Incontro con Claudio, il barman-ristoratore che ha trasformato un sogno in realtà nella Val Camonica
Sono le sei di sera quando arrivo al Carmen Food Lab di Darfo Boario Terme. Il locale si sta preparando per il servizio serale e c’è quel fermento tipico dei ristoranti seri: qualcuno sistema i tavoli, in cucina si sente il rumore dei coltelli sui taglieri, l’aria profuma già di qualcosa di buono che bolle sui fornelli.
Claudio mi accoglie con un sorriso genuino, quello di chi è davvero contento di raccontare la sua storia. È lui il gestore, il bartender, l’anima di questo posto che definisce semplicemente “il locale che non c’era”. E guardandomi intorno, capisco subito cosa intende.
Nonna Carmen e la ricetta dell’accoglienza
“Tutto è iniziato da nonna Carmen,” mi spiega mentre mi fa accomodare a uno dei tavoli. “Era di origini emiliane, ed oltre ad essere stata un’ottima nonna, era anche un’ottima cuoca. Ma d’altronde si sa… le nonne, cucinano sempre bene e ti trattano sempre come un re.”
La filosofia del locale nasce proprio da questo ricordo familiare. Non è marketing, è qualcosa di più profondo. “È proprio con questo spirito che ci piace accogliere i nostri clienti,” continua Claudio. “Non importa che sia per un pranzo veloce, aperitivo, un’ottima cena, un cocktail ben fatto, oppure semplicemente un caffè… L’importante è: ‘Sei stato bene?'”
Mentre parla, noto come i suoi occhi si accendano. Non è la solita retorica da imprenditore della ristorazione. C’è qualcosa di autentico nel modo in cui descrive il rapporto con i clienti. “Accomodati e sentiti a casa,” mi dice. E davvero, nonostante sia la prima volta che metto piede qui, mi sento a mio agio.
L’ambiente aiuta. Legno, ferro, arredi vintage, luci soffuse. “L’arredamento offre un ambiente confortevole, industrial chic,” spiega Claudio. “Materiali industrial quali legno e ferro, arredamento vintage e luci soffuse con la giusta musica.” Ogni dettaglio è studiato, ma senza quella freddezza tipica dei locali troppo “progettati”. Ha un’anima, questo posto.
Un menù che cambia con le stagioni (e non solo)
“Il nostro menu serale è ispirato alla cucina italiana con quell’ingrediente alternativo che ci permette di rendere i nostri piatti esclusivi,” mi racconta mentre sfoglio la carta. “Prediligendo ingredienti italiani e locali, sfiorando il concetto di gourmet.”
Quello che colpisce non è tanto la varietà, quanto la cura. “Ci piace variare il nostro menu in base alla stagionalità cambiandolo ogni 5/6 mesi.” Ma la verità è che qui cambiano molto più spesso. “Il menu serale cambia quasi settimanalmente,” confessa Claudio. “Pochi prodotti, sempre freschi e di stagione, sia locali che non locali sfruttando al massimo le eccellenze italiane e straniere.”
È un approccio coraggioso per un locale di provincia. Più facile sarebbe proporre sempre gli stessi piatti, quelli che “vanno sicuro”. Invece Claudio ha scelto la strada più difficile: sorprendere continuamente.
Prendo in mano il menu della cena e leggo: “Paccheri di Gragnano, astice, bisque d’astice, ricotta vaccina, pepe verde tostato.” Oppure: “Polpo alla griglia, aria di cetriolo e rosmarino, ristretto di pomodori secchi.” Non sono piatti da trattoria qualsiasi.
“Curiamo i dettagli sia della mise en place che dell’impiattamento in modo da fare effetto wow già alla prima vista,” spiega Claudio. E quando arriva uno dei piatti per la foto, capisco cosa intende. È bello da guardare prima ancora che buono da mangiare.
La pizza delle 72 ore (e della pazienza)
“La nostra lievitata di 72 ore, lavorata a mano!” dice Claudio con un orgoglio che non nasconde. Non è solo uno slogan per attirare clienti. “Lievitata 72 ore, lievito madre, lavorata interamente a mano e re-impastata a mano ogni 3 ore. Farcita con prodotti di prima scelta.”
Gli chiedo se non è un lavoraccio. “Certo che lo è,” ride. “Ma è quello che fa la differenza. Dal lunedì al venerdì, solo a cena. Perché non si può fare una pizza così a caso.”
È il tipo di dedizione che non ti aspetti in un locale di Darfo Boario Terme. Ma forse è proprio questo che rende Carmen Food Lab speciale: la voglia di fare bene le cose, anche quando nessuno ti obbliga.
Cocktail d’autore in Val Camonica
Claudio è prima di tutto un bartender. E si vede. “Un barman specializzato in cocktail ben fatti, bilanciati e con distillati e liquori di ottima qualità,” si descrive senza false modestie. “Bere bene è importante.”
Ma la vera chicca sono i dettagli artigianali: “Offriamo un cocktailbar per aperitivi personalizzati sia alcolici che analcolici che si distinguono dalla massa grazie a infusioni fatte in casa, sciroppi fatti in casa e liquori e prodotti premium.”
