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Dal Rullino alla Piadina: La Rivoluzione Gourmet di Emanuele Casalboni

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Elisa Ravelli
Elisa Ravelli
Ricercatrice e autrice specializzata in psicologia della leadership e dinamiche di gruppo

Quando un fotografo decide di immortalare i sapori della Romagna

C’è un posto a Riccione dove il tempo sembra essersi fermato agli anni ’60, quando FotoKino aprì i battenti per la prima volta. Eppure, entrando oggi in questo storico negozio di Via Dante, si respira un’aria di fresca innovazione. Merito di Emanuele Casalboni, fotografo di seconda generazione che ha avuto un’intuizione tanto semplice quanto geniale: trasformare metà del suo studio in una piadineria gourmet.

“L’idea è venuta a me,” racconta Emanuele mentre sistema alcuni rullini sullo scaffale accanto ai sacchi di farina. “Ho sempre fatto il fotografo, come mio padre, ma sognavo di aprire una seconda attività legata allo street food. Cercavo da tempo il posto giusto per una piadineria, ma ogni location mi sfumava. Una sera, parcheggiando davanti al negozio come faccio sempre, ho guardato la vetrina e mi sono detto: la faccio qui!”

Detto, fatto. Oggi La Piada di Kino è diventata un’istituzione riccionese, conquistando il primo posto su TripAdvisor tra i 408 ristoranti della città con un perfetto 5 stelle su 717 recensioni. Non male per chi ha iniziato mescolando obiettivi fotografici e impasti per piadine.

Una famiglia al lavoro

Entrare da Kino significa essere accolti da un calore familiare autentico. Dietro il bancone c’è Rita, mamma di Emanuele, che tira le piade al mattarello con la maestria di chi lo fa da una vita. “Mamma era quella più spaventata all’inizio,” confessa Emanuele sorridendo. “Ha sempre fatto le piadine in casa seguendo la ricetta della nonna, ma trasformare una passione domestica in un’attività commerciale è tutt’altra cosa.”

La moglie di Emanuele gestisce la cassa con premura, mentre lo zio Tino – con la sua immancabile cravatta sgargiante – alterna la consegna degli album di matrimonio ai vassoi di piadine fumanti. “Qui dentro c’è casa mia,” spiega Emanuele. “Ci sono i bambini che fanno i compiti sul tavolo in fondo, c’è la famiglia che lavora insieme. E questo si sente.”

Si sente eccome. Basta osservare i clienti per capirlo: molti sono habitué che entrano salutando per nome, altri si fermano incuriositi dall’atmosfera unica del locale. Macchine fotografiche d’epoca convivono con i tegami della nonna, rullini si alternano a sacchi di farina. Un contrasto che funziona perfettamente.

La rivoluzione del chilometro zero

Ma cosa rende speciale una piadina da Kino? La risposta sta nella maniacale attenzione alle materie prime. “Utilizziamo solo due tipi di farine: la tipo 1 e l’integrale,” spiega Emanuele aprendo uno dei sacchi. “Entrambe vengono da grano del Montefeltro e della Valmarecchia, macinate a pietra con molino ad acqua. Zero conservanti.”

La farina tipo 1 viene impastata con lo strutto secondo tradizione, quella integrale con olio per chi preferisce un’alternativa più leggera. “La forte attenzione è data dal mugnaio che macina solo grano locale,” precisa Emanuele. “Non è solo una questione di chilometri, ma di rapporti umani. Conosco chi produce quello che servo.”

Stessa filosofia per tutti gli ingredienti. I formaggi arrivano dalla Centrale del Latte di Cesena, la porchetta viene preparata da un vecchio porchettaio storico della zona. “Ogni prodotto ha una storia,” continua Emanuele. “E questa storia la raccontiamo ai nostri clienti.”

L’arte dell’accoglienza romagnola

L’esperienza da Kino inizia ancora prima di ordinare. Mentre aspetti il tuo turno, arriva puntuale un assaggio: un cono di carta con salamino e un pezzo di piadina. “Sono le prime coccole appena si entra nel locale,” sorride Emanuele. A fine pasto, ecco la sorpresa: una piccola padellina con un dolce, spesso una crêpe con marmellata di arancia amara.

“È l’ospitalità romagnola,” spiega con orgoglio. “Non è marketing, è il nostro modo di essere. Come farebbe una nonna con i nipoti.”

Questa autenticità traspare dalle recensioni dei clienti. “Penserete che è facile trovare piadine buone in Romagna, invece non è così,” scrive uno su TripAdvisor. “Qui troverete davvero un’ottima piadina.” Un altro aggiunge: “Ambiente molto pulito che sposa innovazione e tradizione. Ottimo benvenuto, piadina buonissima e dolci in omaggio.”

