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COMI107: L’audacia di portare il mare dove regna il lago

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Lorenzo Dalmasso
Lorenzo Dalmasso
Educatore e consulente in leadership, con un focus sullo sviluppo personale e professionale.

Federico Comi e Tiani Taurisano hanno scommesso su qualcosa che a Como sembrava impossibile: un ristorante di solo pesce di mare. E stanno vincendo.

Ci sono scelte che sulla carta sembrano follie. Aprire un ristorante di pesce di mare a Como, città che da sempre celebra i suoi laghi e i tesori che ne vengono pescati, poteva sembrare una di quelle idee destinate a schiantarsi contro il muro della tradizione. Eppure Federico Comi e sua moglie Tiani Taurisano l’hanno fatto. E non solo l’hanno fatto: hanno creato qualcosa di speciale, un piccolo angolo dove respirare l’odore del mare a due passi dal Lario.

Via Borgo Vico 107. Un indirizzo storico, una di quelle vie che hanno visto passare generazioni di comaschi. Ed è proprio qui che si nasconde COMI107, il ristorante che sta cambiando le regole del gioco nella ristorazione locale.

Quando due è il numero perfetto

La prima cosa che colpisce entrando da loro è l’atmosfera. Pochi tavoli, spazi raccolti, una sensazione immediata di intimità che oggi è diventata quasi un lusso. “Abbiamo voluto consapevolmente mantenere pochi posti,” spiega Tiani mentre sistema alcuni dettagli in sala. Non è una questione di metri quadri, è una filosofia precisa. Loro due gestiscono tutto, dalla mattina alla sera. Tutto passa dalle loro mani.

“Ci occupiamo di ogni cosa in prima persona,” dice Federico dalla cucina, con quel tono di chi non sta facendo una dichiarazione d’intenti ma semplicemente raccontando la realtà quotidiana. “Dalla selezione del pesce alla preparazione dei piatti, fino all’accoglienza. Per noi non è solo un lavoro, è un modo di prenderci cura delle persone attraverso il cibo.”

Ed è vero. Si sente, si percepisce. Quando marito e moglie decidono di mettere su un’attività insieme, o va malissimo o diventa qualcosa di magico. Nel caso di Federico e Tiani, direi che siamo decisamente nel secondo scenario. C’è una sincronia, una complicità che traspare in ogni gesto. Lui in cucina che lavora il pesce con la precisione di un chirurgo, lei in sala che accoglie gli ospiti con quel calore che non si può fingere.

Un bergamasco con il mare nel sangue

Federico viene da Bergamo. Metà francese per parte di madre, è cresciuto con due anime: quella delle montagne e quella d’oltralpe. Ma fin da bambino aveva una passione che lo distingueva: le pescherie. “Ero letteralmente attratto dalle pescherie,” racconta sorridendo. “Mentre gli altri bambini guardavano le vetrine dei giocattoli, io mi fermavo davanti al banco del pesce.”

L’altra grande influenza è stata la nonna. Il profumo della pasta fresca che preparava la domenica è uno di quei ricordi d’infanzia che non se ne vanno mai, che restano lì a formare il tuo gusto, la tua idea di cosa significhi mangiare bene.

Poi sono arrivati i viaggi. Inghilterra, Colorado, Messico. Non erano semplici esperienze all’estero per arricchire il curriculum. Ogni posto ha lasciato un segno. In Messico, per esempio, ha scoperto delle marinature che ancora oggi caratterizzano alcuni dei suoi piatti. “Ogni viaggio mi ha insegnato qualcosa,” dice. “Non torno mai da un posto senza aver portato a casa un’idea, una tecnica, un sapore.”

La gavetta milanese è stata importante. Il Savini prima, poi il Quinto Piano del Grand Visconti Palace, infine la responsabilità dell’Osteria del Brunello. Tappe che hanno forgiato la sua tecnica, affinato il suo palato, costruito il suo stile. Ma Como lo chiamava. E Como significava poter fare qualcosa di suo, di davvero personale.

