Come un’idea considerata azzardata all’inizio degli anni Duemiladieci è diventata la catena di hotel per famiglie più premiata d’Italia
Un’idea nata controcorrente
Ci sono storie imprenditoriali che si raccontano da sole, e ci sono storie che invece vanno ricostruite parlando con chi le ha vissute, perché i numeri, da soli, non spiegano mai davvero come ci si è arrivati. Quella di Andrea Falzaresi appartiene a questa seconda categoria. Oggi guida una catena di quindici alberghi lungo la costa romagnola, tra Cesenatico, Cervia, Milano Marittima, Rimini e Riccione, con un fatturato di quaranta milioni di euro concentrato in appena cento giorni di apertura stagionale. Ma quando gli si chiede da dove sia partito tutto, la risposta non ha nulla di epico: “Sin da giovane ho avuto la passione per il turismo, con l’ambizione di creare qualcosa di unico.”
Una frase semplice, quasi understatement, che però racchiude il punto di partenza di un percorso lungo più di un decennio. Perché prima di diventare il fondatore del format Club Family Hotel, Falzaresi ha attraversato un periodo che lui stesso definisce di “crescita lavorativa”, trascorso all’interno dell’hotel di famiglia della moglie. Non un dettaglio biografico marginale: è in quegli anni, lavorando dentro una struttura già avviata, che ha potuto osservare da vicino meccanismi, criticità e margini di miglioramento di un settore che conosceva bene ma che sentiva di poter reinterpretare. Erano gli anni in cui imparava non solo la gestione operativa quotidiana di una struttura ricettiva, ma anche a leggere le esigenze reali degli ospiti, osservando quali richieste tornavano più spesso e quali servizi mancavano quasi ovunque lungo la costa.
Gli anni dell’apprendistato, prima del salto
C’è un momento, nella carriera di chi poi diventa imprenditore in proprio, in cui l’esperienza accumulata smette di essere semplice lavoro e comincia a trasformarsi in visione. Per Falzaresi quel momento arriva dopo un periodo che descrive senza enfasi particolare, ma che evidentemente è stato decisivo: “Ho colto un’occasione imperdibile di mercato per creare il mio prodotto.” Non specifica quale fosse esattamente quell’occasione, ma il contesto storico aiuta a capirla: erano gli anni in cui la Riviera romagnola, pur restando una delle mete balneari più frequentate d’Italia, offriva ancora un’ospitalità piuttosto standardizzata, poco segmentata per tipologia di cliente.
In quel panorama, l’idea di dedicare un intero hotel — e poi, progressivamente, un’intera catena — esclusivamente alle famiglie con bambini non era affatto scontata. Molti operatori del settore, all’epoca, consideravano le famiglie con figli piccoli un target da accogliere insieme a tutti gli altri, non un segmento su cui costruire un modello di business specifico. Falzaresi ha visto le cose diversamente, e ha scelto di scommetterci.
Quando l’All Inclusive in Romagna era un’eccezione
“Per l’epoca era qualcosa di assolutamente diverso: un hotel con vero All Inclusive in Romagna nei primi anni Duemiladieci non era cosa facile da trovare,” racconta. Vale la pena soffermarsi su questo dettaglio, perché oggi, abituati come siamo a formule All Inclusive ovunque, è facile dimenticare quanto fosse insolita quella proposta in un contesto come la costa adriatica, tradizionalmente legata a un’ospitalità più tradizionale, fatta di mezza pensione, pensione completa, camere semplici e pochi extra.
Introdurre un All Inclusive reale, con bevande incluse a qualsiasi ora e servizi pensati specificamente per chi viaggia con bambini, significava rompere con un modello consolidato, in un mercato dove i clienti erano abituati a ragionare per singoli servizi aggiuntivi, non per pacchetti completi. Era una scommessa che avrebbe potuto non pagare. Ha pagato, ma non subito: ci sono voluti anni di lavoro perché quella intuizione diventasse un modello riconoscibile.
Un percorso costruito un anno alla volta
Qui arriva forse il passaggio più interessante di tutta la conversazione con Falzaresi, perché racconta il vero motore della crescita di Club Family Hotel: la pazienza. “Anno dopo anno ho investito gli introiti per migliorare la formula, renderla ogni anno sempre più appetibile, crescendo così sul mercato.” Nessuna operazione finanziaria spericolata, nessuna espansione affrettata per inseguire i concorrenti. Ogni stagione, i ricavi generati venivano reinvestiti per perfezionare l’offerta esistente, prima ancora di pensare ad aprire nuove strutture.
