Venticinque anni di passione e una visione che continua a guardare avanti
Bellagio, un mercoledì mattina di fine primavera. Le prime barche turistiche solcano già le acque del Lario, mentre nelle stradine del centro storico i commercianti alzano le saracinesche. Tra loro c’è Andrea Klaus Lindenblatt, che sta sistemando i tavoli esterni del suo ristorante. Ha trentacinque anni, forse qualcuno di meno, lo sguardo sveglio di chi sa esattamente dove sta andando.
“Caffè?” mi chiede con un sorriso, prima ancora che io possa presentarmi. L’ho riconosciuto dalle foto che mi hanno mandato, ma lui non può sapere chi sono. Eppure mi accoglie come se fossi un cliente abituale. Forse è proprio questo il segreto del successo di BABAYAGA.
Ci sediamo a un tavolo ancora in ombra, mentre il sole comincia a scaldare la piazza. Andrea ordina due espressi al banco e torna con quel passo sicuro di chi conosce ogni centimetro del proprio locale. “Allora, da dove vuole che cominciamo?”
Propongo di partire dall’inizio. Ma quale inizio, esattamente? Quello di venticinque anni fa, quando suo padre aprì la prima pizzeria? O forse ancora prima, quando “essere ristoratori” era già una tradizione di famiglia che si tramandava di generazione in generazione?
“Vede,” dice Andrea appoggiando la tazzina sul tavolo, “da noi non c’è mai stato un momento preciso in cui qualcuno ha detto ‘adesso apriamo un ristorante’. È sempre stato naturale, quasi scontato. Siamo ristoratori per passione da generazioni. È nel sangue, come si suol dire.”
Gli Inizi: Quando una Pizzeria Bastava
La storia recente di BABAYAGA inizia in un periodo che oggi sembra lontanissimo, anche se parliamo solo di un quarto di secolo fa. Bellagio stava cambiando volto, il turismo internazionale cominciava a scoprire il Lago di Como con un’intensità nuova, e la famiglia Lindenblatt decise che era il momento giusto per investire.
“Mio padre voleva fare una cosa semplice, genuina. Una pizzeria dove le persone del posto potessero venire con tutta la famiglia senza dover spendere un patrimonio, ma dove anche i turisti si sentissero accolti.” Racconta Andrea giocherellando con il cucchiaino. “Niente di pretenzioso, sa? Pizza buona, ingredienti di qualità, porzioni generose. Le basi, insomma.”
Le basi. Quelle che oggi molti danno per scontate ma che, a guardar bene, rappresentano la differenza tra un locale che chiude dopo due stagioni e uno che resiste per venticinque anni. La pizza di BABAYAGA, mi spiegherà più tardi Andrea, ha “una stesura particolare che la rende unica”. Non vuole entrare nei dettagli tecnici – “segreti di famiglia” dice ridendo – ma basta assaggiarne un trancio per capire che non è una pizza qualsiasi.
“All’inizio era solo quello, la pizzeria. Mio padre lavorava diciotto ore al giorno, mia madre gestiva la sala, io ero ancora un ragazzino ma già davo una mano dove potevo.” Il ricordo lo fa sorridere. “Erano anni duri, ma belli. C’era un’energia diversa, tutti remavano nella stessa direzione.”
La pizzeria funzionò. Non fu un successo immediato e travolgente – quelle sono favole da imprenditori improvvisati – ma una crescita costante, solida, costruita sulla qualità del prodotto e sul passaparola. Gli abitanti di Bellagio cominciarono a considerare BABAYAGA come “il loro posto”, quel ristorante dove andare con i bambini la domenica o quando arrivavano ospiti da fuori. I turisti, dal canto loro, scoprivano che esisteva un’alternativa ai ristoranti più blasonati: un locale accogliente, senza fronzoli, dove mangiare bene spendendo il giusto.
L’Espansione: Tre Ristoranti e un Albergo
“Siamo partiti da una pizzeria e ora gestiamo tre ristoranti e un albergo,” dice Andrea con un misto di orgoglio e incredulità, come se anche lui facesse fatica a credere a quanto sono riusciti a costruire. “A volte mi fermo e penso: davvero ci siamo arrivati?”
L’espansione non è stata né casuale né precipitosa. Ogni nuovo progetto è stato valutato, ponderato, costruito con la stessa cura artigianale con cui si impasta una pizza. “Non abbiamo mai voluto fare il passo più lungo della gamba,” precisa Andrea. “Ogni apertura è arrivata quando eravamo pronti, quando avevamo le risorse, le persone giuste, l’esperienza necessaria.”
