Quando arrivi a Bastia di Rovolon, un piccolo comune di tremila abitanti incastonato ai piedi dei Colli Euganei, l’ultima cosa che ti aspetteresti di trovare è un laureato in Astronomia che sforna pizze tradizionali venete da oltre trent’anni. Eppure è proprio quello che succede da Spazio Pizza, dove Marco Collari, 49 anni, ha costruito qualcosa che va ben oltre una semplice pizzeria.
“Ho quasi 49 anni. Nell’estate del 1990 per le vacanze di terza media sono stato introdotto nell’ambiente pizzeria: non ho più smesso”, mi racconta Marco mentre prepara l’impasto per la serata. Era il 1990, aveva quattordici anni e probabilmente non immaginava che quel lavoretto estivo sarebbe diventato la sua vita. “Allora si poteva lavorare a 14 anni”, aggiunge sorridendo, “e da quel momento non me ne sono più andato”.
Ma la storia di Marco non è quella classica del ragazzo che abbandona gli studi per dedicarsi completamente al lavoro. Tutt’altro. “Nonostante l’impegno lavorativo delle feste e dei weekend ho potuto continuare il mio ciclo di studi. Ho terminato le scuole superiori ma, con ancor più tenacia e sacrificio mi sono laureato in Astronomia all’Università di Padova”, spiega. E qui viene fuori il primo colpo di scena: “Da qui il nome Spazio Pizza”.
È raro incontrare qualcuno che sia riuscito a conciliare due mondi così diversi. Da una parte lo studio dell’universo, dall’altra l’arte della pizza. “Chi mi dava ordini, a volte, non capiva nulla del mio lavoro, anzi della mia arte!”, ricorda Marco parlando dei primi anni quando lavorava per altri. “La crescente consapevolezza nei miei mezzi ha fatto il resto”.
Nel 2008, proprio durante la crisi economica che ha messo in ginocchio tante attività , Marco ha preso una decisione che molti avrebbero considerato folle: mettersi in proprio. “Il grande passo”, lo definisce lui. “Oggi gestisco la mia attività con orgoglio. Sono riuscito a comprare i muri del negozio”.
Camminando per il locale, quello che colpisce subito è l’atmosfera. Non ci sono fronzoli, non ci sono decorazioni eccessive. C’è il forno a legna, ci sono i tavoli, c’è Marco che lavora l’impasto con gesti sicuri. “Proponiamo una pizza classica secondo la tradizione veneta, quindi sottile e croccante; la pasta viene aperta a mano e la pizza è cotta su di un forno a legna statico, proprio come una volta”, spiega mentre stende la pasta con movimenti fluidi.
Qui bisogna fermarsi un attimo. In un’epoca in cui ogni pizzeria cerca di inventarsi qualcosa di nuovo – la pinsa, la pizza in pala, impasti particolari, farine speciali – Marco ha fatto una scelta controcorrente. “Non seguiamo le mode, quindi niente nuove diavolerie come la pinsa o la pizza in pala: che certamente possono attrarre i più curiosi o coloro che sono sempre alla ricerca di novità ”.
Sembra una posizione conservatrice, ma quando assaggi la sua pizza capisci che non è conservatorismo, è saggezza. “Nella nostra pizza si può trovare la passione e la cura nei dettagli: gli ingredienti sono di prima scelta, selezionati da me personalmente”, dice con orgoglio. E si sente. Ogni morso racconta di pomodori scelti uno per uno, di mozzarella che sa di latte, di un impasto che ha i tempi giusti.
Il successo di questa filosofia si misura con i numeri. “Dopo 17 anni abbiamo spostato la sede di circa 30 metri, siamo meno visibili rispetto a prima, ma chiunque in paese saprà dirvi dove ci troviamo. In più di tre lustri abbiamo visto avvicendarsi almeno sei gestioni diverse nelle altre pizzerie in paese”. Mentre le altre attività aprivano e chiudevano, Spazio Pizza resisteva. “Probabilmente la nostra puntualità cortesia e serietà ci hanno dato ragione. Garantire continuità è un punto di forza”.
