa che durerà nel tempo.”
Quella poesia di un bambino di undici anni, appesa accanto alla laurea, aveva davvero visto giusto. Ma probabilmente, neanche il piccolo Alessandro avrebbe immaginato che la sua passione per l’odontoiatria si sarebbe trasformata in una lezione di vita sulla leadership autentica.
Se anche voi volete scoprire cosa significa essere seguiti da “il dentista che vorrei”, lo Studio Odontoiatrico del Dr. Alessandro Neglia vi aspetta in Via Washington 71, Milano. Per informazioni e prenotazioni, visitate il sito www.drnegliadentista.it. Un team di professionisti appassionati è pronto a prendersi cura del vostro sorriso con la competenza e l’umanità che hanno reso questo studio un punto di riferimento nell’odontoiatria milanese.

