Lo chef che ha trasformato un locale storico in un punto di riferimento per la gastronomia lagunare autentica
Quando arrivi a La Colombina, nel cuore di Venezia tra la Stazione Santa Lucia e Ponte Rialto, la prima cosa che colpisce è il silenzio. Non quello inquietante dei luoghi deserti, ma quel silenzio prezioso che ti accoglie quando varchi la soglia di un posto speciale. Alessandro Bet, lo chef-patron di questo piccolo gioiello gastronomico, mi accoglie con un sorriso che sa di soddisfazione mista a quella stanchezza buona di chi ha lavorato sodo per raggiungere i propri obiettivi.
“Sa, qui è diverso dal caos che c’è fuori,” mi dice mentre ci sediamo in un angolo del suo ristorante, ancora vuoto nell’ora che precede il servizio serale. “Ho voluto che La Colombina fosse una pausa dal ritmo travolgente e logorante di Venezia. Non è solo una questione di marketing – è una necessità.”
Alessandro ha 43 anni, una laurea in comunicazione e una storia che suona come una di quelle favole moderne dove la passione vince sulla convenienza. Quando gli chiedo come mai un laureato in comunicazione sia finito ai fornelli, ride. “Beh, diciamo che ho sempre avuto i piedi in due scarpe. Sono cresciuto in un ambiente HORECA, mio padre lavorava nel settore. La cucina l’ho sempre respirata, anche se all’università studiavo tutt’altro.”
La tesi che ha cambiato tutto
La svolta arriva con la tesi di laurea. “Ho avuto la fortuna incredibile di scrivere la mia tesi con Gualtiero Marchesi e Arrigo Cipriani. Due mostri sacri, due approcci completamente diversi alla cucina e all’ospitalità.” Gli occhi gli si illuminano quando parla di quell’esperienza. “Marchesi mi ha insegnato il rigore, la ricerca della perfezione tecnica. Cipriani invece mi ha fatto capire cos’è davvero l’ospitalità veneziana – quella vera, non quella da cartolina.”
Non è un caso che La Colombina oggi incarni proprio questa sintesi: tecnica moderna e ospitalità autentica. “Quando ho preso in mano questo locale, dodici anni fa, avevo le idee chiare. Volevo creare un format che fosse coniugato al presente ma che mantenesse il rispetto delle materie prime, la selezione degli ingredienti. E sì, uso tecniche moderne – sous vide, cottura a bassa temperatura, abbattimento – ma sempre al servizio del sapore, mai fine a se stesse.”
Rinascita di un pezzo di storia
La Colombina non è nata dal nulla. È un locale storico che Alessandro ha letteralmente fatto rinascere. “Quando sono arrivato qui, il posto aveva bisogno di tutto. Non solo di una ristrutturazione fisica, ma di una nuova anima. Mi sono documentato a fondo sulla cucina veneziana, ho studiato il libro di Carla Coco ‘Venezia in cucina’ – lei scrive della cucina di credenza, quella tradizione di piccoli antipasti e prelibatezze sempre pronte che esisteva fin da tempi remoti.”
Questo lavoro di ricerca si sente in ogni piatto. “Non faccio il fenomeno che reinventa la cucina veneziana,” precisa Alessandro. “Io la rispetto, la studio, e poi la propongo con le tecniche che conosco. Il risultato è una cucina tradizionale rivista in chiave contemporanea nelle tecniche, ma con l’anima di sempre.”
L’approccio funziona. Alessandro mi mostra con orgoglio alcune recensioni sul suo telefono. “Sono presente in molte guide e abbiamo centinaia di recensioni positive. Ma sa cosa mi fa più piacere? Quando qualcuno mi dice che qui ha riscoperto il piacere di mangiare pesce senza fretta, in un ambiente che non urla, che non ti fa sentire un numero.”
La sfida del posizionamento
Il percorso non è stato semplice. “Ho affrontato tutte le difficoltà del posizionamento,” ammette Alessandro. “Venezia è una città difficile per chi fa ristorazione. Hai il turismo di massa che spesso cerca solo il rapido e l’economico, e poi hai una clientela locale sempre più esigente. Io ho scelto di puntare sulla qualità, anche se questo significa servire meno coperti ma con maggiore soddisfazione.”
La strategia del ‘meno ma meglio’ si riflette in ogni aspetto del locale. “La cura nei dettagli e l’attenzione verso il cliente sono elementi centrali della nostra proposta. Non è solo una questione di presentazione dei piatti – che comunque deve essere impeccabile – ma di tutta l’esperienza. Dal momento in cui entri a quando esci, tutto deve essere curato.”
L’arte degli abbinamenti
Un capitolo a parte merita la cantina. “L’accurata selezione ed abbinamento dei vini non è una frase fatta,” spiega Alessandro mentre mi mostra la sua carta dei vini. “Ogni vino è scelto per esaltare specifici piatti. Ho rapporti diretti con alcuni produttori, soprattutto del Veneto, ma anche qualche chicca da altre regioni. L’importante è che ci sia un senso, un perché.”
Mi racconta di un Soave che abbina al suo baccalà mantecato, di un Amarone che sposa perfettamente il suo fegato alla veneziana reinterpretato. “Non faccio abbinamenti estremi o ricercati. Cerco l’armonia, l’equilibrio. Come mi ha insegnato Cipriani: ‘L’ospitalità vera è quando tutto sembra naturale, anche se dietro c’è un lavoro enorme.'”
