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Dal Primo Pub di Venezia al Tempio della Cucina Storica: La Straordinaria Avventura di Sergio Fragiacomo

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Lorenzo Dalmasso
Lorenzo Dalmasso
Educatore e consulente in leadership, con un focus sullo sviluppo personale e professionale.

Come un Esule Istriano Ha Trasformato un Sogno in Trent’anni di Successi al Bistrot de Venise

La prima volta che incontro Sergio Fragiacomo, nel suo regno di Calle dei Fabbri, capisco subito che non ho davanti un ristoratore qualunque. L’uomo che mi accoglie con un sorriso sincero e gli occhi che brillano di passione è lo stesso che nel 1987 ha aperto il primo English Pub di Venezia, rivoluzionando la vita notturna della Serenissima. Oggi, a 74 anni, continua a essere l’anima pulsante del Bistrot de Venise, un luogo che ha saputo trasformare in molto più di un semplice ristorante.

“Sa, quando arrivi a Venezia ancora in fasce, come è successo a me, questa città o ti respinge o ti adotta per sempre,” mi racconta mentre ci sediamo in un angolo del suo bistrot, circondati da bottiglie di vino che sembrano custodire storie antiche. “Io sono stato adottato, e ho passato la vita a restituire quello che ho ricevuto.”

La storia di Sergio inizia con una perdita dolorosa – l’esilio dall’Istria di una famiglia “secolare” – ma si trasforma rapidamente in una lezione di resilienza che potrebbe ispirare chiunque si trovi ad affrontare le sfide della vita e del business.

Quando la Necessità Diventa Virtù

“Dovevo ricostruire un futuro prosperoso sulle macerie di quanto lasciato e perduto in Istria,” mi spiega Sergio, e nelle sue parole non c’è amarezza, ma una determinazione che ancora oggi, a distanza di decenni, rimane intatta. “Non era una scelta, era una necessità. Ma forse sono state proprio quelle macerie a darmi la forza di costruire qualcosa di nuovo.”

Dopo il diploma in lingue straniere e un paio d’anni a Ca’ Foscari nel Dipartimento di Lingue Orientali, Sergio inizia a lavorare come interprete e accompagnatore turistico. È qui che sviluppa quella capacità di leggere le persone e di comprendere cosa cercano veramente, un talento che si rivelerà fondamentale nel suo futuro imprenditoriale.

“A 23 anni ho fatto il salto,” racconta. “Insieme al mio amico Sandro Rossi, che è ancora oggi mio socio, abbiamo acquisito una storica locanda sul Canal Grande. Non avevamo molti soldi, ma avevamo tanta voglia di fare.”

È l’inizio di un’avventura imprenditoriale che lo porterà a diversificare progressivamente: prima l’acquisizione di un piccolo albergo a due passi da Piazza San Marco, poi la partecipazione in un ristorante pizzeria centralissimo. Ma è nel 1987 che arriva la svolta che cambierà per sempre la sua vita e quella della ristorazione veneziana.

Il Pioniere dei Pub Veneziani

“Insieme a un gruppo di amici-soci abbiamo aperto il primo English Pub di Venezia,” mi racconta Sergio, e il suo volto si illumina ancora oggi ricordando quel momento. “Fu un successo clamoroso. Non esisteva niente del genere in città, e i veneziani impazzirono per questa novità.”

Il pub diventa rapidamente il punto di riferimento per una clientela giovane e internazionale, dimostrando la capacità di Sergio di anticipare i tempi e di leggere i cambiamenti sociali. “Era la personalissima soddisfazione per la qualità ed originalità della proposta commerciale,” ricorda. “Capii che per avere successo a Venezia non bastava copiare quello che funzionava altrove, bisognava inventare qualcosa di nuovo.”

Ma Sergio è un uomo che non si accontenta mai. “Curiosità e sfide sono una costante avvincente ma molto impegnativa,” ammette. “E io ho sempre avuto questa maledetta curiosità che mi spinge a cercare sempre la prossima sfida.”

La Nascita del Bistrot: Un’Idea Rivoluzionaria

Il 1992 segna l’anno della svolta definitiva. “I miei soci mi chiesero di rivoluzionare un classico centralissimo ristorante,” racconta Sergio. “Io ero ossessionato dai Café Littéraires francesi del primo Novecento, quei luoghi magici dove si incontravano artisti, scrittori, intellettuali. Perché non provare a fare qualcosa del genere a Venezia?”

