Un bistrot dove la cucina stellata incontra l’anima veneziana. La storia di un manager che ha scelto di puntare sulla qualità e sull’autenticità nel cuore della Serenissima
Di fronte al Ponte dei Greci, nel sestiere di Castello, Roberto Pepe ha realizzato il suo progetto più ambizioso: un locale che racconta Venezia attraverso i sapori
Il sole del mattino filtra attraverso le persiane di legno, illuminando i tavolini di CHICeria mentre Roberto Pepe prepara la mise en place per l’apertura. È ancora presto, ma il titolare di questo piccolo gioiello nascosto tra le calli di Castello non si ferma mai. “Ogni giorno è una nuova sfida”, dice sorridendo mentre sistema l’ultima tovaglia. “Ma è proprio questo che mi piace di più.”
Siamo ai piedi del caratteristico Ponte dei Greci, in una di quelle zone di Venezia che i turisti frettolosi spesso si perdono, concentrati com’sono sui percorsi obbligati verso San Marco. Eppure è proprio qui, in questo angolo autentico della città, che Roberto ha scelto di investire le sue energie e la sua esperienza per creare qualcosa di speciale.
Le radici di una passione
La storia di Roberto Pepe nella ristorazione inizia lontano da Venezia, ma come spesso accade, tutte le strade portano alla Serenissima. “Vengo da anni di gavetta nei ristoranti stellati in Italia e in Francia”, racconta mentre ci accompagna in una breve visita del locale. “Ho lavorato in cucine dove la precisione era tutto, dove un grammo di sale in più poteva rovinare un piatto. È stata una scuola durissima, ma necessaria.”
Gli occhi di Roberto si illuminano quando parla di quegli anni formativi. Le alzate all’alba, le giornate infinite, la pressione costante, ma anche la soddisfazione di vedere un piatto perfetto uscire dalla cucina. “In Francia ho imparato l’eleganza del servizio, l’attenzione ai dettagli che fa la differenza. Ma ho anche capito che la tecnica senza anima non basta.”
Il richiamo di Venezia è arrivato attraverso gli amici. “Alcuni miei cari amici veneziani mi hanno proposto questo progetto”, spiega. “Avevano una visione: creare un posto dove bellezza, qualità e convivialità si incontrassero. Io ho portato l’esperienza, loro la conoscenza del territorio.”
Un concept che rompe gli schemi
CHICeria non è facile da catalogare. Non è un ristorante tradizionale, non è una trattoria, non è nemmeno un wine bar nel senso classico. “È un bistrot”, precisa Roberto. “Ma un bistrot pensato per Venezia, con tutto quello che questo significa.”
Il locale si presenta con un’eleganza sobria che colpisce immediatamente. I colori sono caldi, l’illuminazione studiata, ogni dettaglio curato senza essere ostentato. “Volevamo che chi entra si sentisse subito a proprio agio”, continua Roberto. “Non intimidito dalla formalità, ma nemmeno deluso dalla banalità.”
La filosofia di CHICeria si riassume in quello che Roberto chiama “l’eleganza della semplicità”. “Non servono fronzoli quando hai prodotti di qualità”, spiega. “Il nostro lavoro è esaltare quello che la natura e i produttori ci offrono, non nasconderlo dietro preparazioni eccessive.”
La cucina di Alessandro Marangoni
Il cuore pulsante di CHICeria è la cucina guidata dallo chef Antonio Scognamiglio. “Alessandro è un talento vero”, dice Roberto con orgoglio. “Ha la capacità di prendere un prodotto semplice e trasformarlo in qualcosa di speciale, senza tradirne l’essenza.”
La proposta culinaria di CHICeria riflette questa filosofia. Il menu cambia seguendo la stagionalità, privilegiando i prodotti locali quando possibile. “Non abbiamo la pretesa di rivoluzionare la cucina veneziana”, chiarisce Roberto. “Ma vogliamo presentarla con una sensibilità contemporanea, renderla accessibile anche a chi non la conosce.”
Un esempio? Il loro baccalà mantecato, servito con una cialda di polenta croccante e un filo di olio extravergine di Taggia. “È un piatto che parla di Venezia, ma presentato in modo che anche un turista americano possa apprezzarlo e capirlo”, spiega Roberto.
La ricerca delle materie prime è maniacale. “Lavoriamo con produttori che condividono i nostri valori”, continua. “Non è solo una questione di qualità, ma di rispetto per il territorio e per chi lo abita.”
Più di un ristorante
Una delle caratteristiche che rende CHICeria unico nel panorama veneziano è la sua vocazione culturale. “Non volevamo essere solo un posto dove si mangia”, spiega Roberto. “Venezia è storia, arte, cultura. Noi vogliamo essere parte di questa narrazione.”
Gli eventi organizzati da CHICeria non sono semplici cene a tema, ma momenti di scoperta. “Organizziamo degustazioni con i produttori, incontri con artisti locali, serate dedicate alla cultura veneziana”, racconta Roberto. “L’idea è far vivere ai nostri ospiti un’esperienza completa, non solo gastronomica.”
Una delle collaborazioni più riuscite è stata quella con alcuni maestri vetrai di Murano. “Abbiamo organizzato una serata dove i nostri ospiti hanno potuto vedere all’opera un maestro vetraio mentre gustavano i nostri piatti”, ricorda Roberto. “Il parallelismo tra l’arte del vetro e quella culinaria è stato naturale.”