Il gruppo che oggi fa capo alla famiglia Lindenblatt impiega circa trentacinque dipendenti. Un numero significativo, soprattutto per chi conosce le difficoltà del settore della ristorazione: turni massacranti, stagionalità, personale che va e viene. Eppure Andrea parla del suo team con un affetto che va oltre il semplice rapporto lavorativo.
“Per me il team building e lo star bene sul posto di lavoro sono fondamentali,” dice, e questa volta il tono si fa più serio. “Non è retorica. Se le persone che lavorano con te stanno male, se sono stressate, se non si sentono valorizzate, tutto crolla. La qualità del servizio, l’atmosfera del locale, persino il sapore di quello che servi. È tutto collegato.”
È un approccio che Andrea ha maturato anche attraverso le sue esperienze all’estero. “Ho avuto la fortuna di lavorare fuori dall’Italia, di vedere come funzionano le cose in altri paesi. In alcuni posti ho visto modelli di gestione del personale che qui ancora fatichiamo a immaginare. Ho imparato molto, anche dagli errori degli altri.”
La formazione, del resto, è un altro pilastro della sua filosofia imprenditoriale. “Ho sempre continuato a studiare negli anni,” racconta. “Il settore dell’ospitalità evolve continuamente. Quello che funzionava cinque anni fa oggi potrebbe essere superato. Devi aggiornarti, capire i trend, anticipare i cambiamenti. Altrimenti resti indietro.”
Il Cuore di Bellagio
Quando gli chiedo di descrivermi BABAYAGA, Andrea si prende qualche secondo prima di rispondere. Guarda verso la piazza, poi di nuovo verso di me. “È un locale aperto a tutti, questo è il punto. Non vogliamo essere il ristorante chic dove vai una volta l’anno per l’anniversario. Vogliamo essere il posto dove torni perché ti senti a casa.”
La posizione aiuta. Nel centro storico, a due passi dalla piazza principale e dal lago, BABAYAGA beneficia di un traffico pedonale continuo. Ma la location, da sola, non basta. Bellagio è piena di ristoranti ben posizionati che non riescono a riempire i tavoli.
“Il nostro focus sono le famiglie e i pranzi informali,” spiega Andrea. “Vogliamo che una coppia con due bambini piccoli possa venire da noi senza sentirsi sotto esame, senza dover controllare ogni cinque minuti che i bimbi non disturbino. Allo stesso tempo, vogliamo che due innamorati possano cenare tranquilli senza il caos di una tavola calda.”
È un equilibrio delicato, quasi impossibile. Eppure quando entri da BABAYAGA – e lo farò più tardi, dopo l’intervista, per assaggiare quella famosa pizza – percepisci esattamente quell’atmosfera che Andrea descrive. Non è un locale per famiglie nel senso riduttivo del termine, con i menu per bambini plastificati e i palloncini colorati. È semplicemente un posto dove tutti si sentono benvenuti.
“Babayaga è molto apprezzato sia dagli abitanti del luogo che dai turisti,” dice Andrea, e non è millanteria. Basta osservare i tavoli durante il servizio: il mix tra locali e visitatori è evidente, ed è raro. I residenti di Bellagio, come quelli di tutti i borghi turistici, tendono a evitare i ristoranti del centro. Troppo caotici, troppo cari, troppo orientati ai turisti. Ma non BABAYAGA.
“Siamo orgogliosi del fatto che i bellagini vengano da noi regolarmente,” continua Andrea. “Significa che facciamo qualcosa di giusto, che non siamo solo un ristorante per turisti. Offriamo un servizio cordiale e attento, e cerchiamo di garantire un’esperienza memorabile a tutti.”
Un Menu che Racconta una Storia
Le pizze sono ancora il cuore dell’offerta gastronomica. “Sono il fiore all’occhiello del menu,” ammette Andrea senza esitazione. “Le prepariamo con amore e con quella stesura particolare di cui le parlavo prima. Non posso svelarle tutti i segreti, ma posso dirle che ci abbiamo messo anni a perfezionare la ricetta. E ancora oggi continuiamo a lavorarci.”
Ma BABAYAGA non è solo pizza. Nel corso degli anni, il menu si è arricchito, evoluto, trasformato. “Abbiamo introdotto una selezione di burger gourmet che stanno avendo un grande successo,” racconta Andrea con evidente soddisfazione. “Non sono i soliti hamburger che trovi ovunque. Usiamo carne di alta qualità, ingredienti selezionati, abbinamenti studiati. Vogliamo che anche un burger racconti la nostra filosofia: qualità, cura, attenzione.”