“Infusioni fatte in casa?” gli chiedo incuriosito.
“Tutto fatto da noi,” conferma. “Sciroppi, infusioni, preparazioni speciali. Ogni cocktail può essere personalizzato. Non facciamo i soliti Spritz da aperitivo estivo. Qui se vuoi bere bene, puoi farlo davvero.”
È un approccio da cocktail bar di città applicato a un contesto di provincia. “Tenendo sempre un occhio di riguardo sulla performance, promozioni e attività che fanno sentire i clienti della nostra piccola realtà come se fossero in un locale in città,” spiega Claudio.
Maestro di cocktail e formatore di giovani
Oltre a gestire il locale, Claudio ha un’altra passione: insegnare. “Formo personale nel mio locale e sono impegnato anche con scuola alberghiera in formazione bar per gli alunni.”
Non è solo questione di tecnica. “Curando sia la parte professionale che personale dei miei ragazzi, in modo da educarli al contatto con la gente, alla vendita e alla presenza.”
Gli chiedo cosa significhi “educare alla presenza”.
“Significa che quando sei dietro al banco non stai solo versando drink. Stai creando un’esperienza per il cliente. Il modo in cui lo guardi, come gli parli, l’attenzione che gli dedichi. Tutto questo fa la differenza tra un barman e un vero professionista.”
È evidente che per Claudio formare i giovani non è solo un lavoro extra, ma una missione. “I ragazzi di oggi hanno talento, ma spesso non capiscono l’importanza dei dettagli. Io cerco di trasmettere loro questa passione.”
L’ossessione per i dettagli
“Sono attento ad ogni dettaglio che include: dettagli piatti, pagina instagram e set fotografico, atmosfera, luci e musica.” Claudio non scherza quando parla di attenzione ai dettagli.
Mentre parliamo, noto come controlli costantemente che tutto sia perfetto: un bicchiere spostato di qualche centimetro, la posizione di un tovagliolo, l’intensità delle luci. “L’atmosfera del locale è tutto,” mi dice. “Pranzo, aperitivo, cena o dopocena l’atmosfera sarà indimenticabile.”
Anche la pagina Instagram del locale riflette questa cura maniacale. Ogni foto è studiata, ogni didascalia pensata. “Amiamo la buona cucina ma anche il design!” scrive in uno dei post. E si vede.
“Il tiramisù è talmente bello che quasi dispiace mangiarlo!” è la didascalia di uno dei dolci. Quando lo vedo dal vivo, capisco che non è esagerazione.
Dalla gavetta al successo: “Mi ritengo molto resiliente”
La strada di Claudio non è stata sempre in discesa. “Mi ritengo molto resiliente, soprattutto dopo gli anni difficili, che ha sempre voluto investire per migliorare passo dopo passo.”
Non entra nei dettagli degli anni difficili, ma si capisce che ha dovuto superare ostacoli importanti. “Amo il mio lavoro e ci metto una passione unica cercando di trovare sempre il modo di stupire i miei clienti.”
È questa passione che trasforma un semplice locale di provincia in qualcosa di speciale. “Il mio consiglio è di non sottovalutare mai questo settore, di cercare sempre di innovarsi, seguire trend e tendenze, ma trovando il modo di differenziarsi.”
Un laboratorio sempre in movimento
“Carmen è in continuo movimento,” mi spiega Claudio. “Chissà potreste capitare in una delle cene accompagnate da musica jazz, blues, folk oppure semplicemente un’apericena estivo per il tuo compleanno!”
Gli eventi speciali sono una costante. Non il classico piano bar del sabato sera, ma proposte studiate. “Ora di cena: atmosfera e buona musica!” scrive su Instagram, e dalle foto si vede che non è il solito sottofondo.
“Un po’ come stare a casa! Vi piace?” chiede in un altro post, mostrando l’ambiente durante una serata particolare. E dai commenti dei clienti si capisce che l’obiettivo è centrato.
La sfida del pranzo veloce
Una delle sfide più difficili per un locale come Carmen Food Lab è quella del pranzo. Come conciliare velocità e cura?
“Proponiamo piatti veloci, alternative fit, classici primi e secondi oppure ciccionate all’americana: burger, club sandwich, Caesar salad,” spiega Claudio. “Un pranzo concentrato su qualità al giusto prezzo, una varietà di piatti sostanziosa quali menu del giorno, burgers, club sandwich, insalate gourmet, fit lunch.”
La parola chiave è “sostanziosa”. Non si tratta di panini al volo, ma di proposte pensate. “Anche il pranzo veloce deve essere un’esperienza positiva,” dice Claudio. “Il cliente deve uscire soddisfatto, non solo sazio.”
L’aperitivo nel “sacchetto più carino che c’è”
Una delle innovazioni che ha riscosso più successo è l’aperitivo da asporto. “L’aperitivo nel sacchetto più carino che c’è!” scrive orgoglioso Claudio sui social.
