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Anna Cedrini e il Casale Poggio Nebbia: venticinque anni tra vigne, ulivi e ospitalità nella Maremma laziale

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Elisa Ravelli
Elisa Ravelli
Ricercatrice e autrice specializzata in psicologia della leadership e dinamiche di gruppo

Dal terreno nudo acquistato un quarto di secolo fa a un agriturismo biologico con dieci camere, un ristorante panoramico e una cantina da sette etichette: la storia di una donna che ha costruito il proprio luogo del cuore

Venticinque anni fa, sulle colline della Farnesiana, a pochi chilometri da Tarquinia, c’era solo un appezzamento di terra. Nessuna camera, nessuna piscina, nessuna cucina da cui potesse uscire il profumo del pane appena sfornato. Anna Cedrini lo comprò così, nudo, con un’idea in testa e la testardaggine di chi sa già come dovrà andare a finire. Oggi quello stesso terreno è il Casale Poggio Nebbia: un’azienda agrituristica e vitivinicola che accoglie i suoi ospiti in dieci camere, li fa sedere in un ristorante affacciato sul paesaggio e li porta, se lo desiderano, a scoprire la cantina dove nascono sette vini.

Un terreno, un vigneto e tanta pazienza

Chiedere ad Anna come sia cominciato tutto significa ricevere una risposta senza fronzoli, da persona abituata a fare prima di raccontare. «Ho fondato questa struttura venticinque anni fa acquistando il solo terreno», ricorda. Poi la sequenza dei gesti, uno dopo l’altro: ha impiantato il vigneto, ha iniziato a costruire i fabbricati che sarebbero diventati le camere per gli ospiti e il ristorantino, e nello stesso periodo ha dato forma alla piscina.

L’ordine è significativo. Prima la vigna, cioè la terra che lavora e rende, poi i muri. Una scelta che racconta bene l’impostazione di tutta l’avventura: l’ospitalità è cresciuta dentro l’agricoltura, e non il contrario. Chi arriva al Casale oggi trova otto ettari di terreno privato coltivato a vigneti e uliveti attorno alla struttura, dentro una tenuta di circa sessanta ettari dove si coltivano anche cereali, foraggio, frutta e ortaggi.

Chi ha visto il Casale nascere, e chi lo scopre oggi, concorda su un punto: la posizione è di quelle rare. Dalle verande delle camere lo sguardo corre sui campi, sui monti della Tolfa e sulla linea azzurra del Tirreno, e la sera il sole cala dietro le vigne con una luce che gli ospiti raccontano di non aver mai dimenticato. Anna ha scelto quel punto preciso venticinque anni fa, quando c’era ancora soltanto la terra, e ha lavorato perché ogni edificio si inserisse nel paesaggio senza sovrastarlo.

Anna non nasconde che le idee, per diventare realtà, hanno avuto bisogno di tempo. «Non è sempre stato semplice concretizzare le idee», ammette, «ma pian pianino siamo arrivati alla struttura che è oggi.» Nessuna fretta, dunque, e nessuna scorciatoia: un edificio alla volta, una stagione alla volta, fino a comporre il quadro che i visitatori ammirano adesso, con i campi verdi, i monti della Tolfa e, in lontananza, il mare.

Rinunce che rifarebbe ad una ad una

Ogni percorso imprenditoriale ha il suo prezzo, e Anna lo dice con serenità. Ci sono state rinunce personali, in questi venticinque anni, e non le nasconde. Ma alla domanda che chiunque farebbe a questo punto, se ripeterebbe la strada, la risposta arriva netta: «Rifarei esattamente tutto il percorso fatto». Il motivo lo spiega in una frase sola: oggi è molto orgogliosa di ciò che ha realizzato.

È un orgoglio che si legge negli angoli curati del casale, nel prato che gli ospiti descrivono come meraviglioso, nei dettagli che tornano ovunque: le tovaglie, i bicchieri, perfino le bustine dello zucchero, in una palette di glicine e verde che dà alla struttura una sua riconoscibilità immediata. Chi ha soggiornato qui parla di un posto curato nei minimi particolari, e chi lo racconta lo fa quasi sempre partendo da lei.

Nella squadra che l’affianca, Anna è il centro. Sono le persone che lavorano con lei a dirlo: è stata la prima a credere nel potenziale del Casale, a immaginare il luogo che sarebbe potuto diventare e a mettere insieme, con passione e visione, il gruppo giusto per realizzarlo.

Una scelta di vita che somiglia a chi la compie

Quando le si chiede che cosa significhi, per lei, gestire un agriturismo, Anna toglie subito di mezzo la parola «lavoro». «Questo non è soltanto un lavoro, è una scelta di vita», dice. È una filosofia che si sposa e si persegue per tutta l’esistenza, aggiunge, ed è parte di chi la porta avanti, del suo modo di essere.