Nasce così il primo Bistrot di Venezia, il “Bistrot de Venise”. “L’idea era semplice: creare un punto di incontro dove Cibo & Vino, Arte & Cultura potessero convivere naturalmente,” mi spiega. “Volevamo offrire ai nostri ospiti qualcosa che non esisteva: un’atmosfera assolutamente unica a Venezia.”

La scommessa si rivela vincente fin dall’inizio. Dal 1993, il Bistrot inizia a organizzare eventi culturali settimanali a ingresso libero, creando quello che oggi chiameremmo un “hub culturale” nel cuore della città. “Abbiamo sempre creduto che la cultura dovesse essere accessibile a tutti,” sottolinea Sergio. “I nostri eventi ‘Inverno & Primavera al Bistrot’ sono diventati un appuntamento fisso per centinaia di veneziani.”

La Rivoluzione della Cucina Storica

Ma la vera rivoluzione arriva nel 1999, quando Sergio decide di intraprendere un percorso che cambierà per sempre la sua vita professionale: la ricerca sulla cucina storica veneziana e sui vini rari.

“Un giorno mi sono chiesto: cosa mangiavano veramente i veneziani del Rinascimento? Quali erano i sapori originali della nostra tradizione?” mi racconta mentre sfoglia alcuni antichi ricettari. “E ho scoperto un mondo incredibile: il Cuoco Anonimo Veneziano, Maestro Martino, Cristoforo Messisbugo, Bartolomeo Scappi. Erano dei geni!”

Inizia così un percorso di ricerca che dura ormai da 25 anni, durante i quali Sergio e il suo team hanno ricostruito ricette dimenticate, riscoperto tecniche di cottura antiche, recuperato vitigni quasi estinti. “Non è nostalgia,” precisa. “È un lavoro scientifico per riportare alla luce le radici della gastronomia europea.”

Il risultato è una proposta culinaria unica al mondo, che ha attirato l’attenzione delle più prestigiose guide gastronomiche internazionali, compresa la Michelin. “Siamo presenti in tutte le guide più autorevoli,” dice Sergio con orgoglio. “Ma la soddisfazione più grande è vedere lo stupore negli occhi dei clienti quando assaggiano sapori che credevano perduti per sempre.”

Il Dream Team della Ristorazione

Dietro il successo del Bistrot c’è un team eccezionale, che Sergio ha saputo costruire con pazienza e intuito. A guidare la brigata di cucina dal dicembre 2021 c’è Stefano Novello, uno chef che ha fatto della ricerca il suo motto di vita.

“‘Una vita senza ricerca non merita di essere vissuta’, questo è il motto di Stefano,” mi racconta Sergio. “Ha iniziato nella Locanda Locatelli di Londra, poi ha lavorato due anni nel ristorante Petrus di Marcus Weiring, 2 stelle Michelin. Quando è arrivato da noi, ha capito immediatamente la filosofia del posto.”

Novello ha portato la sua esperienza internazionale al servizio della tradizione veneziana, creando un ponte perfetto tra innovazione e storia. “È riuscito a fare quello che sembrava impossibile: rendere appetibili per i palati moderni ricette di 500 anni fa,” spiega Sergio.

Al suo fianco c’è Nicola Funes Nova, sommelier dal 2021, che ha trasformato la carta dei vini in un vero e proprio viaggio attraverso i territori italiani. “Nicola ha una filosofia bellissima: ‘Dietro ogni vino esiste una storia unica, cerco di accompagnare le persone alla scoperta di un’avventura millenaria’,” racconta Sergio. “La nostra carta conta oltre 200 etichette, ma non è ostentazione. È passione pura.”

L’Eccellenza Nell’Accoglienza

Ma il vero segreto del Bistrot è l’atmosfera che si respira, frutto di un lavoro di squadra perfetto. Alessia Piva, con la sua esperienza in Alitalia e Air France e successivamente all’Hotel Saturnia & International, ha portato la sua competenza gestionale, mentre Marianna Bonso, laureata in Lettere e con un ricco background giornalistico, ha aggiunto la sua sensibilità culturale.

“Ogni persona del nostro team contribuisce a creare quell’atmosfera unica che i clienti percepiscono appena entrano,” mi spiega Sergio. “Non è un caso che molti clienti diventino amici. Qui si respira qualcosa di speciale.”

La Filosofia di Vita di un Visionario

Durante la nostra conversazione, Sergio mi confida la sua filosofia di vita, semplice ma profonda: “Credo fermamente in tre punti fondamentali: una compagna di vita e famiglia solida, una costante autocritica e lo sguardo perennemente rivolto al futuro. Sembra banale, ma è durissimo da perseguire!”

