Venti chilometri a piedi dopo una giornata di lavoro, senza nemmeno i soldi per il biglietto del treno. La storia di chi non ha mai mollato
Venti chilometri a piedi: quando il sogno costa tutto
Ci sono momenti nella vita di un imprenditore in cui tutto sembra crollare. Quando i conti non tornano, quando le bollette si accumulano, quando vendi l’auto perché non hai alternative. E poi vendi anche la moto. E poi ti ritrovi senza nemmeno quei pochi euro per tornare a casa dal lavoro. A quel punto, molti gettano la spugna. Lucky no.
“Facevo tante volte a piedi da Bergamo a Verdellino, circa venti chilometri,” racconta oggi con quella calma che hanno solo le persone che sanno cosa significa davvero lottare. “Non avevo manco soldi per pagare il biglietto del treno.”
Vent’anni fa Lucky è arrivato in Italia dall’India. Oggi gestisce due ristoranti nella provincia di Bergamo: la Tequeria Shaan in centro città e il Ristorante Shaan a Seriate. Ma tra allora e oggi c’è un percorso che vale la pena raccontare, fatto di sacrifici che vanno ben oltre quello che normalmente si intende quando si parla di “gavetta”.
Le mani nell’acqua gelida: così è iniziato tutto
“Ho lavorato sempre nella ristorazione a partire da lavapiatti.” Lucky sorride mentre lo racconta, come se parlasse di un’altra vita. In un certo senso, lo è. Lavapiatti, poi pizzaiolo, aiuto cuoco, cuoco. Ogni gradino una conquista, ogni posizione un’opportunità per imparare qualcosa in più su quel mondo della ristorazione che lo affascinava sempre di più.
L’ultimo passaggio prima del grande salto è stato come responsabile di sala in alcuni ristoranti. Un ruolo che gli ha permesso di vedere le cose dall’altra parte del bancone, di capire come funziona davvero un locale quando devi gestirlo, non solo lavorarci. Ma Lucky aveva in mente altro. Voleva il suo ristorante.
Nel 2012 apre. Finalmente. Anni di esperienza, sacrifici, sogni. Tutto condensato in quella prima apertura. Peccato che la realtà, come spesso accade, avesse in serbo qualcosa di diverso rispetto alle aspettative.
Quando il sogno diventa un incubo (e poi una vittoria)
“Al inizio non c’era tanto lavoro e io non avevo nemmeno abbastanza soldi per pagare le spese del ristorante.” La frase è semplice, ma dietro c’è un peso che solo chi ha vissuto quella situazione può capire davvero. Aprire un ristorante significa investire tutto: soldi, tempo, energia. E quando i clienti non arrivano, quando le serrande si alzano davanti a una sala vuota, ogni giorno diventa una battaglia.
La soluzione di Lucky è stata tanto semplice quanto estenuante: lavorare il doppio. Di giorno nelle serre, sotto il sole, per portare a casa qualche soldo. La sera nel suo ristorante, cercando di farlo funzionare, di attirare clienti, di non mollare.
Ma i soldi continuavano a non bastare. L’auto è andata via per prima. Poi la moto. Pezzi della propria vita che venivano sacrificati nella speranza che le cose migliorassero. E invece la situazione continuava a stringere, fino a quel punto limite in cui non hai più nemmeno i soldi per il biglietto del treno.
“Alla fine era arrivato il punto che non avevo manco soldi per pagare biglietto del treno per tornare a casa dal lavoro.” Cosa fai in una situazione del genere? Ti arrendi? Chiedi aiuto? Lucky ha scelto una terza via: camminare. Venti chilometri, dopo una giornata di lavoro nelle serre. E poi di nuovo al ristorante la sera. E poi ancora a camminare.
Prova a immaginare quella strada. La stanchezza nelle gambe. Il peso della giornata sulle spalle. I pensieri che girano nella testa: ce la farò? Ha senso continuare? Non sarebbe più semplice mollare? Ma Lucky continuava a camminare. Sera dopo sera.
La forza dei legami: quando la famiglia fa la differenza
In quella fase buia, Lucky non era completamente solo. Al suo fianco c’era Gina, sua sorella. Insieme avevano deciso di tentare questa avventura imprenditoriale, e insieme hanno affrontato i momenti più duri.
“Io e mia sorella Gina non abbiamo mai mollato,” dice Lucky. Non è retorica. Quando hai venduto tutto quello che avevi da vendere e continui ad andare avanti, quando cammini venti chilometri pur di non rinunciare al tuo sogno, non stai facendo un discorso motivazionale. Stai semplicemente raccontando i fatti.
I due fratelli portavano entrambi nel progetto una ventennale esperienza nella ristorazione. Conoscevano il settore, sapevano gestire un locale, avevano le competenze tecniche. Ma le competenze da sole non bastano quando i clienti non arrivano e i conti non tornano. Serviva altro: testardaggine, forse. O semplicemente la capacità di non farsi schiacciare dalle circostanze.