La follia necessaria del pesce di mare

Parliamoci chiaro: proporre solo pesce di mare a Como è una mossa audace. I laghi lombardi hanno una tradizione ittica che affonda le radici nei secoli. Il pesce persico, i missoltini, l’agone. Piatti che i comaschi hanno nel DNA. E loro arrivano e dicono: noi facciamo il mare.

“Siamo l’unico ristorante di Como che lavora esclusivamente pesce di mare,” dice Tiani. Non lo dice con arroganza, è un dato di fatto. “Volevamo offrire qualcosa di diverso, un’alternativa per chi magari è cresciuto sul lago ma vuole assaggiare altro.”

La freschezza è il mantra. Federico va personalmente a selezionare il pesce. Conosce i fornitori, sa cosa cercare, non scende a compromessi. “Il pesce o è freschissimo o non lo servo,” taglia corto. “Preferisco cambiare il menu piuttosto che proporre qualcosa che non mi convince al cento per cento.”

E questa ossessione per la qualità della materia prima si sente. Nei piatti del COMI107 il pesce è protagonista assoluto. Niente mascheramenti, niente salse elaborate per coprire. Il pesce parla, racconta da dove viene, quanto è fresco, come è stato trattato.

Una cucina che guarda ovunque

Se c’è una cosa che Federico e Tiani hanno capito è che l’ispirazione non ha pedigree. “Siamo sempre alla ricerca di cose che ci emozionino,” dice lei. “Può essere una sagra di paese o un ristorante stellato. Non facciamo differenze.”

Questa apertura mentale è rara. Molti chef quando raggiungono un certo livello smettono di guardare in basso, si concentrano solo sull’alta cucina, sulle tecniche sofisticate, sui piatti che fanno Instagram. Federico e Tiani no. Loro vanno alle sagre, assaggiano la cucina popolare, si fanno ispirare da una signora che fa le tagliatelle in una trattoria di campagna.

“Ogni esperienza ci insegna qualcosa,” continua Tiani. “L’importante è tenere gli occhi aperti, essere curiosi, non pensare mai di aver già capito tutto.” Federico annuisce dalla cucina. “È un viaggio che non finisce mai,” aggiunge. “Cucinare significa continuare a imparare ogni giorno. Appena pensi di essere arrivato, sei finito.”

Questa umiltà, questa fame di conoscenza, è quello che tiene viva la loro cucina. Ogni stagione porta qualcosa di nuovo nel menu, ogni viaggio regala uno spunto, ogni incontro può trasformarsi in un piatto.

Il cliente non è un numero

In un mondo dove le catene di ristorazione standardizzano tutto e i ristoranti diventano fabbriche di coperti, il COMI107 va controcorrente. “Abbiamo voluto mettere il cliente al centro,” spiega Tiani. “Non è uno slogan, è proprio la nostra filosofia di lavoro.”

Quando prenoti da loro, non sei un tavolo numero sette. Sei una persona, con i suoi gusti, le sue preferenze, magari le sue intolleranze. E loro lo sanno, se lo ricordano, ci lavorano sopra. “Cura e attenzione in ogni dettaglio,” dice Tiani. “Questo è il nostro stile.”

La dimensione intima del locale aiuta. Con pochi tavoli è più facile seguire tutti, dedicare il tempo necessario, non ridurre il servizio a un passaggio automatico di portate. Tiani conosce i clienti, parla con loro, capisce se la serata sta andando bene, se c’è qualcosa che non va, se magari quella persona ha bisogno di un ritmo diverso.

“La ristorazione dovrebbe essere questo,” dice lei. “Non una catena di montaggio, ma un’esperienza. Le persone vengono da noi per staccare, per godersi una serata, per mangiare bene. Il nostro compito è far sì che tutto questo accada.”

Una location che racconta storie

Via Borgo Vico non è una via qualunque. È una di quelle strade che hanno una storia, che hanno visto Como cambiare nel tempo. Il COMI107 si trova al civico 107, in un contesto che sa ancora di autenticità, lontano dalle zone più turistiche, più tranquillo.