E poi ci sono i dolci, rigorosamente fatti in casa. “Mia madre e mia nonna mi hanno trasmesso la passione per la pasticceria,” dice Andrea. “Alcuni dei nostri dolci sono ricette di famiglia, altri sono reinterpretazioni moderne di classici della tradizione. Ma tutti, assolutamente tutti, sono fatti da noi.”
La Filosofia del “Locale Fatto di Persone”
C’è una frase che ricorre spesso quando parli con Andrea: “un locale fatto di persone”. Non è solo uno slogan, è proprio il modo in cui concepisce il suo lavoro. “Prima dei piatti, prima dell’arredamento, prima di tutto ci sono le persone,” spiega. “Lo staff che lavora con te ogni giorno, i clienti che scelgono di entrare nel tuo locale. Se non metti loro al centro, puoi avere il menu più innovativo del mondo ma non servirà a niente.”
Questa attenzione alle persone si traduce in pratiche concrete. “Cerchiamo di creare un ambiente di lavoro dove la gente stia bene,” racconta Andrea. “Ovviamente ci sono i momenti di stress, i servizi complicati, le giornate difficili. Fa parte del mestiere. Ma vogliamo che le persone che lavorano con noi sentano di far parte di un progetto, non di essere semplici ingranaggi sostituibili.”
Gli chiedo se questa filosofia ha un costo, in termini economici. Andrea ci riflette. “Dipende da come la vedi. Certo, investire nel benessere del personale ha un costo. Formazione, benefit, flessibilità. Ma il ritorno è enorme. Hai persone motivate, che lavorano meglio, che restano con te nel tempo. Il turnover nel nostro settore è altissimo, sa? Noi siamo fortunati ad avere collaboratori storici che ci seguono da anni.”
Anche con i clienti l’approccio è lo stesso. “Non vogliamo essere invadenti, ma nemmeno distaccati,” spiega. “Cerchiamo di capire cosa vuole la persona che abbiamo davanti. C’è chi preferisce essere lasciato in pace, e va benissimo. C’è chi invece vuole chiacchierare, farsi consigliare, scoprire qualcosa in più sul territorio. Dobbiamo essere capaci di adattarci.”
Progetti Futuri: Lo Sguardo Avanti
Quando gli chiedo dei progetti futuri, Andrea diventa più cauto. “Non posso svelarle troppo,” dice con un sorriso misterioso. “Ma posso dirle che non ci vogliamo fermare. Abbiamo ancora tanta voglia di crescere, di sperimentare, di migliorarci.”
La crescita, per la famiglia Lindenblatt, non significa necessariamente aprire nuovi locali. “Certo, l’espansione è una possibilità,” ammette Andrea. “Ma vogliamo anche consolidare quello che abbiamo già, migliorare costantemente la qualità del servizio, innovare nell’offerta. Non si tratta solo di fare più fatturato. Si tratta di costruire qualcosa che duri nel tempo.”
È un approccio saggio, soprattutto in un settore volatile come la ristorazione. Troppi imprenditori si lasciano prendere dall’entusiasmo dei primi successi e aprono locali a raffica, per poi trovarsi in difficoltà quando la bolla si sgonfia. La famiglia Lindenblatt sembra avere una visione più solida, più a lungo termine.
“Mio padre mi ha sempre insegnato a non avere fretta,” racconta Andrea. “Dice sempre: meglio fare una cosa per bene che dieci cose a metà. È un insegnamento che porto con me ogni giorno.”
Gli chiedo se sente il peso della responsabilità, se essere la nuova generazione al comando di un’azienda familiare di successo lo spaventa. “Certo che sì,” risponde senza esitazione. “Sarei un incosciente se non sentissi questa responsabilità. Stiamo parlando di venticinque anni di storia, di sacrifici, di lavoro. Non posso permettermi di sbagliare. Ma allo stesso tempo questa responsabilità mi stimola, mi spinge a dare sempre il massimo.”
L’Eredità di Venticinque Anni
Mentre l’intervista volge al termine, il ristorante comincia a riempirsi. Sono poco più delle dodici, e i primi clienti iniziano ad arrivare. Andrea saluta alcuni di loro per nome, con altri scambia qualche battuta. Si vede che è nel suo elemento.
