A Borgo Hermada, tra Terracina e il Circeo, un vecchio fienile è diventato agriturismo, B&B e ristorante. In cucina c’è la figlia del titolare, che oggi si trova a raccogliere il testimone.
Il nome è la prima cosa che incuriosisce. Le Terre di BAC, con quella sigla in maiuscolo, fa pensare a un acronimo aziendale, a qualche consorzio agricolo. La spiegazione è molto più domestica, e la dà Chiara, che del ristorante di famiglia è la chef da quattordici anni: “Il nome del nostro agriturismo nasce dall’unione delle iniziali di Alessio e Chiara, i figli del titolare, mio padre.”
Quando i genitori hanno scelto quel nome, i figli erano il futuro dell’azienda. Adesso quel futuro è arrivato, e ha la forma di un passaggio generazionale che Chiara e Alessio stanno vivendo in prima persona, tra i fornelli, i campi, i conti, i fornitori e una famiglia in cui ognuno ha il suo posto.
Siamo a Borgo Hermada, nel comune di Terracina, provincia di Latina. È la campagna dell’Agro Pontino, piatta e ordinata, attraversata dalle strade migliare che portano ancora i numeri della bonifica. L’indirizzo dell’agriturismo è proprio questo: Strada Migliara 58, n° 208. Da qui le spiagge di Sabaudia e San Felice Circeo sono a due passi, e Terracina con il suo centro storico è appena dietro la curva.
Un fienile, un sogno e una coppia di agricoltori
La storia comincia nel 2009. Gianfranco e Lucia sono agricoltori, gente che conosce la terra per averla lavorata ogni giorno. Hanno un’azienda agricola con ortaggi, ulivi e animali da cortile. Hanno anche un vecchio fienile, e un’idea: ristrutturarlo per accogliere persone che vengano a vedere da vicino quello che loro fanno da sempre.
Sul sito dell’agriturismo la famiglia lo racconta senza giri di parole, parlando di un sogno realizzato. Il desiderio era condividere l’amore per la propria terra e per i suoi frutti. Da quel fienile ristrutturato è nata una struttura moderna, dall’architettura pulita, che si appoggia sulla campagna senza stonare. La famiglia la chiama un’oasi di tranquillità a due passi dal mare, e l’espressione rende bene l’idea: intorno ci sono soltanto ulivi, alberi da frutta, giardini e il silenzio della pianura.
“Nati originariamente come azienda agricola, nel tempo siamo cresciuti ampliando la nostra offerta con un accogliente B&B e una ristorazione genuina”, spiega Chiara. Prima i campi, poi le camere, poi la cucina. Ogni passo è stato fatto quando il precedente era già solido.
Chi fa cosa a Borgo Hermada
Chi soggiorna qualche giorno a Le Terre di BAC impara in fretta a riconoscere le persone di casa. C’è Alessio, rientrato in azienda negli ultimi anni, che oggi gestisce l’azienda agricola e la manutenzione raccogliendo il testimone da papà Gianfranco; al suo fianco c’è sua moglie Ilaria, che ha preso in mano la gestione del B&B, dall’accoglienza degli ospiti alle sue mitiche torte fatte in casa per la colazione.
Oggi Gianfranco e la moglie Lucia fanno un passo indietro, godendosi un ruolo di supporto e lasciando spazio ai giovani, ma la loro impronta si sente ancora nell’anima del posto. Gianfranco si vede meno in sala e più tra gli ulivi, sempre instancabile nel curare la terra. E sebbene la gestione delle camere sia passata a Ilaria, lo spirito caloroso di mamma Lucia continua a vivere nei racconti degli ospiti, che spesso la ricordano con affetto nelle recensioni.
C’è chi racconta che Lucia — o chi la affianca oggi con la stessa cura — lo ha richiamato di sua iniziativa quando si era liberata una stanza, in un sabato che sembrava tutto pieno. Un altro ospite ricorda la disponibilità nel farlo tenere la camera qualche ora in più la domenica, così da concedersi un ultimo bagno al Circeo prima di ripartire. Sono gesti piccoli, ma capaci di lasciare il segno.
Non sono solo le famiglie in vacanza a notarlo. Un ospite arrivato per una sola notte, in viaggio di lavoro, ha scritto di aver trovato tutto perfetto: camera pulita, cena abbondante e buonissima, un ottimo rapporto tra qualità e prezzo e una gestione professionale e simpaticissima. Ha chiuso la recensione promettendo di tornare e consigliando il posto a tutti.
Poi c’è Chiara, in cucina, cuore pulsante dei piatti che conquistano gli ospiti.
“Per me la nostra azienda è una grande famiglia”, dice Chiara. “Il successo non è mai un traguardo solitario, ma il risultato del remare tutti insieme nella stessa direzione.”