Marco ha una teoria sul perché tante attività falliscono: mancanza di autenticità . “Se potessi descrivere la mia persona direi di me che sono sempre alla ricerca di migliorarmi; occorre essere realisti e saper riconoscere i propri errori, semplice a dirsi, più difficile a farsi”. Non è falsa modestia, è consapevolezza vera. “Se si impara a conoscere se stessi è più facile trovare la strada della crescita; credo che per formarsi nel lavoro occorra formarsi nello spirito”.
Questa riflessione arriva mentre prepara una Margherita. Gesti automatici, perfetti, che nascono da decenni di esperienza. Ma c’è qualcosa di diverso nel modo in cui Marco parla del suo lavoro. Non è solo una questione di tecnica o di ingredienti. “Per me, la propria realizzazione assume un significato quando ci si sente utile per gli altri”.
È una visione del lavoro che oggi sembra quasi anacronistica. In un mondo dove tutto corre veloce, dove le mode cambiano ogni sei mesi, dove bisogna sempre inventarsi qualcosa di nuovo per attirare l’attenzione, Marco ha scelto la strada opposta. Ha puntato sulla qualità costante, sulla tradizione, sulla relazione con le persone.
“A darci man forte e sostegno sono i nostri clienti fidelizzati, vera anima del locale: persone per le quali il lavoro diviene un piacere e un onore”, dice mentre controlla la cottura di una pizza nel forno. I suoi clienti non sono numeri, sono persone che conosce da anni, famiglie che hanno visto crescere, storie che si intrecciano sera dopo sera.
Non è stato sempre facile, però. “Nonostante ci sia sempre chi cerchi di ostacolarci (attacchi scorretti della concorrenza in passato o più recenti maldicenze di persone probabilmente invidiose)”, Marco non nasconde che il successo attira anche invidie. Ma la sua risposta è sempre stata la stessa: lavorare meglio, curare di più ogni dettaglio, essere sempre all’altezza della fiducia dei clienti.
“Come piccolo artigiano di una minuscola ditta individuale non nascondo segreti, nulla da svelare in particolare. Penso che bisogna avere fiducia in se stessi, sapersi ascoltare ma anche che dovremmo pensare prima al bene comune che a quello personale”, riflette Marco mentre pulisce il piano di lavoro. È una filosofia semplice, quasi banale, eppure in un mondo sempre più individualista suona rivoluzionaria.
Gli ultimi anni sono stati particolarmente difficili per tutti. “In tutti questi anni ne abbiamo viste di cose accadere, la maggior parte delle quali da semplici spettatori: dalle crisi economiche alle crisi sanitarie ed ora le guerre. La nostra società sembra incapace di prendere in mano il proprio destino”, osserva con la lucidità di chi ha attraversato più di una tempesta.
Ma Marco ha una certezza: “Bisogna avere fiducia in se stessi”. È questa fiducia che lo ha portato a comprare i muri del suo locale, a investire sulla propria attività anche nei momenti più difficili, a non cedere alle sirene di chi gli suggeriva di modernizzarsi, di seguire le mode, di cambiare ricetta per attrarre nuovi clienti.
Il segreto del suo successo sta tutto qui: non ha mai tradito la propria visione. Ha studiato Astronomia perché lo affascinava l’infinito, ma ha continuato a fare il pizzaiolo perché amava quel lavoro. Ha chiamato la sua pizzeria Spazio Pizza non per marketing, ma perché rappresentava perfettamente chi è: uno che guarda le stelle ma tiene i piedi per terra.
“La pizza tradizionale veneta, sottile e croccante”, continua a ripetere come un mantra. Non è ostinazione, è coerenza. In trent’anni di lavoro ha visto passare mode di ogni tipo, ha assistito all’esplosione della pizza gourmet, della pizza al taglio, delle farine particolari, degli impasti alternativi. Ma lui è rimasto fedele alla sua ricetta.
E i risultati gli danno ragione. Mentre altre pizzerie aprono e chiudono nel giro di pochi anni, Spazio Pizza continua a prosperare. I clienti non vengono solo per la pizza, vengono per l’atmosfera, per la sicurezza di trovare sempre la stessa qualità , per la tranquillità di un posto che non cambia per seguire le mode.