“Alla fine siamo riusciti a far partire bene il nostro ristorante.” Sembra una frase tranquilla, pronunciata con naturalezza. Ma contiene tutto: le notti insonni, i dubbi, le rinunce, le camminate sotto le stelle dopo una giornata che non finiva mai. E alla fine, la vittoria.
Quando gli chiedi quale consiglio darebbe a chi si trova in difficoltà, Lucky non ha dubbi: “Non mollare mai.” Potrebbe sembrare banale, se non fosse che lui sa esattamente cosa significa. Sa cosa vuol dire continuare quando tutto suggerisce di fermarsi. E sa anche che quella scelta, per quanto dolorosa, alla fine paga.
Mex Shaan oggi: due locali, una filosofia
Oggi Lucky e Gina gestiscono due ristoranti. La Tequeria Shaan si trova in viale Papa Giovanni XXIII, nel cuore di Bergamo. È un locale fusion, messicano e indiano, con pochi tavoli e un’atmosfera informale che ricorda più uno street food che un ristorante tradizionale. Perfetto per chi vuole mangiare bene senza troppe cerimonie.
Il secondo locale è a Seriate, in via Cassinone. Qui l’offerta si allarga: cucina messicana, argentina, spagnola. Un menu più strutturato, un ambiente adatto anche per eventi speciali, compleanni, feste di laurea, addii al nubilato. Due realtà diverse ma legate dalla stessa idea di fondo: offrire cibo di qualità in un ambiente accogliente.
Ma se chiedi a Lucky cosa rende davvero speciali i suoi ristoranti, la risposta va oltre il menu o l’arredamento. “Facciamo tutto espresso con piccante su richiesta del cliente e senza glutine.” Sembra un dettaglio tecnico, ma in realtà racconta molto della filosofia che sta dietro a Mex Shaan.
Il piccante su misura: abbattere gli stereotipi
“Vorrei far capire a tutti che al mio ristorante messicano non è per forza tutto piccante.” Lucky ci tiene particolarmente a questo punto. Lo stereotipo del cibo messicano che brucia la bocca è duro a morire, e molte persone evitano questo tipo di cucina proprio per paura del peperoncino.
“Siccome tutti pensano che il cibo messicano è sempre piccante, ma da noi non è così.” Ogni piatto viene preparato secondo le esigenze del cliente. Se ami il piccante estremo, avrai il tuo peperoncino. Se preferisci sapori più delicati, nessun problema. Il concetto è semplice: il ristorante si adatta a te, non viceversa.
Lucky lo chiama “messicano con piccante su misura”, ed è un approccio che riflette una visione più ampia della ristorazione. Non si tratta solo di cucinare bene, ma di ascoltare davvero chi hai di fronte. Di capire cosa vuole, cosa gli piace, quali sono le sue esigenze. E poi di lavorare per soddisfarle.
Un ristorante per tutti: la certificazione AIC e l’attenzione alle intolleranze
L’attenzione verso il cliente non si ferma al livello di piccantezza. Mex Shaan è certificato AIC, Associazione Italiana Celiachia. È l’unico ristorante messicano con questa certificazione a Bergamo, un dettaglio che racconta molto dell’impegno che Lucky e Gina mettono nel loro lavoro.
Ottenere la certificazione AIC non è una passeggiata. Richiede protocolli precisi, attenzione maniacale alla contaminazione, formazione del personale, controlli continui. Molti ristoranti preferiscono evitare la complicazione e limitarsi a dire “abbiamo qualche piatto senza glutine”. Lucky ha scelto la strada più difficile ma più seria: certificarsi.
“Offro cucina messicana con materie prime di qualità e carne argentina a partire da filetto a una Picanha di Black Angus.” La qualità degli ingredienti non è negoziabile. Ma deve essere una qualità accessibile a tutti, anche a chi ha esigenze alimentari particolari.
In entrambi i locali ci sono proposte gluten free, vegane, vegetariane. Non come ripensamento o concessione, ma come parte integrante del menu. L’obiettivo dichiarato è “soddisfare ogni desiderio degli ospiti”, e Lucky lo prende alla lettera. Cucina golosa ma variegata, ricca ma attenta, dove nessuno deve sentirsi escluso o limitato nelle proprie scelte.
La mentalità del miglioramento continuo
Nonostante il successo raggiunto, Lucky mantiene quell’inquietudine positiva di chi non si accontenta mai. “Mi considero una persona che cerca sempre di migliorare sia nell’ambito del lavoro che nel cibo e vino. Cerco sempre di trovare novità e migliorare il nostro lavoro.”