“È nata durante il periodo difficile,” mi racconta, senza nominare esplicitamente il Covid. “Poi ci siamo accorti che piaceva anche in tempi normali. A volte la gente vuole godersi l’aperitivo a casa, o nel parco. Perché non accontentarla?”
È questo tipo di flessibilità che fa la differenza. Saper adattarsi senza perdere la propria identità.
I segreti della carta vini
“Una carta vini altrettanto varia,” dice Claudio quando gli chiedo della selezione. “E curiamo i dettagli sia della mise en place che dell’impiattamento.”
Non è una carta sterminata, ma ben studiata. “Non serve avere 200 etichette se poi nessuno le conosce,” spiega. “Meglio una selezione ragionata, con vini che si abbinano bene ai nostri piatti e che possiamo raccontare ai clienti.”
Anche qui, l’approccio è quello del professionista che sa consigliare il prodotto giusto al momento giusto.
“Apericena o festa di compleanno? Sì, certo!”
L’approccio di Claudio ai clienti è quello dell’accoglienza totale. “Apericena o festa di compleanno? ..sì, certo!” scrive sui social. E non è solo marketing.
“Cerchiamo di dire sì il più possibile,” mi spiega. “Ovviamente nei limiti delle nostre possibilità. Ma se un cliente ha un’esigenza particolare, proviamo sempre a trovare una soluzione.”
È questo spirito di servizio che trasforma un cliente occasionale in un affezionato. “Il vostro sorriso è la CASA più bella!” scrive in un post. E non sembra una frase fatta.
La filosofia del “non sottovalutare mai”
Quando gli chiedo qual è il segreto del successo di Carmen Food Lab, Claudio diventa serio. “Il mio consiglio è di non sottovalutare mai questo settore, di cercare sempre di innovarsi, seguire trend e tendenze, ma trovando il modo di differenziarsi.”
È una lezione che va oltre la ristorazione. “In questo settore non si può mai dire di essere arrivati al 100%,” continua. “C’è sempre qualcosa da migliorare, sempre un dettaglio da curare di più.”
Dopo cena: “Vi fermate per un buon cocktail?”
La giornata al Carmen Food Lab non finisce con la cena. “Dopo cena vi fermate per un buon cocktail?” è l’invito che risuona spesso nel locale.
“Il dopocena è un momento particolare,” spiega Claudio. “La gente è rilassata, ha cenato bene, vuole prolungare la serata. È il momento perfetto per un cocktail ben fatto.”
E qui torna l’expertise da bartender. “Bere bene è importante,” ripete. “Un buon cocktail può essere il tocco finale di una bella serata.”
La lezione di leadership
Ascoltando Claudio, emerge chiaramente il ritratto di un leader. Non del tipo che urla e comanda, ma di quello che guida con l’esempio.
“Amo il mio lavoro e ci metto una passione unica,” dice. E si vede in ogni gesto, in ogni decisione, in ogni dettaglio del locale.
La sua leadership si manifesta nella cura per la formazione dei giovani, nell’attenzione maniacale ai dettagli, nella capacità di innovare senza perdere l’identità. Ma soprattutto nell’umiltà di chi sa che c’è sempre da imparare.
“Non vorremmo farti cedere. Ma lei è qui che ti guarda…”
Mentre ci salutiamo, Claudio mi mostra una foto del loro tiramisù con la didascalia: “Non vorremmo farti cedere. Ma lei è qui che ti guarda..”
È il perfetto esempio dell’approccio di Carmen Food Lab: far sorridere il cliente, coccolarlo, fargli vivere un’esperienza che va oltre il semplice mangiare e bere.
Il futuro? Sempre in movimento
Prima di andarmene, chiedo a Claudio quali sono i progetti per il futuro. “Carmen è in continuo movimento,” mi risponde con il suo solito sorriso. “Non ci fermiamo mai. Sempre nuove idee, nuovi piatti, nuovi eventi.”
È questa energia positiva che rende Carmen Food Lab un caso di successo. Non la ricetta perfetta o la location ideale, ma la passione genuina di chi fa le cose per bene, con amore e dedizione.
“L’importante è: ‘Sei stato bene?'” mi saluta Claudio. E la risposta, dopo aver trascorso un pomeriggio in sua compagnia, è decisamente sì.
Carmen Food Lab vi aspetta per farvi sentire a casa
Se questo racconto vi ha incuriositi e volete vivere l’esperienza Carmen Food Lab in prima persona, il locale vi aspetta in Via Romolo Galassi 2/4 a Darfo Boario Terme (BS).
Per prenotazioni e informazioni potete chiamare il 334 258 1563 o scrivere a carmenfoodlab.srl@gmail.com. Il sito web www.carmenfoodlab.com è sempre aggiornato con menu e eventi speciali.
Gli orari: lunedì-giovedì 11-15 / 18-23, venerdì-sabato 11-15 / 18-00, domenica chiuso.
Che sia per un pranzo veloce, un aperitivo con gli amici, una cena speciale o un cocktail dopocena, Carmen Food Lab saprà accogliervi con quello spirito di “nonna Carmen” che trasforma ogni momento in un ricordo speciale. Come dice Claudio: “Accomodati e sentiti a casa.”