È questa capacità di guardarsi dentro e di imparare sempre che ha permesso a Sergio di superare le inevitabili difficoltà di trent’anni di imprenditoria. “Devo coniugare la mia inguaribile curiosità con la vita familiare e l’arrivo dei miei due splendidi figli,” ammette. “Non è sempre facile, ma è proprio dalla famiglia che traggo la forza per andare avanti.”

Il Senso di Responsabilità Sociale

Ma ciò che colpisce di più di Sergio è il suo senso di responsabilità sociale. “L’imprenditore ha l’obbligo di restituire parte di quanto ha ricevuto dall’ambiente circostante e dalle persone che lo hanno accompagnato,” dice con convinzione. “Venezia mi ha dato tutto, e io cerco di ricambiare mantenendo viva la sua cultura.”

Questa filosofia si riflette in tutto quello che fa: dagli eventi culturali gratuiti alla ricerca storica, dall’attenzione per i dipendenti alla cura per i fornitori locali. “Non si tratta di beneficenza,” precisa. “È una questione di giustizia e di lungimiranza.”

L’Esperienza Completa: Dalla Tradizione al Lusso

Oggi il Bistrot de Venise offre un’esperienza completa che va ben oltre la semplice ristorazione. La Residenza Bistrot de Venise, con il suo magnifico salone in stile Settecento affacciato sul canale, rappresenta il fiore all’occhiello per eventi privati.

“Immagini: un grande tavolo ovale per massimo 20 persone, le gondole che passano in serenata, musiche barocche in sottofondo,” descrive Sergio. “È un sogno che diventa realtà. Molti stranieri vengono qui per celebrare matrimoni o anniversari, e capisco perché.”

Il servizio è curato nei minimi dettagli: chef, maître e sommelier a disposizione, menu studiati ad hoc, atmosfera che solo Venezia sa regalare. “È l’esperienza che conta,” sottolinea Sergio. “La gente oggi cerca autenticità, emozioni vere.”

Il Futuro: Tradizione e Innovazione

Dopo oltre trent’anni di attività, Sergio non ha ancora intenzione di fermarsi. “Continuiamo a perseguire i nostri obiettivi: dare il nostro contributo al mantenimento di una rete socio-culturale attiva e rivalutare la cucina e i vini di antica memoria,” dice guardando verso il futuro.

Il recente libro “Bistrot De Venise – Eventi, Ricette e Vini Rari Cronaca di vita quotidiana artistico-letteraria 1993-2023” rappresenta un bilancio di questi trent’anni, ma anche un punto di partenza per nuove avventure. “Non è un libro di ricordi,” precisa. “È un progetto per il futuro, perché vogliamo che tutto questo non vada perduto.”

Un Modello per Tutti

La storia di Sergio Fragiacomo è molto più di una success story imprenditoriale. È la dimostrazione che con passione, dedizione e una visione chiara si può trasformare una necessità in un’opportunità, una perdita in una ricchezza, un sogno in una realtà che dura nel tempo.

“Aggiornamento, recupero storico-culturale e condivisione con il territorio,” riassume Sergio quando gli chiedo qual è il segreto del suo successo. “Tutto qui. Semplice da dire, difficile da fare.”

Ma forse è proprio questa semplicità, questa capacità di rimanere fedeli ai propri valori pur innovando costantemente, il vero segreto del Bistrot de Venise. Un luogo dove la storia prende vita ogni giorno, dove la cultura si fa esperienza concreta, dove la tradizione diventa futuro.


Siete pronti a vivere un’esperienza che vi cambierà la prospettiva su Venezia? Il Bistrot de Venise vi aspetta in Calle dei Fabbri, a pochi passi da Piazza San Marco, per un viaggio attraverso cinque secoli di storia culinaria. Qui potrete assaggiare piatti che hanno deliziato i Dogi, scoprire vini che raccontano territori dimenticati, partecipare a eventi culturali che arricchiscono l’anima.

Non perdete l’opportunità di conoscere Sergio e il suo straordinario team: visitate www.bistrotdevenise.com per scoprire i menu degustazione, la carta dei vini rari e il calendario degli eventi, oppure scrivete a info@bistrotdevenise.com per prenotare un’esperienza che ricorderete per sempre. Perché alcune storie, come quella del Bistrot de Venise, meritano di essere vissute in prima persona.

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