Il territorio come isprazione
La posizione di CHICeria nel sestiere di Castello non è casuale. “Castello è la Venezia più autentica”, spiega Roberto. “Qui vivono ancora i veneziani veri, qui resiste lo spirito della città. Volevamo essere parte di questa comunità.”
Il quartiere offre il giusto equilibrio tra accessibilità e autenticità. “Siamo a pochi passi da San Marco, ma in una zona che conserva la sua identità”, continua. “I nostri clienti possono visitare i luoghi più famosi della città e poi venire qui a scoprire la Venezia che i turisti frettolosi non vedono.”
Questa scelta si riflette anche nel rapporto con i fornitori locali. “Lavoriamo con il pescivendolo del mercato di Rialto, con i produttori dell’entroterra veneto, con i piccoli caseifici delle isole”, elenca Roberto. “Non è solo una questione di chilometro zero, ma di sostegno alla comunità locale.”
L’arte dell’accoglienza
Se c’è una cosa che colpisce di CHICeria è l’atmosfera che si respira. “Il nostro obiettivo è far sentire ogni ospite speciale”, dice Roberto. “Non a casa, ma in vacanza. È una differenza sottile ma fondamentale.”
Questa filosofia si traduce in mille piccoli dettagli. Il modo in cui viene presentato il menu, l’attenzione nel servire il vino, la capacità di anticipare le esigenze senza essere invadenti. “Il nostro staff è formato per creare un’esperienza”, spiega Roberto. “Non siamo camerieri, siamo narratori della storia di CHICeria.”
La formazione del team è un aspetto cruciale. “Non basta essere tecnicamente bravi”, continua Roberto. “Bisogna credere nel progetto, condividere i valori, essere ambasciatori della nostra filosofia.”
Sostenibilità come scelta etica
In un’epoca in cui la sostenibilità è diventata una parola d’ordine, CHICeria la vive come una scelta etica profonda. “Non è marketing”, chiarisce Roberto. “È un modo di intendere la ristorazione, rispettoso dell’ambiente e delle persone.”
Questo approccio si manifesta in scelte concrete. “Privilegiamo i prodotti locali e stagionali, riduciamo al minimo gli sprechi, scegliamo fornitori che condividono i nostri valori”, elenca Roberto. “È un lavoro quotidiano, non sempre facile, ma necessario.”
La sostenibilità di CHICeria passa anche attraverso il rapporto con i dipendenti. “Crediamo in contratti dignitosi, in orari umani, nella formazione continua”, dice Roberto. “Un team sereno offre un servizio migliore, è un circolo virtuoso.”
Le sfide del mercato veneziano
Aprire un ristorante a Venezia significa confrontarsi con sfide uniche. “Il turismo di massa è un’opportunità, ma può essere anche una trappola”, riflette Roberto. “Noi abbiamo scelto di puntare sulla qualità, non sulla quantità.”
La strategia di CHICeria è chiara: attrarre una clientela consapevole, disposta a pagare il giusto prezzo per un’esperienza autentica. “Non facciamo il menu turistico”, dice Roberto sorridendo. “Proponiamo la stessa qualità a tutti, veneziani e turisti.”
La concorrenza è agguerrita, ma Roberto non sembra preoccupato. “Venezia ha bisogno di proposte diverse”, spiega. “C’è spazio per tutti, purché si lavori con serietà e passione.”
Il futuro di CHICeria
Guardando al futuro, Roberto ha le idee chiare. “Vogliamo consolidare la nostra posizione, ma senza perdere l’anima”, dice. “Il successo non deve cambiare la nostra identità.”
I progetti in cantiere sono ambiziosi. “Stiamo lavorando a nuove collaborazioni con artisti e produttori locali”, rivela Roberto. “Vogliamo creare un network di eccellenze che possano raccontare Venezia attraverso esperienze uniche.”
C’è anche l’idea di sviluppare percorsi gastronomici che possano far scoprire ai clienti la storia e la cultura veneziana attraverso il cibo. “Il cibo è memoria”, dice Roberto. “Ogni piatto racconta una storia, noi vogliamo essere i narratori di queste storie.”
Un modello da seguire
CHICeria rappresenta un modello interessante per chi vuole fare ristorazione di qualità oggi. Roberto spiega: “Servono passione, competenza e la capacità di creare un’esperienza.”
La lezione di CHICeria è che l’autenticità paga sempre. “In un mondo sempre più standardizzato, le persone cercano esperienze vere”, continua Roberto. “Noi cerchiamo di offrire proprio questo: autenticità, qualità, emozione.”
Il successo di CHICeria è anche la dimostrazione che Venezia può ancora offrire opportunità a chi sa coglierle. “La città ha bisogno di persone che la amino davvero”, conclude Roberto. “Che vedano oltre il turismo di massa e sappiano proporre qualcosa di diverso.”
CHICeria si trova ai piedi del Ponte dei Greci, nel sestiere di Castello, a pochi passi da Piazza San Marco. Per informazioni e prenotazioni: chiceria@priulicollection.com – www.chiceria.it
L’eleganza della semplicità che Roberto Pepe ha portato nel cuore di Venezia continua a conquistare chi cerca un’esperienza autentica. In una città che spesso sembra appiattita sul turismo di massa, CHICeria rappresenta la dimostrazione che c’è ancora spazio per progetti originali, appassionati e rispettosi del territorio. Un esempio che gli imprenditori farebbero bene a seguire.