Marco mi mostra il forno, costruito secondo la tradizione. “Forno a legna statico, proprio come una volta”, spiega. Anche qui, nessuna concessione alla modernità fine a se stessa. Il forno elettrico sarebbe più comodo, più controllabile, ma il sapore non sarebbe lo stesso. E per Marco il sapore è tutto.
La sua giornata inizia presto. Preparazione dell’impasto, selezione degli ingredienti, accensione del forno. Ogni gesto ha la sua importanza, ogni dettaglio conta. “Gli ingredienti sono di prima scelta, selezionati da me personalmente”, ripete. Non si fida di nessuno quando si tratta della qualità .
È questo controllo totale sulla filiera che gli permette di garantire sempre lo stesso standard. “Garantire continuità è un punto di forza”, aveva detto prima. E la continuità nasce proprio da questa attenzione maniacale ai dettagli.
Mentre prepara l’ultima pizza della serata, Marco riflette sul futuro. “Sono sempre alla ricerca di migliorarmi”, dice. Non si accontenta mai, continua a studiare, a sperimentare, ma sempre nel rispetto della tradizione. Il miglioramento per lui non significa rivoluzionare, significa perfezionare.
“Occorre essere realisti e saper riconoscere i propri errori”, aggiunge. È questa onestà intellettuale che lo ha portato dove è oggi. Non ha mai avuto paura di ammettere quando sbagliava, di cambiare quello che non funzionava, di crescere come persona prima ancora che come professionista.
La storia di Marco Collari è la dimostrazione che si può avere successo rimanendo fedeli ai propri principi. In un mondo che cambia continuamente, lui ha scelto di essere un punto fermo. Per i suoi clienti, per il suo paese, per se stesso.
Bastia di Rovolon può sembrare un posto piccolo per chi viene dalla città . Tremila abitanti, tutto si conosce, le notizie corrono veloci. Ma Marco ha capito che proprio questo può essere un vantaggio. “Chiunque in paese saprà dirvi dove ci troviamo”, dice sorridendo. La sua pizzeria è diventata un punto di riferimento, un luogo dove incontrarsi, dove stare bene.
E questo è forse il vero successo di Marco: non aver semplicemente creato un’attività economica, ma aver costruito un punto di aggregazione sociale. Spazio Pizza non è solo un posto dove mangiare, è un pezzo della vita del paese.
“Persone per le quali il lavoro diviene un piacere e un onore”, aveva detto parlando dei suoi clienti. È raro sentire queste parole oggi, in un mondo dove spesso il lavoro è vissuto solo come necessità economica. Marco invece ha trasformato la sua passione in professione e la sua professione in missione.
La lezione che emerge dalla sua storia è semplice ma potente: l’autenticità paga sempre. Non serve rincorrere le mode se si ha qualcosa di vero da offrire. Non serve inventarsi novità se si sa fare bene quello che si fa. Non serve cambiare se si è sulla strada giusta.
Marco Collari, laureato in Astronomia e maestro pizzaiolo, ha dimostrato che si può guardare alle stelle continuando a impastare la farina. Ha dimostrato che la tradizione non è il contrario dell’innovazione, ma il fondamento su cui costruire qualcosa di duraturo. Ha dimostrato che in un piccolo paese di tremila abitanti si può creare qualcosa di grande.
Spazio Pizza è molto più di una pizzeria. È la testimonianza vivente che quando passione, competenza e onestà si uniscono, nascono cose belle che durano nel tempo. È la prova che non bisogna necessariamente seguire le mode per avere successo, ma bisogna avere il coraggio di essere se stessi.
Se vi trovate nei dintorni dei Colli Euganei, se state cercando un posto dove mangiare una pizza vera, preparata come si faceva una volta, dove il tempo sembra rallentare e il sapore racconta storie di tradizione e passione, Spazio Pizza vi aspetta a Bastia di Rovolon.
Marco e il suo team saranno felici di accogliervi in questo angolo di autenticità che resiste al tempo e alle mode. Per informazioni e prenotazioni potete contattare direttamente Marco all’indirizzo gaizkamendietait@yahoo.it. Vi garantisco che non sarà solo una cena, sarà un’esperienza che racconta di come si può trasformare una passione in una storia di successo senza mai perdere l’anima.