Nella squadra ci sono anche i collaboratori, e Chiara ne parla con un affetto evidente. Sono persone che lavorano con lei da anni, collaboratori storici che, parole sue, “ormai sono come fratelli”. Nella ristorazione, dove i cuochi e i camerieri cambiano spesso da una stagione all’altra, tenere insieme lo stesso gruppo così a lungo è un risultato che pochi possono vantare.
Quattordici anni fa, una cucina tutta da conquistare
Quando Chiara ha preso in mano la cucina del ristorante di famiglia, aveva davanti due ostacoli. Li elenca lei stessa, con franchezza: “All’inizio ho dovuto affrontare due sfide principali: far accogliere un’idea di ristorazione innovativa in un contesto tradizionale e affermarmi come giovane donna chef.”
Il primo ostacolo aveva a che fare con il luogo. Da un agriturismo pontino ci si aspettano certi piatti, certe porzioni, certi sapori che le famiglie della zona conoscono a memoria. Chiara voleva usare gli stessi prodotti, quelli coltivati a pochi metri dalla cucina, ma lavorarli con uno sguardo più moderno. Significava chiedere agli ospiti di fidarsi.
Il secondo ostacolo era più personale. Era giovane, era donna, e si trovava al comando di una cucina in un mestiere che per decenni ha avuto quasi solo volti maschili. In più era “la figlia”, e in un’impresa familiare quella parola può pesare in entrambe le direzioni.
Chiara ha tenuto il punto. “Grazie alla determinazione e al supporto della mia famiglia, ho trasformato questi ostacoli in punti di forza, ottenendo importanti riconoscimenti e costruendo una squadra coesa di collaboratori storici.”
Gli ospiti, a giudicare da quello che scrivono, si sono lasciati convincere. Una signora che ha passato una settimana a Borgo Hermada la paragona a un’artista e definisce la sua cucina unica. Un altro cliente ricorda una cena con quattro adulti e un bambino in cui tutti hanno trovato piatti saporiti e vari. Un altro ancora parla semplicemente di cibo divino e promette di tornare.
“Questo traguardo dimostra come la solidità dei valori e la coerenza della mia visione permettano di superare ogni difficoltà”, aggiunge lei.
Dal campo al piatto, pochi metri di distanza
La cucina di Chiara segue le stagioni, e non potrebbe fare altrimenti, visto che buona parte di quello che arriva in tavola esce dai campi dell’azienda. Ci sono gli ortaggi freschi, a cominciare dalle zucchine dell’Agro Pontino, prodotto di cui la zona va fiera. C’è l’olio extravergine d’oliva, spremuto dagli ulivi che circondano la struttura e prodotto in esclusiva dalla famiglia. Ci sono gli animali da cortile allevati in azienda.
Il principio è quello del chilometro zero, preso alla lettera. Intorno alla struttura, oltre agli ulivi, crescono alberi da frutta, e l’orto cambia volto a ogni stagione. Le verdure del mattino possono diventare il contorno della sera, e chi si siede a tavola può vedere dalla finestra gli alberi da cui viene l’olio.
In carta si trova una selezione di vini del territorio, scelta per accompagnare piatti che parlano la lingua di questa parte di Lazio. Il ristorante accoglie sia gli ospiti del B&B sia chi arriva da fuori solo per cena.
Chiara definisce la sua proposta una cucina moderna fortemente legata al territorio. Tradotto in pratica, significa sapori riconoscibili per chi è cresciuto da queste parti, presentati con una tecnica e una leggerezza che guardano all’oggi. Le porzioni, dicono gli ospiti, restano generose.
Dormire tra gli ulivi, con il mare dietro l’angolo
Chi decide di fermarsi trova camere e appartamenti con pavimenti in cotto, aria condizionata e arredi semplici. Ogni sistemazione ha il giardino e un’area esterna riservata. Niente di ostentato: l’idea è sentirsi a casa, e la maggior parte degli ospiti dice di esserci riuscita.
La colazione merita un capitolo a parte. È un buffet all’italiana dove quasi tutto è preparato in casa, dai biscotti alle marmellate, dalle torte alle crostate artigianali. Un cliente che torna anche d’inverno racconta di averla trovata sempre di alto livello, insieme a una camera ben riscaldata anche nei mesi freddi.
Fuori, la fattoria. Caprette, maialini, galline, oche e anatre vivono negli spazi intorno alla struttura, e i giardini hanno giochi per i bambini e un bel prato dove poter rilassarsi all’aria aperta.
Chi arriva per la prima volta resta colpito soprattutto dall’ordine. Un ospite che ha trascorso qui un fine settimana parla di una struttura nuova e molto curata, resa accogliente dalla proprietà. Un altro sottolinea la produzione propria della fattoria, lo spazio verde riservato ai più piccoli e prezzi che definisce giusti, oltre a una cucina fatta di piatti gustosi e genuini.