“Ci piaceva l’idea di essere un po’ defilati,” dice Federico. “Non cerchiamo il traffico compulsivo dei passanti. Chi viene da noi sa dove sta andando, ha scelto consapevolmente di venirci a trovare.” È un pubblico diverso, più attento, più interessato alla sostanza che all’apparenza.

“Un posto speciale per chi cerca qualcosa di diverso, lontano dal rumore e vicino ai sapori veri,” così descrivono il loro ristorante. E in effetti entrare al COMI107 è un po’ come uscire dal caos quotidiano. Le luci sono morbide, i rumori attutiti, il ritmo rallentato. Qui puoi respirare, puoi concentrarti su quello che stai mangiando, puoi parlare senza dover gridare.

La cucina dei ricordi e delle scoperte

I piatti di Federico sono un equilibrio delicato tra passato e presente. “Mi ispiro ai ricordi d’infanzia ma li evolvo con le esperienze che ho fatto nel mondo,” spiega. Non è nostalgia fine a se stessa, è piuttosto la capacità di prendere un’emozione, un profumo, un sapore della memoria e reinterpretarlo in chiave contemporanea.

Le marinature messicane convivono con tecniche francesi. I sapori del Mediterraneo dialogano con preparazioni imparate a Milano nei ristoranti stellati. Il risultato è una cucina personale, riconoscibile, che non assomiglia a nient’altro.

“La mia cucina è moderna,” dice Federico, “ma ha radici profonde. Ogni piatto racconta qualcosa di me, del mio percorso, di quello che ho imparato.” E si sente. Non c’è quella freddezza tecnicista che a volte caratterizza l’alta cucina. C’è invece calore, c’è anima, c’è la sensazione che dietro quel piatto ci sia una persona vera con una storia da raccontare.

Due che sono diventati uno

La forza del COMI107 sta tutta qui: nell’essere un progetto di coppia vero. Non è Federico che ha un ristorante e Tiani che lo aiuta, o viceversa. È un progetto nato e cresciuto insieme, dove ogni decisione è condivisa, dove i ruoli sono complementari ma ugualmente importanti.

“Lavoriamo bene insieme perché ci completiamo,” dice Tiani. “Io in sala, lui in cucina, ma parliamo sempre, ci confrontiamo, decidiamo insieme.” Federico annuisce. “È più facile affrontare le difficoltà quando sei in due. E nella ristorazione di difficoltà ce ne sono parecchie.”

Hanno lo stesso obiettivo, la stessa visione di quello che deve essere il COMI107. Questo allineamento è fondamentale. Quante attività familiari naufragano perché marito e moglie hanno idee diverse, tirano in direzioni opposte? Loro no. Loro remano nella stessa direzione, con la stessa intensità.

“Certo, non è sempre facile,” ammette Tiani sorridendo. “Lavorare insieme significa anche portarsi a casa il lavoro, non staccare mai completamente. Ma per noi funziona. Anzi, non sapremmo fare altrimenti.”

La scommessa che sta vincendo

Quando hanno aperto, qualcuno ha storto il naso. Pesce di mare a Como? Ma chi te lo fa fare? I dubbi non sono mancati. Ma Federico e Tiani hanno creduto nella loro idea. Hanno puntato sulla qualità, sulla coerenza, sul passaparola.

E piano piano il pubblico è arrivato. Non clienti casuali attratti da una vetrina, ma persone che cercavano proprio quello che loro offrivano. Un’alternativa, un’esperienza diversa, la possibilità di assaggiare il mare senza dover scendere fino a Genova o Portofino.

“All’inizio c’era un po’ di scetticismo,” ammette Federico. “Ma abbiamo lavorato sodo, mantenuto sempre altissima la qualità, e alla fine le persone hanno capito.” Oggi il COMI107 ha i suoi affezionati, quelli che tornano regolarmente, che portano gli amici, che consigliano il locale.