“Sa qual è la cosa più bella di questi venticinque anni?” mi chiede mentre ci alziamo dal tavolo. “È vedere che quello che abbiamo costruito funziona davvero. Non è solo un’attività commerciale, è diventato un punto di riferimento per la comunità. Le famiglie che venivano qui quando ero ragazzino ora portano i loro figli. I turisti che ci hanno scoperti anni fa tornano regolarmente. Questo mi riempie di orgoglio.”
È questo, in fondo, il vero successo di BABAYAGA. Non i tre ristoranti o l’albergo, non il fatturato o i numeri. È l’aver creato qualcosa che le persone sentono come proprio, un luogo dove sentirsi accolti, dove condividere momenti importanti, dove semplicemente stare bene.
“Siamo ristoratori per passione da generazioni,” aveva detto Andrea all’inizio della nostra chiacchierata. Ora, dopo due ore passate con lui, quelle parole hanno un peso diverso. Non sono una frase fatta, ma la sintesi perfetta di una filosofia di vita e di lavoro che la famiglia Lindenblatt ha trasformato in una storia di successo.
Prima di andarmene, Andrea insiste perché resti a pranzo. “Deve assaggiare la nostra pizza,” dice con quel sorriso che ormai conosco bene. “Altrimenti come fa a raccontarla ai suoi lettori?”
Ha ragione, ovviamente. E quando la pizza arriva – fragrante, profumata, con quella “stesura particolare” di cui tanto si è parlato – capisco che tutto quello che Andrea mi ha raccontato non erano solo parole. BABAYAGA è davvero un locale fatto di persone, di passione, di attenzione ai dettagli. È un pezzo di storia di Bellagio, una storia ancora in divenire, scritta una pizza alla volta.
Un Invito sul Lago
Se i vostri passi vi portano sul Lago di Como, se vi trovate a passeggiare per le stradine di Bellagio con in tasca quella cartina turistica che sembra sempre più complicata del necessario, concedetevi una sosta da BABAYAGA. Non per il ristorante stellato da fotografare per Instagram, ma per vivere un’esperienza autentica di ospitalità italiana.
Qui troverete Andrea e il suo team, pronti ad accogliervi con quel mix di professionalità e calore umano che è diventato il loro marchio di fabbrica. Troverete pizze che raccontano venticinque anni di perfezionamento continuo, burger che sorprendono per creatività e qualità, dolci fatti in casa che vi faranno rimpiangere di non avere più spazio nello stomaco.
Ma soprattutto troverete quello che sempre più raramente si trova nei locali turistici: autenticità. Non quella costruita a tavolino per i dépliant turistici, ma quella vera, fatta di persone che credono in quello che fanno, che non hanno paura di sporcarsi le mani, che dopo venticinque anni hanno ancora la voglia di stupirvi.
Prenotate un tavolo, ordinate quella pizza dalla “stesura particolare” che resta un segreto di famiglia, lasciatevi consigliare un vino del territorio. E mentre aspettate, guardatevi intorno: vedrete famiglie bellagine che festeggiano compleanni, coppie di turisti che si godono il loro momento sul lago, gruppi di amici che ridono davanti a un burger. Vedrete, insomma, la vita vera di un ristorante che ha saputo diventare parte del tessuto sociale di Bellagio.
BABAYAGA si trova nel cuore di Bellagio, facilmente raggiungibile passeggiando per il centro storico. Per prenotazioni, informazioni sul menu o per scoprire di più sulla loro storia, potete visitare il sito https://www.babayagabellagio.it/.
Perché BABAYAGA non è solo un posto dove si mangia. È la dimostrazione che con passione, competenza e rispetto per le persone – tutte le persone: staff, clienti, fornitori – si può costruire qualcosa che dura nel tempo. Venticinque anni sono già alle spalle, ma a sentire Andrea parlare dei progetti futuri, viene da pensare che il bello debba ancora venire.
E chissà, magari tra altri venticinque anni ci sarà un’altra generazione di Lindenblatt a raccontare come tutto è continuato, come la tradizione si è evoluta senza tradire se stessa, come un locale può rimanere “fatto di persone” anche quando il mondo intorno cambia a velocità vertiginosa.
Per ora, accontentatevi di una pizza perfetta, di un servizio che vi farà sentire a casa, di una vista sul lago che non ha bisogno di filtri. Il resto – la magia di un posto che ha saputo crescere senza perdere l’anima – lo scoprirete da soli, un boccone alla volta.

