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Beatrice Volta: quando un sogno diventa un’impresa che guarda lontano

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Elisa Ravelli
Elisa Ravelli
Ricercatrice e autrice specializzata in psicologia della leadership e dinamiche di gruppo

Quarrata, provincia di Pistoia. Dietro il bancone di un piccolo bar-pasticceria di paese lavora una delle poche donne italiane ammesse nell’Accademia dei Maestri del Lievito Madre, due volte campionessa del mondo del panettone. Non è il tipo di scenario che ci si aspetterebbe pensando ai grandi nomi della pasticceria internazionale, ed è forse proprio questo scarto tra il luogo e il risultato a rendere la storia di Beatrice Volta particolarmente istruttiva.

Una vocazione nata lontano dal laboratorio

C’è un dettaglio che distingue il percorso di Beatrice da molte altre storie di successo nella pasticceria artigianale: non è cresciuta professionalmente dietro un banco di lavorazione. La sua carriera comincia nella ristorazione, un mondo fatto di sala, contatto diretto con il cliente, ritmi serrati. “Ho sempre lavorato nella ristorazione, ma il mio sogno era quello di dedicarmi completamente alla pasticceria,” racconta oggi, ripercorrendo gli anni che hanno preceduto la svolta.

Non si è trattato di una fuga da un settore per rifugiarsi in un altro, quanto di una scelta costruita con pazienza, un obiettivo tenuto a mente per anni prima ancora di avere gli strumenti per realizzarlo. “Con impegno, sacrificio e tanta determinazione quel sogno è diventato realtà,” dice Beatrice, e nel modo in cui lo dice — diretto, senza enfasi eccessiva — si intuisce quanto quel percorso sia costato in termini di tempo e rinunce.

Tutto comincia nel 2002 a Bologna, dove Beatrice lavora in alcuni bar impegnati nella produzione di pasticceria per feste di laurea, degustazioni a tema, eventi privati. È un apprendistato pratico più che teorico: si impara osservando, ripetendo gli stessi gesti centinaia di volte, correggendo gli errori uno dopo l’altro. Nel 2011 arriva il trasferimento in Toscana, dove continua a lavorare per altre pasticcerie della zona senza mai smettere di formarsi — certificazioni, corsi tecnici, aggiornamenti continui.

È in quegli anni che quella che lei stessa definisce una “voglia amatoriale” comincia a diventare qualcosa di più strutturato. La produzione si allarga: grandi lievitati, cioccolato, torte da forno, semifreddi, cake design. Il primo riconoscimento pubblico arriva con il primo premio alla gara di pasticceria di Bake Off Prato, davanti a giudici di peso nel settore. Ma la svolta più importante arriva nel 2018, con l’apertura del primo laboratorio artigianale tutto suo.

Il giorno in cui coincidono due traguardi

Se dovessimo scegliere una sola data per raccontare la storia di Beatrice Volta, sarebbe probabilmente il 24 ottobre 2022. Il giorno prima, il panettone salato “Tuscany” viene incoronato miglior panettone salato al mondo dalla FIPGC, la Federazione Internazionale Pasticceria Gelateria Cioccolateria. Poche ore dopo apre le porte il suo bar-pasticceria in via IV Novembre, a Quarrata.

“È stato come un segno del destino,” dice Beatrice. Non è un modo di dire buttato lì per colorire il racconto: due percorsi paralleli — quello della competizione internazionale e quello imprenditoriale — arrivavano a un punto di svolta nello stesso momento, quasi a dimostrare che la qualità riconosciuta sui palchi dei concorsi e quella offerta ogni giorno ai clienti del paese fossero, in fondo, la stessa cosa.

Anche il nome dell’attività racconta qualcosa di questo percorso. La decisione di inserire il cognome “Volta” nel marchio, come racconta la stessa pasticceria, nacque durante un set fotografico estivo: bisognava mettere in risalto la professionalità di Beatrice, e il nome doveva comunicare passione, energia, qualità. Da lì “Come Una Volta” smette di essere solo un laboratorio e diventa pasticceria, caffè e bistrot a tutti gli effetti.

Il panettone salato, una firma più che un prodotto

C’è un prodotto che, più di ogni altro, racconta l’identità professionale di Beatrice Volta, ed è il panettone. “È quello in cui ho investito più studio, ricerca e passione,” spiega, “ed è proprio grazie a lui che sono arrivati i traguardi più importanti della mia carriera.”

I risultati, in questo caso, non lasciano spazio a dubbi. Nel 2022, a Fiano Romano, al Campionato del Mondo del Panettone della FIPGC, Beatrice conquista l’oro nella categoria Panettone Classico e l’oro assoluto nella categoria Panettone Salato — che viene eletto miglior panettone salato al mondo. Lo stesso anno arrivano anche il Mister Alberto Awards di Varese con il panettone classico e l’argento al Puglia Cake Festival con il panettone Sacher, oltre a una finale alla Coppa del Mondo del Panettone.

