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Il Dentista che Ha Studiato a Boston: La Storia di Giacomo Del Corso e del Suo Studio All’Avanguardia

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Lorenzo Dalmasso
Lorenzo Dalmasso
Educatore e consulente in leadership, con un focus sullo sviluppo personale e professionale.

In via Fioravanti a Bologna c’è uno studio dentistico che sta cambiando le regole del gioco. E tutto è iniziato con un biglietto aereo per gli Stati Uniti

Quando entri nello studio del dottor Giacomo Del Corso in via Fioravanti 88/5 a Bologna, la prima cosa che noti non sono le moderne attrezzature o l’arredamento curato. È il sorriso di Cristina, l’assistente che ti accoglie alla reception. Poi guardi meglio e ti accorgi che sì, qui qualcosa è diverso. C’è una TAC di ultima generazione, una panoramica digitale che sembra uscita da un film di fantascienza, e un’atmosfera che non ha niente a che vedere con il classico studio dentistico che mette ansia solo a pensarci.

“Dottore, ma è vero che ha studiato in America?” gli chiedo appena ci sediamo nel suo ufficio. Giacomo Del Corso, 36 anni compiuti da poco, sorride. Ha quel modo di fare diretto, senza fronzoli, di chi ha visto il mondo ma è rimasto con i piedi per terra. “Sì, un dottorato a metà tra l’Università di Bologna e Boston University. Un’esperienza che mi ha cambiato completamente il modo di vedere l’odontoiatria.”

E qui inizia una storia che vale la pena raccontare. Perché non capita tutti i giorni di incontrare un dentista che ha pubblicato articoli scientifici, vinto borse di studio internazionali e che soprattutto riesce a far sentire a proprio agio perfino chi ha il terrore del trapano.

Da Bologna al Brasile (e ritorno): quando la curiosità non ha confini

La storia professionale di Giacomo comincia dove cominciano tutte le storie di dentisti: all’università. Ma già dalla tesi di laurea, nel 2012, si capisce che questo ragazzo ha idee diverse. Invece di rimanere comodamente a Bologna, decide di volare a Belo Horizonte, in Brasile, per sviluppare la sua ricerca.

“I miei genitori pensavano fossi pazzo,” racconta ridendo. “Ma io ero convinto che per crescere davvero dovessi uscire dalla mia zona di comfort. Il Brasile mi ha insegnato che esistono modi diversi di approcciarsi ai pazienti, culture diverse del dolore, aspettative diverse.”

Dopo la laurea arriva il dottorato, sempre a Bologna, ma anche qui Giacomo non si accontenta. Nel 2014 riesce a farsi accettare alla Boston University School of Dental Medicine. “Un dottorato a metà tra l’Università di Bologna e Boston University,” dice, e negli occhi gli si accende ancora quella scintilla. “Lì ho capito cosa significhi davvero fare ricerca. Non si trattava solo di curare i denti, ma di capire i meccanismi più profondi delle malattie orali.”

La sua ricerca sui microRNA nel carcinoma squamoso del cavo orale non è roba da bar dello sport, ve lo assicuro. Ma quando gliene parlo, Giacomo riesce a spiegarmi tutto in termini comprensibili. “Fondamentalmente studiavamo come certe molecole possano influenzare lo sviluppo dei tumori della bocca. Roba complessa, ma che può salvare vite umane.”

I risultati parlano da soli: 5 borse di studio vinte, primo premio dell’Associazione Profutura nel 2015, secondo posto allo Science Day di Boston University. E soprattutto una serie di pubblicazioni su riviste internazionali che fanno invidia a molti professori universitari.

Il ritorno a casa: quando Boston incontra Bologna

“Ma dopo tutto questo girovagare per il mondo, perché sei tornato a Bologna?” gli chiedo. La risposta arriva senza esitazioni: “Perché qui ci sono le mie radici. E perché avevo capito che tutte quelle conoscenze acquisite all’estero potevano fare la differenza per i pazienti della mia città.”

Nel gennaio 2022 Giacomo rileva uno studio aperto dagli anni ’80. “È stata una grande responsabilità,” ammette. “Questo studio era un punto di riferimento da oltre quarant’anni. I pazienti avevano le loro abitudini, le loro aspettative. Non potevo permettermi di sbagliare.”

E infatti non ha sbagliato. Le recensioni su Google parlano chiaro: 4,9 stelle su 5 con oltre 330 valutazioni. Roba da far invidia a qualsiasi ristorante stellato. “Gentilissimo dottore, un’esperienza veramente piacevole,” scrive Meya. “Mi hanno finalmente convinta a fare il Bite trovando la soluzione ideale rateizzando il pagamento,” aggiunge Claudia.

Ma quello che colpisce di più leggendo le recensioni non sono solo i complimenti sulla competenza tecnica. È l’umanità che emerge. “Sono una persona che ha sempre avuto paura di andare dal dentista ma il Dottore mi ha rassicurata,” scrive una paziente. “Due mani di fata,” commenta un altro.