Da qui discende una convinzione che Anna esprime con chiarezza: ogni agriturismo è unico, perché cresce a immagine e somiglianza di chi lo crea e gli dà i connotati. Basta passare qualche giorno al Casale Poggio Nebbia per capire cosa intenda. Il ritmo della casa è lento, la cucina è quella di una persona che sceglie gli ingredienti uno per uno, gli spazi sono ordinati con un gusto preciso. Gli ospiti, nelle recensioni, tornano di continuo sulla stessa parola: pace.

Non a caso una coppia olandese, che nel 2015 aveva festeggiato qui il proprio matrimonio insieme a venti persone, è tornata anni dopo dalla stessa Anna e ha scritto di aver ritrovato intatta la stessa magia. Quando un luogo riesce a farsi scegliere due volte dalla stessa gente, in due momenti così diversi della vita, vuol dire che ha una personalità che resiste al tempo.

La terra che dà da mangiare, e da bere

Il cuore produttivo del Casale è l’azienda agricola, condotta con metodo biologico dal 2012 sotto il controllo di Suolo e Salute. Vite, ulivo e cereali sono le colture principali, e da queste nasce quasi tutto ciò che compare sul tavolo del ristorante: il vino dei vigneti aziendali, l’olio extravergine prodotto in casa, la pasta ottenuta dalle farine di produzione propria, il miele della Farnesiana e le confetture preparate con la frutta dei propri alberi.

Il ristorantino aziendale, come lo chiama Anna con un diminutivo affettuoso, è piccolo ma di grande suggestione. La sua cucina parte dalle produzioni della tenuta e ne trae ricette stagionali e genuine, senza inseguire mode. I commenti degli ospiti restituiscono il risultato: piatti definiti equilibrati e saporiti, colazioni con torte fatte a mano e marmellate del casale, cene in cui si sente la mano della cuoca. Sulla carta ci sono proposte legate al momento dell’anno, come la formula «Naturalmente delizioso», e serate che sono diventate piccoli appuntamenti: l’apericena al tramonto, quando il cielo sopra le vigne si tinge di fuoco, e la grigliata sotto le stelle, con carni di qualità, un ricco buffet e vini scelti.

Vale la pena soffermarsi anche sulla mattina. La colazione, servita nella sala che di sera diventa ristorante, è a buffet: cornetti e saccottini, biscotti, crostate e torte di vario genere, la ricotta fresca, lo yogurt, la spremuta fatta al momento e le marmellate che escono dagli alberi da frutta della tenuta. Dopo, la piscina, con le sdraie in legno e il panorama aperto sulla campagna, invita a fermarsi per tutto il pomeriggio, e molti ospiti raccontano di averlo fatto senza rimpianti. Sono dettagli semplici, ma sommati compongono la giornata tipo di un luogo pensato per far rallentare.

C’è poi la cantina, dove le uve del Casale vengono trasformate in sette etichette. Chi ama il vino può assaggiare rossi e bianchi fermi prodotti in azienda, tra cui vermentino e sangiovese, mentre guarda le stesse vigne da cui sono nati. La bottega aziendale, e il sito, permettono di portare a casa un pezzetto di quella terra: bottiglie, olio, pasta, miele, confetture.

Una famiglia allargata di radici marchigiane e maremmane

Dietro il Casale c’è una squadra che Anna descrive volentieri come una grande famiglia. L’ospitalità che caratterizza la struttura nasce dall’incontro tra le radici marchigiane e quelle maremmane dei miei genitori, che unisce tradizione, convivialità e una profonda passione per la terra.

Ognuno ha il suo compito, e lo svolge con discrezione. Chi si occupa del verde, delle vigne e degli uliveti, chi invece è il volto della sala del ristorante, chi con la sua creatività firma i cocktail del bar dell’agriturismo, chi mantiene ordine e pulizia in tutti gli ambienti, chi lavora in cantina per creare vini di grande qualità e chi in cucina per dare vita a piatti tipici della tradizione contadina. Insomma, Marco e Anna, che in molte recensioni vengono definiti come la coppia di riferimento che rende il soggiorno indimenticabile, insieme ad Alessandro, Valentina, Liviana, Antonella e Giulia, formano una squadra fortissima, affiatata ed entusiasta del proprio lavoro.

In tutto ciò che facciamo, amiamo rispettare i tempi lunghi dell’agricoltura biologica, quella scelta dal 2012 come regola per l’intera azienda. Nessuna forzatura, dunque: si coltiva rispettando l’ambiente e la salute di chi mangerà quei frutti, esattamente come insegnavano i nonni e i genitori di chi oggi porta avanti il lavoro.