Tradizione e innovazione: una sintesi possibile
La cucina di Alessandro è un perfetto esempio di come si possa innovare rispettando la tradizione. “Prenda il mio baccalà mantecato,” dice mentre mi mostra una foto del piatto. “È preparato con la tecnica tradizionale, ma uso un abbattitore per la conservazione e servo la polenta con una tecnica che garantisce una cremosità perfetta. Il sapore è quello di sempre, anzi è esaltato, ma la tecnica è contemporanea.”
È questo equilibrio che rende La Colombina speciale. “Non sono uno chef stellato che fa piatti d’autore,” chiarisce Alessandro. “Sono uno che ha capito che la vera innovazione, a volte, è nel rispettare ciò che funziona da secoli, migliorandolo con gli strumenti che abbiamo oggi.”
Il segreto del successo
“Sa qual è il vero segreto?” mi chiede Alessandro mentre ci spostiamo verso la cucina. “È essere sempre presente. Io sono qui dall’apertura, seguo ogni dettaglio, assaggio ogni piatto prima che esca. I clienti si accorgono quando c’è passione vera e quando invece si fa solo business.”
La passione di Alessandro è tangibile. Parla dei suoi fornitori come di vecchi amici, conosce la provenienza di ogni ingrediente, sa raccontare la storia di ogni piatto. “Questo è quello che manca spesso nella ristorazione oggi. La conoscenza, la passione, l’autenticità. Tutti parlano di tradizione, ma poi servono pesce congelato spacciandolo per fresco.”
Una filosofia di vita
“La Colombina non è solo il mio lavoro,” confessa Alessandro. “È la mia filosofia di vita. Credo che in un mondo sempre più veloce, sempre più standardizzato, ci sia bisogno di luoghi dove si possa ancora assaporare l’autenticità. Non parlo solo di cibo, ma di esperienza complessiva.”
Questa filosofia si riflette in tutto: dall’arredamento sobrio ed elegante del locale, al servizio attento ma mai invadente, dalla presentazione dei piatti alla cura con cui viene spiegato ogni dettaglio ai clienti. “Quando qualcuno esce da qui soddisfatto, io sono felice. Quando torna con gli amici, allora so di aver fatto centro.”
Il futuro della ristorazione veneziana
Alessandro ha idee chiare sul futuro della ristorazione nella sua città. “Venezia ha bisogno di ritrovare la sua identità gastronomica. Troppi locali hanno ceduto alla tentazione del menu internazionale, del piatto veloce, della quantità al posto della qualità. Io credo che ci sia spazio per chi vuole fare le cose per bene, con calma, con rispetto.”
La sua visione è quella di una Venezia che sappia valorizzare le proprie eccellenze senza snaturarsi. “Non sono contrario al turismo, ci mancherebbe. Ma credo che anche i turisti, se messi nelle condizioni giuste, apprezzino l’autenticità. Il problema è quando si abbassa il livello per venire incontro a un turismo di massa che cerca solo il prezzo basso.”
Lezioni di leadership
La storia di Alessandro è anche una lezione di leadership. “Ho imparato che non basta avere una buona idea. Bisogna saperla portare avanti giorno dopo giorno, con costanza, con dedizione. Ci sono momenti difficili, momenti in cui vorresti mollare tutto. Ma se hai una visione chiara, se credi in quello che fai, alla fine la strada si trova.”
La sua leadership si manifesta nell’attenzione ai dettagli, nella cura verso il personale, nella ricerca costante dell’eccellenza. “Non pretendo dai miei collaboratori quello che non do io per primo. Se voglio che un piatto sia perfetto, devo essere il primo a non accontentarmi mai.”
Un modello replicabile
“Quello che abbiamo fatto noi a La Colombina può essere replicato?” gli chiedo. “Certo,” risponde senza esitazione. “Basta crederci davvero. Basta avere il coraggio di scegliere la qualità anche quando sembra più difficile. Basta rispettare i propri clienti e le proprie tradizioni.”
La ricetta di Alessandro è semplice da enunciare, difficile da applicare: passione, competenza, costanza. “Non ci sono scorciatoie. Se vuoi fare ristorazione di qualità, devi essere disposto a lavorare sodo, a studiare sempre, a non accontentarti mai. Ma quando vedi la soddisfazione nei tuoi clienti, quando senti che stai contribuendo a mantenere viva una tradizione, allora capisci che ne vale la pena.”
L’invito di Alessandro
“Venite a trovarci,” mi dice Alessandro mentre ci salutiamo. “Venite a provare cosa significa mangiare pesce autentico in un ambiente che vi farà sentire a casa. Venite a scoprire che a Venezia si può ancora trovare l’autenticità, se si sa dove cercare.”
E mentre esco da La Colombina, nel tramonto che tinge di oro i canali di Venezia, penso che Alessandro Bet abbia ragione. In un mondo sempre più omologato, sempre più veloce, c’è ancora spazio per chi sa prendersi il tempo giusto, per chi sa rispettare le tradizioni senza rimanere prigioniero del passato, per chi sa che la vera innovazione passa attraverso la conoscenza e il rispetto di ciò che ci ha preceduto.
La Colombina non è solo un ristorante. È un manifesto di come si possa fare business mantenendo l’anima, di come si possa innovare rispettando la tradizione, di come si possa avere successo senza perdere l’autenticità. È, in definitiva, un esempio di quella leadership gentile ma determinata che sa fare la differenza.
Per vivere l’esperienza della cucina autentica veneziana di Alessandro Bet, visitate La Colombina in Via Cannaregio 1828 nel cuore di Venezia. Prenotazioni e informazioni su www.ristorantelacolombina.eu o scrivendo a info@ristorantelacolombina.eu. Un viaggio nei sapori della tradizione lagunare vi aspetta, dove ogni piatto racconta una storia di passione e autenticità.