La tecnologia che fa la differenza (ma non solo)

Quando mi fa fare il tour dello studio, Giacomo è come un bambino con i suoi giocattoli. “Guarda questa,” dice indicando la TAC, “riusciamo a vedere tutto in 3D prima ancora di iniziare. E questa qui,” passa alla panoramica digitale, “ci dà immagini così precise che possiamo pianificare interventi complessi al millimetro.”

Ma la tecnologia, da sola, non basta. “Sai qual è il segreto?” mi chiede mentre osserviamo Francesca, l’igienista, al lavoro con un paziente. “È usare tutto questo al servizio della persona, non il contrario. La tecnologia deve rendere le cure più efficaci e meno invasive, ma il rapporto umano rimane fondamentale.”

E infatti, parlando con i pazienti che escono dal suo studio, emerge sempre questo aspetto. “Mi ha spiegato tutto passo passo,” mi dice una signora che ha appena finito un intervento di implantologia. “Non ho sentito niente, ed ero terrorizzata.”

Lo studio utilizza apparecchi ortodontici senza metallo – “Non crederai ai tuoi occhi quanto possono essere discreti,” mi assicura Giacomo – e tecniche di implantologia guidata che riducono drasticamente i tempi di guarigione. “In alcuni casi riusciamo a estrarre un dente e mettere l’impianto nella stessa seduta,” spiega. “Il paziente esce con il dente nuovo e il dolore è minimo.”

Un team che fa squadra

Dietro ogni studio di successo c’è sempre un team affiatato. E qui si vede subito. La dottoressa Carolina, laureata nel 2017 sempre a Bologna, ha lo stesso sguardo determinato del titolare. “Carolina è bravissima,” mi dice Giacomo, “e ha una passione per l’estetica dentale che si vede in ogni suo lavoro.”

Anche lei non si è fermata alla laurea. Corsi con i migliori nomi dell’odontoiatria italiana: Riccardo Becciani per i restauri, Lorenzo Vanini per l’estetica dei denti anteriori. “In questo mestiere non puoi mai dire ‘ho finito di imparare’,” mi spiega Carolina. “Ogni corso, ogni paziente, ti insegna qualcosa di nuovo.”

Poi c’è Francesca, l’igienista, che ha quella pazienza infinita che serve quando devi convincere i pazienti che la prevenzione è tutto. E Cristina e Luisa, le assistenti, che sanno sempre come metterti a tuo agio anche quando arrivi già nervoso.

“Il segreto di un buono studio,” dice Giacomo mentre osserviamo il team al lavoro, “è che ognuno faccia il suo pezzo alla perfezione. Io posso essere il miglior dentista del mondo, ma se Cristina non accoglie bene il paziente o se Francesca non fa una buona igiene, tutto il lavoro va a rotoli.”

Sette giorni su sette, trecentosessantacinque giorni l’anno

Una cosa che mi colpisce subito parlando con i pazienti è la disponibilità dello studio. “Rispondiamo al telefono 7 giorni su 7,” mi dice Giacomo. “So che può sembrare eccessivo, ma il mal di denti non guarda l’orologio.”

E infatti le recensioni lo confermano. “Questa sera intorno alle 18:30, vicini all’orario di chiusura, preso dal panico per un po’ di sangue… chiamo lo studio e mi invita ad avvicinare,” scrive Mauro. “Arrivato, il lettino era pronto per il check, il dottore mi rassicura, mi pulisce e mi rispiega per bene come affrontare la cura.”

“Vede,” mi spiega Giacomo, “noi non facciamo solo i dentisti. Siamo un punto di riferimento per le persone. E quando qualcuno ha paura o ha dolore, deve sapere che può contare su di noi.”

Questa disponibilità include anche i sabati e la gestione delle emergenze. “Non è sempre facile,” ammette, “ma è parte del nostro lavoro. E poi, diciamocelo, vedere un paziente che arriva disperato e se ne va sollevato è una delle soddisfazioni più grandi di questo mestiere.”

Prezzi onesti in tempi difficili

Un aspetto che emerge spesso dalle recensioni è l’onestà nei prezzi. “Prezzo veramente basso per un’igiene dentale a Bologna,” scrive una paziente. “Ottimo rapporto qualità-prezzo,” conferma un’altra.

“Guardi,” mi dice Giacomo quando affrontiamo l’argomento, “l’odontoiatria di qualità non deve per forza costare un patrimonio. Certo, gli investimenti in tecnologie e formazione costano, ma noi crediamo che tutti debbano poter accedere a cure di qualità.”

Lo studio offre diverse possibilità di pagamento, inclusi finanziamenti a tasso zero. “Gestiamo tutto noi in collaborazione con un istituto di credito,” spiega. “Il paziente non deve girovagare per trovare finanziamenti. Viene qui, fa il preventivo, e se vuole rateizzare, organizziamo tutto.”

Quando la ricerca incontra la pratica

Una cosa che distingue Giacomo dalla maggior parte dei suoi colleghi è il bagaglio scientifico. Non capita tutti i giorni di trovare un dentista che ha pubblicato su riviste internazionali e ha presentato le sue ricerche a San Diego e Seattle.

