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Radici profonde, nuovi orizzonti: la storia dell’Agriturismo Nonna Luisa

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Elisa Ravelli
Elisa Ravelli
Ricercatrice e autrice specializzata in psicologia della leadership e dinamiche di gruppo

Dal latte consegnato di casa in casa alla fattoria che cambia volto a ogni stagione: a Ferentino, in Ciociaria, tre generazioni della stessa famiglia continuano a reinventare il proprio mestiere

Negli anni Sessanta, a Ferentino, il latte si consegnava a domicilio. Il padre di Rossana lo portava di casa in casa, porta dopo porta, mentre la moglie preparava gli ortaggi da vendere al mercato del paese. Era il 1960, l’azienda agricola di famiglia muoveva i primi passi e la giornata di lavoro non conosceva orari.

Oltre sessant’anni dopo, quella stessa famiglia gestisce uno degli indirizzi più vivaci della Ciociaria. L’Agriturismo Nonna Luisa sta a pochi minuti dall’uscita dell’autostrada A1 e nel giro di una settimana può ospitare una scolaresca in visita, un compleanno con i bambini nel prato, un pranzo di cucina ciociara, una serata con aperitivo e cocktail. La madre di Rossana, la Nonna Luisa che ha dato il nome al posto, al mercato vende ancora le sue verdure.

Rossana ha raccolto l’eredità dei genitori e oggi la porta avanti con i suoi familiari. Quando racconta l’agriturismo, la prima cosa che le sta a cuore è la sensazione che prova chi arriva: quella di entrare in casa dei nonni. Lei la descrive come un luogo genuino e vissuto, dove ritrovare sapori e gesti di una volta e sentirsi «ospiti di una famiglia, non semplicemente clienti di una struttura».

Da questa sensazione domestica parte anche una domanda che Rossana affida a chi leggerà questa storia: cosa può diventare una fattoria quando la tradizione incontra nuove idee e nuove generazioni? Lei una risposta ce l’ha, e si vede camminando tra i suoi spazi.

Quando il mestiere si faceva porta dopo porta

Rossana è figlia di contadini. «I miei genitori hanno portato avanti un’azienda agricola con il lavoro quotidiano, la cura degli animali e il rapporto con la campagna», racconta. Due immagini le sono rimaste addosso più delle altre: il padre che consegnava il latte andando di casa in casa e la madre che vendeva gli ortaggi al mercato, un banco che oggi, a distanza di decenni, è ancora al suo posto.

Chi lavora così impara presto a guardare le persone in faccia. Il latte lo porti a una famiglia che ti aspetta, gli ortaggi li vendi a chi tornerà la settimana dopo e te ne dirà la qualità senza troppi giri di parole. Si capisce da dove arrivi l’idea di accoglienza che guida l’agriturismo: viene da un mestiere in cui il cliente aveva un nome, un indirizzo e un volto, e la parola data valeva più di un contratto.

Prima che a Ferentino qualcuno parlasse di esperienze da vivere in campagna, in quella casa si faceva già ospitalità senza chiamarla così.

Una nuova forma per la stessa terra

L’agriturismo nasce da un desiderio che Rossana formula con parole semplici: dare «una nuova forma a quella realtà familiare, senza cancellare ciò che era stato costruito prima di noi». Chi eredita un’azienda ha davanti scelte difficili, e lei ha tenuto fermi i punti essenziali (la terra, gli animali, l’orto, la cucina di casa) costruendoci intorno accoglienza, ristorazione e attività.

Col tempo il suo ruolo si è allargato fino a toccare quasi ogni aspetto. Oggi si occupa di organizzazione e gestione, tiene i rapporti con i clienti, idea gli eventi e le attività e cura tutto ciò che permette alla struttura di crescere.

Una delle sfide più grandi, spiega, è stata trovare l’equilibrio tra tradizione e innovazione. Da una parte c’è la voglia di conservare la cucina, la campagna, gli animali, l’orto e le usanze ciociare; dall’altra la necessità di creare di continuo nuove esperienze e nuovi modi per raccontarle.

Rossana non nasconde la fatica di portare avanti un’impresa familiare. Parla di imprevisti, di responsabilità, di periodi complessi in cui bisognava inventare soluzioni nuove quasi da un giorno all’altro. Da quegli anni ha tratto una convinzione: ciò che si è costruito non va mai dato per scontato.

«Mi considero una persona orientata alla crescita, perché credo che un’attività non possa mai essere considerata veramente finita», dice. Per lei questo significa ascoltare le persone, osservare ciò che cambia nel gusto e nelle abitudini degli ospiti, e avere il coraggio di sperimentare anche quando le radici sono profonde.