Un padre che viene ogni anno con la famiglia descrive l’arrivo come un ritorno a casa dopo un inverno lunghissimo. I suoi figli, scrive, qui toccano finalmente la natura con mano.
La posizione fa il resto. In pochi minuti si arriva al mare di Sabaudia o del Circeo. Poco più in là ci sono il Tempio di Giove Anxur che domina Terracina dall’alto, i Giardini di Ninfa e l’Abbazia di Fossanova. Per chi ama muoversi, l’agriturismo collabora con partner della zona per escursioni in mountain bike ed e-bike alla scoperta dell’Agro Pontino.
Il testimone che passa di mano
Tutto questo, oggi, sta cambiando di mano. Chiara lo dice apertamente quando le si chiede quale sia la sfida più grande del momento: “Il passaggio generazionale. È una transizione che sta trasformando il mio ruolo e la mia quotidianità, richiedendo nuove competenze che acquisisco unendo studio costante e pratica sul campo.”
Per quattordici anni il suo mondo è stato soprattutto la cucina: i menu, la brigata, i fornitori, il servizio. Adesso lo sguardo si allarga all’intera azienda, con le sue tre anime da tenere insieme. Chiara, insieme al fratello Alessio, ha scelto di affrontare questa fase studiando, e continuando intanto a lavorare ogni giorno sul campo.
Nella descrizione dell’attività, la famiglia spiega bene come vede questa fase: “Oggi la nuova generazione unisce l’esperienza della tradizione a una gestione fresca, giovanile e con una maggiore attenzione all’ecosostenibilità e alla cura dei dettagli.”
L’attenzione all’ambiente, in un’azienda che vive di quello che la terra produce, ha un senso molto concreto. Vuol dire pensare a come si coltiva oggi per poter coltivare ancora tra vent’anni. La cura dei dettagli invece si vede nelle piccole cose, dalle crostate della colazione al modo in cui vengono sistemate le camere.
Il rapporto con la terra resta il punto fermo. Gli ortaggi, l’olio e gli animali della fattoria continuano a essere la base di tutto, e la nuova gestione parte da lì, dal lavoro quotidiano nei campi che Gianfranco porta avanti da una vita.
Gianfranco e Lucia restano al loro posto, con la loro esperienza e il loro legame con questa terra. Chiara e Alessio portano una gestione più fresca e giovane. Il punto di forza dell’agriturismo, dice Chiara, è proprio questo incontro: “Il perfetto connubio tra passione familiare, tradizione e innovazione giovanile.”
Imparare ancora, anche adesso
Chiara ha alle spalle quattordici anni di cucina e dei riconoscimenti importanti, eppure quando parla di sé si descrive come una persona ancora in formazione.
“Mi considero in costante crescita”, dice. “Credo che tenacia, inventiva e, soprattutto, l’umiltà di saper imparare siano alla base dell’evoluzione professionale.”
Nella sua frase la parola “soprattutto” sta davanti all’umiltà. È la stessa disposizione che si riconosce nel modo in cui sta affrontando il passaggio generazionale: studio, pratica, e la disponibilità ad ascoltare chi ha costruito l’azienda prima di lei.
A chi si trova davanti a un percorso simile, Chiara lascia un consiglio in tre parti.
“Il mio consiglio? Non smettete mai di imparare, affrontate le sfide con coraggio e circondatevi di persone di valore. Il vero successo è sempre un cammino condiviso.”
Sono parole che trovano riscontro nella sua storia. Chiara ha cominciato come giovane chef in un contesto molto legato alla tradizione, con un’idea di cucina innovativa. Ha costruito una squadra che resta, ha lavorato ogni giorno accanto ai genitori, e ora prende in mano l’azienda che porta la sua iniziale nel nome.
Una tavola apparecchiata a Borgo Hermada
Le Terre di BAC è cresciuto come crescono le cose fatte bene in campagna, un raccolto alla volta. Il fienile del 2009 oggi ospita un ristorante con una cucina riconoscibile, camere curate e una fattoria che fa la felicità dei bambini. Dietro c’è una famiglia che lavora insieme e che ha saputo coinvolgere nel progetto anche i propri collaboratori.
Chi passa da Terracina, chi cerca qualche giorno tra il Circeo e Sabaudia o chi vuole semplicemente una cena con i prodotti di quella terra, può trovarli in Strada Migliara 58, n° 208, a Borgo Hermada. Il sito www.leterredibac.com racconta il ristorante, il B&B e le esperienze sul territorio, e da lì si può prenotare un tavolo o una camera.
All’arrivo ci saranno Ilaria al B&B, Chiara in cucina e gli animali della fattoria, pronti ad accogliere grandi e piccini. La famiglia promette di farvi sentire a casa, e a leggere quello che scrivono gli ospiti ci riesce da anni.