È un dettaglio che dice molto di come ragiona questo imprenditore: la crescita, per lui, non è mai stata un obiettivo a sé, ma la conseguenza naturale di un prodotto migliorato costantemente. Solo dopo aver consolidato la formula in una o due strutture, la catena ha iniziato ad ampliarsi, arrivando oggi a contare quindici alberghi distribuiti su diverse località della Riviera. Un’espansione lenta rispetto agli standard di certi gruppi alberghieri internazionali, ma evidentemente solida, se il risultato è un fatturato di quaranta milioni di euro realizzato in una stagione che, calendario alla mano, dura poco più di tre mesi. Calcolando hotel per hotel, il ritmo di espansione racconta l’apertura di una nuova struttura ogni uno o due anni circa: una cadenza compatibile solo con una gestione finanziaria piuttosto conservativa, lontana dalle logiche di crescita accelerata tipiche di altri gruppi del settore.
Crescere senza passare dai portali di prenotazione
C’è un aspetto della strategia di Falzaresi che merita un approfondimento a parte, perché va controcorrente rispetto a gran parte del settore alberghiero contemporaneo: “Il tutto senza booking o OTA di turno, ma solo investendo in un brand sempre più forte e riconoscibile.” Nell’epoca in cui la maggior parte degli hotel, grandi e piccoli, dipende in misura significativa dai grandi portali di intermediazione online per intercettare i clienti, aver costruito una catena di quindici strutture capace di generare quel volume di fatturato puntando principalmente sulla forza diretta del proprio marchio è un dato che vale la pena sottolineare.
Non significa che Club Family Hotel ignori il mondo digitale — difficile immaginarlo, in un settore dove la presenza online è ormai imprescindibile — ma che la leva principale della crescita è stata un’altra: la reputazione costruita stagione dopo stagione, il passaparola tra famiglie, la fedeltà di chi torna anno dopo anno nella stessa struttura, spesso nello stesso periodo, a volte persino nella stessa camera. Un modello che riduce la dipendenza da intermediari esterni e restituisce all’azienda un controllo più diretto sulla relazione con i propri ospiti.
Cosa significa, in concreto, un hotel pensato per le famiglie
Parlare di “hotel per famiglie” è un’espressione che, di questi tempi, viene usata con una certa disinvoltura da molte strutture ricettive. Vale la pena allora entrare nel dettaglio di cosa significhi davvero all’interno della catena di Falzaresi, prendendo come esempio il Club Family Hotel di Riccione, una delle strutture di punta del gruppo, premiata dalla community di TripAdvisor come miglior hotel per famiglie in Italia.
L’hotel si trova direttamente sulla spiaggia, senza strade da attraversare: dalla camera alla sabbia bastano pochi passi. La formula Club Family All Inclusive® Open Bar H24 & Spiaggia comprende due lettini e un ombrellone per l’intera durata del soggiorno, oltre a bevande illimitate a qualsiasi ora. C’è una piscina riscaldata fronte mare, con acquascivoli per i più piccoli. C’è un’animazione attiva sette giorni su sette, sia in spiaggia che in hotel, organizzata per fasce d’età dai quattro ai diciassette anni, così che un bambino di sei anni e un adolescente di quindici trovino entrambi attività pensate per loro, non lo stesso programma adattato alla meglio.
Ci sono le Tate, dedicate ai bambini più piccoli, per lasciare ai genitori qualche ora di autentico relax. C’è il Kids World, un’area riservata dove i bambini possono giocare in sicurezza. C’è un pediatra disponibile gratuitamente direttamente in hotel, un servizio che in molte altre strutture non si trova nemmeno a pagamento. E poi ci sono i dettagli che, messi insieme, compongono l’identità più riconoscibile del brand: la Arcade Games Room, una sala giochi in stile vintage con flipper, automobiline e una pedana da ballo dove genitori e figli finiscono spesso per sfidarsi; la pista di bumper cars con le macchinine elettriche gommose; il Gommoland Park, un parco di gonfiabili che trasforma le giornate in hotel in qualcosa di simile a un parco divertimenti. Anche i piccoli rituali quotidiani hanno un nome: Dina Merendina, distribuita ogni mattina ai bambini, e Drinky, diventato negli anni il simbolo scherzoso dell’Open Bar sempre disponibile.