Nel 2024, a Napoli, arriva un secondo titolo mondiale: il panettone salato “Apperò”, ispirato al gusto dello Spritz, viene incoronato Miglior Panettone al Mondo nella categoria salata. Un gusto che Beatrice descrive con una parola sola — “esplosivo” — e che sintetizza bene la sua filosofia produttiva: rispetto della tradizione toscana, ma senza timore di osare quando l’intuizione lo richiede.

Attorno a questi due titoli mondiali si è costruito, anno dopo anno, un palmarès che continua a crescere: nel 2025 il primo posto con la Colomba “Summer”, il secondo con la Colomba Classica, il terzo posto ai Campionati Italiani con i cantucci innovativi “Gold Caramel”; nel 2024 la vittoria del concorso per i migliori Cenci della Toscana e quella della Challenge Schiacciata con l’Uva; e ancora, il titolo di finalista al Panettone d’Autore Richemont Club, la vittoria del Panettone Award del 2022 con il panettone classico, la finale a The Best Panettone of the World con il panettone tradizionale.

Un percorso che, col tempo, ha portato Beatrice anche dall’altra parte del tavolo di giuria: dal 2023 partecipa come giudice in competizioni e degustazioni dedicate ai grandi lievitati, segno di una competenza ormai riconosciuta a livello nazionale. Dal 2025 fa parte anche della Richemont Club Italia, network che riunisce alcuni tra i migliori professionisti della pasticceria internazionale.

Il lievito madre come metodo di lavoro

Dietro ogni panettone premiato c’è un ingrediente che per Beatrice va ben oltre la funzione tecnica: il lievito madre. “Richiede pazienza, cura e rispetto dei tempi,” dice, “qualità che rispecchiano anche il mio modo di vivere la pasticceria.” Non è una frase di circostanza: chi lavora il lievito madre sa che non esistono scorciatoie, che i tempi di lievitazione non si possono forzare, che ogni errore di distrazione si paga nel risultato finale.

Sono gli stessi principi che Beatrice applica alla gestione quotidiana dell’attività. “La mia è una pasticceria artigianale che mette al centro la qualità, la ricerca e l’identità, senza inseguire le mode del momento,” racconta. Un posizionamento che si vede anche nella cura riservata alle materie prime: canditi realizzati partendo da frutta fresca lavorata artigianalmente, aromi naturali ottenuti dagli olii essenziali delle scorze di agrumi lasciate insieme al burro di prima qualità, ricette che uniscono tradizione e un tocco misurato di innovazione, senza mai snaturare il sapore che i clienti riconoscono.

“Ogni dolce nasce dall’equilibrio tra tecnica, creatività e attenzione ai dettagli,” aggiunge Beatrice, “perché credo che siano proprio i particolari a trasformare un prodotto in un’esperienza.”

Lavorare in un settore ancora prevalentemente maschile

C’è un tema che Beatrice affronta con franchezza, senza girarci intorno: la difficoltà di essere donna in un ambito professionale ancora fortemente sbilanciato. “Essere donna in questo settore non è sempre semplice,” ammette. “La pasticceria, soprattutto quella dei grandi lievitati, è un mondo ancora prevalentemente maschile, che richiede forza fisica, organizzazione e grande determinazione.”

Il modo in cui ha scelto di affrontare questa difficoltà dice molto del suo carattere: “Non ho mai vissuto questo come un limite, ma come uno stimolo a dimostrare che passione, competenza e costanza non hanno genere.” Una frase che pesa ancora di più se si considera che Beatrice è oggi una delle sole quattro donne presenti nell’Accademia dei Maestri del Lievito Madre — un riconoscimento che premia il talento tecnico, ma anche la capacità di affermarsi in un contesto dove le professioniste specializzate nei grandi lievitati restano ancora poche.

“Se oggi il mio lavoro viene apprezzato,” conclude su questo tema, “è perché ogni risultato è stato conquistato con impegno, sacrificio e tanta dedizione.” Non rivendicazioni, quindi, ma fatti: una lezione che vale probabilmente ben oltre il mondo della pasticceria.

Quando il dolce diventa anche un messaggio

C’è un aspetto della storia di Beatrice che va oltre la competizione e il commercio, ed è la capacità di usare il proprio lavoro per sostenere cause che le stanno a cuore. Nel 2024 ha dedicato il panettone “Perla Rossa” alla giornata internazionale contro la violenza sulle donne del 25 novembre — un gesto che racconta come, per lei, la pasticceria non sia soltanto tecnica e ricerca del gusto. “Non sono solo una pasticcera pluripremiata,” dice. “Attraverso la mia arte dolciaria sostengo cause importanti.”