Anche quando un ospite arriva con esigenze particolari, l’attenzione non manca. Un papà, ad esempio, ha raccontato di come Anna lo abbia aiutato a scaldare il latte per il figlio di un anno e mezzo ancora prima dell’orario della colazione, un gesto piccolo e concreto che dice molto dello stile della casa. È il tipo di premura che nessun manuale di accoglienza riesce a insegnare.

Il giorno più bello, sotto un cielo maremmano

Non sorprende che il Casale sia diventato una cornice ricercata per le cerimonie. Il matrimonio, qui, è un capitolo a parte: un sogno d’amore da vivere in un’atmosfera elegante e accogliente, con la natura tutt’intorno e la possibilità di ospitare gli invitati direttamente in struttura. Le verande panoramiche delle camere, la piscina con la sua vista sul mare e sulle colline, il prato curato e il tramonto che colora le vigne compongono uno scenario che si presta ai ricordi.

Chi vuole farsi un’idea prima di partire può esplorare il virtual tour immersivo disponibile sul sito, che permette di camminare virtualmente tra gli alloggi, il ristorante e gli spazi esterni. Ma a Tarquinia si arriva anche per ragioni meno cerimoniali: la città medievale è a dieci minuti, il mare pure, e Roma si raggiunge in treno con relativa facilità, il che fa del Casale una base ideale per chi voglia alternare la quiete della campagna alle visite culturali.

Tornare alle radici senza rinunciare al domani

Quando la conversazione si sposta dal passato al futuro, Anna ha un messaggio preciso, rivolto soprattutto ai giovani. Vorrebbe che un articolo come questo servisse a ispirare le nuove generazioni a tornare alle proprie radici, portando con sé nuove tecnologie e nuove proposte, ma senza mai dimenticare il profondo legame che unisce le persone alla propria terra.

Il titolo che aveva suggerito, «Le nostre origini e il nostro futuro», nasce da qui. Per lei sono argomenti complementari, che non si escludono a vicenda. Il futuro dell’agricoltura, sembra dire, passa dalla conoscenza di ciò che i nonni e i genitori hanno tramandato, e chi torna alla terra oggi ha strumenti che le generazioni precedenti non avevano: metodi di coltivazione più consapevoli, canali digitali per raccontare e vendere i propri prodotti, la possibilità di far conoscere un angolo di Maremma a ospiti che arrivano da tutta Europa.

Il Casale ne è la dimostrazione concreta. L’azienda segue ancora, come si legge nella sua presentazione, gli insegnamenti dei nonni e dei genitori, ma lo fa dentro un progetto biologico certificato, con una bottega prenotabile online, un sito multilingue e un tour virtuale. Tradizione e innovazione convivono senza attrito, ciascuna al proprio posto.

Per un giovane che si chiede se valga la pena di lasciare la città per occuparsi di un vigneto o di un uliveto, la storia di Anna offre una risposta che ha la forza dei fatti. Venticinque anni fa non c’era nulla, oggi ci sono dieci camere, una cantina con sette vini, un ristorante che sa farsi ricordare e una squadra affiatata. Ci sono voluti tempo, sacrifici e molta pazienza, e lei lo dice senza girarci intorno. Ma il risultato è davanti agli occhi di chiunque salga fino alla Farnesiana.

Un luogo del cuore che aspetta anche voi

Il Casale Poggio Nebbia si trova in località Farnesiana, a Tarquinia, in provincia di Viterbo, a dieci minuti dal mare e dal centro storico. È un posto dove ci si può fermare un fine settimana o una settimana intera, in solitudine o in compagnia, con un calice di vino in mano davanti al tramonto. Chi c’è stato lo racconta con parole semplici: un’oasi di pace, un panorama che va dai colli al mare, un’accoglienza che fa sentire a casa.

Per chi guida un’impresa, una squadra o semplicemente la propria vita, la vicenda di Anna Cedrini ha molto da dire: partire da un progetto preciso, costruirlo con costanza, circondarsi di persone che ne condividano i valori e restare fedeli alla propria terra anche quando il mondo corre. Ha scelto di farlo in un angolo di Maremma laziale, e i suoi ospiti lo raccontano da venticinque anni.

Se volete scoprire il Casale Poggio Nebbia, prenotare una camera, sedervi a tavola nel ristorante panoramico, assaggiare i vini della cantina o organizzare il vostro giorno speciale, visitate il sito www.poggionebbia.it. Lì troverete le camere, le proposte del ristorante, la bottega dei prodotti aziendali e il virtual tour per farvi un’idea prima ancora di partire. E poi, semplicemente, andate a trovarli: Anna e la sua squadra vi aspettano in località Farnesiana, a Tarquinia, pronti ad aprirvi le porte del loro luogo del cuore.

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