A completare il quadro, ci sono aspetti pratici che chi viaggia con bambini sa quanto pesino nella scelta di una vacanza: parcheggio gratuito e garantito senza prenotazione, Wi-Fi gratuito in hotel e in spiaggia, camere pensate per ospitare comodamente famiglie numerose. Per chi cerca maggiore autonomia, la catena offre anche appartamenti vacanza, mantenendo comunque l’accesso a tutti i servizi dell’hotel. Chi preferisce invece le comodità più moderne può optare per le camere vista mare, rinnovate negli ultimi anni per rispondere a una clientela sempre più attenta al comfort, oltre che alla quantità di servizi inclusi.
Il dettaglio che vale più di uno sconto
Se c’è un’iniziativa che racconta con particolare chiarezza la filosofia di ospitalità di Falzaresi, è probabilmente questa: in tutti gli hotel della catena, due ragazzi fino a diciotto anni soggiornano sempre gratuitamente. Non una promozione a tempo, non un’offerta limitata a certi periodi dell’anno, ma una condizione strutturale, valida stagione dopo stagione. Per una famiglia con due o tre figli, questo significa poter pianificare una vacanza al mare con un peso economico decisamente più sostenibile rispetto a molte altre strutture della costa.
Le recensioni raccolte nel tempo restituiscono proprio questa percezione. “Ogni anno torniamo, sembra di essere in una grande famiglia,” scrive un’ospite in una recensione dell’autunno scorso. Un altro cliente sottolinea la qualità del personale dedicato ai più giovani: “Ragazzi fino ai diciotto anni seguiti h24 da animatori preparati adeguatamente.” Sono commenti che, letti uno dopo l’altro, disegnano un’immagine coerente: quella di famiglie che non scelgono l’hotel una volta sola, ma che ci tornano, anno dopo anno, costruendo un rapporto di fiducia che va oltre la singola vacanza.
Una rete che copre l’intera Riviera romagnola
Il gruppo Club Family Hotel non si esaurisce nella struttura di Riccione. La catena comprende oggi altre quattordici strutture distribuite lungo tutta la costa: a Milano Marittima si trovano il Club Family Hotel Milano Marittima, il Michelangelo e il Village; a Cesenatico il Tosi Beach e il Serenissima; a Pinarella di Cervia il Costa dei Pini e il Tintoretto; a Cervia il Cervia Village; a Rimini il Rimini Village; e a Riccione, oltre alla struttura già citata, anche il Riccione Village e il Best Family. Una geografia capillare, che permette alle famiglie di scegliere la località più adatta alle proprie abitudini di vacanza, mantenendo però ovunque la stessa identità di fondo: la formula All Inclusive, l’animazione dedicata, l’attenzione costante verso i più piccoli.
Quello che resta, a fine conversazione
Parlando con Falzaresi, colpisce soprattutto la naturalezza con cui racconta un percorso che, riletto oggi, ha tutti i tratti di una storia imprenditoriale di successo. Non c’è enfasi nel modo in cui descrive la nascita dell’idea, né retorica quando parla dei numeri attuali. C’è piuttosto la concretezza di chi ha imparato il mestiere sul campo, prima di reinventarlo a modo proprio, e che continua a parlarne con lo stesso pragmatismo con cui probabilmente ne parlava vent’anni fa, quando la scommessa era ancora tutta da vincere.
Guardando ai numeri — quindici hotel, quaranta milioni di fatturato, cento giorni di stagione — si potrebbe pensare a una crescita rapida, quasi improvvisa. Non è stato così. È stata una crescita lenta, cadenzata dalle stagioni, ognuna delle quali ha aggiunto un tassello a un progetto che ha richiesto più di dieci anni per assumere la forma attuale. Ed è forse proprio questa lentezza, questa costruzione paziente, a spiegare perché il brand Club Family Hotel sia riuscito a diventare un punto di riferimento così solido per le famiglie italiane, capace di generare fiducia senza bisogno di grandi campagne pubblicitarie o di intermediari esterni.
Un invito a scoprire l’esperienza Club Family Hotel
Chi desidera vivere di persona questa realtà può farlo scegliendo, tra le quindici strutture della catena, il Club Family Hotel di Riccione, direttamente sulla spiaggia, con la sua formula All Inclusive® Open Bar H24 e tutti i servizi pensati per accompagnare grandi e piccoli in ogni momento della giornata. Per conoscere le altre strutture del gruppo, le offerte disponibili nelle diverse località della Riviera romagnola e prenotare la propria vacanza in famiglia, il sito ufficiale della catena resta il punto di riferimento più completo. Una vacanza costruita, stagione dopo stagione, attorno a chi viaggia con bambini: è questa, in fondo, l’idea che vent’anni fa sembrava un azzardo, e che oggi è diventata un modello.