Il menù cambia, il cortile pure

Il sito dell’agriturismo descrive le feste con una frase che dice molto: danzano con le stagioni, in un teatro di verde e di cielo. Al di là della poesia, il concetto è pratico. Gli ampi spazi verdi, gli ambienti interni e le sale caratteristiche vengono ripensati di continuo e cambiano atmosfera a seconda del periodo dell’anno e dell’occasione.

Per chi organizza una festa il vantaggio è evidente: sale e spazi esterni, spiega Rossana, permettono di creare ogni volta atmosfere ed esperienze differenti, anche a parità di luogo. Lo stesso accade al menù, che segue le stagioni e quindi non si presenta mai uguale a se stesso. E lo stesso accade al calendario. La fattoria diventa, a seconda del momento, il posto giusto per una gita scolastica, una giornata in famiglia, un compleanno per grandi e piccini, una festa a tema, una cena, un aperitivo.

Attorno al nucleo storico si sono aggiunte altre proposte: i percorsi didattici, il centro estivo, gli alloggi per chi vuole fermarsi a dormire nel verde, gli spazi dedicati a sport e relax, i prodotti biologici. Gli eventi in programma si prenotano tramite WhatsApp o email, e chi vuole farsi un’idea prima di partire trova sul sito due video della biofattoria: una versione da trenta secondi per chi va di fretta e una da tre minuti per chi ha voglia di vedere tutto.

A Rossana, però, l’elenco interessa poco. Preferisce parlare delle persone, delle idee, del lavoro di tutti i giorni e del desiderio di continuare a immaginare modi nuovi per far vivere la fattoria.

Pasta fatta a mano e cocktail della sera

A tavola la cucina è quella tipica ciociara, con un menù che si rinnova durante l’anno seguendo ciò che offrono i mesi. Sul sito la ristorazione è presentata con una formula che sa di casa: sapori che raccontano storie d’amore e di terra.

C’è un gesto che Rossana difende con particolare cura, quello della pasta fatta a mano. Insieme alle altre lavorazioni della cucina tradizionale, fa parte di quei saperi che si imparano guardando chi li sa fare. Per questo, accanto ai ragazzi più giovani, lavorano persone che conoscono bene l’agriturismo e il territorio e che sanno custodire quei movimenti.

Poi, quando la luce cala, la fattoria cambia registro. Per gli adulti ci sono aperitivi, un cocktail bar ed eventi serali, un’offerta che a una fattoria di campagna poteva sembrare lontana e che invece è entrata a far parte dell’identità del posto. Chi è venuto a pranzo con i bambini può tornare la sera con gli amici.

Così, nello stesso cortile, la sfoglia tirata a mano e il bicchiere servito dal bancone convivono nel calendario di una stessa settimana.

Scuole, bambini e una fattoria che va in trasferta

Una parte importante della vita di Nonna Luisa riguarda i più piccoli. L’agriturismo è fattoria didattica, con percorsi in cui i bambini conoscono gli animali, scoprono l’orto, si avvicinano alla vita rurale. Lo slogan scelto per questa attività è dedicato alla natura che insegna e al cuore che ascolta.

Quando le scuole non possono andare alla fattoria, la fattoria va alle scuole. È la fattoria itinerante, che porta nelle aule diversi percorsi sensoriali e pratici dove i bambini vedono, sentono e fanno, trasformando una mattina di lezione in un’avventura di apprendimento. Chi organizza gite scolastiche trova così due strade, ciascuna con un pubblico e con un ritmo diverso.

Per una famiglia che vive di campagna da sessant’anni, parlare ai bambini di orto e di animali è una forma di continuità. Ciò che i genitori di Rossana facevano per lavoro, oggi diventa qualcosa da insegnare, mostrare e far toccare con mano a chi in campagna non è cresciuto.

Claudia e la fattoria che si racconta online

Nella storia di Nonna Luisa c’è una terza generazione, e ha un nome: Claudia, figlia di Rossana. Porta in azienda una vena che sua madre definisce più giovane e innovativa, e lo fa soprattutto attraverso i social e la comunicazione.

Il risultato si vede su Instagram e Facebook, dove l’agriturismo racconta le proprie giornate con un linguaggio di oggi. Una storia nata nel 1960 con il latte e gli ortaggi arriva così a persone che non avrebbero mai incrociato la fattoria passando di lì per caso, e alcune di loro, dopo aver visto le immagini, decidono di venire.