“La ricerca mi ha insegnato a ragionare in modo diverso sui problemi,” mi spiega. “Quando vedo un caso complesso, non mi fermo alla superficie. Cerco di capire le cause profonde, i meccanismi che stanno dietro al problema.”

Questo approccio si vede nel suo modo di lavorare. “Non mi limito a curare il dente che fa male,” dice. “Cerco di capire perché si è ammalato, cosa possiamo fare per prevenire problemi futuri, come possiamo migliorare la salute orale complessiva del paziente.”

Le sue pubblicazioni spaziano dai tumori orali alle tecniche laser, dalle cisti mascellari ai carcinomi. Roba che fa girare la testa a chi non è del settore, ma che si traduce in competenze concrete per chi si siede sulla poltrona del dentista.

Il lato umano della tecnologia

“Dottore, ma con tutta questa tecnologia, non si perde il rapporto umano?” gli chiedo mentre mi mostra l’ultima acquisizione: uno scanner intraorale che fa impronte digitali. “È proprio il contrario,” risponde sorridendomi. “La tecnologia mi libera tempo da dedicare al paziente. Se prima dovevo concentrarmi su aspetti tecnici complessi, ora posso dedicare più attenzione alla persona.”

E infatti, parlando con i pazienti, emerge sempre questo aspetto. “Mi ha spiegato tutto con una pazienza infinita,” dice una signora anziana. “Non mi sono mai sentita in imbarazzo a fare domande.”

“Il mio obiettivo,” dice Giacomo, “è che il paziente esca dallo studio non solo con i denti curati, ma anche con la consapevolezza di aver ricevuto le migliori cure possibili. E soprattutto, che abbia voglia di tornare per i controlli.”

Il futuro che è già qui

Mentre concludiamo la chiacchierata, Giacomo mi mostra alcuni casi prima e dopo. Le trasformazioni sono impressionanti. “Questo signore,” dice indicando una foto, “è arrivato qui convinto di dover mettere una protesi totale. Invece siamo riusciti a salvare diversi denti e a fare un lavoro misto che funziona perfettamente.”

“E questa signora,” continua sfogliando, “aveva perso la fiducia nel sorridere. Guardi com’è adesso.” Nelle foto dopo si vede una persona completamente trasformata. Non solo i denti, ma proprio l’espressione, la sicurezza, la gioia di vivere.

“È questo che mi dà la carica per continuare a investire, a studiare, a migliorarmi,” dice. “Sapere che il mio lavoro può cambiare davvero la vita delle persone.”

Lo studio sta crescendo. Giacomo ha in mente nuovi investimenti in tecnologie ancora più avanzate, possibili collaborazioni con università per progetti di ricerca, ampliamenti del team. “Bologna merita un’odontoiatria all’altezza delle migliori realtà europee,” dice. “E noi vogliamo essere protagonisti di questa evoluzione.”

Un modello da seguire

Lasciando lo studio, ripenso a questa storia. Un ragazzo bolognese che non si è accontentato, che ha girato il mondo per imparare, che è tornato a casa per mettere a disposizione della sua comunità tutto quello che aveva acquisito. Un team giovane, motivato, preparato. Tecnologie all’avanguardia utilizzate con intelligenza e umanità. Prezzi onesti e una disponibilità che va oltre l’orario di lavoro.

“Sa cosa mi rende più orgoglioso?” mi chiede Giacomo mentre mi accompagna all’uscita. “Non sono le pubblicazioni scientifiche o i premi. È quando un paziente torna per i controlli senza ansia, anzi, con piacere. Vuol dire che siamo riusciti a trasformare un’esperienza tradizionalmente negativa in qualcosa di positivo.”

E guardando le recensioni, sembra proprio che ci siano riusciti. “Finalmente ho trovato uno studio medico dentistico dove regnano onestà, cortesia e professionalità,” scrive Flavio. “5 stelle sono poche,” aggiunge, “non riesco a descrivere la magnificenza del dott Giacomo e tutto il suo staff in poche parole.”

In un settore dove la paura del dentista è ancora un tabù per molti, dove i costi possono essere proibitivi e dove spesso manca il tempo per un rapporto umano vero, lo studio del dottor Del Corso rappresenta una boccata d’aria fresca. Un modello che dimostra come si possa coniugare eccellenza tecnica, innovazione tecnologica e attenzione alla persona.

E tutto questo a due passi dalla stazione di Bologna, con tanto di parcheggio interno per i pazienti. Perché anche i dettagli pratici, alla fine, fanno la differenza.

Se quello che avete letto vi ha incuriosito, lo studio del dottor Giacomo Del Corso vi aspetta in via Fioravanti 88/5 a Bologna. Per prenotazioni e informazioni, potete visitare il sito delcorsodentista.it o chiamare direttamente lo studio. E ricordate: rispondono al telefono 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno. Perché un sorriso sano non può aspettare.

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