Non è falsa modestia. È la consapevolezza che in un settore come la ristorazione non puoi mai sederti. I gusti cambiano, le tendenze evolvono, nascono nuovi competitor. Chi si ferma è perduto. Lucky lo sa bene, e per questo continua a studiare, sperimentare, cercare modi per rendere migliore l’esperienza dei suoi clienti.
Questa mentalità di crescita continua è probabilmente uno dei motivi per cui Mex Shaan ha superato quella fase critica iniziale ed è arrivato dove è oggi. Perché Lucky non ha mai smesso di chiedersi “come posso fare meglio?”, nemmeno quando le cose andavano male. E certamente non ora che vanno bene.
Un viaggio nei sapori tra Messico, Argentina, Spagna e India
Entrare da Mex Shaan significa fare un viaggio. I sapori sono quelli della tradizione messicana, ma anche della cucina indiana che Lucky conosce bene, della carne argentina, delle specialità spagnole. Un mix che potrebbe sembrare confuso sulla carta, ma che funziona perché dietro c’è competenza e rispetto per ogni singola tradizione culinaria.
Le pietanze vengono preparate al momento, con ingredienti freschi e selezionati. Niente scorciatoie, niente semilavorati. Il tempo di attesa potrebbe essere un po’ più lungo rispetto a un fast food, ma il risultato in termini di qualità ripaga ampiamente.
L’atmosfera nei due locali è diversa ma complementare. A Bergamo trovi l’informalità dello street food, perfetta per un pranzo veloce o una cena senza troppe pretese. A Seriate l’ambiente è più strutturato, ideale per una serata speciale o per festeggiare un’occasione importante. Ma in entrambi i casi, la convivialità è di casa.
Le lezioni di una storia vera
Cosa si impara dalla storia di Lucky? Tanto, probabilmente. La prima lezione è sulla resilienza. Non quella delle frasi motivazionali sui social, ma quella vera. Quella di chi vende l’auto e poi la moto. Di chi cammina venti chilometri perché non ha i soldi per il treno. Di chi continua ad andare avanti anche quando tutto suggerirebbe di fermarsi.
La seconda lezione riguarda l’importanza di non essere soli. Lucky ce l’ha fatta anche grazie a Gina, sua sorella. Nei momenti più duri, quel sostegno reciproco ha fatto la differenza. Probabilmente, da solo avrebbe mollato. Insieme hanno resistito.
La terza lezione è sull’ascolto. Lucky ha costruito il suo successo mettendo al centro il cliente. Il piccante su misura, le opzioni senza glutine, la varietà del menu: tutto parte dall’idea che il ristorante deve adattarsi alle persone, non viceversa. Sembra ovvio, ma quanti ristoratori applicano davvero questo principio?
E poi c’è la lezione sul miglioramento continuo. Lucky ha raggiunto i suoi obiettivi, ma non ha smesso di crescere. Continua a cercare novità, a migliorare, a imparare. Perché il successo non è un punto di arrivo ma un percorso che non finisce mai.
Dalla teoria alla pratica: venite a provare
Tutto molto bello sulla carta, si potrebbe obiettare. Ma la prova vera è nel piatto. E allora l’invito è semplice: venite a provare. Scoprite se dietro questa storia c’è sostanza o solo belle parole.
La Tequeria Shaan a Bergamo si trova in viale Papa Giovanni XXIII 84. Aperta dal martedì alla domenica, dalle 11:30 alle 22:00. Il lunedì è chiuso, che è l’unico giorno in cui Lucky e il suo staff si concedono una pausa.
Il Ristorante Shaan a Seriate è in via Cassinone 8. Orari: dal martedì al sabato dalle 19:00 alle 02:00, la domenica dalle 12:00 alle 15:00 e poi di nuovo dalle 19:00 alle 02:00. Anche qui, lunedì chiuso.
Per informazioni, prenotazioni o per dare un’occhiata al menu completo, potete visitare il sito www.mexshaan.com.
Che siate amanti del piccante estremo o preferiate sapori più delicati, che abbiate intolleranze alimentari o siate onnivori senza limiti, da Mex Shaan troverete qualcosa di buono da mangiare. E troverete anche la storia di Lucky e Gina, quella storia che parte da un lavapiatti e arriva a due ristoranti, passando per venti chilometri a piedi e la determinazione di non mollare mai.
Perché a volte le storie più belle non sono quelle dei grandi chef stellati o dei ristoranti famosi. Sono quelle di persone normali che hanno avuto il coraggio di inseguire un sogno, la forza di resistere quando tutto crollava, e l’intelligenza di costruire qualcosa che mettesse davvero al centro le persone. Lucky è una di queste persone. E i suoi ristoranti sono il risultato concreto di quella scelta di non mollare, fatta sera dopo sera, passo dopo passo, per venti chilometri e oltre.