Non si smette mai di imparare

Chi conosce da vicino il mondo della pasticceria competitiva sa che i titoli, per quanto prestigiosi, non bastano mai a fermare la ricerca. Beatrice lo spiega bene: “Mi considero una persona in continua crescita. Credo che la formazione non finisca mai: ogni corso, ogni confronto, ogni concorso e ogni esperienza rappresentano un’opportunità per migliorare.” E aggiunge, quasi a spiegare da dove nascano le sue idee più originali: “Cerco sempre di mettermi in discussione, perché penso che l’innovazione nasca proprio dalla curiosità e dalla voglia di imparare.”

Le difficoltà, del resto, non sono mai mancate — né nella fase di apertura né in quella, spesso più complicata, del consolidamento. “Avviare un’attività richiede coraggio, ma mantenerla e farla crescere richiede ancora più determinazione,” osserva. Gestire un laboratorio artigianale non significa occuparsi solo della componente creativa: significa anche saper guidare il personale, gestire l’organizzazione quotidiana, adattarsi ai cambiamenti del mercato. Una complessità che Beatrice ha imparato ad affrontare con lo stesso rigore che riserva alla lavorazione del lievito madre — pazienza, metodo, nessuna scorciatoia.

Il coraggio di fare qualcosa di diverso

Tra gli insegnamenti maturati in questi anni, ce n’è uno che Beatrice indica come particolarmente decisivo, forse la vera chiave del suo successo: il coraggio di distinguersi, anche quando significa percorrere una strada meno battuta. “Uno degli insegnamenti più importanti è stato capire che non bisogna avere paura di distinguersi,” racconta. “Se avessi seguito ciò che facevano tutti, probabilmente non avrei mai creato il panettone salato, che oggi rappresenta la mia firma.”

È una riflessione che vale la pena sottolineare, perché i risultati più significativi nascono spesso proprio dalla scelta di seguire un’intuizione personale anche quando non è la via più scontata. “Credo che il successo arrivi quando si ha il coraggio di credere nelle proprie idee e la pazienza di portarle avanti con costanza,” aggiunge.

Il consiglio che si sente di dare a chi muove i primi passi in questo mestiere è, non a caso, semplice e diretto: “Non cercate di essere i migliori degli altri, cercate di essere migliori di voi stessi ogni giorno. La qualità, la serietà e la passione vengono sempre riconosciute, magari non subito, ma nel tempo fanno davvero la differenza.”

Uno sguardo rivolto in avanti

Nonostante i titoli mondiali e i riconoscimenti della critica specializzata, che negli anni ha raccontato i suoi lievitati su testate e portali dedicati alla gastronomia, Beatrice non si è mai fermata a guardare indietro. “Oggi continuo a guardare avanti con entusiasmo,” racconta, “perché il mio obiettivo non è solo creare prodotti di qualità, ma lasciare un segno attraverso l’innovazione, la ricerca e la valorizzazione dell’artigianalità italiana.”

Attualmente è impegnata nello sviluppo di nuovi progetti dedicati ai grandi lievitati artigianali e in collaborazioni internazionali volte a promuovere l’eccellenza della pasticceria italiana nel mondo — un percorso che si nutre della stessa determinazione che l’ha accompagnata fin dai primi anni nei bar di Bologna.

A chi le chiede quale sia il segreto dietro tanti risultati, Beatrice risponde con parole che meritano di chiudere questo racconto: “I sogni non si realizzano per caso: prendono forma ogni giorno, con lavoro, coraggio e tanta passione.” E poi, quasi a correggere un’idea troppo romantica del successo: “I sogni sono importanti, ma da soli non bastano. Ogni risultato nasce da migliaia di piccoli gesti ripetuti con costanza, anche quando nessuno li vede.”

Un invito a scoprire “Come Una Volta”

Dai bar di Bologna al laboratorio artigianale del 2018, fino al bar-pasticceria di Quarrata, la storia di Beatrice Volta racconta una costanza rara: la stessa cura per il dettaglio, la stessa voglia di migliorarsi, applicate ogni giorno con la stessa intensità di quando tutto è cominciato.

Se desiderate scoprire di persona i lievitati che hanno conquistato le giurie internazionali, la pasticceria “Come Una Volta” vi aspetta in via IV Novembre 10/12, a Quarrata, provincia di Pistoia. Potrete assaggiare il pluripremiato panettone salato, lasciarvi ispirare dalle torte per ogni occasione, dalla pasticceria mignon e dalla biscotteria artigianale, oppure prenotare in anticipo i lievitati delle feste per assicurarvi una fetta di eccellenza toscana sulla vostra tavola. Per conoscere tutti i prodotti e i traguardi di Beatrice Volta, il sito è www.pasticceriacomeunavolta.it: un viaggio nel gusto autentico, fatto di cuore, passione e lievito madre, che vale davvero la pena vivere.

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