Un fotografo che non smette di sperimentare

“Sono una persona molto curiosa e con tanta voglia di sperimentare,” confessa Emanuele. “Sempre alla ricerca di cose nuove, sempre pronto a mettermi in discussione.” Questa curiosità si riflette tanto nella fotografia quanto nella cucina. Non a caso, ha aperto da qualche anno anche il Villino 84, uno studio dedicato ai matrimoni.

Ma è nella piadineria che la sua creatività trova la massima espressione. Il menu offre sia piadine classiche che proposte gourmet. La preferita di mamma Rita rimane la tradizionale con crudo, squacquerone e rucola. Emanuele invece punta sulla gourmet con mozzarella di bufala, pesto, zucchine grigliate e scaglie di pecorino.

“Vogliamo raccontare la tradizione, ma anche evolverla,” spiega. “Senza mai tradirla, però. La base rimane sempre quella: farine di qualità, prodotti del territorio, lavorazione artigianale.”

Il successo che arriva dal basso

I numeri parlano chiaro: La Piada di Kino è il ristorante numero uno di Riccione secondo TripAdvisor. Un successo costruito giorno dopo giorno, piadina dopo piadina, senza grandi investimenti pubblicitari ma puntando tutto sulla qualità e il passaparola.

“Le vostre recensioni sono il nostro carburante,” si legge sul sito web del locale. E i combustibile non manca: “Piadina gustosissima con prodotti freschi e di qualità,” “Professionalisti puri della piadina e dei cassoni,” “La piada più buona che abbia mai mangiato, per distacco.”

Anche i prezzi rimangono accessibili, tra i 7 e i 10 euro per le proposte gourmet. “Non vogliamo essere esclusivi,” chiarisce Emanuele. “La piadina è cibo di popolo, deve rimanere alla portata di tutti.”

Quando la passione diventa business

La storia di Emanuele è emblematica di come si possa trasformare una passione in un business di successo senza perdere l’anima. “Nel tempo ho compreso di voler raccontare una storia sulle nostre tradizioni culinarie,” riflette. “La fotografia e la cucina hanno più in comune di quanto si pensi: entrambe richiedono cura, attenzione ai dettagli, capacità di cogliere l’attimo giusto.”

L’intuizione di unire due attività così diverse si è rivelata vincente. “I clienti entrano incuriositi, vedono le macchine fotografiche d’epoca, sentono il profumo delle piadine che cuociono. È un’esperienza sensoriale completa.”

Ma il vero segreto del successo sta nell’autenticità. “Sembra di essere a casa della nonna,” recita il sito web. “Stessi sapori, stessi colori, stessi tegami.” Non è retorica: è la realtà di un posto dove ogni dettaglio è pensato per far sentire i clienti parte della famiglia.

La tradizione che guarda al futuro

L’ambiente del locale riflette perfettamente questa filosofia. Tavoli di legno, sedie d’epoca, fotografie in bianco e nero alle pareti. “È la vecchia Riccione che resiste,” commenta un cliente affezionato. “Qui il tempo si è fermato, ma nel senso buono.”

Le zdore romagnole – le tipiche sfogliatrici – lavorano a vista, permettendo ai clienti di seguire ogni fase della preparazione. “È importante che la gente veda come lavoriamo,” spiega Emanuele. “La trasparenza è parte della nostra filosofia.”

Il locale offre posti a sedere all’aperto e servizio d’asporto, rimanendo aperto dalle 9 del mattino alle 11 di sera tutti i giorni. “Vogliamo essere un punto di riferimento per la colazione, il pranzo, la merenda e la cena,” conclude Emanuele.

L’eredità di una scelta

La sfida ora è mantenere questi standard di qualità di fronte al successo crescente. “Il rischio è quello di perdere il contatto diretto con i clienti,” ammette Emanuele. “Ma finché ci sarò io dietro al bancone, questo non succederà.”

La ricetta rimane sempre la stessa: ingredienti di prima qualità, lavorazione artigianale, accoglienza familiare. “Non è solo business,” conclude Emanuele sistemando l’ultima macchina fotografica. “È un modo di vivere, di stare al mondo. E questo, credo, i clienti lo sentono.”

Così, in un angolo di Riccione dove convivono obiettivi e mattarelli, passato e presente, tradizione e innovazione, La Piada di Kino continua a scrivere la sua storia. Una piadina alla volta.


La Piada di Kino ti aspetta a Riccione

Vuoi assaggiare l’autentica piadina romagnola preparata con farine macinate a pietra e ingredienti del territorio? La Piada di Kino si trova in Viale Dante 255 a Riccione, aperta tutti i giorni dalle 9:00 alle 23:00.

Per scoprire il menu completo e le proposte del giorno, visita www.lapiadadikino.it o seguici sui social. Un’esperienza che unisce tradizione, qualità e quella calda ospitalità romagnola che rende ogni pasto indimenticabile.

Vieni a scoprire dove la fotografia incontra la gastronomia, dove ogni piadina racconta una storia di passione e territorio.

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