Le nuove generazioni, osserva Rossana, hanno una sensibilità diversa verso la comunicazione, i social e i linguaggi di oggi, e questo permette di guardare alla fattoria con occhi nuovi.

Rossana definisce questo incontro tra età diverse un passaggio particolarmente significativo, e si capisce il motivo. Ogni generazione ha messo qualcosa di suo. I nonni hanno lasciato il rapporto con la terra e il valore del lavoro quotidiano. Rossana ha dato a quel patrimonio la forma di un luogo aperto agli altri. Claudia contribuisce con idee e modi di raccontare che permettono alla fattoria di farsi conoscere anche fuori dal territorio.

Nessuno, in questo schema, ha lasciato il proprio posto. La madre di Rossana è ancora al mercato, Rossana guida la gestione, Claudia lavora alle nuove proposte.

Chi lavora a Nonna Luisa

Un’azienda che passa dalla gita scolastica al cocktail serale in pochi giorni dipende dalle persone che ci lavorano, e Rossana lo sa bene. Costruire la squadra è per lei un capitolo centrale.

L’idea è mettere insieme uno staff giovane, motivato e solare, affiancando ragazzi e ragazze a collaboratori che conoscono la realtà e il territorio. Le esigenze, nel quotidiano della fattoria, sono molto diverse: c’è bisogno di energia e di idee fresche, ma anche di mani esperte che sappiano preparare la pasta come si faceva una volta e seguire le lavorazioni della cucina tradizionale.

Rossana considera la squadra parte dell’esperienza che l’agriturismo offre agli ospiti, oltre che una componente organizzativa. Per questo, quando cerca nuove persone, oltre alle competenze valuta l’entusiasmo, l’educazione, lo spirito di collaborazione e la voglia di mettersi in gioco. Chi entra a Nonna Luisa incontra prima di tutto un volto e un modo di accogliere, poi un servizio.

Dalla convivenza di età diverse nasce un continuo scambio. I giovani portano punti di vista e creatività, i più esperti un patrimonio di gesti e di conoscenze che nessun corso potrebbe trasmettere. Ciascuno impara dall’altro, e gli ospiti lo ritrovano nel piatto e nell’accoglienza.

Che cosa insegna una fattoria a chi guida un’azienda

Chi si occupa di leadership trova in questa storia più di uno spunto, e nascono tutti da scelte concrete. La tradizione, a Nonna Luisa, resta viva e al suo posto: la cucina, gli animali, l’orto e il banco al mercato sono sempre lì, mentre gli spazi, il menù e il calendario cambiano di continuo. Si può muoversi con tanta libertà perché il centro è saldo.

Affidare la comunicazione a Claudia ha voluto dire accettare che la fattoria venisse raccontata con parole diverse da quelle dei nonni, e oggi quel racconto avvicina persone che il passaparola da solo non avrebbe raggiunto. Un’impresa familiare che fa spazio a chi arriva dopo si ritrova con più energie e più idee a disposizione.

Poi c’è la regia. L’agriturismo ha programmi, prenotazioni, un calendario fitto e una squadra da coordinare, eppure all’ospite arriva soprattutto l’accoglienza. Dietro ci sono Rossana e la sua famiglia, che progettano gli spazi, scelgono le persone, preparano gli eventi e lasciano che tutto sembri semplice.

Un cancello da varcare

Rossana ha un desiderio per chi leggerà questa storia: che possa quasi immaginare di varcare il cancello e di ritrovarsi nella casa dei nonni, con qualcosa di nuovo da scoprire a ogni visita. Il senso di Nonna Luisa, per lei, sta nel custodire quella sensazione familiare e genuina e nel darle ogni volta forme diverse.

«Le nostre radici sono rimaste le stesse. È il modo di viverle che continua a cambiare», dice.

L’Agriturismo Nonna Luisa si trova a Ferentino, in provincia di Frosinone, a pochi minuti dall’A1. Sul sito www.biofattorianonnaluisa.com si trovano la ristorazione, i percorsi didattici, le feste, gli alloggi, il calendario degli eventi e la pagina dei contatti, per scrivere e prenotare o anche solo, come dicono loro, per un saluto. Chi preferisce un primo assaggio di atmosfera può seguire l’agriturismo su Instagram e su Facebook.

Prenotate un pranzo, una festa di compleanno, una giornata con i bambini o una serata tra amici. A Ferentino c’è una tavola apparecchiata, una famiglia che aspetta gli ospiti come si aspettano i parenti, e una fattoria che sta già pensando alla prossima stagione.

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