Non puntano ai grandi numeri. Non è quello il loro obiettivo. Vogliono fare bene, continuare a crescere, migliorarsi. “Ogni giorno impariamo qualcosa,” dice Tiani. “Ogni servizio è un’occasione per fare meglio, per capire cosa funziona e cosa no.”

Cosa significa davvero leadership

Parlare con Federico e Tiani è illuminante. Non usano paroloni, non citano guru del management, non fanno grandi dichiarazioni. Eppure incarnano perfettamente cosa significa essere leader nel proprio settore.

La leadership è scegliere una strada e percorrerla fino in fondo, anche quando è in salita. È la capacità di vedere qualcosa che gli altri non vedono, di credere in un’idea quando tutti ti dicono che è sbagliata. Federico e Tiani hanno avuto questa visione: portare il mare a Como. E l’hanno realizzata.

La leadership è anche saper mettere il cliente al centro davvero, non a parole. È sporcarsi le mani, fare tutto in prima persona, non delegare le cose importanti. È la scelta di rimanere piccoli per rimanere eccellenti, di non inseguire la crescita a tutti i costi ma puntare sulla qualità.

La leadership è l’umiltà di continuare a imparare, di non smettere mai di cercare ispirazione, di accettare che non si è mai arrivati. Federico e Tiani lo ripetono spesso: sono sempre alla ricerca, sempre curiosi, sempre disposti a mettersi in gioco.

E soprattutto, la leadership è fare le cose con amore. Perché alla fine è questo che fa la differenza al COMI107. Si sente che quello che fanno non è solo un lavoro, è una passione, è un modo di esprimersi, di prendersi cura degli altri, di dare senso alle proprie giornate.

Un viaggio che continua

Il bello del COMI107 è che la storia non è finita. Federico e Tiani continuano a evolversi, a sperimentare, a cercare. Il menu cambia seguendo le stagioni e la disponibilità del pescato. I viaggi continuano a portare nuove idee. Le sagre e i ristoranti stellati continuano a essere fonte d’ispirazione.

“Non ci fermiamo mai,” dice Federico. “Appena senti di essere arrivato, di aver trovato la tua dimensione definitiva, è lì che cominci a scendere.” È una filosofia che vale per la cucina ma anche per la vita. Continuare a muoversi, a cercare, a crescere.

Tiani lo affianca perfettamente in questa visione. “Ogni cliente che esce soddisfatto è una vittoria,” dice. “Ma ogni cliente che esce entusiasta ci ricorda perché facciamo questo lavoro.” È per quei momenti lì, per quegli sguardi di sorpresa quando assaggi qualcosa di inaspettatamente buono, per quelle persone che ti ringraziano con calore alla fine della serata.

Venite a scoprire il mare a Como

Se vi trovate a Como e volete provare qualcosa di diverso, qualcosa che sfida la tradizione locale con rispetto e qualità, il COMI107 vi aspetta. Non è il solito ristorante di pesce, non è un locale che punta sull’effetto scenografico o sulle mode del momento.

È un posto vero, gestito da due persone vere che hanno messo tutto se stesse in questo progetto. È un locale dove il pesce di mare viene trattato con rispetto e maestria, dove ogni piatto nasce da una storia e da un’esperienza, dove l’accoglienza non è un protocollo ma un gesto spontaneo.

Federico e Tiani hanno creato qualcosa di speciale a Como. Un angolo dove sentire il profumo del mare, dove assaggiare una cucina contemporanea che guarda al mondo senza dimenticare le radici, dove essere coccolati come si faceva una volta, quando il ristoratore ti conosceva e si prendeva cura di te.

Il COMI107 si trova in Via Borgo Vico 107, nel cuore di Como. Per prenotazioni e informazioni, visitate il loro sito www.comi107.com. Fatevi trasportare in questo viaggio tra mare e lago, tra tradizione e innovazione, tra ricordi d’infanzia e scoperte dal mondo. Perché a volte le scelte più coraggiose sono quelle che regalano le soddisfazioni più grandi. E Federico e Tiani lo stanno dimostrando ogni giorno, un piatto alla volta.

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